La salute dei bambini
Una fiaba è meglio del biberon

di Nico Orengo
Da "La Stampa" - 8 aprile 2001 - Editoriale in prima pagina

 

C'era una volta. Una volta c'era…", quale incanto e sorpresa maggiore è possibile immaginare di questo inizio di frase? Lo ha pensato anche il ministero della Sanità che fra alcune "regole d'oro" per la salute del bambino ha inserito quella di raccontare fiabe.
E raccontarle presto, raccontarle subito, quando il neonato ha 5-6 mesi. Le Regioni del Piemonte, della Basilicata, del Friuli promuoveranno da settembre una campagna di fate e gnomi, perché no: streghe e lupi. E castelli incantati.
Dunque i genitori sono avvertiti. Tocca a loro allenarsi nel gioco del "c'era una volta"- Perché un gioco che crea un buon rapporto, favorisce lo sviluppo del linguaggio e dell'apprendimento. Favorisce l'affettività.
Raccontare ad un neonato è un'avventura serale che concilia il sonno, che gli prendere coscienza degli oggetti che ha nella stanza, nel suo letto. Non occorre essere i fratelli Grimm o Andersen o Calvino. Basta essere se stessi e parlargli del cuscino sul quale appoggerà la testa o della coperta che lo coprirà. Si usa la voce che già è un ponte misterioso e solido per andare incontro a personaggi come: la finestra, la porta, il soffitto, il passeggino. E uno li racconta. Racconta che il cuscino e la coperta di giorno dormono e la sera stanno svegli per proteggerlo, mentre lui è a dormire.
E' facile regalargli un piccolo libro di poche pagine, colorato, che magari suona. Che magari canta, fargli vedere che le pagine girano mentre la voce li accompagna.
E' un modo per insegnargli che in quel breve perimetro ci sono mondi grandissimi, abitati da principesse e piselli, lucciole e noci. Bastano poche parole, da ripetere sera dopo sera, facendo un po' gli attori, spalancando gli occhi, movendo la faccia.
E il gioco della fiaba, un gioco che vale tanto, se non di più, di una buona pappa, di un buon omogeneizzato, di un biberon di latte caldo, di un bagno.
Perché ci sia un "mentre", un "dopo", è sempre necessario che ci sia stato quel "c'era una volta".

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