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Era una fredda notte d'inverno, fra gli anni 243 e 366 dopo Cristo, quando
nell'antica Roma imperiale, amici e parenti si scambiarono le prime "stranae"
ovvero strenne, per festeggiare il "dies natalis". Agli auguri di buona
salute, si accompagnarono presto ricchi cesti di frutta e dolciumi, e poi
doni di ogni tipo, perché la nascita di Gesù e, insieme, l'anniversario
dell'ascesa al trono dell'Imperatore, divenissero il simbolo di una
prosperità che avrebbe dovuto protrarsi per l'intero anno.
Passarono i secoli ed, in un bel giorno del 1800, il rito trovò la sua
personificazione in un forte vecchio rubicondo dalla barba bianca, residente
al Polo Nord dove, secondo la tradizione, aiutato da numerosi gnomi
costruirebbe dei giocattoli da distribuire come doni durante la notte di
Natale, con l'ausilio di una slitta trainata da renne volanti e passando
attraverso i camini delle case. Questo arzillo vecchietto prende il nome di:
Babbo Natale. Un personaggio molto simile è realmente esistito, si tratta di
San Nicola; questi regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo
anonimamente attraverso i camini o le loro finestre. In ogni caso Nicola
divenne nella fantasia popolare "portatore di doni", compito eseguito grazie
ad un asinello nella notte del 6 dicembre (S. Nicola, appunto) o addirittura
nella notte di natale.
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