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Erano lì tutti in fila ordinati e pazienti,
nel cortile interno del Paradiso. Erano i giovani angeli custodi. Beh, non
tutti erano tranquilli, c'era sempre qualcuno un po' irrequieto che
tentava di far sorridere gli altri, tanto per ingannare l'attesa. E tutti
loro erano ansiosi di essere assegnati al loro compito sulla terra. Quale?
Fare l'angelo custode, appunto!
Per questo erano andati alla scuola celeste.
Bisogna sapere che non tutti gli angeli possono diventare custodi. Ci
vuole pazienza, studio, impegno. Bisogna superare l'esame finale e
l'Arcangelo Gabriele è anche piuttosto esigente! Ma Angioletto era stato
promosso con lode: sarebbe stato inviato presto sulla terra, per un
bambino speciale, il "suo" bambino.
Era in stato d'attesa da tempo, ormai, ma non osava raccontare la sua
preoccupazione a nessuno: sarebbe stato un pessimo esempio per gli angeli
nuovi.
"Chissà quando mi chiameranno!" sbottò una mattina di luglio.
"Se sei ancora qui" gli sussurrò l'Arcangelo Gabriele, "...è perchè ho
intenzione di affidarti un incarico speciale. C' è una persona che mi sta
molto a cuore. Ecco ora puoi andare da lei e... buon lavoro!"
E gli allungò le coordinate per raggiungerla, che è come dire le
indicazioni stradali per arrivare a casa...
A casa? Quale casa? Sulle "coordinate celesti" non c'era una casa
specifica, c'era solo scritto che il bambino sarebbe nato otto mesi dopo,
che per il momento doveva curare la sua serena crescita nei desideri di
mamma e papà.
"Buona questa! Come se fosse facile!"
Angioletto aveva studiato che il suo protetto avrebbe vissuto per alcuni
mesi in un luogo speciale e che perciò sarebbe stato prima un bimbo vero e
bello nella pancia della mamma. E lì ce n'erano cose da imparare!
"Bene!" concluse deciso Angioletto, "cominciamo il lavoro."
Intanto non sapeva proprio come chiamarlo.
"Ciao, chissà che nome ti daranno!" gli sorrise.
Un piccolo sussulto e il bimbo sorrise così, fluttuando.
"Finalmente sei arrivato!" gli disse il bimbo.
"Ti chiamerò Bimbomio. Ti piace?"
"Sì, mi piace proprio, non mi pare che abbiano già trovato un accordo per
un nome per me, ma so che mi aspettano tanto!"
"Sei un bimbomio fortunato!"
Bimbomio fece una nuotatina e riprese a succhiarsi il pollice.
Dunque lui era la sua vita prossima futura, considerò Angioletto, lui il
bimbo da condurre per mano, da difendere dal male, da sorreggere sempre,
anche quando, cresciuto, avrebbe dovuto accettare di stare nell'ombra di
una preghiera frettolosa la sera: Angelo di Dio che sei il mio custode...
"Sai che sono il tuo angelo custode?"
"Oh, sì, l'ho sempre saputo. Dio mi ha accarezzato e mi ha fatto conoscere
il suo bene... Mi ha detto che non sarò mai solo e che oltre a Lui e a
mamma e Papà, ci sarai anche tu ad aiutarmi a nascere e poi... mi
difenderai dai pericoli, dagli errori, dal male insomma...là fuori dev'essere
bello, ma deve essere anche complicato!"
Angioletto pensò a tutti gli interventi d'urgenza che avrebbe dovuto
operare: sapeva di essere ben preparato e con lode!
"Non vedo l'ora di farmi abbracciare da mamma e papà: riconosco già le
loro voci, sai, soprattutto le loro risate. La mamma ha una voce
dolcissima, papà deve essere un tipo divertente: giocheremo insieme un
sacco, vedrai!"
"Appunto..." Angioletto pensò che Bimbomio aveva già imparato molte cose.
Diede una rapida occhiata all'angelo custode dei due genitori e li vide
provati, ma in buone condizioni.
"Bimbomio promette bene, i suoi genitori mi sembrano persone
responsabili..." pensò, poi aggiunse rivolto ai due custodi "ehi, voi
due... ci metteremo d' accordo vero? Questo Bimbomio dovrà crescere
benone!"
Ci voleva un minimo di collaborazione!
I due angioloni sorrisero bonari e ammirati: i giovani angeli custodi
erano tipetti decisi e con le idee chiare! E ringraziarono Dio per quella
nuova vita, che avrebbe impegnato di più anche loro, ma avrebbe loro
portato molta, molta gioia!
Solo allora si accorsero che i loro protetti, mamma e papà di Bimbomio,
stavano scegliendo il nome del loro bambino: ecco, questo era un affare
delicato, tutto loro!
"Francesco? Che sia meglio Andrea, o forse Luca... E se fosse una
bambina?"
Solo Angioletto sorrideva divertito, fece l'occhiolino a Bimbomio che
smise di succhiare e si fece anche lui una bebè-risatina.
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