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Uffabaruffa:
rieccomi qua!
Me ne sono capitate di tutti i colori in questo ultimo periodo! Ora vorrei
raccontare queste avventure a tutti quei bambini che continuano a chiedere
mie notizie dopo aver letto la vicenda in un libro, scritto da un'amica…
Questa volta però preferisco narrare le mie avventure di persona. Non mi
fido tanto degli scrittori e non vorrei che dando il compito a uno di
loro, facesse poi confusione o commettesse qualche errore…
Ne soffrirebbe la mia reputazione di STREGA… ops, volevo dire, di FATA!!!
Eh sì, sono proprio una fata e il mio nome, UFFABARUFFA, è un soprannome.
Ho un vestito multicolore, con il solito tascone (che ho chiamato "borsaportatuttoquelcheserve"
pieno di strumenti di…ehm lavoro); ho un cappello stellato, una vera
bacchetta magica e… una scopa tutta d'oro… Una scopa? Una fata con la
scopa? Sì, è la scopa di quando facevo la strega.
Ma tutto questo è già stato narrato nell' altro libro.
Basta sapere che, grazie a un po' di amici e alla mia incoscienza (dicono
loro), sono riuscita a farmi cacciare dal Gran Consiglio delle Streghe… e
a diventare una fata. Come? Basta avere una scopa-magica che annota tutte
le magie buone che ti capita di realizzare e che poi le racconta alla
regina delle fate…
Il problema è che fare la strega mi è sempre sembrata una gran
stupidaggine… Alla fine, se non finisci in qualche forno o giù per un
burrone, o trapassata dalla spada di un principe coraggioso… ti ritrovi
solo un feroce mal di stomaco e chiazze verdognole sulla pelle, per la
rabbia!
Bella soddisfazione. Ma tu… faglielo capire a quelle esaltate del Gran
Consiglio!
Loro non fanno che ripetere:
"Tu devi fare la strega così…e cosà. E non si può fare questo… e non si
può fare quello… e così ti diamo un'ultima possibilità…"
…Possibilità che io non ho certo "colto" al volo!
Ed ora eccomi qui, nel mondo delle fate.
Me lo avevano presentato un po' troppo tenero e mieloso… invece è composto
di gente "tosta", che non perde mai il senso dell'umorismo… anche quando
capita di combinare qualche guaio.
Proprio come faccio io che , in fondo, non mi sono mai sentita una vera
strega.
Non c'è dubbio però che io sia una fata un po' speciale. Per via della
scopa d'oro magica, ma non solo. Vado matta per il gelato al pistacchio,
per il cioccolato e, da qualche tempo, anche per la pizza, una vera
merenda da fate!
Nella "borsatuttoquelcheserve" del mio vestito colorato, oltre al
cioccolato e alle pizzette di riserva, ci sono sempre paletta, secchiello
e tutto il resto…per costruire castelli di sabbia. Sono la mia specialità
e i miei amici Dodo, Luisa, Tonio e gli altri bambini sono sempre pronti a
costruire con me torri, guglie, ponti ed archi. Un giorno parteciperemo a
un concorso e vinceremo il primo premio!
Oltre a loro e alla mia inseparabile scopa d'oro, ho altri due nuovi
amici. Uno di questi è Buc.
Buca,
cane da fate
Qui vi racconto come ho conosciuto il fedele cane Buc.
Buc non è il mio cane. Però sta sempre con me, perché il suo vero padrone
non lo può tenere. … E questa è una storia semplice.
Dopo il mio esame nel mondo delle fate, superato con successo grazie alla
mia scopa, ho ripreso la mia vita di sempre… con qualche piccolo
cambiamento. Ho rifatto in un "batti-magia" il mio guardaroba con un sacco
di grembiuloni coloratissimi: finalmente! Poi ho corretto quelle
stramberie stregonesche della mia casetta: via tutti quei particolari
orridi che mi avevano costretto a costruire. Così se ne sono andati anche
i pipistrelli e le cornacchie… Ora la mia dimora vicino al mare ha grandi
vetrate, da cui posso vedere la spiaggia e salutare i gabbiani, sempre
indaffarati. I muri sono tutti bianchi, con decorazioni dorate, mentre il
tetto è rosso. Tutt'intorno è un fiorire di meraviglie profumate, in ogni
stagione. Anzi… c'erano i fiori. Adesso non ci sono più, perchè Buc, il
cane, ha "bruciato" tutto sotto le sue zampe previdenti: infatti uno dei
suoi compiti principali è, ancora adesso, sotterrare ossi per i tempi di
carestia. Quindi diciamo che il giardino della mia dimora ne ha sofferto
un po'.
La storia di Buc è andata esattamente così.
Un giorno qualsiasi, qualche mese fa, Dodo, Luisa, Tonio e la banda al
completo mi aspettavano sulla spiaggia del loro paesetto. Alla solita ora,
"armata" di tutto punto, sono volata sulla mia scopa d'oro
all'appuntamento. Ma dei ragazzi… neppure l'ombra.
"Ci risiamo…" mi sono chiesta a voce alta "…che sia già ricominciata la
scuola?"
Il gelataio trascinava come al solito il suo dolce carretto sulla
spiaggia:
"Niente bambini oggi Uffabaruffa?"
"Niente… che sia cominciata la scuola?"
"No, no… siamo ancora in piena vacanza."
"Aspetterò e intanto mi farò un bel castello."
Ho incominciato, ma non riuscivo a concentrarmi e davo qua e là qualche
occhiata per vedere se qualcuno si fosse fatto vivo, quand'ecco… un
turbine!
Un gruppo di bambini eccitati si è precipitato in spiaggia e, cosa non
secondaria, è piombato sul mio castello!
"Ohhh! Mi dispiace, Uffabaruffa! Non lo avevamo visto!" si è scusato
Tonio.
"Ho l'impressione che il mio castello valga la ragione di questa calata
improvvisa di barbari…"
"Oh, sì Uffa… c'è una grossissssssima novità" ha esagerato Luisa.
Cominciavo a capire. La "novità" infatti aveva fatto pipì sui miei piedi.
Ma mi sono controllata: ero o non ero una fata?
"Allora vediamo questa meraviglia…"
Dodo mi ha allungato una cosina nera nera, non proprio bella… Ma provate
voi a mettervi nei panni di un bambino che ha desiderato un cucciolo per
anni! La meraviglia aveva orecchie esageratamente lunghe e un folto pelo
nero come un cappello da strega.
"E' un cane!?" ho chiesto perplessa.
"Certo che è un cane, è un cucciolo. E' tuo, Uffabaruffa!"
"Mio? Io non voglio un cane per casa. E poi le fate non hanno cani… così!"
"Così come?" ha chiesto deluso Dodo.
"…Neri!"
"Ma tu sei una fata speciale!"
La scopa magica ha cominciato a dare segni di insofferenza! Se avesse
potuto, avrebbe spazzato via il cucciolo, subito!
"Datemi una buona ragione perché io dovrei occuparmi di un cucciolo."
"Beh, prima di tutto perché sei buona. Poi perché sei una nostra amica,
infine perché altrimenti lo devo portare al canile…" ha spiegato Dodo. "A
casa non ci permettono di tenerlo!"
Gli occhi di tutti erano su di me…Come si fa a dire di no a dei tipi così?
Ho guardato quel musetto, gli occhi dolci e ho detto:
"Ok! E' mio."
I bambini hanno fatto il solito balzo tutti insieme e io mi sono ritrovata
stesa sulla sabbia, con il cucciolo che zampettava, trascinando le lunghe
orecchie sul mio stomaco.
La scopa magica invece si è appartata offesa e delusa. Allora le ho
chiesto:
"Dovevo lasciarlo andare randagio o prigioniero in qualche canile? Pensa
ai bambini…So che sei una scopa sensibile , cosa farei senza il tuo
aiuto?"
La scopa ha scintillato un po': si capiva che si era convinta.
"Si chiama Buc" ha precisato Tonio frettolosamente, guardando con ansia la
scopa.
"Ma è un nome… difficile per un cuccioletto…" ho obiettato.
"Dici?" ha detto Dodo. "Beh… crescerà, Uffabaruffa, Buc crescerà e il nome
gli andrà benissimo!"
Ecco, così Buc è entrato a far parte della mia vita di fata. Adesso non è
più un cuccioletto, si è fatto più robusto, è goloso della mia pizza e ha
un fiuto formidabile.
La sola cosa difficile è fargli accettare l'altro mio nuovo amico. Non che
Buc non sia un tipo socievole, anzi, come tutti i cani è un campione di
simpatia. Il problema è che l'altro amico è …un gatto. Anzi… un gatto un
po' scorbutico e superbo. Un gatto da streghe! E, in particolare, Buc ha
uno sviluppatissimo fiuto anti-strega.
...continua
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