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La terra stretta
Per il progetto "Mostri", Corte Ospitale di
Rubiera (RE), 1998
C’era una volta uno stretto confine
Che separava due terre vicine
Una chiamata Paese del Noi
L’altra chiamata Paese del Voi
Per mille secoli queste due terre
Fecero gare, fecero guerre
Per chi correva più lento o veloce
Per chi contava le storie più belle
Per chi cantava con più bella voce
E per chi aveva più chiara la pelle.
Ma in mezzo a loro c’eran creature
Che erano chiare ma erano scure
Erano buone ma molto cattive
Sempre ammazzate e sempre più vive
Non erano qua, non erano là
Come se stessero sempre a metà
Non erano Nostri, non erano Vostri
E li chiamarono Mostri.
Per la Fiera del Libro di Bologna
Per "Popotus", inserto de "L'Avvenire", in
occasione della Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna del
1998
Fiera di libri, libri di fiera
Io ci son stato e son stato contento
Io ci son stato e ho visto com’era
Era una fiera bufera di vento
Cento milioni di libri diversi
Scritti di seguito oppure coi versi
Solo figure e senza parole
Solo scritture e senza colore
In italiano cinese spagnolo
Tutte le razze paesi costumi
Dieci racconti in un libro solo
Solo un racconto in dieci volumi
Ne avevo letto già più di seicento
Quando ho sentito quel vento…
Vento segreto dei libri migliori
Che piano piano sospira fuori
Vento che dorme nascosto tra i fogli
E che si sveglia quando li sfogli
E fa frullare frullare i maghi
Frrrrrr... frrrrrr... maghi di carta!
E fa volare volare i draghi
Frrrrrr... frrrrrr... draghi di carta!
E fa ballare ballare gli eroi
Che sono forti, più forti di noi
E fa crepare crepare i cattivi
Non si capisce da dove arrivi
Questa folata di vento burlone
Frrrrrr... frrrrrr... vento che spoglia!
Che fa scoppiare una gran confusione
Frrrrrr... frrrrrr... vento che sfoglia!
Frulla le pagine una per una
Le gira tutte, non lascia nessuna
Frusciano i fogli di tutti i giornali
Frullano i libri che sembrano ali
E sette sciami di personaggi
Come le rondini di sette maggi
Volano volano via dalla Fiera
Filano filano via nella sera
Volano in cielo e non tornano più
Lasciano tutti
- Guarda, Lucia! -
naso all’insù.
Per la scuola Anna Frank
Per l'inaugurazione della Scuola Comunale
dell’Infanzia "Anna Frank" di Reggio Emilia, giugno 1999
Brava Anna, che hai conservato la speranza
in bellissimi vasetti di conserva.
L’hai conservata bene, perché serva,
ne hai conservata tanta, ed abbastanza
che ne è arrivata tanta fino a noi.
E noi ce la spalmiamo nei panini
in questa scuola fatta di bambini,
che di nient’altro in fondo hanno bisogno.
E allora sta’ a sentire questo sogno.
Giocavamo tutti insieme e tu ridevi,
e io contavo e tu ti nascondevi.
Ti sei nascosta dentro quell’armadio.
Sono arrivato a mille, e nella radio
dicono che la guerra ormai è lontana.
E allora io ti trovo, e tu fai tana.
Questo sogno così non si può fare.
Ma un altro sì, e noi sappiamo come.
Possiamo fare tana in una scuola,
e a quella scuola metterle il tuo nome.
Per una TV quadra tonda
Per il progetto "Il Gioco di Mirando"
dell’Assessorato alle politiche della città delle bambine e dei bambini
del Comune di Roma, 2000
Mio nonno ciccione si chiama Felice:
è vero anche se la TV non lo dice.
In piazza da ieri è arrivata la giostra:
è vero anche se la TV non la mostra.
A me piace Chicco ma a lui piace Carla:
è vero anche se la TV non ne parla.
A quello che dico mio padre ci crede:
è vero anche se in TV non lo vede.
Le cose del mondo son molte di più
di quelle che entrano nella TV.
E se lo disegni, è presto spiegato:
il mondo è rotondo, il video è quadrato.
Per un Giornale dei Bambini - numero zero
Per il progetto "Unione dei Piccoli" del
quotidiano "L’unione Sarda", Cagliari, 2000 (mai andato in porto)
Abbiamo fatto questo giornale
Che se non lo facevamo era uguale
Non ha gli articoli, non ha le foto
Non è di oggi ma neanche di mai
Fuori c’è scritto, ma dentro è vuoto
Prova ad aprirlo e te ne accorgerai
Non ha notizie di cose successe
Nemmeno il calcio coi risultati
Ha tante pagine, sempre le stesse
Con tutti i pezzi, però disegnati
Zero da leggere, zero colori
Zero di dentro e zero di fuori
C’è solo il numero che dice il vero:
numero zero.
Per un Giornale dei Bambini - numero uno
Per il progetto "Inserto Unione dei Piccoli"
Un giornale per bambini
io lo so come si fa:
se ne prende uno per grandi,
se ne butta la metà…
E quel mezzo che rimane
per metà è carta di pane
gocciolato di scritture,
per metà è acqua di mare
dove nuotano figure.
Si fa bene, si fa bello,
come un libro, come un gioiello,
con il trucco degli autori,
dei poeti e illustratori,
dei Rodari e dei Piumini,
applicato ad ogni foglio:
CON LA SCUSA DEI BAMBINI,
FAR LE COSE MEGLIO.
Per gli incendi della Sardegna
Per il progetto "Inserto Unione dei Piccoli"
Macchia di mirti, corbezzoli, cisti
Scura dimora di mondi mai visti
Madre di piccola vita stupenda
FUOCO LA PRENDA
Bosco di sughere, castagni, lecci
Padre di foglie, fatto d’intrecci
Nero di ombre, fitto di luci
FUOCO LO BRUCI
Terra di rocce ruggine e argento
Madre d’incendi figli del vento
Non serve a niente che canti e che piangi
FUOCO LA MANGI
Mano segreta che spargi quel fuoco
Bruci il tuo mondo per così poco
D’ora in avanti prima che accenda
GIUSTIZIA TI PRENDA
Babbo orco multitrade
Per un allestimento sulla figura di "Babborcu"
realizzato dalla libreria Tuttestorie di Cagliari alla Fiera
Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna del 2001
Babbo Orco, Brutto muso
Che mi tieni qui rinchiuso
A cucire le scarpette
Gli zainetti, le magliette
Che ti mangi a spezzatino
I miei giorni di bambino
Che ti fanno grasso e ricco
Senti quello che ti dico
C’è una fiaba molto antica
Che anche oggi è verità
Perché dalla mia fatica
Tanta cacca ti verrà
Cacca fatta di scarpette
Cacca fatta di magliette
Tanta cacca fatta a mano
Dalla mano piccolina
Di un bambino colombiano
Di una bimba della Cina
Perché non ci fermeremo
Perché non ti fermerai
Finché un giorno, Orco scemo
Dalla cacca scoppierai
Per la bibliotecaria Nina
Per la bibliotecaria più piccola della biblioteca
più piccola che io abbia mai visto: quella di Irgoli, Nuoro. Gennaio 2002.
In una piccola bibliotechina
Bibliotecaria è la piccola Nina
Che tiene lindo di dentro e di fuori
E con i libri fa mazzi di fiori
Nina racconta, Nina consiglia
Per ogni ospite e per ogni gusto
Tiene da parte qualche meraviglia
Sfila dal mazzo il libro più giusto
Quando è finita la lunga giornata
Spegne la luce, chiude la porta
Fa un bel sospiro, è affaticata
E torna a casa per la via più corta
Prima di entrare scuote i capelli
E cade giù come pioggia sui monti
E vola via come stormo d’uccelli
La polverina di cento racconti
Per il libro
libro "Cari bambine e bambini…", supplemento a "L’Unità" del 20 novembre
2002, Nuova Iniziativa Editoriale, Milano, 2002.
Diritto alla salute
Etcì! – Salute!
Le malattie son brutte
È meglio stare bene
La febbre è nelle vene
Arriva la puntura
Ma io non ho paura
Perché ci sono i miei
Senza come farei
E poi viene il dottore
Con il suo strano odore
E poi c’è l’ospedale
E poi viene Natale
E quando starnutisco
Le cose conosciute
Mi dicono "Salute!"
E allora io guarisco
Diritto alla famiglia
Se foste uccelli, amerei le vostre ali
Se foste cervi coi musi giocherei
Dite che gli uomini non sono tutti uguali
È proprio vero, perché voi siete i miei
E non m’importa se siete dieci o tre
Se siete ricchi o furbi o neri o strani
Quello che conta è che siete qui per me
E che svegliandomi, vi trovo anche domani
Diritto all'educazione
Se mi insegni, io lo imparo
Se mi parli, mi è più chiaro
Se lo fai, mi entra in testa
Se con me tu impari, resta
Diritto al gioco
Fammi giocare solo per gioco
Senza nient’altro, solo per poco
Senza capire, senza imparare
Senza bisogno di socializzare
Solo un bambino con altri bambini
Senza gli adulti sempre vicini
Senza progetto, senza giudizio
Con una fine ma senza l’inizio
Con una coda ma senza la testa
Solo per finta, solo per festa
Solo per fiamma che brucia per fuoco
Fammi giocare per gioco
Diritto a essere cittadini d’Europa
C’era una volta un Nuovissimo Regno
Rima di ferro, rima di legno
Che si chiamava Governo d’Europa
Rima di straccio, rima di scopa
Tutti i regnanti si sono riuniti
Rima di chiodi, rima di viti
Per stabilire la Costituzione
Rima di stati, rima di zone
Mille bambini sono arrivati
Rima di fiori, rima di prati
Perché volevano dire la loro
Rima di canto, rima di coro
Visto che siete appena all’inizio
Rima di ozio, rima di vizio
Non fate sempre quel solito sbaglio
Rima di puzza, rima di aglio
Fate un bel regno che valga per tutti
Rima di fiori, rima di frutti
Anche per noi, non teneteci fuori
Rima di frutti, rima di fiori
E sarà un regno più degno perché
Rima con tutti fa rima con me
Per la libreria "Tuttestorie"
Per la festa della libreria "Tuttestorie" di
Cagliari, il 5 giugno 2003
Cè una tana colore arancione
Con un cuore di dolce melone
E semini di libri e di glorie
Sarà vero o sarà TUTTESTORIE?
C’è una specie di domu de jana
Dove tessono a fili di lana
Fiabe e sogni, visioni e memorie
Sarà vero o sarà TUTTESTORIE?
E ci sono tre Fate Madrine
Che a dispetto di molte mazzine
Vanno avanti a filare vittorie
Ed è vero, perché è TUTTESTORIE
Per una scuola che assomigli al mondo
Per Alberto Melis e la sua scuola "Iqbal Masih"
di Quartu Sant'Elena (CA), febbraio 2004
Nel mondo ci sono le terre ed i cieli
Non sono divisi in scaffali
Nel mondo ci sono le fiabe e le arti
Non sono divise in reparti
Nel mondo c’è un nido, che è la tua classe
Uscendo non trovi le casse
Nel mondo ci sono maestri un po’ maghi
Ci sono, non solo se paghi
Nel mondo il sapere che vuoi si conquista
Nel supermercato si acquista
E allora rispondi con una parola
Com’è che la vuoi la tua scuola?
Filastrocca mangiabambini
Per l’allestimento "Per mangiarti meglio" curato
dalla libreria Tuttestorie di Cagliari alla Fiera Internazionela del Libro
per l’Infanzia di Bologna, 2004
Cuocete piano piano, coscettine di pollo
Bambine di vaniglia, bambini caramello
Le mamme fanno i figli con l’acqua e la farina
Forse viene una pizza, ma forse una bambina
Il mondo è un pentolone, chi cresce si trasforma
Crescete piano piano, e cambiate la forma
Budini con gli occhiali, hamburgher coi capelli
Le bambine patate, i bambini piselli
Ma fuori cosa c’è? L’Orco con la forchetta?
È il Mercato coi denti là fuori che vi aspetta?
Cuocete piano piano, ma se trovate quello
Correte forte forte, coscettine di pollo
Per non pagare i libri in biblioteca
Per l’iniziativa "No al prestito a pagamento in
biblioteca", Bologna, Sala Borsa, 23 aprile 2004
Se vuoi un bel romanzo di sogni e di draghi
Lo cerchi, lo trovi e lo paghi
Se vai in biblioteca c’è libero accesso
Ma il libro lo paghi lo stesso
C’è un foglio che spiega che cos’è il diritto
Quel libro qualcuno l’ha scritto
È giusto così, faccio una passeggiata
Che bella serata, c’è un’aria incantata
Ammiro una chiesa, una bella facciata
E quella chi l’ha disegnata?
Raccolgo un papavero: e se è brevettato?
Qualcuno dev’esser pagato?
Ammiro un paesaggio, mi piace, mi appaga
Mi volto: dov’è che si paga?
Ma non c’è nessuno che stacca il biglietto
Così torno a casa, mi butto sul letto
Mi viene da piangere, dico: lo accetto
Son qui, pago io, pago tutto
Il mondo è in affitto, li pagherò io
I diritti d’autore di Dio
L'isola delle storie
Per l'omonimo festival della Letteratura di Gavoi,
Nuoro, luglio 2004
C'è un'isola che dorme
Sandalo in mezzo al mare
Che confonde le forme
Contro genti corsare
C'è un'isola che sogna
Cantata dalle onde
Puoi chiamarla Sardegna
Ma quasi mai risponde
Stontonata dai venti
Intronata d'azzurro
Se stai zitto lo senti
Che respira un sussurro
Come un fruscìo di canti
Di storie senza fine
Di rime e di racconti
Senza muri a confine
Come un coro profondo
Che tesse le memorie
Le storie son del mondo
L'Isola è delle storie
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