Gianduja

GiandujaImmagine tratta da: “Carnevale con Frate Indovino. Le maschere della Commedia dell’Arte e il Teatrino 3D da montare”, suppl. al n. 1 del 2015 del periodico mensile Frate Indovino, Edizioni Frate Indovino. Illustrazioni: Maestro Severino Baraldi

Storia e origini della maschera di Gianduja

Nasce verso la fine del ‘700 e ha origini piemontesi. Per essere più precisi ha origine in un paese dell’Astigiano, Callianetto.

Giuanduja è allegro, di buon umore e terribilmente distratto: si narra che una volta abbia speso ore e ore a cercare il somaro su cui era in groppa!

Incarna lo spirito bonario e gioviale dei piemontesi, generoso e assennato, ospitale e sorridente: è il galantuomo coraggioso e sempre pronto a fare del bene. Ama il buon vino, la buona tavola e stare in compagnia.

È sposato con Giacometta, donna semplice ma dall’intelligenza vivace, che rappresenta la saggezza delle donne piemontesi, che sanno con il buon senso risolvere anche le situazioni più difficili.

Il suo costume è di classica foggia settecentesca e prevede pantaloni di fustagno marroni, calze rosse, panciotto giallo. In testa un cappello chiamato tricorno e una parrucca con il codino, al collo un fiocco verde.

 

Curiosità

Durante il Carnevale del 1865, a Torino, la maschera di Gianduja distribuì per le strade della città una leccornia fatta di cacao, burro di cacoa, zucchero e crema di nocciola delle Langhe: il gianduiotto! Il cioccolatino, ancora oggi delizia per il nostro palato, prende il suo nome proprio da questa maschera.

Testo di Ilaria Pavetto

 

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