Meo Patacca

Meo PataccaImmagine tratta da: “Carnevale con Frate Indovino. Le maschere della Commedia dell’Arte e il Teatrino 3D da montare”, suppl. al n. 1 del 2015 del periodico mensile Frate Indovino, Edizioni Frate Indovino. Illustrazioni: Maestro Severino Baraldi

Storia e origini della maschera di Meo Patacca

Meo Patacca è la maschera che nella Commedia dell’Arte rappresenta, insieme a Rugantino, la città di Roma. Originario di Trastevere, noto quartiere romano, è spiritoso e impertinente, ma buono di cuore. Vuole sempre avere ragione, è spavaldo e coraggioso e spesso usa il bastone.
È un vero attaccabrighe, cerca di provocare risse e tafferugli, ma lo fa con simpatia e non si tira mai indietro.

Indossa un panciotto allacciato di lato, con una fascia in vita, un fazzoletto legato al collo, in testa un berretto o una retina calzati all’indietro. I pantaloni sono stretti al ginocchio e le scarpe hanno fibbie di acciaio.

Viene raffigurato spesso con un fiasco di vino, intento a bere.

 

Curiosità

Il suo nome deriva dal soldo che costituiva la paga del soldato, la “patacca”. La prima volta che fa la sua comparsa è infatti nel 600′ in un poema di Giuseppe Berneri, dove impersona un soldato, sempre pronto a battersi.

Testo di Ilaria Pavetto

 

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