Pulcinella

PulcinellaImmagine tratta da: “Carnevale con Frate Indovino. Le maschere della Commedia dell’Arte e il Teatrino 3D da montare”, suppl. al n. 1 del 2015 del periodico mensile Frate Indovino, Edizioni Frate Indovino. Illustrazioni: Maestro Severino Baraldi

Storia e origini della maschera di Pulcinella

È la maschera di Napoli, una delle più popolari e antiche.
Già conosciuta ai tempi dei Romani e sparita con l’arrivo del Cristianesimo, la maschera di Pulcinella è risorta nel ‘500 con la Commedia dell’Arte e da allora è una delle maschere più amate del Carnevale insieme ad Arlecchino.

Pulcinella è pigro, ironico, opportunista, sfrontato e chiaccherone. Ha un’insaziabile voracità ed è sempre alla ricerca di cibo.
Per un piatto di maccheroni è disposto a tutto: rubare, mentire, imbrogliare e prendere bastonare.

Di poche parole, è un po’ goffo, ma sempre in movimento, alla ricerca di espedienti per sfuggire alla prevaricazione e all’avarizia di ricchi e potenti.

Il colore del suo costume – pantaloni e ampia camica – è bianco, con una maschera nera con naso lungo e adunco e un cappello bianco di stoffa bianca.

Il nome di Pulcinella deriva con ogni probabilità dal napoletano “pollicino”, che significa pulcino, e si riferisce al timbro della sua voce.

 

Curiosità

L’espressione “il segreto di Pulcinella” che indica un segreto che non è più tale, si riferisce ad una caratteristica di questa maschera: non riesce mai a tacere e a tenere un segreto a lungo.

Testo di Ilaria Pavetto

 

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 Buon Carnevale a tutti!


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