Io AMO la scuola pubblica

Non posso tacere su un argomento che mi fa “scaldare” parecchio.

Io AMO la scuola pubblica

Io AMO la scuola pubblica

Ieri sera in Largo La Foppa a Milano era organizzato un presidio di mamme delle scuole pubbliche di zona per protestare contro quello che viene chiamato “il decreto Gelmini”.
Ci sono stata. Perché era giusto così, perché bisognava ESSERCI, anche se purtroppo temo che non servirà a nulla. La legge passerà e le mamme, come sempre, si dovranno arraggiare e riorganizzare!

Qui non si tratta di essere di destra o di sinistra. Di strumentalizzare o meno. Io voglio solo CAPIRE (e se possibile, ma ne dubito, non essere presa per i fondelli!)

Prendiamo in mano il decreto. (Prima di esprimere un giudizio è sempre bene capire di che si sta parlando, quindi cliccate qui per leggere il decreto)
Personalemente posso anche essere favorevole alla valutazione con i voti invece che con i giudizi.
Parliamoci chiaro: i maestri sapranno valutare COMUNQUE i bambini.
E’ il loro lavoro!
Per cui su questo punto non soffermiamoci.

Quello che mi manda in bestia (e in BESTIA davvero!) è l’articolo 4 del decreto (lo state leggendo?) Ecco cosa leggo io:

“e’ ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.”

Ora, se la matematica non è un’opinione, 24 ore settimanali significa 4 ore al giorno per 6 giorni. E allora perché mi si dice (e mi si vuole far credere!) che il Tempo Pieno non sarà toccato?
Certo, nel decreto si dice che “si tiene comunque conto delle esigenze…” ma quello che vedo io è che ci saranno, forse, delle ore pomeridiane affidate a qualcuno che non sarà il maestro unico (Ma Gelmini mi devi dire CHI E’!) che si occuperà dei miei pargoli. La mia interpretazione (personalissima, per carità!) è che nel pomeriggio i bambini che avranno bisogno di fermarsi a scuola (perché quelle dementi delle mamme pretendono pure di lavorare!) saranno “PARCHEGGIATI” in alcune classi, dove qualcuno, si spera, si occuperà di loro. Non facendo scuola però! Facendo semplicemente passare il tempo prima che quella pazza della mamma, sempre trafelata (come mai poi?) si degni di venirli a riprendere.

E attenzione! Questo fantastico parcheggio, sarà pure a pagamento (da parte delle famiglie, è chiaro!).

Ma perché se si deve fare un “taglio” alla spesa pubblica, bisogna tagliare sul futuro dei bambini? Perché prima di rovinare la scuola pubblica, non si tolgono (per esempio!) le sovvenzioni alle scuole private? Che restino aperte solo se hanno abbastanza alunni per potersi mantenere da sole, accidenti! Perché devo sovvenzionare io delle scuole dove sono quasi tutti promossi anche se non lo meritano? Dove, oltre a dover pagare, si insegna a mio figlio che nella vita si va avanti COMUNQUE, che ci si impegni o meno è la stessa, identica cosa? E dire che dai dati di una ricerca di qualche anno fa (OCSE-Pisa 2006, vedete qui qualche risultato oppure fate una ricerca on line) era emerso che la scuola primaria pubblica italiana era di buon livello… E noi che facciamo? La roviniamo. E con essa roviniamo pure il futuro a tanti bambini.

Non sono in grado di capire cosa succederà alle altre scuole (medie, università, ecc). Scusate, faccio parte di quelle mamme dementi che cercano di conciliare casa e lavoro e non trovo tempo di informarmi anche su scuole che per ora i miei bambini non frequentano. Però se c’è tanta protesta in giro, qualcosa vorrà dire…

Tralascio anche di commentare sulle classi PONTE per bambini stranieri, altrimenti questo post diventa troppo lungo! (Perché, diciamocelo! Anche qui ci sarebbe parecchio da dire!).

Per concludere, vi faccio un regalino. Se cliccate qui, potete stamparvi il disegno che illustra questo articolo e metterlo dove più vi piace. (Tra l’altro se l’autore vuole essere citato, mi faccia sapere il suo nome. A me il volantino è stato consegnato ieri sera da una mamma).

Infine una nota sul presidio di ieri.
Tra i tanti cartelli ne ho letto uno che mi è piaciuto un sacco.
Diceva: LE MIE MAESTRE SONO GIA’ UNICHE!

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Categorie: Problemi di Mamma
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30 comments

1 paola { 10.24.08 at 09:02 }

I guai di questa riforma cominciano con la finanziaria, passano per il salvataggio alitalia, rimbalzano sul decreto che sarà approvato il 31, sono conditi da una fase di recessione che durerà quel che deve durare e sono giocati sulla pelle del nostro presente e del nostro futuro: i giovani. Purtroppo il governo non affronta in modo responsabile il tema mettendo il dito sui numerosi problemi (i disastrosi risultati di PISA, l’incapacità della nostra scuola di premiare i bravi e punire i fannulloni tra gli studenti, i bidelli, i professori, il clientelismo e le baronie, l’integrazione di immigrati di prima generazione, la fuga di cervelli… fate voi, mi sembra che i temi su cui riflettere in modo responsabile non manchino) e purtroppo l’opposizione imposta il confronto in modo vecchio e personalistico. Risultato: molte delle proteste, per quanto giuste e comprensibili, risultano inefficaci. Io mi occupo di università e non di elementari, ma dobbiamo protestare vibratamente contro le dinastie baronali prima di andare ad affrontare il tema se la trasformazione in fondazione delle università ridurrà il diritto allo studio (qualsiasi cosa questo significhi).

2 Patrizia Violi { 10.24.08 at 11:49 }

Bellissimo il tuo post, Jolanda. Concordo su tutto e sono arrabbiata quanto te. E’ una vergogna anche perchè cercano di prenderci in giro. Spero solo che la ribellione dilaghi e non la passino troppo liscia come su una serie di altre schifezze che hanno fatto e stanno facendo. Mi stampo il disegno, lo trasformo in un adesivo e lo diffondo.

3 sandro doninelli { 10.27.08 at 10:03 }

ciao Jolanda come stai?
scusa ma tu confondi il concetto di scuola pubblica con la scuola statale.
Perchè deve essere lo stato a decidere e gestire direttamente l’educazione dei miei figli? Perchè SOLO IN ITALIA non posso scegliere per i miei figli la scuola che ritengo più adatta, senza ridurmi sul lastrico?
Perchè se voglio fare questo devo pagare 2 volte la scuola? E pagare i disastri di un carrozzone mangiasoldi?

4 maria luisa villa { 10.27.08 at 10:23 }

Ciao Jolanda,
bello il tuo regalo, ma farei una modifica sostanziale:
Io amo la scuola! Altrimenti si rischia sempre di cadere nello scontro ideologico fra pubblico e privato e non nel sano concetto di competitività e quindi di dialogo che ci deve essere fra pubblico e privato.. In questo il modello europeo, da cui purtroppo siamo ben lontati ci può insegnare molto.

5 Jolanda { 10.27.08 at 15:39 }

Ciao a tutti,
Grazie di aver dato il vostro contributo, purtroppo però non sono d’accordo con voi.
Secondo me, infatti, la scuola pubblica deve restare di buon livello perché l’istruzione è un diritto di tutti, anche di chi la scuola privata non se la può permettere. Chi non è contento della scuola pubblica, può scegliere la scuola privata, ma è una sua scelta personale e chiaramente dovrà fare i conti con la retta da pagare. Ma se lo stato riduce la scuola pubblica ad un livello troppo basso (per esempio tornando indietro di 30 anni come propone la Gelmini!) spinge la gente ad abbandonarla, favorendo la scuola privata. Naturalmente per quelli che se la possono permettere. Mi spiace, su questo NON POSSO ESSERE D’ACCORDO. E’ chiaro che questa è la MIA PERSONALE opinione, ma ripeto: credo che l’istruzione sia un DIRITTO di tutti, sia di chi si può permettere le scuole private, sia di chi non se le può permettere.
Inoltre, la scuola pubblica primaria italiana non è inferiore a quelle europee. Se guardate i risultati della ricerca OSCE sulle scuole, quella italiana è tra i primi posti. Non mi sembra un brutto risultato…

6 Monica { 10.28.08 at 05:44 }

Jolanda, leggo solo oggi questo tuo post… che dire: finalmente qualcuno che dice PANE AL PANE, sono d’accordo con te al 100%!
La scuola DEVE rimanere pubblica e un diritto di tutti!!
Io facevo il tempo pieno già più di 30 anni fa, perché i miei figli non possono avere la stessa possibilità? Perché devono essere trattati alla stregua di un veicolo parcheggiato in zona blu? Perché io dovrei rinunciare al mio lavoro per poterli andare a prendere ad es, alle 13? Oppure rinunciare al mio part-time per potermi permettere di iscriverli ad una scuola che li tiene fino alle 19?
Domenica sera a Report si parlava di spese che non si possono detrarre… per es. la baby sitter, pur in regola, è una spesa che non si può detrarre… e quindi una famiglia che ha una baby sitter per andare a prendere i bambini che escono all’ora di pranzo, pur ponendosi come un datore di lavoro, non può detrarre nemmeno 1€…
Belle prospettive, eh? E chi ha i figli “a cavallo” della riforma cosa fa? Io ne uno in 1^ quest’anno, 2 che inizieranno tra 2 anni… E siamo sicuri che chi ha iniziato con il tempo pieno possa continuare così? Se l’organico totale della scuola diminuisce, tutte le classi ne saranno toccate!
Ma poi cerchiamo ogni tanto di guardare oltre il nostro naso? Questi bambini di oggi, in un mondo, in un’Europa che va avanti, saranno penalizzati rispetto ai loro coetanei stranieri e saranno il futuro del Paese… Bel futuro si prospetta!
Mi sono scaricata il disegno, cercherò di diffonderlo…
Saluti,
Monica

7 Jolanda { 10.29.08 at 05:30 }

E’ passata la legge. Lo sapevamo già, ma che tristezza. Povera Italia… e poveri bambini.

8 Monica { 10.29.08 at 07:13 }

che tristezza… vorrei potermene andare via…

9 mauri { 10.29.08 at 11:39 }

Hai ragione anche io amo la scuola pubblica…
Una vera libertà di educazione passa dal fatto che i genitori sono liberi di scegliere dove mandare i propri figli a scuola.
Se io sono “obbligato” a scegliere la scuola “organizzata” dallo stato perchè è l’unica gratis, dov’è la mia libertà?
Perchè dovrei accontentarmi dell’insegnante che “a caso” mi viene appioppata senza sapere cosa insegnerà a mio figlio?
Io per mio figlio voglio la stessa educazione che gli dò in famiglia, sopratutto in quanto un bambino ha la necessità di ricevere una educazione in continuità e non in contrapposizione con l’ambiente familiare.
Allora perchè non posso scegliere questa possibilità?
Perchè i ricchi possono scegliere la scuola e i poveri non possono?
Questa è una vera ingiustizia, chi non ha soldi non può decidere dove mandare i figli a scuola, chi ha i soldi può decidere l’educazione dei figli.
Scusatemi, ma questo è il vero scandalo: che un poveretto è costretto a mandare a scuola suo figlio dove capita perchè non ha soldi mentre un ricco può scegliere perchè può pagare!
Come la mettiamo? Io mi sento discriminato.
Siccome la scuola “non statale” è a tutti gli effetti riconosciuta come “pubblica”, perchè io non ci posso andare? Lo stato “di fatto” ha costituito una scuola pubblica di “elite” per soli ricchi: complimenti!

10 patrizia { 10.30.08 at 04:10 }

Insegno da 34 anni nella scuola pubblica.
Ho fatto per anni la maestra unica, il tempo pieno è stato una conquista ed una gioia, condividere con altri le proprie conoscenze, imparare dalle colleghe, avere voglia di aggiornarti ed essere sempre pronta ad accogliere alunni e genitori. Ogni insegnante in questi anni si è specializzata in ambiti ben precisi, ma è una specializzazione in continua evoluzione come risposta ai ragazzi che crescono cambiando velocemente.
Non è facile stare al passo con le esigenze dei bambini! Devi rinnovare l’entusiasmo e la capacità di rapportarti con la pluralità, ed è solo attraverlo la pluralità dei docenti che puoi dare risposte vere a tutte le domande dei ragazzi, perciò I love scuola PUBBLICA.
Patrizia

11 Elisabetta { 10.30.08 at 04:12 }

Ciao, sono maestrabetti, ho un blog su splinder e ti seguo sempre, soprattutto il bellissimo sito web di filastrocche, che cito spesso nei miei post! Cosa dire? sono sconcertata anche io di quello che sta succedendo, soprattutto quando dopo due lauree per avere maggior competenze e punteggio mi ritrovo per strada… ma non mi arrendo! tanto le cose brutte hanno le gambe corte!!! :-) un abbraccione a tutti/e i maestri/e!!!

12 Roberta { 10.30.08 at 07:55 }

Che tristezza…insegno musica nelle scuole primarie come esperta esterna,
adoro i bambini e mi dispiace che non potranno più avere il tempo materiale per dedicarsi ad attività come la musica perchè con 24 ore a disposizione sarà già difficile imparare le materie basilari!!!
Speriamo nel referendum.
Baci8 Roby

13 sonia { 10.30.08 at 09:31 }

Tutta la tua rabbia è anche la mia. Mi sento presa in giro su più fronti: ho un figlio al liceo, uno in terza elementare e io sono un’insegnante della scuola dell’infanzia PRECARIA che oggi ha aderito allo sciopero. Se si fossero preoccupati di tutte quelle persone che, come noi, hanno a cuore l’istruzione come diritto per tutti, forse non saremmo a questo punto!

14 rosela orrù { 10.30.08 at 14:28 }

Carissime, ogg mi sento più triste che mai. Insegno da 36 anni nella Scuola
Elementare e ho combattuto con i denti dalla Moratti a oggi, spesso sola, MOLTO SOLA. Continuerò a lottare perchè adesso c’è da stringere i denti e FARE! Grazie anche a VOI, mamme,insegnanti, Jolanda … Saremo vigili insieme e “vi leggerò” per sentirvi vicine. OGGI E’ GIORNO DI RIFLESSIONE E DI DOLORE PER I DIRITTI CALPESTATI DEI NOSTRI BAM BINI:

15 rosela orrù { 10.30.08 at 14:29 }

Carissime, oggi mi sento più triste che mai. Insegno da 36 anni nella Scuola
Elementare e ho combattuto con i denti dalla Moratti a oggi, spesso sola, MOLTO SOLA. Continuerò a lottare perchè adesso c’è da stringere i denti e FARE! Grazie anche a VOI, mamme,insegnanti, Jolanda … Saremo vigili insieme e “vi leggerò” per sentirvi vicine. OGGI E’ GIORNO DI RIFLESSIONE E DI DOLORE PER I DIRITTI CALPESTATI DEI NOSTRI BAM BINI.

16 rita { 11.01.08 at 15:35 }

Carissimi, con la scuola di oggi non mi ci ritrovo più. io ho sempre creduto nel valore dell’istruzione, del lavoro con i bambini. ma quando sei maestro unico e nella tua classe hai il bambino iperattivo, il diversamente abile e…i normo doati e …chi ti aiuta. Si soffre, ma poco male chi soffre davvero sono i bambini che pagono lo scotto Grazie e scusate per lo sfogo.

17 Cinzia { 11.02.08 at 11:32 }

Io ho due figlie, una ormai grande che fa le superiori e ha occupato la scuola per protesta, una più piccola che per sua fortuna fa la quinta elementare, tempo pieno con 4 maestre.
Mia figlia grande che è nell’età della contestazione ha alzato il tiro su questa riforma e commenta: come è possibile che una riforma tanto importante che coinvolge tutti noi e il nostro futuro (intendendo che i bambini che vanno a scuola oggi saranno adulti domani e quindi condizioneranno il nostro futuro) sia stata approvata con pochi voti di margine e con tanto malumore sociale. Non è che certe leggi dovrebbero aver bisogno di una maggioranza più ampia per essere approvate? Io le ho dato ragione.

18 mariarosaria { 11.02.08 at 14:03 }

questa non è una riforma, poichè non c’è alcuna progettualità. E’ solo una manovra economica camuffata da riforma con l’intento di smantellare la scuola pubblica e costringere i genitori a scegliere la scuola privata (per chi se lo può permettere).il grembiulino ed il voto in condota sono stati fumo negli occhi: che delusione!!!I nostri parlamentari dovrebbero ridursi gli stipendi, nonchè ridurre il loro stesso numero in parlamento, cosi come era stato detto in campagna elettorale ed invece…certo che come donna non mi sento rappresentata nè dalla gemini, nè dalla carfagna!!!

19 barbara { 11.03.08 at 04:17 }

Cara Jolanda
vorrei parlare di scuola. E’ da circa 25 anni il mio mestiere; mestiere perché è artigianale, c’è molto di mani e di cuore, di testa; un continuo togli-e-aggiungi, un’ infinita messa a punto, di sé stessi, se c’è onestà, di sé stessi come insegnanti e come persone, che lavorano con persone piccole.
Da vent’anni lavoro nel modulo (tre maestri su due classi): sicuramente ci sono state derive (due classi di ) e 13 alunni.. ne fanno una, se no sono soldi buttati; ma il modulo significa soprattutto condivisione, gestione comune di problemi sempre maggiori, ora che la realtà familiare è spesso slabbrata.
Vorrei parlare di scuola senza retorica, uscendo dai rigidi schematismi del dibattito corrente, in cui tutto è bianco o nero, di qua è tutto buono, bello e giusto; di là si butta via tutto, l’acqua sporca col bambino.
Vorrei parlare di scuola. Ma la scuola è altrove: il cuore della scuola pulsa sempre nel misterioso, effervescente, delicato mondo dell’aula, nel quale, chiusa finalmente la porta al caos burocratico che l’assedia, delle piccole persone crescono e aspettano che, per farlo, qualcuno li prenda per mano
Con stima per il bel lavoro che fai
Barbara Leggeri

20 Francesca Capelli { 11.07.08 at 05:29 }

Cara Jo, non capito spesso nel blog, perché non ho bambini e quindi per motivi di tempo e di troppe cose da fare non riesco a seguire tutto quello che fai, ma sottoscrivo al 100 per cento le tue osservazioni sulla scuola pubblica. Il fatto che non abbia figli non significa che non mi stia a cuore il futuro del nostro paese, il diritto a un’educazione decente anche se non hai tanti soldi (oppure, per scelta, vuoi che i tuoi figli vadano alla scuola pubblica). Come autrice per ragazzi non posso che unirmi alla vostra battaglia, non per difendere un orticello, ma perché siamo cittadini dello stesso stato ed è giusto combattere anche le battaglie che non ti riguardano direttamente.

21 olivia { 11.08.08 at 10:08 }

Vi voglio raccontare una storia.

Tanti anni fa lavoravo in un ”asilo infantile” ed ero una “maestra unica”.
Nella mia classe c’erano 36 bambini e bambine di 3, 4 e 5 anni tutti con il loro bellissimo grembiulino.
In un grande armadio, a loro inaccessibile, c’erano alcuni contenitori con diversi giochi: stecche colorate, legnetti, chiodini, forme geometriche ad incastro, qualche bambola e naturalmente fogli e colori.
Avevo un sacco di idee , l’entusiasmo di fare e la voglia di mettere in pratica quello per cui avevo studiato …
Purtroppo da sola e in quelle condizioni non era possibile garantire a tutti i bambini un’adeguata attenzione e dovevo ricorrere ed inventarmi proposte semplici che li tenessero tranquilli e possibilmente seduti al proprio banco così da evitare almeno che si facessero male.
Insomma, il mio lavoro si riduceva, alla fine ad una sola assistenza: attenta e partecipe, certo, ma sempre assistenza …..e mi chiedo ora:….avrei potuto ….fare di più?

Dopo alcuni anni “l’asilo” è diventato “scuola materna” con ordinamenti ministeriali propri, discussi ed elaborati da equipe qualificate di esperti come pedagogisti, psicologi e sociologi che riconoscevano finalmente l’importanza, l’originalità e l’unicità della crescita e della formazione nell’’età evolutiva cioè tra i tre e i sei anni di vita.
Le scuole materne hanno così ricoperto e riscoperto un ruolo formativo essenziale che sempre di più rispondeva ai bisogni dei bambini e delle bambine di questa particolarissima fascia d’età: piccole persone con grandissime potenzialità da considerare con attenzione…….

Poi nel 1978-79 l’introduzione del ”doppio organico” (due insegnanti per classe in compresenza per circa 3 ore al giorno) ha rivoluzionato la scuola che ha così elaborato un’organizzazione favorevole a diverse sperimentazioni e ha potuto rispondere sempre meglio alle esigenze di ogni bambino e bambina rispettando la loro specificità e differenza.

Oggi , come tanti ieri, sono arrivata nella mia coloratissima scuola e con l’entusiasmo di sempre sono entrata in classe. L’angolo della cucina era a posto: con le bambole nel forno, i pentolini appesi e tutta una tavola apparecchiata di scodelline e forchettine….. sul tappeto i dinosauri: da sempre in lotta con i sette nani… sui cuscini in attesa libri e burattini…. Sotto al tavolo Edoardo che ruggiva come un vero leone …. ed è qui che incontro i bambini , Patrizia (la mia collega), i suoni e rumori di un vivere quotidiano che mi stavano aspettando e che io aspetto.

Proprio questa mattina un gruppo, insieme a me, stamperà con tempere e pennelli le foglie che avevamo raccolto nel giardino ieri pomeriggio.
Un altro gruppo, insieme a Patrizia, ricercherà e ritaglierà dai giornali immagini di alberi…….

E mentre lavoro so che intorno a me c’è la stessa energia:
Nella classe vicina si canta una canzone al suono ( o meglio: al baccano) di strumenti musicali cercando di seguirne il ritmo….
Nel salone un gruppo sta realizzando un percorso con cuscini, mattoni, birilli, panchine….per andare alla ricerca di tesori nascosti.
Dietro paraventi colorati un piccolo gruppo manipola semi… li mescola…. li travasa…li rovescia per terra…
Un trenino di bambini e bambine stanno partendo per una pesca alla balena.
Qualcuna sta raccontando la storia del topino che anche quella volta….

È così che una parte di quello che insieme abbiamo pensato e programmato in riunione martedì scorso per i bambini e bambine della nostra scuola….prende forma e si realizza con finalità precise e tutti i suoi obiettivi a medio e lungo termine da raggiungere e verificare.

Inoltre: c’è da dividere i gruppi per la psico, il progetto d’inglese deve cominciare, il laboratorio d’arte da presentare ai genitori nuovi, il raccordo con la prima elementare da pensare……e nel frattempo ci sono: i racconti dei bambini da ascoltare….le loro domande a cui dare attenzione e risposta…. qualche nasino da pulire….un bernoccolo da medicare….una pipì improvvisa… qualche pianto da consolare …qualche coccola sulle ginocchia da fare e la costante e continua rassicurazione propria di questi giorni…”non preoccuparti, che tra un po’ arriva la tua mamma!”…..

Ci sarebbero ancora tantissime cose da raccontare ma credo che ogni genitore qui presente, che ha il grande privilegio di entrare quotidianamente nella scuola dell’infanzia di oggi con il suo bambino o la sua bambina, le abbia viste e le conosca già.

Questa è la scuola che abbiamo costruito con entusiasmo, passione, pazienza e fatica.

Questa è proprio la scuola che amiamo …..

E MI CHIEDO: COSA DIVENTERA’ DOMANI…???.

lidia e olivia
due maestre come tante

22 Jolanda { 11.08.08 at 12:16 }

Grazie Livia.
Grazie Olivia.
Il vostro racconto, la vostra testimonianza, vale più di tante discussioni e discorsi che sento in giro in questi giorni…
Grazie davvero! Speriamo che la Gelmini possa leggere storie come questa e cominci a pensare un po’ anche al futuro dei nostri bambini!

23 franca { 11.09.08 at 05:42 }

sono nonna e purtroppo ho poco studio alle spalle,ma non per mia mancanza di volontà,ma per mancanza di soldi purtroppo.Seguo tre fratellini come tata che vanno alle elementari.prima erano in una scuola privata poi per disperazione dei genitori che vedevano risultati 0 hanno cambiato e sono finiti in una scuola pubblica: Meraviglia !!sono bravi in tutte le materie seguiti molto bene e aiutati sempre .Con dialoghi fra insegnanti e genitori,mi chiedo e non capisco perchè vogliono rovinare tutto.Le promesse che fanno per vincere le elezioni sono”taglieremo le tasse aiuteremo le famiglie disagiate ecc.ecc. a discapito dell’istruzione? In quanti ci siamo pentiti d’aver votato perchè andasse a governare una squadra cosi poco attenta? Ciao Jolanda

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It’s going to be ending of mine day, however before ending I am reading this
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Public schools is that place where you can meet a lot of interesting people and share your opinion. I love them too.

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