Ho letto: Marina

Marina - Carlos Ruiz Zafón

Marina - Carlos Ruiz Zafón

Letti i due precedenti volumi di Zafon, non potevo lasciarmi scappare questo libro, che in realtà è stato scritto prima che l’autore diventasse famoso a livello internazionale. Anche questa trama “ti prende” (come avevo già scritto per “Il gioco dell’Angelo“), ma la storia è un po’ macchinosa e troppo inverosimile. Eppure mi è piaciuto: Zafon scrive bene, il libro è avvincente e tra le sue pagine si incontra l’avventura, l’amore, il mistero, la paura…
Sono convinta che scrivendo questo testo l’autore abbia tenuto presente il “Frankenstein” di Mary Shelley (romanzo dei primi dell’800 che ho apprezzato MOLTO!). Me lo hanno ricordato le atmosfere, la trama stessa e un richiamo fortissimo nella scelta del nome di uno dei personaggi.
Come nelle altre opere dell’autore, la storia ha come protagonista anche la gotica Barcellona, con le sue stradine, le piazze, i palazzi, l’atmosfera misteriosa e intrigante insieme.

Per chi fosse interessato, incollo qui sotto una sintesi del libro (presa da IBS) e una recensione (sempre di IBS).

In sintesi

Barcellona, fine anni Settanta. Óscar Drai è un giovane studente che trascorre gli anni della sua adolescenza in un cupo collegio della città catalana. Colmo di quella dolorosa energia così tipica dell’età, fatta in parti uguali di sogno e insofferenza, Óscar ama allontanarsi non visto dalle soffocanti mura del convitto, per perdersi nel dedalo di vie, ville e palazzi di quartieri che trasudano a ogni angolo storia e mistero. In occasione di una di queste fughe il giovane si lascia rapire da una musica che lo porta fino alle finestre di una casa. All’interno, un antico grammofono suona un’ammaliante canzone per voce e pianoforte. Nel momento in cui sottrae l’oggetto e scappa, è sopraffatto da un gesto che risulta inspiegabile a lui per primo. Qualche giorno dopo tutto gli apparirà tanto chiaro quanto splendidamente misterioso. Tornando sui suoi passi per restituire il maltolto, infatti, Óscar incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore Germàn. E niente per lui sarà più come prima. Il suo innato amore per il mistero si intreccerà da quel momento ai segreti inconfessabili del passato di una famiglia e di una Barcellona sempre più amata: segreti che lo spingeranno non solo alla più lunga fuga mai tentata dal detestato collegio, ma anche verso l’irrevocabile fine della sua adolescenza. Scritto prima de “L’ombra del vento” e “Il gioco dell’angelo” questo romanzo ne anticipa i grandi temi: gli enigmi del passato, l’amore per la conoscenza, la bellezza gotica e senza tempo di Barcellona.

La recensione di IBS

Più intimo de L’ombra del vento, più intenso e misterioso de Il gioco dell’angelo. Carlos Ruiz Zafón dà finalmente alle stampe il primo dei quattro romanzi della serie dedicata alla città catalana, scritto prima di raggiungere il grande successo internazionale.
Un lungo racconto, carico di suggestioni e di pathos, sul filo del ricordo “di quello che non è mai accaduto”. Una settimana avvolta nell’ombra, in cui Oscar Drai, un giovane studente di Barcellona, scompare dal collegio in cui studia e si perde alla conquista di una donna destinata a cambiare la sua vita. Lei, Marina, lunghi capelli color del fieno, luminosa come un quadro di Sorolla, è figlia di Germán Blau, un pittore che si è preso cura di lei dopo la morte prematura di sua madre. I due accoglieranno il giovane e insicuro Oscar nella loro stravagante famiglia e lo trasporteranno al centro di un mistero che avvolge la città da molti anni. Anche questa volta, così come era accaduto ne Il gioco dell’angelo, è una foto ingiallita a condurre Oscar e Marina sulle tracce di un personaggio tanto affascinante quanto oscuro. Si tratta di Michael Kolvenik, un uomo dal passato misterioso, finito nella Spagna franchista dopo essere fuggito dal regime nazista.
Nella loro ricerca, intensa e disperata, carica di colpi di scena e popolata da personaggi stravaganti, Oscar e Marina porteranno alla luce la storia struggente di una famiglia d’altri tempi. Scopriranno che i corpi di Kolvenik e di sua moglie Eva vennero trovati carbonizzati la notte del 31 dicembre 1948, all’interno della torre in cui l’uomo viveva rintanato a causa di una malattia sconosciuta. Il giorno dopo l’ispettore Florian avrebbe dovuto procedere a un’irruzione in casa della facoltosa coppia e trarla in arresto con l’accusa di frode fiscale. In realtà, nonostante le effettive incongruenze nei bilanci della Velo-Granell, la fabbrica di protesi ortopediche dei Kolvenik, la ragione dell’arresto era di ben altra natura: il torbido passato dell’imprenditore non poteva essere tollerato dal regime di Franco. La morte dei due coniugi innesca però un’inaspettata spirale di violenza, che coinvolge prima gli uomini della polizia che si stanno occupando del caso e poi, ad uno ad uno, tutti i consiglieri d’amministrazione della Velo-Granell.
In una Barcellona gotica, così come abbiamo imparato a conoscerla e ad amarla, ci perdiamo ancora una volta inseguendo umide viuzze che s’inerpicano tra case diroccate e sfociano in piazze sbilenche. Gli antri di una città perduta, abbattuta e ricostruita dalla promessa della libertà e dalla conquista della democrazia, riemergono dalle pagine di un nuovo memorabile romanzo. Il grande rogo che distrusse il Gran Teatro Real, quello che ricoprì di cenere Barcellona, chiude la scena e il mistero, accende le tenebre che hanno avvolto la città, illumina di una nuova luce un autore che conferma tutto il suo talento, ma che riesce ancora a sorprenderci con un’intimità commovente e inaspettata.

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Categorie: Libri
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3 comments

1 Mamma Imperfetta { 09.10.09 at 01:08 }

Ciao Jolanda.
Io l’ho comprato prima delle ferie, poi mi sono infilata nella trilogia di Larsson e l’ho ceduto a mia mamma.
Lo recupero appena possibile. :-)

2 Solitaire { 05.09.18 at 07:47 }

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3 www { 05.09.18 at 07:48 }

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