Dove se n’è andato il buon senso?
Lunedì mattina, in una seconda elementare di Milano.
La maestra è malata e così c’è una supplente.
Lunedì è il giorno del funerale di Melissa, vittima innocente di un paese che capisco sempre meno.
E per ricordarla si osserva tutti insieme un minuto di silenzio.
Poi la supplente spiega ai bambini chi era Melissa e cosa le è successo.
Dopo la spiegazione una bambina impallidisce, trema, le viene da vomitare.
Vengono chiamati i genitori che sono costretti a portarla a casa, per calmarla e farle passare la crisi di panico.
Alla sera, io chiedo ad Aurora, partendo “alla lontana”.
“Aui, c’era oggi in classe la tua maestra?”.
“No, mamma. C’era la supplente”.
“Ah sì? E cosa vi ha raccontato?”.
Aurora ci pensa un po’ su e poi mi dice: “Non te lo racconto, mamma, perché mi fa paura”.
Abbiamo poi ricostruito che la supplente ha detto che in una scuola hanno ucciso una bambina, “proprio come voi”. E poi una serie di descrizioni abbastanza raccapriccianti su corpi bruciati e martoriati.
Ma dove è finito il buonsenso della gente?
Categorie: Vita coi figli
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3 comments
Anche in classe di mio figlio (5 anni) hanno osservato il minuo di silenzio e spiegato la motivazione. Lui era colpito, ma non sconvolto. Mi ha fatto tante domande, a cui ho cercato di rispondere con onestà ma in modo rassicurante. Mi sono posta la questione se fosse stato giusto parlare a bambini così piccoli di un fatto così atroce… alla fine, credo che, nel modo giusto, si possa parlare loro di qualsiasi cosa.
Ps. Chiaramente quella supplente non ci sta molto con la testa.
Buongiorno.
Prendendo spunto dalla riflessione proposta nell’articolo, più in generale, penso che ai bimbi si possano dire le cose, ma dipende come vengono dette: sono le parole scelte, i toni della voce, le espressioni del viso, gli atteggiamenti a fare la differenza. Le cose si dicono ai bimbi per spiegare il mondo, ma l’obiettivo non può essere certo sconvolgerli e si deve essere ben attenti a non farlo. Come scrive la Signora del commento precedente, è anche importante rassicurarli, non generare paure e angosce.
Credo che nel modo giusto si possa parlare di qualsiasi cosa, dimostrazione sono alcuni libri di favole o racconti per bambini che trattano temi particolari, ma con delicatezza, con rispetto verso i sentimenti e la sensibilità dei più piccoli.
La maestra di cui Lei racconta, ha sicuramente esagerato e sbagliato i modi, quello non è un modo di parlare con i bimbi, da come lei descrive…è stata veramente brutale e indelicata.
in classe di mia figlia (terza elementare) hanno fatto il contrario e hanno fatto un cartellone chiedendo ai bambini i loro pensieri dei bambini su quello che era successo. L’ho trovato un buon modo per capire se c’era bisogno di approfondire, o di chiarire…e come affrontare l’argomento…
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