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Aspirapolvere geniale

Non conosco Kristina Andersson di persona, ma da quando ho visto che genere di cosa si è inventata, mi spiace davvero. E’ di certo una persona d’ingegno fino e abile designer! E mi piacerebbe stringerle la mano e farle i complimenti per questo “buster vacuum cleaner for kids”.

Ecco qua cosa ha ideato (e, badate bene, per la sua tesi di laurea!):

Gioco o Aspirapolvere?

Capito il concetto? Il pupo si siede sulla chiocciolina e girrella per casa divertendosi e intanto… passa l’aspirapolvere! :-)
Il sogno di ogni mamma, in pratica.
Se avessi avuto una cosa del genere qualche annetto fa, ogni sera dopo cena ci avrei piazzato su uno dei pupi e l’avrei fatto giocherellare sotto il tavolo in cucina! O in camera da letto. Pure in salotto!
Probabilmente avrebbero anche litigato tra loro per l’utilizzo della lumachina!

Buster vacuum cleaner for kids

E oltre che utile è anche bella da vedere.

E’ chiaro che è e resta un aspirapolvere, ma comunque, rispetto a tutte le altre scope elettriche, è molto più bella.
Non trovate anche voi?

novembre 5, 2010   18 Comments

Giochi da maschi, giochi da femmine

Girellando in rete sono capitata sul sito di queste bambole:

Baby GoGo

Sulla homepage scrivono che è una “perfetta compagna di giochi per femminucce e maschietti”.

Poi ieri ho assistito alla scena di una mamma che consolava il suo bambino, escluso dai giochi delle amichette, dicendogli: “Non ti preoccupare, tanto fanno giochi da femmina!”.
Così mi viene in mente che per qualcuno esistono giochi “da maschio” e giochi “da femmina”.

Io ho due bimbe e un maschietto e devo ammettere che a livello di gioco ci sono svariate differenze.
Nel mio caso, le bimbe giocano tantissimo “al gioco dei travestimenti” e il maschietto con i classici pupazzi di Spider-Man, Batman e una quantità assurda di altri SuperEroi.

Però spessissimo (per fortuna) giocano anche insieme.
Con la cucina per esempio: padelle, piatti, pentolini…
O al “gioco della famiglia”. Io faccio il papà, tu la mamma e tu la figlia, per intenderci.

Non mi sono mai preoccupata troppo dei giochi scelti dai bambini (a meno che la loro fantasia non li portasse a provare giochi  rischiosi o pericolosi!).
Cioè se qualche volta Aurora e Matilde giocano con le macchinine, oppure se Tommi si diletta con le Barbie o le bambole, non vedo il problema.

Invece mi par di capire che alle volte ci si preoccupa se i figli non fanno un gioco consono al loro “sesso”.
Il bambino con la bambola! Oddio!
La bimba con le macchinine: Orrore!

Poi ci lamentiamo che da grandi i papà non sanno tenere in braccio un bambino e le ragazze non sanno guidare la macchina! 😀

A parte gli scherzi, io non vedo il problema…
Se Tommi vede le sorelle giocare con le bambole e gli viene voglia di spingere una carrozzina o cambiare un pannolino, è addirittura un buon segno. Vuol dire che è curioso, che gli piace provare, che non ha pregiudizi…
Magari poi si accorgerà che le bambole sono noiose o che non gli piacciono, passerà ad altro.
Ma non vorrei che non le toccasse solo perchè “sono giochi da femmina”.

Anzi, da noi il problema è stato che Tommaso voleva provare a giocare con le bambole e le due streghette non gliene passavano neppure una.

Ricordo che sui 4 anni, a Natale, chiese a Gesù Bambino una bambola. Non è certo il giocattolo che usa di più, ma all’occorrenza c’è e non si fa problemi a giocarci.
Lo stesso fanno le bimbe con le macchinie e i pupazzetti dei SuperEroi.

Sono convinta che il gioco è gioco, sempre e comunque.
Magari invece non è così…
Voi come vi regolate?

settembre 15, 2010   20 Comments

Ho letto: Il gioco dell’angelo

Il gioco dell'angelo - Carlos Ruiz Zafón

Il gioco dell'angelo - Carlos Ruiz Zafón

Per tipe come me, questo è un libro pericoloso. Sì, non sto scherzando: PE-RI-CO-LO-SO!

Il problema sta nel fatto che questo è un libro che “ti prende”. Come leggi le prime pagine, sei colta da una voglia matta di sapere come andrà a finire! Anni fa (quando ero all’Università!) non era un problema: stavo tutto il giorno a leggere e lo finivo in un soffio (quella che non finivo era l’Università, ma non si può avere tutto!). Ora però le cose sono un po’ diverse e io non ho più il tempo di stare tutto il giorno con il libro in mano.

Nel contempo, qualsiasi cosa io faccia durante la giornata, la testa se ne sta nel libro, all’interno della trama, insieme ai personaggi, per capirli, per indovinare quali saranno le loro prossime mosse… Il risultato è che tutto quello che faccio nei giorni in cui sto leggendo questo tipo di libri, mi viene malissimo: certo, come capita quando si fanno le cose pensando ad altro. Per questo l’ho definito “pericoloso”, perché mi fa trascurare tutto, dimenticare un sacco di cose, essere distratta e nervosa…

La mia fortuna è che a leggere sono abbastanza veloce, per cui di solito riesco a finire questi tomi in fretta e risolvo così il problema. Leggo prima di andare a dormire, poi casco dal sonno e spesso mi addormento con la luce accesa e il libro in mano. Nella notte mi risveglio e visto che ho già il libro in mano, perché non leggere qualche pagina? La mattina, due occhiaiacce grosse così!
Ma che devo fare?

Nello specifico, questo “Gioco dell’angelo” ha proprio una trama intensa, interessante, accattivante, che mescola amore, amicizia, paura, mistero… La scrittura è scorrevole, le ambientazioni ben descritte e reali (anche le più paurose e spettrali!). La storia si svolge a Barcellona, come negli altri libri di Zafòn, e la città è essa stessa protagonista della storia, con le sue vie, le sue piazze, la sua atmosfera gotica.

Era da un bel po’ che questo volume se ne stava sul mio comodino in attesa di essere letto, ma chissà perché non mi attirava, il titolo forse… Insomma quando alla fine l’ho iniziato son stata proprio piacevolmente colpita. Perbacco: non me l’aspettavo che fosse così coinvolgente. Anche perchè avevo già letto un altro volume dello stesso autore, “L’ombra del vento”, e non mi aveva colpito particolarmente. Questa seconda opera invece è davvero avvincente!

Unica pecca: il finale un po’ “esagerato” (ho trovato eccessiva la serie di morti, lotte, incontri, coincidenze…). Ma è abbastanza normale che dopo tanto coinvolgimento nella trama, sul final si resti un po’ delusi. Almeno a me capita spesso, forse per troppa aspettativa.

Comunque nel complesso a me è piaciuto, mi ha fatto passare piacevoli ore immersa in un’avventura avvincente.
E così mi son già procurata anche il volume successivo dello stesso autore: Marina. Pronta per altre notti insonni con libro in mano, vi farò sapere…

Per chi fosse interessato, incollo qui sotto una sintesi del libro (presa da IBS). [Read more →]

settembre 1, 2009   11 Comments

La torre di Yomo

E’ luogo comune che i bambini sappiano e amino giocare con tutto, con qualsiasi cosa.
Posso confermare che è verissimo.
Anzi i miei spesso giocano molto di più e meglio con le cose che non sono giocattoli.

Per carità giocano un sacco anche con i “grandi classici”: barbie, macchinine, lego…
Ma le cose preferite spesso non hanno nulla a che fare col mondo dei giocattoli.

Ecco per esempio uno dei loro giochi preferiti:

Yomo Fragola

Yomo Fragola

Si, si, non sto scherzando: giocano con lo Yomo! Per l’esattezza con gli scatolini dello yogurt Yomo Fragola (da noi si mangia ESCLUSIVAMENTE lo Yomo Fragola!).
Sono ANNI che raccogliamo gli scatolini vuoti. [Read more →]

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gennaio 27, 2009   241 Comments