Tag — mamme
Riapre la scuola, con i soliti problemi
Ogni anno in questo periodo mi ritrovo a ripensare alle stesse cose… e a riarrabbiarmi di nuovo.
Sono fermamente convinta che la Scuola Pubblica E’ la giusta scelta per i miei figli, per tanti motivi che ho già condiviso spesso tra le pagine del blog , per esempio qui e qui.(e sulla pagina di Facebook IO AMO LA SCUOLA PUBBLICA).
Ma tutti gli anni, al momento della ripresa, mi scontro con gli stessi, gravi problemi. [Read more →]
settembre 13, 2012 2 Comments
Il più bel lavoro del mondo: fare la mamma
Questo spot ha fatto il giro della rete nelle scorse settimane. Se non l’avete ancora fatto, guardatelo, così capite di cosa parlo.
Sui blog delle mamme se n’è scritto e discusso, visto che è incentrato proprio sul “lavoro” delle mamme.
Ed è stato criticato, principalmente perché manca la figura del papà. Non sono solo le mamme che si occupano della famiglia.
Chiarisco subito che, di fondo, sono d’accordo: la gestione quotidiana della famiglia non deve essere solo sulle spalle materne, specie se anche la mamma lavora.
Ma ammettiamolo: i casi di papà coinvolti quotidianamente nell’accudimento dei figli e nella gestione familiare sono ancora troppo pochi.
Per mia esperienza personale, all’asilo prima e alla scuola ora, sono spesso solo le mamme che accompagnano i figli. Non parliamo dei corsi pomeridiani o del recupero a casa di amichetti vari. Alle riunioni scolastiche ci sono le mamme. Al supermercato ci sono le mamme (o i papà con la lista della spesa scritta, comunque, dalle mamme!). Ai giardinetti (che palle!) ci sono sempre le mamme. E, ogni tanto, (che sorpresa!) qualche papà. Ma sono ancora l’eccezione!
Io VOGLIO che ci siano anche i papà, io SO che ci arriveremo un giorno (sempre ammesso che quello che le mamme veramente vogliono sia dividersi i compiti esattamente a metà con i papà, perché anche su questo tema ci sarebbe MOLTO da dire!).
Ma per ora siamo, comunque, ancora lontani.
Qualche settimana fa un articolo del Corriere parlava di questi papà “eccezionali” dicendo qualcosa tipo: “Quando il papà fa il mammo”.
Ma cosa vuol dire? Mammo? Fa semplicemente una parte del suo mestiere: il papà (trovate anche un bel post su questo su “La 27 ora”). Finché lo chiamiamo “mammo” resteremo lontani dal dividere equamente i compiti in famiglia.
Insomma, diciamo che stiamo andando nella direzione giusta, ci stiamo applicando, ci arriveremo… ma dobbiamo lavorarci ancora un po’ su.
E mi spiace dover ricordare alle mamme (e ai papà!) una loro importante responsabilità: i padri di domani, quelli che speriamo un giorno si occupino quotidianamente dei figli, li stiamo allevando noi. Sta a noi farli crescere sapendo che la lavatrice non deve essere caricata solo dalla mamma e che sparecchiare la tavola e fare la spesa non sono lavori da donne!
Ma per tornare allo spot, a me è piaciuto.
Mi piace che finalmente il mio”lavoro” venga riconosciuto, che sia dato risalto al mio impegno.
Fino a ieri non accadeva, diciamocelo.
Fino a ieri era scontato che la sera si arrivava a casa ed era tutto in ordine, sistemato, cena sulla tavola e biancheria, perfettamente stirata, nell’armadio.
In questo spot, invece, si è fatto un passo avanti…
Per carità, ce ne sono ancora tanti da fare, ma, comunque, anche la strada più lunga si fa a piccoli passi e ogni passo avanti è una conquista (specie nel campo del marketing, della pubblicità e degli stereotipi!)
Che poi la P&G lo abbia realizzato strizzando l’occhio alle sue clienti non mi scandalizza. Si tratta di un’azienda, e si tratta comunque di marketing. E’ uno spot pubblicitario, non dimentichiamolo.
Ma non è uno di quelli con le mamme sorridenti e perfette, appena uscite dal parrucchiere e con le unghie laccate (e il guanto di gomma!). E’ uno spot con mamme affettuose, stanche, premurose, commosse. Con mamme reali.
Per quello è bello. Non solo perché è ben fatto e ha una musica molto azzeccata. Ma perché mi tocca nel mio essere mamma e nell’impegno che ci metto tutti i giorni.
Sono contenta che finalmente qualcuno mi dica “Grazie!”.
Forse mi son montata la testa, ma son convinta che me lo sono meritato!
PS: Per sapere com’è stato vedere lo spot insieme alle mamme dei nostri campioni olimpici, vi rimando al bel post di Veronica!
aprile 27, 2012 4 Comments
Mamma che canzone!
La collaborazione mia e di Veronica con P&G va avanti anche dopo “Mamme a Sanremo”, sempre a parlare di canzoni!
Visto che mi spiacerebbe molto se le nostre bellissime note vi sfuggissero, ho deciso di raccoglierle in questo post e di aggiornarlo di settimana in settimana, ogni volta che esce un nostro nuovo pezzo sulla fan page Facebook di P&G.
Così, se vi fa piacere, potete leggerli e farmi sapere che ne pensate!
- Felicità pura (28.03.2012)
- Lavare i denti ai bimbi (23.03.2012)
- Mamma che canzone: La n°1! (13.03.2012)
- Mimose per le mamme (08.03.2012)
- Mamma che classifica: un successo! (06.03.2012)
- Mamme a Sanremo: le canzoni preferite dalle mamme! (22.02.2012)
- Le nostre mamme son tornate! (20.02.2012)
- Mamme a Sanremo: album fotografico (20.02.2012)
- In attesa del gran finale (18.02.2012)
- Mamme alla conquista del Festival (17.02.2012)
- Sanremo finalmente in musica (16.02.2012)
- Si accendono le luci a Sanremo (15.02.2012)
Buona lettura!
marzo 13, 2012 No Comments
Le mamme al Festival di Sanremo!
Ebbene sì! Anche le mamme vanno al Festival di Sanremo!
Da questa sera fino a sabato potrete seguire me e Veronica qui sui blog, sulla pagina di Facebook, Twitter con hashtag #mammeasanremo o Pinterest per avere tutte le notizie fresche, i gossip e le news sulla kermesse canora sanremese. Ogni mattina sulla pagina di facebook di P&G ci saranno le nostre impressioni sulle serate, sui cantanti, sulle vallette, suglio ospiti… su TUTTO! [Read more →]
febbraio 14, 2012 8 Comments
Il lavoro di UNICEF in Africa
Al rientro dalla Tanzania, dopo qualche giorno di pensieri confusi ed emozioni forti, è giunto il momento di raccontarvi qualcosa di questa intensa esperienza insieme a UNICEF e P&G.
Al di là delle solite osservazioni tipo: “è come essere in un altro mondo” (peccato che invece è proprio lo stesso mondo in cui viviamo anche noi!) ci sono altre riflessioni che vorrei condividere qui sul mio blog.
Una di queste è il lavoro di UNICEF.
Seguendo la filosofia profonda insita anche nella frase “Se incontri un povero non dargli del pesce, insegnagli a pescare”, UNICEF si impegna profondamente nella formazione: di medici, di operatori sanitari, di insegnanti ed educatori, di personale tecnico, di mamme, di ragazzi… E’ un lavoro molto intenso e faticoso, che deve superare anche alte barriere culturali e abbattere i muri di credenze popolari dure a morire (Del tipo che bisogna evitare di farsi vaccinare perché viene inoculato il virus del cristianesimo!).
In Africa si deve insegnare tutto, anche le regole che a noi sembrano più ovvie. Per esempio si deve insegnare l’importanza di lavarsi le mani (possibilmente col sapone!) e di curare l’igiene personale, di conservare l’acqua in modo che non venga contaminata e non diventi un pericoloso veicolo di virus e infezioni.
Si deve insegnare a gestire una gravidanza, convincendo le donne ad andare a partorire in ospedale invece di farlo in casa, dove spesso il cordone ombelicale viene tagliato con coltelli utilizzati in cucina o nei campi (con il risultato che il parto si trasforma spesso in tragedia per la mamma e per il bambino).
Si deve insegnare le basi di una corretta alimentazione in modo che posano nutrirsi in modo più equilibrato e salutare anche con le poche risorse che hanno a disposizione (La semplice informazione che un’alimentazione variata è la più sana e utile per mantenersi in forma, manca del tutto).
Si deve insegnare a non discriminare i disabili o le persone colpite da particolari disturbi congeniti (per esempio si lavora per far capire che gli albini sono persone come le altre e non hanno organi interni con poteri magici, terrificante credenza che si porta dietro pratiche inumane che vi lascio immaginare).
E quelli che ho riportato qui sopra sono solo alcuni esempi.
C’è tanto lavoro da fare.
Il bello è che nei volti delle persone che ho incontrato ho visto la voglia di fare, di collaborare, di aiutare.
Nei villaggi ognuno impegna parte del suo tempo per il bene comune e per la collettività.
Purtroppo ho visto anche tanta povertà e una triste rassegnazione (specialmente nel volto delle mamme con in braccio i loro bimbi malati negli ospedali).
E questa mancanza di speranza è dolorosa e angosciante…
Ma UNICEF sta lavorando bene e ne sono la prova le tante dimostrazioni di affetto che l’organizzazione ha ricevuto in ogni ospedale, scuola o villaggio che abbiamo visitato durante la missione in Tanzania.
E’ chiaro che il lavoro da fare è tanto, tantissimo.
Ma alle volte anche dare una mano non è così semplice come potrebbe sembrare.
Quando ero là, vista la povertà in un villaggio, ho espresso il desiderio di ottenere un indirizzo postale a cui inviare di volta in volta i vestiti che i miei bambini non usano più. Un semplice gesto che pensavo avrebbe potuto essere utile. Ma qualcuno mi ha segnalato che in quel modo avrei rovinato il sarto del villaggio, che a causa dei vestiti inviati da me avrebbe perso il lavoro…
Questo per dire che per aiutare davvero è meglio conoscere a fondo le dinamiche di vita nei villaggi o affidarsi a chi le conosce bene.
Se volete però un piccolo gesto di aiuto lo potete fare fin da subito e in modo molto semplice: basta un vostro click.
Infatti UNICEF, affiancata da P&G, lancia nuovamente la campagna contro il Tetano neonatale (iniziata nel 2010) e per ogni vostro click P&G si impegna a regalare un vaccino!
Si tratta di una piccola cosa, ma da qualche parte si deve pur iniziare, non trovate?
Inoltre, per ogni confezione di prodotto partecipante all’iniziativa venduta, P&G donerà all’UNICEF l’importo necessario per l’acquisto di una dose di vaccino antitetano.
Per ulteriori informazioni sulla Campagna “1 bacio=1 vaccino” e per visionare l’elenco di prodotti P&G che partecipano all’iniziativa, visitate il sito UNICEF.
Per donare con un semplice click, cliccate qui!
ottobre 18, 2011 7 Comments








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