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Riapre la scuola, con i soliti problemi

La Scuola Pubblica

Ogni anno in questo periodo mi ritrovo a ripensare alle stesse cose… e a riarrabbiarmi di nuovo.
Sono fermamente convinta che la Scuola Pubblica E’ la giusta scelta per i miei figli, per tanti motivi che ho già condiviso spesso tra le pagine del blog , per esempio qui e qui.(e sulla pagina di Facebook IO AMO LA SCUOLA PUBBLICA).

Ma tutti gli anni, al momento della ripresa, mi scontro con gli stessi, gravi problemi. [Read more →]

settembre 13, 2012   2 Comments

Riflessioni sulla scuola in Tanzania

Durante i giorni in Tanzania ho scattato davvero un sacco di foto e oggi voglio condividerne con voi alcune inerenti la scuola.
Durante il viaggio con UNICEF, infatti, abbiamo visitato tante scuole e vorrei che anche voi vi faceste un’idea di cosa ho visto.

Esterno di una Scuola in Africa

Intanto gli alunni sono tantissimi per classe.
Nelle scuole più fortunate sono 60/70.
Ma ne ho viste alcune con 130 bambini in ogni aula (Li ho contati io personalmente perché mi sembrava incredibile! Ed invece è proprio così).

Una classe

I banchi mancano nel 90% dei casi e i bambini sono tutti seduti in terra, ordinati e attenti.
I libri sono pochi: più o meno 1 ogni 5/6 bambini.
Niente quaderni o matite…
Pochissimi i bagni e i lavandini (Tipo che in scuole con 800/900 bambini, c’erano tre gabinetti e tre rubinetti!).

Lavandini in una scuola africana

Eppure mai ho visto tanta attenzione a quello che diceva l’insegnante e tanta partecipazione!

Voglio dire, quando vado in riunione nelle scuole dei miei figli, le maestre si lamentano sempre che i bambini chiacchierano, non sono attenti, si distraggono facilmente.
“Signora” mi dicono “Potrebbero fare molto di più!”.
Ma com’è? Hanno banchi, libri, quaderni, astucci e cartelle… tutto quello che serve. Manca solo la voglia di studiare, di espandere le loro conoscenze (Vabbé che forse non ne avevo neppure io alla loro età!).

Alunni in una scuola in Tanzania

In Africa (per lo meno nelle scuole che ho visto io) non hanno nulla, ma sono attenti, volenterosi e gli si legge in faccia la voglia di conoscere sempre nuove cose. Quando parlavamo con loro e chiedevamo cosa avremmo potuto fare per aiutarli, le cose che chiedevano erano più libri per poter studiare, più quaderni e matite…
I bambini nelle scuole erano allegri e sorridenti, contenti di essere a scuola!
Ovviamente dipende certo anche dal fatto che lì a scuola vanno solo i bambini più fortunati. I più poveri o lavorano già o stanno a casa a guardare i fratellini mentre i genitori lavorano…
Quindi è palese che qui la scuola è un privilegio e appare più chiaro perché i bambini ci vanno più volentieri.

Valeria Mazza tra gli alunni della scuola

Esprimo quindi un pensiero assai scontato, lo ammetto, ma verissimo.
I miei bambini probabilmente sono così abituati ad avere tutto, che non apprezzano più nulla. E quello che mi spiace è che anche guardando le foto o i video che ho fatto, non si fanno esattamente l’idea di com’è… Non arrivano a capire tutto.
L’unico modo sarebbe di portarli lì anche loro a vedere com’è.
Ed è una cosa che mi son ripromessa di fare: devono vedere, devono capire.
E quindi prima o poi li porterò là, a “toccare con mano”.
E’ un mio dovere di mamma, a questo punto.

ottobre 25, 2011   5 Comments

Chi è Babbo Natale?

Oggi voglio darvi un vero scoop! Una notizia bomba! Pronte?
So chi è Babbo Natale! :D
Ecco qua:

Chi è Babbo Natale?

E così vi ho già dato un primo indizio: è, ovviamente, una donna (come suggerisce il bravo Adam Brian Basset).
Ma la novità arriva ora:

Babbo Natale è una mamma!

Io toglierei “Quest’anno” e poi la frase è perfetta! :D

Auguri a tutte per un Natale sereno e un felicissimo 2011!

dicembre 23, 2010   8 Comments

Ecco cosa succede alla scuola italiana

Io amo la Scuola Pubblica

Sono appena rientrata dalla riunione scolastica della nostra scuola. Che tristezza… che rabbia… Come è possibile che uno stato si accanisca così sul suo futuro, sui bambini che saranno i cittadini di domani?

Ma a parte queste considerazioni filosofiche, vorrei spendere due righe su quello che succede oggi nella scuola italiana.

Il Tempo Pieno non esiste più. Il Tempo Pieno dato dalle 40 ore settimanali e alcune ore di compresenza. Cancellato, eliminato, caput.

Ai più fortunati resta la scuola a 40 ore settimanali. Che somiglia al Tempo Pieno, ma non lo è. Sono sempre 40 ore, ma la compresenza di due maestre sulla stessa classe non c’è più. Senza la compresenza si eliminano tutte quelle materie che erano fatte con solo una parte della classe, per esempio informatica (ma non vorrete farmi credere che al giorno d’oggi serve saper usare un computer, vero?).
Sono cancellate tutte le uscite: teatri, gite, esperienze di qualsiasi tipo fuori dalla scuola (per il semplice fatto che per uscire una classe ha bisogno di essere accompagnata da due maestre. Ma due maestre insieme sulla stessa classe non ci sono più).
Amen!

Poi ci sono le scuole che non hanno più neppure la possibilità di fare la scuola a 40 ore settimanali. Per cui ne avranno 30, 27, 24… dipende dalla fortuna. Provate a pensare: il bambino va a scuola dalle 8,30 alle 12,30, poi torna a casa per pranzo e rientra alle 14,30, fino alle 16,30. Comodo no per la mamma che lavora? Tenendo contro, tra le altre cose, che “stare a casa è un privilegio”!

Sono veramente desolata.
E io sono già Superfortunata, perché sono in una scuola dove c’è un SUPERPRESIDE, a cui se potessi farei una statua stasera stessa per come ci mette l’anima in quello che fa e per come cerca di far quadrare tutto nonostante ogni anno gli tolgano sempre più insegnanti e risorse.
Perchè il prossimo anno ci saranno altri tagli. Si sa già, ce lo hanno detto stasera. NON E’ FINITA.

Quello che mi chiedo è: ma davvero non facciamo nulla? Davvero staremo tutte a guardare come ci distruggono la scuola? Non ci posso credere, dai…

giugno 3, 2010   16 Comments

Avremo il Tempo Pieno? Chi può dirlo!

Ragazze sono arrabbiata nera.
Sono appena rientrata dalla riunione di interclasse e ho avuto modo di scambiare 4 parole con le maestre della scuola dei miei pupi.
Vi spiego la mia situazione, per farvi capire di cosa parlo.

Matilde ha 11 anni, l’anno prossimo va alle medie.
Aurora ne ha 5 e il prossimo settembre se ne andrà alla scuola elementare.
Come la maggior parte delle mamme di Milano (correggetemi se sbaglio) io HO BISOGNO del tempo pieno, perchè qui in città non ci sono nonni e tutte le ore che i figli non stanno a scuola o li tengo io o devo pagare una baby sitter.
Ma si sa, la cara Gelmini è un po’ che cerca di farcelo capire: avere figli è un privilegio!

Io amo la Scuola Pubblica!

Comunque, le classi quinte che escono dalla nostra scuola quest’anno sono 3.
Le classi prime che inizieranno il prossimo anno saranno 4.
“Di che ti lamenti?” direte voi.

Ma qui sta il trucco: le classi saranno di più. Gli insegnanti NO!

Quindi: le compresenze se le sono già mangiate gli anni scorsi…
E senza compresenze, da noi, vuol dire: niente informatica, niente laboratori, nessuna uscita didattica (gite!). Ma a che serve, in fondo, che i nostri figli sappiano usare il computer? A che serve andare in gita scolastica? Per caso qualcuna di voi se ne ricorda? (Non dico se vi ricordate i monumenti o i musei, va da sé che non si andava in gita per quello. Dico se vi ricordate l’atmosfera, la gioia di stare insieme non necessariamente sui libri…).

L’anno prossimo, oltre ad essere tutte senza compresenze, una delle prime sarà anche priva di tempo pieno.
Pare che il Dirigente della scuola sia andato a chiedere lumi in provveditorato e la gentile risposta è stata: “Le mamme se ne faranno una ragione!”.

Ecco l’ho detto. Ma perchè cavolo siamo sempre noi a dovercene fare una ragione?
Ci tolgono la compresenza? Ce ne faremo una ragione.
Ci tolgono il tempo pieno? Ce ne faremo una ragione.
Ma perchè non ci tolgono la Gelmini che sragiona?

Nella pratica io ho una sola possibilità, probabilmente. Affidarmi alla fortuna, incrociare le dita e sperare, sperare, sperare che Aurora finisca in una delle prime con il tempo pieno.
Diciamo che ho una buona probabilità.
In fondo sono 3 prime a tempo pieno contro una sola senza.

Ma attenzione mamme: in scuola gira voce che su Milano saranno 3000 le famiglie che l’anno prossimo saranno senza tempo pieno.

Ricordo a tutte che questo è un post scritto di getto, arrabbiata e scoraggiata.
Io spero vivamente che qualcuna di voi potrà contraddirmi, farmi vedere che quello che ho scritto non è vero.
Dimostrarmi con i numeri che le voci che girano a scuola son solo fregnacce e leggende metropolitane.
Io spero solo che qualcuna mi possa tirar su il morale…

Ma fino ad allora io resto fermamente convinta che qui si lavora per spingere la gente alle scuola private.
E, intendiamoci, non ho nulla contro le scuole private. Vorrei solo che si potesse sempre scegliere se iscrivere i propri figli alla scuola statale o privata. E non essere obbligati ad andare nel privato perché si sta distruggendo, piano piano, dal basso, in silenzio, la scuola statale.

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maggio 10, 2010   28 Comments