Gugł, bambino dell'etą della pietra
Il testo di questa canzone mi č stato inviato da Gloria, in seguito ad un appello pubblicato sul sito (10 dicembre 2000).
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Un dģ nell'etą della pietra,
quel tempo lontano che fu
in una caverna viveva un bambino di nome Gugł.
Studiava sui libri di pietra
la carta non c'era, si sa,
quel libro, ragazzi, pesava,
forse pił di un quintale, chissą.
Rit.
E quando a scuola il suo
libro portava,
come pesava, come pesava,
con quella pietra Gugł camminava,
poi si fermava, si riposava,
ogni tre passi cosģ si fermava,
si riposava, si riposava,
e quando a scuola in ritardo arrivava,
quattro in condotta il maestro gli dava.
Su un grosso quaderno di pietra
scriveva ogni giorno Gugł
battendo il martello incideva
A B C F G H U.
Battendo scintille faceva
ma un giorno il quaderno cascņ
che botta ragazzi che botta
per tre giorni Gugł zoppicņ!
Rit.
E quando a scuola il suo
libro portava,
come pesava, come pesava,
con quella pietra Gugł camminava,
poi si fermava, si riposava,
ogni tre passi cosģ si fermava,
si riposava, si riposava,
e quando a scuola in ritardo arrivava,
quattro in condotta il maestro gli dava.
E noi bambini che ci lamentiamo
quando alla scuola i libri portiamo,
se son pesanti allora pensiamo
al grosso libro che aveva Gugł,
al grosso libro che aveva Gu-gł!
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