Mario party 10, ogni partita è una festa!
Dimenticate l’immagine del bambino alienato davanti ai videogiochi con i genitori disperati nell’altra stanza, l’ultima frontiera è il videogioco social che non divide ma unisce tutta la famiglia. Un gioco dal super potere aggregante, come Mario party 10, appena lanciato sul mercato, che a cominciare dal nome promette di trasformare ogni partita in una festa. Il mitico personaggio che ha visto la luce nel 1999 e si muoveva sul Nintendo 64, ora nella sua versione numero 10 per la wii, mantiene intatte le sue caratteristiche originali di semplicità e immediatezza dello stile di gioco, ma si arricchisce di nuove funzioni. Prima fra tutte la possibilità di giocare anche in 5 contemporaneamente, grazie al Wii U Game Pad, espandendo così le potenzialità del gioco condiviso, e l’introduzione degli amiibo, le statuine interattive Nintendo che permettono il salto dal reale al virtuale, per sbloccare sezioni tematiche del gioco.
Sono stata invitata alla presentazione di Supermario party 10 per parlare della mia esperienza con i giochi elettronici da mamma di 3 figli dai 9 ai 15 anni. Premesso che a casa nostra nessuno ha mai demonizzato consolle e giochini, intesi come momento di svago e divertimento condiviso sia dai genitori sia dai figli. Da noi quando si gioca alla wii viene abbattuta qualsiasi differenza di età (almeno per quel lasso di tempo necessario a finire la partita!) e questo è l’aspetto secondo me positivo. L’ultima versione di Super Mario si propone come esplicitamente come “videogioco aggregante”, dal momento che offre una grande varietà di minigiochi e incoraggia attivamente la cooperazione tra i giocatori. Anche Alessandra Carenzio, Docente di Tecnologie dell’Istruzione dell’Apprendimento e di Metodologia delle attività formative, Università Cattolica di Milano e Piacenza, ha affrontato il tema di giocare e videogiocare in famiglia, sottolineando l’importanza di come il divertimento sia il punto principale del videogiocare. Ma anche lei ha ricordato a noi genitori il nostro ruolo centrale e determinante nella scelta dei contenuti e durante l’esperienza del gioco. Perché è proprio attraverso le relazioni che si creano attorno al videogioco, alle esperienze di condivisione fisica e/o virtuale con le altre persone che l’esperienza acquista un valore di crescita per il bambino.

Per passare dalla teoria alla pratica, vi dirò che ho provato a giocare con Super Mario 10 e mi sono divertita moltissimo. Mi è parso un ritorno ai giochi tradizionali, ma in versione tecnologica. Un po’quel che succede anche qui su filastrocche.it dove tradizione e digitale si uniscono, no?

