Nemesi
Ecco la filastrocca di Beppe (5 dicembre 2002).
Su di terra un fazzoletto
un barbon, vecchio, meschino,
a dormir spesso è costretto
privo d’un fazzo-cuscino.
Della torre le campane
fuor dai sogni lo torranno
segnalandogli, inumane:
”Sorge un dì di nuovo affanno.”
Era un re, questo barbone,
barbaruccio ai tempi suoi,
lo cacciò rivoluzione
e ora mendica tra noi.
Si lamenta di sua sorte
chioccio e querulo il vecchietto:
”Mille volte meglio morte
che ‘sto viver da reietto!”
S’è scordato, e gli conviene,
quanti guasti, quanta fame,
che dolori, quante pene
provocò nel suo reame.
A rifletter bene a fondo
dovrebb’essere assai grato
ancor d’essere a ‘sto mondo,
d’esser stato risparmiato.
Chè la mano quando ha tesa
mai nessun gliel’ha mozzata;
faccia pur la faccia offesa,
povertà se l’è cercata.

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