Il letto di Procuste

Ecco la filastrocca di Elio (14 febbraio 2003).

Procuste era un tipetto
piuttosto sbarazzino
che s’era procurato
un letto e un comodino,

dov’è che sistemava,
fornendogli un pitale,
viandanti e pellegrini,
turisti in generale.

Però per passatempo
aveva un brutto vizio
il che gli procurava
un pessimo giudizio:

quand’è che capitava
un ospite inatteso
sul letto lo metteva
per lungo, ben disteso,

e se le gambe aveva
più lunghe del suo letto
lui gliele pareggiava
con sega e con tronchetto;

se invece il poveretto
le aveva molto corte
non è che poi subisse
per questo miglior sorte,

con pinze e con tenaglie
Procuste si applicava
e, in capo a una nottata,
le gambe gli allungava.

La cosa suscitava
negli ospiti tensione,
la gente preferiva
l’albergo o la pensione,

per quanto adoperasse
dei bisturi affilati,
Procuste a quella gente
cambiava i connotati,

così quand’ebbe in casa
un ospite italiano
sentì che gli diceva:
io dormo sul divano!

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