L’opera del ragno
Antonino Anile
Tratta da Sonetti religiosi, Zanichelli, 1923
Leggiamo insieme L’opera del ragno di Antonino Anile
Un piccol ragno argenteo s’apprende
a un bronco, che mi appar tra foglie e foglie:
d’un tratto s’abbandona a l’aria e scende
pendulo al filo che da lui si scioglie.
Arde il meriggio, ed ei sospeso attende,
fin che all’attesa il vento lo ritoglie,
e, tratto al bronco opposto, il fil si tende
in arco e il ragno la sua mèta coglie.
Or va, riviene sopra il filo teso,
che s’addoppia s’incerchia si rinforza
in braccia e teli, e si compon la rete.
Io mi chieggo com’abbia il ragno appreso
usar d’occulta a lui cosmica forza;
e ascolto il ritmo d’armonie segrete.

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