Il ragno
Ferdinando Bernini
Tratta da Aurea Parma, luglio-agosto 1920
Leggiamo insieme Il ragno di Ferdinando Bernini (1891-1954)
Il ragno ha tessuto le file
d’un tenue grigior di capello
senile,
tra ‘l vecchio tetto forato
da sprazzi di cielo biancastro,
affocato,
e l’erba che, verde, fermenta
calore di stalla ed odore
di menta.
Il ragno risale e discende,
tessendo il suo filo; s’arresta
ed attende
la preda: la falce, la ronca
fienaia, la mano d’un bimbo
lo tronca
quel filo: s’allunga, aderisce
al muro, alle vesti del bimbo,
sparisce.
Eppur, sarà certo domani
là dove l’han tolto, non pie,
due mani.
La vita ci strappa l’ordito
de’ sogni, e poi lo ritesse,
infinito.