Sole che nasce

Tratta da Il sogno e l'ala, Alpes, Milano 1924

Leggiamo insieme Sole che nasce di Carlo Saggio (1897-1997)

O mattina, ora d’amore!
Verso oriente, è il sogno della luce
non apparita ancora;
bassa all’orizzonte,
una fascia di porpora traluce,
più e più lucente e impallidita.

Le viole della notte impallidiscono.
Percuote là una lavandaia il suo bucato,
un’altra qua risponde.
Il fiume è simile alle fronde
nuove,
è simile a una guancia di bambino
liscia,
è simile a una pietra non mai vista
versicolore.

E poi nel cielo è un paradiso multiforme
e dentro l’acqua sono gigli d’oro
e mille rose immacolate
e violette pallide,
e un riso innumerevole d’amore.

Pigola un uccello e una campana canta
il mattutino.
Ora le nubi sono fuoco senza fiamma,
e son nell’acqua come son nell’aria,
e tutto l’orizzonte è un canto di campane.
Son molte lavandaie che sciaguattano,
gli uccelli si rispondono:
sull’anello de’ cieli è nato il sole.

 

 

 

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