Filastrocca dei segreti che pesano
Bruno Tognolini
Leggiamo insieme: Filastrocca dei segreti che pesano di Bruno Tognolini
Ho nascosto quella cosa in fondo a me
Perché se non la vedo, lei non c’è.
Non ne parlo per non essere più triste
Perché se non la dico, non esiste.
Ma laggiù in fondo a me, nel buio denso
Anche se non la vedo, io ci penso.
E lei beve quel buio come inchiostro
E cresce sempre più, diventa un mostro.
Ma io so cosa ai mostri fa paura.
Il sole, che taglia in due la notte scura.
Apro la mia finestra a questo sole
Ed apro la mia bocca alle parole.
Ne parlo con la mamma, con l’amico
Tu mi spaventi, mostro?… E io ti dico!
E tu ti sciogli in un po’ di porcheria
Mi dài un ultimo morso, e fuggi via.
Mi rimane una bella cicatrice
Dov’è scritto: mostro morde, uomo dice.
Nota su: Filastrocca dei segreti che pesano di Bruno Tognolini
Non è mai facile parlare di molestie con i bambini e le bambine, sarebbe giusto che non fosse mai necessario farlo.
Purtroppo però sappiamo che ogni tanto ne siamo costretti.
E in quel triste caso questa filastrocca potrebbe venirci in aiuto.
Questo utilissimo testo è stato scritto dal grande Bruno Tognolini e fu recitato la prima volta all’interno di quel bellissimo programma che era la Melevisione, nella puntata dal titolo “Il segreto di Fata Lina”.
In quel caso Milo Cotogno la recitò a Fata Lina che non riusciva a raccontare un episodio di molestie che aveva subito. Con la solita delicatezza e sensibilità, i personaggi del mitico programma spiegavano ai più piccoli cosa fare per affrontare i segreti che pesano.
Questa filastrocca è contenuta anche nel volume: Le filastrocche della Melevisione, Gallucci Editore, che potete acquistare cliccando qui!

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