Dalla spiaggia
Térésah
Tratta da Nova lyric, Roux & Viarengo, 1904
Leggiamo insieme Dalla spiaggia di Térésah, pseudonimo di Corinna Teresa Ubertis (1877-1964)
Quando la sera colle dita d’oro
ti foggia al capo costellazioni
in corona di luce, ecco, m’appari.
Sali a specchio dell’onde: ài nel tesoro
degli occhi il radiar di visioni
che non so, l’ombra degli ignoti mari.
Freme il tuo sogno, la tua vela freme
da sconosciuti aneliti agitata,
porta la nave tua carichi d’ale…
Non io teco verrò a le rive estreme
onde mi chiami, per la mia placata
anima degna di un sogno immortale!
Naviga verso i regni del mistero,
bianco nocchiero: a me non diè la morte
alate vele per varcar le soglie.
Dalla spiaggia solinga, prigioniero
spirito, guardo lontanar le morte
speranze nella notte che m’accoglie.