Gli uccellini e le briciole di pane

Silvio Valdevit Lovriha

Gli uccellini e le briciole di paneTante fiabe cominciano con “C’era una volta” e invece questa comincia così: Una volta c’era un passerotto che saltellava contento sul prato con l’erba
appena tagliata.

A un certo punto si accorge che poco distante c’è una passerotta tutta sola e tanto triste. Si avvicina e le chiede: come mai sei così malinconica?

– Con tutte queste piogge stento a trovare da mangiare, soffro la fame.
– Seguimi che risolviamo presto e bene questo tuo problemino.

Volarono assieme nel cortile di una vecchia ma bella casa e il passerotto le disse: – E adesso stai a vedere -. Si mise a fare cip cip e poco dopo, sulla porta di casa,
apparve un anziano signore tutto curvo, con una grande barba bianca e un magnifico sorriso, il quale si mise a sparpagliare per terra briciole di pane a piene mani, dicendo: “Ho visto caro passerotto che questa volta non sei venuto da solo, ma in bella compagnia e allora ho pensato che occorreva portarvene una
porzione maggiorata. Benvenuti cari amici, grazie per la vostra simpatica compagnia ma adesso, mi raccomando, fatevi vedere insieme più spesso, bella copia che non siete altro!”.

A questo punto alla passerotta passò non solo la tristezza, ma spuntò pure a lei un gran bel sorriso. Era felice non solo per essersi saziata, ma anche di aver trovato una buona compagnia, un caro passerotto col quale fare assieme un nido, una bella casetta per la loro prole. Dalla loro unione nacquero infatti una mezza dozzina di passerottini che fecero felici i loro genitori ma anche l’anziano padrone di casa, sempre generoso dispensatore delle briciole di pane. Briciole che egli con tanta cura conservava, non buttava, che appunto invece regalava.

 

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