La Fata Primavera

Sanja Rotim

La Fata Primavera

Nel Bosco delle Favole tutti i suoi abitanti erano allegri e pieni di energia. Finalmente era arrivata la primavera, la stagione che tutti preferivano. Gli animali del bosco avevano trascorso insieme l’inverno nella tana dell’orso per farsi compagnia e per la paura del Generale Inverno che era arrivato puntuale con il suo esercito di neve, gelo e vento. Ma, stando insieme, il tempo era volato e a un certo punto si erano accorti che sugli alberi stavano spuntando le prime foglioline e si vedevano volare le prime rondini.

“Evviva, è arrivata la primavera”, urlarono felici e si precipitarono fuori dalla tana. Tutti gli animali adoravano la primavera quando la natura si risvegliava e il bosco profumava di freschezza e di fiori, le chiome degli alberi si coloravano di verde e gli uccellini regalavano il loro cinguettio. Si trascorrevano molte ore all’aria aperta correndo e giocando. Bagnavano le zampette nel piccolo ruscello che attraversava il bosco e che raccontava a loro storielle e proponeva indovinelli.

C’era anche la Fata Primavera, ma di solito non si faceva vedere in giro, l’avevano intravista solo qualche volta. Sapevano tutti che era bellissima con i suoi capelli lunghi che le arrivavano a metà schiena e con una meravigliosa corona di margherite che le adornava la testa. I suoi vestiti erano fatti di boccioli rosa e bianchi e le scarpe di corteccia degli alberi.

“Se solo potessimo vedere la bella Fata Primavera”, dicevano in tanti. Poi allo scoiattolo venne un’idea e la disse agli altri: “Possiamo invitarla al pranzo di Pasqua, magari le piacerà festeggiare con noi”. “Bell’idea, scoiattolo. Però come facciamo a mandarle l’invito?” gli chiesero. “Lei ci sente, è intorno a noi, solo che non vuole farsi vedere”. “Già, possiamo cantarle una canzone, per esempio così: “Bella Fata Primavera, siamo ammiratori tuoi, per il pranzo pasquale unisciti a noi, se vuoi”, disse la volpe che era brava a inventare le rime.

Così gli animali passarono in grande allegria le giornate primaverili che si allungavano sempre di più. Quando si avvicinò la Pasqua si misero a canticchiare quella canzone inventata dalla volpe, la Fata Primavera li sentì e sorrise teneramente. Adorava il bosco e i suoi animali.

Per Pasqua venne preparata una bella tavolata allestita con una tovaglia colorata. Avevano cucinato tanti manicaretti preparati con cura. La coniglietta e il coniglietto vennero messi a capotavola. Fu lasciato un posto libero sperando che si presentasse la Fata Primavera. E lei non li deluse. Arrivò ed era veramente più bella che mai. I suoi occhi sembravano due stelle che brillavano in cielo e il suo sorriso trasmetteva una tale gioia difficile da descrivere. In mano aveva un cesto pieno di uova colorate. “Benvenuta tra noi, Fata Primavera”, le dissero in coro gli animali.

“Vi ringrazio molto per quest’invito e buona Pasqua”, disse educatamente distribuendo un uovo colorato a tutti. “Buona Pasqua”, risposero allegri gli animali.
Il pranzo fu squisito e chiacchierarono a lungo del più e del meno. “Come sarebbe bello se tu fossi tutto l’anno con noi”, le disse la cerva, “è così bella la tua
primavera”. “Sì, resta sempre con noi, Fata Primavera. Non te ne andare”, la implorarono gli animali.

“Non sono proprio d’accordo con voi. Dovete sapere che tutte le stagioni sono belle. Dopo di me arriverà la Regina Estate, vedrete che vi sentirete bene anche nel suo regno. E poi, il tempo passa così velocemente per tutti. Vedrete che vi sembrerà che in un batter d’occhio arriverò di nuovo, soltanto più vecchia di un anno”.

Dopo il pranzo la Fata Primavera ringraziando li salutò e promise: “Verrò per il solstizio d’estate a darvi l’ultimo saluto prima di ritrovarci l’anno prossimo. Siete tutti meravigliosi”, disse e si allontanò canticchiando. Gli animali non erano tristi, aveva ragione la Fata Primavera. Così quando arrivò quel giorno più lungo dell’anno lei comparì di nuovo nel Bosco delle Favole e li salutò uno ad uno.

“Arrivederci amici miei, all’anno prossimo”. Ed ecco appena videro arrivare la Regina Estate con una corona di raggi di sole in testa tutti gli animali contenti le
diedero il benvenuto.

 

 

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