La penitenza dell’acqua
Ecco il racconto di zia Mariù. (23 gennaio 2009).
Posseduta, convulsa, sempre in grande fermento,
si trovò l’acqua nell’immenso mare, suo elemento.
Desiderò essa di salir in sù per l’aria e sostenuta dal fuoco elemento, si elevò così in esil vapore che quasi parea della raffinatezza dell’aria e del fumo incantatore. Fiera, salita in più in alto ancor, giunse tra l’aria più sottil e fresca dove il fuoco, intimidito, l’abbandonò. E lassù, sue piccole stille, si rappresero e si fecero più grevi. Essa però piena di superbia si convertì in fuga e cadde dal ciel, così che giù fu assorbita all’ingorda e arida terra che la imprigionò per molto tempo a fare penitenza e così a pagar l’impertinenza.