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	<title>fiabe bambini Archives - I testi della tradizione di Filastrocche.it</title>
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	<description>Filastrocche, fiabe, canzoni e...</description>
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		<title>Il Principe Avvenente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 22:29:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" width="550" height="550" class="aligncenter wp-image-180639 size-full" title="principe avvenente" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2017/06/principe.png" alt="principe avvenente" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2017/06/principe.png 550w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2017/06/principe-150x150.png 150w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2017/06/principe-300x300.png 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<p>C&#8217;era una volta un principe che a sedici anni rimase orfano e diventò re.<strong> Si chiamava Avvenente,</strong> non era cattivo, ma era stato abituato a far sempre tutto quello che voleva <strong>ed era molto viziato.</strong> Aveva un precettore di nome Sincero che gli voleva molto bene, ma quand&#8217;era divenuto re, Avvenente aveva cominciato a pensare che quel suo precettore fosse troppo virtuoso e non gli permettesse di divertirsi quanto voleva. Avvenente quindi lo nominò governatore di una provincia lontana e si diede alla pazza gioia.</p>
<p>Un giorno che Avvenente si trovava in mezzo a una grande foresta, vide passare una cerva più bianca della neve, con un collare d&#8217;oro attorno al collo; quando essa fu vicina al Principe, lo guardò fissamente e poi si allontanò. <strong>&#8220;Non uccidetela!&#8221; esclamò Avvenente.</strong> Poi ordinò alla sua gente di rimanere lì e lui si diede a inseguire la cerva. Tutt&#8217;a un tratto giunse davanti a un gran castello, il guardaportone lo fece passare e lo accompagnò dentro un appartamento per niente sfarzoso, ma tutto pulito e così ben sistemato che era una gioia per gli occhi.</p>
<p>Subito <strong>apparve la padrona di casa, bellissima che lasciò Avvenente senza parole.</strong> &#8220;Sono commossa dall&#8217;ammirazione che desto in voi: sono Vera-Gloria e sono immortale: aspetto uno sposo da sempre, ma tutti quelli che mi hanno giurato fedeltà non hanno mantenuto la loro parola e mi hanno abbandonata per la mia più acerrima nemica&#8221;. &#8220;Io giuro di amare soltanto voi, e fino da quest&#8217;istante, vi scelgo come mia sovrana&#8221;. Esclamò Avvenente.</p>
<p><strong>&#8220;C’è un altro principe che vuole sposarmi e dovrete superare una prova: dovrete entrambi stare lontani da me per tre anni, e colui che mi sarà fedele avrà la preferenza&#8221;</strong>. Avvenente incontrò l’altro pretendente, si chiamava Assoluto e possedeva un grande impero. Tutti e due al mattino furono assai tristi quando la dovettero lasciare. Ella disse che li avrebbe aspettati per tre anni, ed essi uscirono insieme dal suo palazzo. Non avevano ancora fatto duecento passi nella foresta, che scorsero un altro palazzo, assai più sontuoso di quello di Vera-Gloria, essi vi entrarono. Quale fu il loro stupore nel trovarvi la loro Principessa! Ma i suoi vestiti erano differenti: aveva un abito tutto tempestato di diamanti e anche i suoi capelli ne erano pieni. Il giorno prima, invece, tutta la sua eleganza consisteva in un vestito bianco guarnito di fiori.</p>
<p>&#8220;Ieri vi mostrai la mia casa di campagna&#8221; ella disse, &#8220;un tempo mi piaceva, ma ora l&#8217;ho abbandonata e vi aspetterò in questo palazzo&#8221;. La Principessa, dopo avergli offerto una splendida colazione, che fu servita in piatti d&#8217;oro, li invitò a proseguire il viaggio. I due principi si separarono, presero ognuno la propria strada e se ne tornarono nel proprio regno, ben decisi a far tutto il possibile per piacere alla donna del cuore.</p>
<p>Quando Avvenente arrivò al suo palazzo, si ricordò che il suo buon precettore gli aveva spesso parlato di Vera-Gloria e mandò un corriere a prenderlo. Quando Sincero sentì la storia disse: &#8220;<strong>Devo dirvi che Vera-Gloria ha una sorella, a nome Falsa-Gloria; questa malvagia creatura non è affatto così bella come Vera-Gloria, ma sa truccarsi per nascondere i propri difetti.</strong> Attira tutti i pretendenti della sorella e costoro rimangono ingannati; credono di adoperarsi per Vera-Gloria e invece la perdono perché seguono i consigli di sua sorella. Vera-Gloria sarà la sposa del più grande re del mondo: adoperatevi per diventarlo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mio caro Sincero,&#8221; rispose Avvenente &#8220;per diventare il re più grande del mondo, non è forse necessario vincere un gran numero di battaglie e impadronirsi di molte città?&#8221;.<br />
&#8220;Ah, caro Principe!&#8221; rispose Sincero &#8220;avete già dimenticato tutte le mie lezioni! Basta essere il più giusto e il più virtuoso&#8221;.<br />
Avvenente decise di seguire i consigli del suo buon Sincero. Fece costruire grandi città e vegliava a che s&#8217;insegnasse un lavoro a tutti i giovanetti;<strong> divenne un re virtuoso e amato da tutti.</strong> Trascorsi i tre anni ritornò nella foresta e ben presto incontrò Assoluto troneggiante in un cocchio superbo: su quel cocchio aveva fatto dipingere tutte le battaglie da lui vinte, le città che aveva prese. I due videro i palazzi delle due sorelle, che non erano troppo lontani l&#8217;uno dall&#8217;altro. Avvenente s&#8217;avviò verso il primo; Assoluto verso il secondo. Non appena Avvenente si fu separato da lui, la Principessa Vera-Gloria, mille volte più bella, venne a incontrarlo e lo abbracciò. Assoluto giunse al castello di Falsa-Gloria che lo ricevette con ogni pompa e si offrì di sposarlo immediatamente. <strong>Lui acconsentì, ma non appena ella fu divenuta sua moglie, si accorse che era vecchia e tutta rugosa.</strong> Allora Assoluto abbandonò quella perfida e orribile creatura, e corse al palazzo di Vera-Gloria che, proprio in quel momento, aveva sposato Avvenente.</p>
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		<title>Lo gnomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2016 23:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiabe]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" width="500" height="572" class="aligncenter wp-image-167089 size-full" title="Lo gnomo" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2016/11/gnomo.png" alt="Lo gnomo" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2016/11/gnomo.png 500w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2016/11/gnomo-262x300.png 262w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>C’erano una volta <strong>Agata, Alexia e Aurora,</strong> tre bellissime principesse, figlie di un grande re. Il re coltivava un frutteto magnifico e dedicava molte cure ad un albero di mele: ne era così geloso che ripeteva: “<strong>Dovesse sprofondare sottoterra chi raccoglie le mie mele!</strong>”. In autunno le mele diventarono così rosse e belle che le principesse non resistettero alla tentazione di mangiarle, pensando che su di loro la maledizione del padre non avrebbe avuto effetto. Non fu così: immediatamente le ragazze sprofondarono e di loro si persero le tracce. <strong>Il padre le cercò disperatamente e le promise in moglie a chi le avesse trovate.</strong><br />
Partirono alla loro ricerca tre cacciatori: <strong>Ugo, Igor e Agos</strong>. Viaggiarono molto e trovarono un superbo castello; entrando, scoprirono una sala con molte cose buone da mangiare: “Restiamo qui!” decisero “a turno due di noi proseguiranno la ricerca e uno si riposerà in questo castello”. Il primo turno di riposo toccò ad Ugo, il maggiore dei tre. <strong>All’ora di pranzo sbucò fuori Olo, uno gnomo, che gli chiese: “Mi dai un pezzo di pane?</strong>”. Il ragazzo glielo porse ma lo gnomo lo lasciò cadere per terra. Ugo lo raccolse, ma nel farlo Olo lo bastonò di santa ragione. Il secondo giorno fu Igor a restare nel castello: si ripetè la stessa identica scena dello gnomo e della bastonatura. Il terzo giorno restò Agos. Arrivò Olo. “Mi dai un pezzo di pane?” chiese. Agos glielo porse e lo gnomo lo fece cadere. “Raccoglilo” disse Olo. “Non ci penso nemmeno” &#8211; fece Agos &#8211; “sei stato tu a farlo cadere!”. Lo gnomo si mise a strillare e Agos lo prese e cominciò a sculacciarlo. “Basta basta, ti prego!” gridava lo gnometto: “Smettila e ti dirò dove sono le principesse”. Agos si fermò ma lo tenne per un orecchio finchè Olo gli svelò il posto segreto: “Sono in fondo ad un pozzo senza acqua, vieni con me, ti ci porterò” disse lo gnomo. Si incamminarono e arrivarono al pozzo: “Per liberarle devi calarti giù con un cesto e portare con te un coltello e un campanellino, <strong>ma bada! Non fidarti di Ugo e Igor: sono sleali con te!” avvertì lo gnomo.</strong><br />
Agos tornò al castello e raccontò a Ugo e Igor dello gnomo e del fatto che, dopo averlo sculacciato, lui gli aveva svelato dove si trovavano le principesse. I due si arrabbiarono molto, ma senza farlo capire ad Agos. La mattina dopo, tutti e tre raggiunsero il pozzo. A turno si calarono giù col cesto. Ugo si impaurì e, una volta toccata la base del pozzo, iniziò a scampanellare disperatamente. Igor cercò di darsi coraggio, ma appena si accorse che il fondo del pozzo era buio e freddo, cominciò a scampanellare più forte che potè. Agos si calò giù tranquillamente e senza paura.<br />
Scoprì che ogni principessa era rinchiusa in una stanza e, guardando dai buchi della serratura, vide che ciascuna doveva spulciare le teste di un drago. Si avvicinò alla prima porta, piano piano entrò e, approfittando del fatto che il drago stava russando, gli mozzò le sue nove teste. “Sei il mio eroe!” urlò la Principessa Agata. E lo abbracciò felice. Poi, Agos aprì la seconda porta e tagliò le sette teste di un altro drago. Infine, entrò di soppiatto nella terza stanza e anche il drago a quattro teste fu mutilato.<strong> Le principesse erano libere e raggianti, si riabbracciarono e ringraziarono Agos.</strong><br />
Giunse il momento di salire in superficie. Agos suonò il campanellino e Ugo e Igor capirono che dovevano tirar su con la fune la prima principessa. Una dopo l’altra le fanciulle rividero la luce del sole. Quando arrivò anche per Agos il momento di entrare nel cesto, il ragazzo si ricordò delle parole dello gnomo Olo: “Non fidarti di Ugo e Igor!”. Allora prese un macigno, lo caricò nel cesto e i cacciatori cominciarono a tirarlo su. Ad un certo punto Agos, dal fondo del pozzo, sentì un tonfo: i malvagi cacciatori avevano tagliato la fune. Il loro intento era quello di far precipitare Agos e prendersi tutto il merito della liberazione delle principesse! <strong>Le fanciulle furono costrette a mentire e a dimenticarsi di Agos, il loro vero salvatore</strong>.<br />
Il ragazzo, intanto, era rimasto intrappolato nel pozzo. Cominciò a girare tra le stanze, finchè si accorse di un flauto appeso al muro. Lo prese e cominciò a suonarlo. Subito accorsero tantissimi gnomi richiamati dal magico suono e in coro chiesero ad Agos: “Esprimi un desiderio, noi lo esaudiremo!”. Allora Agos desiderò di essere portato fuori dal pozzo. Ogni gnomo afferrò uno dei suoi capelli e lo sollevarono fino alla superficie. Il ragazzo ringraziò e corse al castello: Agata stava sposando Ugo! Per fortuna Agos arrivò in tempo e le fanciulle appena lo videro svennero turbate.<br />
Il re, che pensava che il ragazzo avesse fatto del male alle sue figlie, lo fece imprigionare. Al loro risveglio, Agata, Alexia e Aurora si misero a parlare di Agos, il loro eroe. Il re origliava dietro la porta. Immediatamente, il ragazzo fu liberato e Ugo e Igor furono condannati. <strong>Agos e Agata si sposarono, vissero felici e contenti e coltivarono un magnifico orto pieno di alberi di mele squisite.</strong></p>
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