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	<title>Hans Christian Andersen Archives - I testi della tradizione di Filastrocche.it</title>
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	<description>Filastrocche, fiabe, canzoni e...</description>
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		<title>L&#8217;acciarino</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 12:08:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta un valoroso soldato di nome Tore che, con zaino in spalla e spada al cinto, tornava dalla guerra. Passando in mezzo a una foresta incontrò la strega Romilda, una strega vecchia e ripugnante che lo fermò e gli disse: &#8220;Bel soldato, ti piacerebbe guadagnare un sacco di monete?&#8221; E il soldato Tore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/12/acciarino.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="613" height="1024" class="aligncenter wp-image-155473" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/12/acciarino-613x1024.jpg" alt="acciarino" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/12/acciarino-613x1024.jpg 613w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/12/acciarino-179x300.jpg 179w" sizes="(max-width: 613px) 100vw, 613px" /></a></p>
<p>C&#8217;era una volta un valoroso soldato di nome Tore che, con zaino in spalla e spada al cinto, tornava dalla guerra. Passando in mezzo a una foresta incontrò la strega Romilda, una strega vecchia e ripugnante che lo fermò e gli disse: &#8220;Bel soldato, ti piacerebbe guadagnare un sacco di monete?&#8221; E il soldato Tore rispose: &#8220;Monete?! Farei qualunque cosa per un po’ di denaro&#8230;&#8221; &#8220;Bene!&#8221; riprese la strega Romilda &#8220;Vedrai che non sarà difficile!</p>
<p>Devi calarti nel tronco vuoto di quell&#8217;albero finché ti troverai davanti a tre porte. Dietro la prima porta, ci sta un grosso cane con occhi grossi come tazzine da tè a guardia di un grosso forziere pieno di monete di rame. Dietro la seconda porta un tesoro di monete d&#8217;argento sarà difeso da un cane con occhi grossi come macine del mulino. Infine, se aprirai la terza porta, troverai un altro cane con gli occhi grossi come la base di un torrione, vicino a un tesoro di monete d&#8217;oro. Se però poserai davanti ai cani questo mio grembiule, loro vi si accucceranno sopra senza farti male e tu potrai prendere tutte le monete che vuoi. Cosa ne dici?&#8221;.</p>
<p>Tore chiese sospettoso: &#8220;Ma tu cosa vuoi in cambio?&#8221;. Romilda disse: &#8220;Voglio solo che mi riporti un vecchio acciarino che la mia nonna ha dimenticato l’ultima volta che è stata laggiù!&#8221;. Tore si legò allora una corda alla vita e, senza abbandonare la spada, si calò nell&#8217;apertura. Con sua grande meraviglia trovò le tre porte e i tre cani, proprio come aveva predetto la strega Romilda.</p>
<p>Poco dopo era di ritorno con le tasche piene di monete, ma prima di consegnare l&#8217;acciarino chiese alla strega: “A che cosa ti serve?&#8221; Romilda urlando gli si avventò addosso: &#8220;Dammelo subito! Dammelo, altrimenti&#8230;.&#8221; Tore, nel vedersi assalito dalla megera esclamò: &#8220;Ah! E&#8217; così che mi ringrazi? Adesso ti farò vedere io!&#8221; E, sguainata la spada, tagliò la testa alla vecchia strega. Poi fischiettando, fischiettando proseguì allegro il cammino finché arrivò in città: &#8220;Finalmente potrò mangiare e bere a volontà!&#8221; si disse, spalancando la porta di una bella locanda.</p>
<p>A Tore sembrava di essere diventato un principe, per l&#8217;improvvisa ricchezza. Si comprò stivali e uniforme nuova e cominciò a spendere il suo denaro con pranzi, balli, passeggiate in carrozza, teatri e soprattutto grandi bevute. Com&#8217;era inevitabile, col passare dei giorni il denaro finì e con lui sparirono, il buonumore, l’allegria e Tore finì per dormire in una vecchia soffitta.</p>
<p>Una sera molto, molto, scura, non avendo i soldi per comprarsi una candela, si ricordò di un moccoletto attaccato all&#8217;acciarino della strega Romilda. Lo sfregò e allo sprizzo della prima scintilla di colpo gli comparve davanti il cane con gli occhi grandi come tazzine da tè. &#8220;Cosa comandi, mio signore!&#8221; disse la bestia. Tore, sbalordito, balbettò: &#8220;Portami tanti soldi!&#8221; E un-due-tre il grosso cane era di ritorno, serrando fra i denti un sacco di monete. Tore buttò all&#8217;aria il cappello gridando: &#8220;Evviva! Sono ricco!&#8221;</p>
<p>Poi continuò a sfregare l&#8217;acciarino e ogni volta il cane tornava con altre monete. Quando poi l&#8217;acciarino fu sfregato due volte di seguito, arrivò il cane con gli occhi come macine di mulino, carico di monete d&#8217;argento, mentre quello che portava monete d&#8217;oro comparve strofinando tre volte. Di nuovo ricco, Tore ricominciò a fare una vita da gran signore.</p>
<p>E una sera, tornato in albergo dopo una delle sue tante feste dove aveva sentito parlare tanto bene della principessa Pauline, sfregò l&#8217;acciarino formulando un nuovo desiderio: &#8220;Vorrei vedere la Principessa Pauline, anche solo per un momento!&#8221;. Aveva appena pronunciato queste parole che il cane tornò con la bellissima fanciulla addormentata. Tore non poté fare a meno di baciarla e la mattina dopo la ragazza raccontò ai genitori di aver sognato quanto invece era realmente accaduto.</p>
<p>La madre, insospettita, corse subito ai ripari e chiese a una dama di corte di vegliare notte e giorno sulla giovane. Allora la notte seguente la dama della Regina si procurò un sacchetto di semola con cui riempì l&#8217;orlo della gonna della Principessa Pauline e la polvere che cadeva da un buco rivelò dove veniva portata la principessa e all&#8217;alba Tore, scoperto, fu subito arrestato e condannato all&#8217;impiccagione!</p>
<p>Il giorno fissato arrivò e una gran folla si era radunata intorno al patibolo, ma quando stavano per mettergli la corda intorno al collo Tore chiese di esprimere l’ultimo desiderio: avrebbe voluto poter fumare per l’ultima volta la sua pipa e il Re non potè negarglielo. Tore per accendere la pipa sfregò più volte l&#8217;acciarino. I tre cani comparvero per incanto e comandò che non voleva essere impiccato così le tre belve si gettarono sulle guardie, sul Re e la Regina.</p>
<p>Il popolo allora concesse a Tore di diventare Re e di sposare la Principessa Pauline che acconsentì molto volentieri. Ci fu una grande festa che durò 8 giorni e che ebbe come invitati speciali anche i tre cani che banchettarono insieme al Re Tore e alla Regina Pauline. E vissero felici e contenti!</p>
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		<title>Il folletto e la signora</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 11:43:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’era una volta Alida, moglie di Oreste, una donna molto istruita che amava scrivere e recitare poesie. Tanto era brava che sarebbe potuta diventare pastore o almeno la moglie di un pastore! Un giorno passò a farle visita suo nipote, il signor Kisserup, a cui Alida fece ascoltare una delle poesie che aveva scritto. Kisserup [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/11/folletto.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="727" class="aligncenter wp-image-154511" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/11/folletto-1024x727.jpg" alt="" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/11/folletto-1024x727.jpg 1024w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/11/folletto-300x213.jpg 300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>C’era una volta Alida, moglie di Oreste, una donna molto istruita che amava scrivere e recitare poesie. Tanto era brava che sarebbe potuta diventare pastore o almeno la moglie di un pastore! Un giorno passò a farle visita suo nipote, il signor Kisserup, a cui Alida fece ascoltare una delle poesie che aveva scritto.</p>
<p>Kisserup era un maestro e anche lui amava la poesia e rimase affascinato da così tanta dolcezza! Oreste, invece, che faceva il giardiniere, era persona molto pratica! Lui amava i fiori, quello era il suo mestiere, ma per lui una moglie doveva essere una donna pratica e dignitosa, e interessarsi alla casa e alla cucina e non a queste smancerie! Così li lasciò e andò fuori a curare il suo giardino!</p>
<p>Il maestro di scuola estasiato rimase seduto accanto ad Alida e si mise a parlare con lei e parlarono, parlarono e parlarono… Ma in cucina c’era qualcun altro che parlava. Era Oscar, un folletto ficcanaso tutto vestito di grigio con il cappello rosso! Forse lo conosci? Lui parlava, parlava ma… nessuno lo ascoltava tranne che Mentore, il gatto nero chiamato anche “il ladro di panna”. Così lo chiamava Alida!</p>
<p>Oscar era molto arrabbiato con Alida, perché lei non credeva nella sua esistenza e così non pensava mai a preparargli, magari durante la notte di Natale, una tazza di riso con il latte, come d’abitudine facevano tutti gli antenati di Alida oppure del riso con il latte affogato nel burro o nella panna.</p>
<p>Allora, Oscar decise di farle qualche dispetto e fu così che fece rovesciare la minestra dalla pentola che era sul fornello! Dopo bucò le calze di Oreste e aprì la porta della dispensa così che Mentore, golosone, potè andare a leccarsi tutta la panna. Mentre, Mentore leccava la panna dal piatto, Oscar gli raccontava come la notte precedente era stato a casa del maestro e si era posato su una catasta di legna di fianco al canile. Si era divertito tantissimo a prendere in giro il cane del maestro che era alla catena. Dondolava le gambe, ma il cane non riusciva a prenderlo e così abbaiava! Ma abbaiava così forte da svegliare il sig. Kisserup più volte durante la notte!<br />
Che divertimento!</p>
<p>Mentre raccontava i suoi dispetti si avvicinò alla porta per origliare cosa, Alida e il maestro, si stessero dicendo! E fu proprio in quel momento che Alida disse: “Signor Kisserup le voglio mostrare qualcosa che non ho ancora fatto vedere a nessuno, tanto meno ad un uomo; sono le mie poesie brevi, alcune in realtà sono un po&#8217; lunghe, ma le ho intitolate ‘Rime baciate di una dama di cultura’!” e tirò fuori da un cassetto un quaderno con una copertina verde chiara con due macchie d’inchiostro che conteneva tante poesie scritte da lei ma ce n’era una in particolare che aveva intitolato ‘Piccolo Folletto’.</p>
<p>“Lei conosce sicuramente la vecchia superstizione contadina dei folletti di casa, che fanno sempre qualche scherzo?” disse Alida “Bene! Io ho immaginato di essere la casa e che la poesia fosse il folletto, lo spirito che consiglia”. E chiese al maestro di leggerla ad alta voce!<br />
Il signor Kisserup lesse ed Alida si mise ad ascoltare!</p>
<p>Ma oltre a loro anche Oscar stava ascoltando e così, sentito il titolo della poesia ascoltò ancora più incuriosito con le orecchie tese e il collo allungato! E quando sentì parlare della magnificenza e del potere del folletto, del dominio che aveva sulla signora… noi sappiamo bene che Aida si riferiva alla poesia&#8230; cominciò a sorridere mentre gli occhi gli brillarono dalla gioia che quasi camminava a mezz’aria. Era incantato da tutto ciò che veniva detto sul piccolo folletto. Così si ricredette sulla sua signora e decise di non farle più dispetti!</p>
<p>Se proprio non riesci a capire questa storia, puoi sempre chiedere a qualcuno di spiegartela ma mi raccomando… non chiedere mai né al folletto, né alla signora!</p>
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		<title>La pastorella e lo spazzacamino</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2015 09:45:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’era una volta, nel salotto di una vecchia casa, un armadio antichissimo e molto bello, con al centro la figura di un uomo dall&#8217;aspetto stranissimo, tanto strano che i bambini che giocavano del salotto lo chiamavano &#8220;Sergentegeneralmaggiore Zampa-di-Capra&#8221;. Sulla mensola che sosteneva il grande specchio, invece, abitavano da tanto tempo Rosanna, una pastorella di porcellana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/05/la-pastorella-e-lo-spazzacamino.jpg"><img decoding="async" width="865" height="577" class="aligncenter wp-image-151065" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/05/la-pastorella-e-lo-spazzacamino.jpg" alt="pastorella e spazzacamino" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/05/la-pastorella-e-lo-spazzacamino.jpg 865w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/05/la-pastorella-e-lo-spazzacamino-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 865px) 100vw, 865px" /></a></p>
<p>C’era una volta, nel salotto di una vecchia casa, un armadio antichissimo e molto bello, con al centro la figura di un uomo dall&#8217;aspetto stranissimo, tanto strano che i bambini che giocavano del salotto lo chiamavano &#8220;Sergentegeneralmaggiore Zampa-di-Capra&#8221;. Sulla mensola che sosteneva il grande specchio, invece, abitavano da tanto tempo Rosanna, una pastorella di porcellana molto bella, e Guido, uno spazzacamino anche lui fatto di porcellana. Essi si volevano bene ed erano fidanzati.</p>
<p>Poco lontano da loro c’era Romano, un vecchio cinese, che poteva dire di sì e di no muovendo la testa. Diceva di essere il nonno della pastorella, ma lei non ci credeva. Tuttavia quando il Sergentegeneralmaggiore Zampa-di-Capra gliela domandò in sposa, lui disse di sì dondolando la testa in avanti. “Che marito avrai!” disse Romano rivolgendosi alla pastora, “sarai la moglie di un sergentegeneralmaggiore. E sarai anche molto ricca, perché ha tutto l&#8217;armadio pieno di argenteria, senza contare ciò che tiene nascosto nei cassetti segreti&#8221;. “Ma io non entrerò mai in quell&#8217;armadio buio” disse lei, “ho sentito dire che vi sono già chiuse dentro undici statuette di porcellana&#8221;. “Allora, tu sarai la dodicesima! Questa notte, quando tutti i mobili si sveglieranno e incominceranno a scricchiolare, sarà celebrato il matrimonio”, disse Romano e si addormentò.</p>
<p>La pastorella Rosanna cominciò a piangere e guardando Guido disse: “Non voglio sposare Romano, quell&#8217;uomo dai piedi di capra! Dobbiamo scappare di qui. Aiutami, ti prego”. “Farò tutto ciò che vorrai! Io guadagnerò la vita anche per te, col mio mestiere di spazzacamino” disse Guido. E così in poco tempo raggiunsero il pavimento. Ma quando si volsero verso l&#8217;armadio, videro che l&#8217;allarme era già stato dato. “Stanno scappando!” urlò il Sergentegeneralmaggiore Zampa-di-Capra. Rosanna e Guido, impauriti, decisero di fuggire nel vasto mondo attraverso il camino. Così pian piano entrarono nella stufa! Che buio che c’era! Risalirono i tubi e giunsero proprio nella cappa del camino.</p>
<p>“Il peggio è passato e tra poco saremo fuori &#8211; disse lo spazzacamino. &#8211; Guarda in alto che magnifica stella! C&#8217;era infatti nel cielo una stella che sembrava indicare la strada ai due fuggitivi: scintillava proprio sulle loro teste; ed essi continuarono ad arrampicarsi coraggiosamente. Era una strada ripida, nera, interminabile; ma lo spazzacamino sosteneva la pastorella e le indicava i punti migliori dove mettere i piedini di porcellana. Così finalmente arrivarono all&#8217;orlo del camino e sedettero proprio sul comignolo per riposarsi un po&#8217;. Erano davvero molto stanchi.</p>
<p>Sopra di loro si stendeva il cielo pieno di stelle e , sotto, i tetti innumerevoli della grande città. Essi guardarono giù, guardarono intorno, tutto il vasto mondo. Come era grande! La povera pastorella non lo aveva immaginato così! Ebbe paura: posò la fronte sulla spalla del compagno e incominciò a piangere. Lo spazzacamino tentò invano di farle coraggio. &#8211; E&#8217; troppo! &#8211; singhiozzava. &#8211; E&#8217; troppo grande! E&#8217; più grande di quando io possa sopportare. Oh, se fossimo ancora sulla mensola vicina allo specchio! Ti prego, riaccompagnami là! Non sarò contenta finché non ci sarò ritornata. Io ti ho seguito nel vasto mondo, ma adesso devi ricondurmi a casa, se mi vuoi bene. Lo spazzacamino cercò di calmarla e di farla ragionare; le ricordò il vecchio cinese e il Gran Generale in Capo Gamba di Caprone; ma lei continuava a piangere disperatamente e non resto altro rimedio che accontentarla.</p>
<p>Rientrati nella cappa del camino, incominciarono a scender con gran fatica, poi si ritrovarono di nuovo nei tubi oscuri. Non era di certo un viaggio di piacere! Infine giunsero nella stufa e si fermarono ad ascoltare dietro lo sportello, per capire che cosa succedeva nella stanza, ma non udirono alcun rumore. Allora cautamente sporsero la testa e guardarono. Ahimè, il vecchio cinese giaceva sul pavimento, rotto in tre pezzi: nel tentativo di inseguirli era caduto dalla mensola. Il busto si trovava distaccato dal resto del corpo, la testa era rotolata in un angolo. Il Gran Generale Comandante in Capo Gamba di Caprone conservava, invece, l&#8217;atteggiamento consueto. &#8211; E&#8217; terribile! &#8211; disse la pastorella. &#8211; Il vecchio nonno si è rotto e la colpa è nostra! Oh, non riuscirò mai a sopravvivere a questa disgrazia! &#8211; E ricominciò a piangere. &#8211; Si potrà aggiustarlo &#8211; la consolò lo spazzacamino. &#8211; Si, certamente è possibile. Non disperarti, via: se gli riattacchiamo il busto alla gambe e gli metteremo un buon sostegno nel collo, ritornerà come se fosse nuovo…e potrà dirci ancora una quantità di cose sgradevoli. &#8211; Lo credi? &#8211; domandò la pastorella un po&#8217; rasserenata.</p>
<p>Così dicendo pian piano uscirono dalla stufa e si arrampicarono di nuovo sulla mensola, vicino al grande specchio. &#8211; Ecco a che punto siamo &#8211; commentò lo spazzacamino. &#8211; Quanta fatica per nulla! &#8211; Oh, se soltanto il vecchio nonno fosse riappiccicato! &#8211; disse la pastorella. Il vecchio nonno, infatti, venne rimesso insieme con po&#8217; di colla. Gli fu applicato un sostegno per tener ferma la testa e ritornò come nuovo; ma non poteva più dire di sì o di no . &#8211; Uh, come fate il sostenuto, da quando vi siete rotto &#8211; gli disse il Gran Comandante in Capo Gamba di Caprone. &#8211; Allora, volete darmi in moglie vostra nipote si o no? Lo spazzacamino e la pastorella guardavano ansiosamente il vecchio cinese, ma egli non poteva più piegare il collo e si sarebbe vergognato di confessare che aveva dentro un sostegno. Ma grazie appunto a questo, le due statuine di porcellana poterono mettersi il cuore in pace e vivere tranquille insieme, fino al giorno fatale in cui anch&#8217;esse si ruppero.</p>
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		<title>Il pupazzo di neve</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 11:20:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’era una volta, in una freddissima giornata d’inverno, un pupazzo di neve, che in tutto quel freddo stava proprio bene e mentre guardava il sole diceva: &#8220;Cos&#8217;avrà da fissarmi? Beh, non riuscirà a farmi sbattere le palpebre! Continuerò a tenere le tegole aperte, io!&#8221;. Diceva così perché i suoi occhi erano fatti con due pezzetti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/01/pupazzo-di-neve.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="577" height="866" class="aligncenter wp-image-146515" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/01/pupazzo-di-neve.jpg" alt="pupazzo di neve" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/01/pupazzo-di-neve.jpg 577w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2015/01/pupazzo-di-neve-199x300.jpg 199w" sizes="auto, (max-width: 577px) 100vw, 577px" /></a></p>
<p>C’era una volta, in una freddissima giornata d’inverno, un pupazzo di neve, che in tutto quel freddo stava proprio bene e mentre guardava il sole diceva: &#8220;Cos&#8217;avrà da fissarmi? Beh, non riuscirà a farmi sbattere le palpebre! Continuerò a tenere le tegole aperte, io!&#8221;. Diceva così perché i suoi occhi erano fatti con due pezzetti di tegola, mentre la bocca era un vecchio rastrello spuntato e per questo si poteva dire anche che avesse i denti.</p>
<p>Il sole intanto volgeva al tramonto e la luna sorgeva, grande e rotonda nel blu del cielo, e il pupazzo di neve desiderava potersi muovere e andare a scivolare sul ghiaccio come i ragazzi che aveva visto nel pomeriggio, ma non sapeva come si faceva! E mentre faceva queste riflessioni, il vecchio cane legato alla catena, disse: &#8220;T&#8217;insegnerà il sole a correre! Come è successo a quello che c&#8217;era prima di te e a quello prima ancora! Bahu! Bahu! Uno alla volta se ne sono andati tutti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non capisco, amico mio&#8221;, disse il pupazzo di neve. &#8220;Quello che sta lì sopra&#8221;, e indicava la luna, &#8220;mi dovrebbe insegnare a correre? È vero che è scappato via quando l&#8217;ho guardato dritto negli occhi, ma adesso è spuntato fuori dall&#8217;altra parte…&#8221;. &#8220;Non capisci un bel niente&#8221;, rispose il cane. &#8220;Anche se bisogna ammettere che sei ancora nuovo nuovo! Quella che tu vedi adesso si chiama luna, quello che se n&#8217;è andato era il sole che tornerà domani e vedrai se t&#8217;insegnerà a scivolare lungo il fossato. Tra un po&#8217; il tempo cambierà: lo so perché la mia zampa sinistra dietro mi dà dei dolori…&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mah, non capisco proprio&#8221;, disse il pupazzo di neve. &#8220;Non so perché, ma sembra quasi che tu mi voglia dire qualcosa di spiacevole. Neanche quello di prima, che mi fissava e che si chiama sole, neanche lui deve volermi bene, temo&#8221;. Intanto il cane, dopo essersi rigirato tre volte su se stesso, si addormentò nella sua cuccia.</p>
<p>L’indomani il tempo cambiò e un vento freddo cominciò a soffiare così che tutti gli alberi e le piante erano pieni di brina. Sembrava una foresta di perle bianche! Nel frattempo uscirono in giardino un ragazzo e una ragazza che stavano ammirando il paesaggio e il pupazzo di neve chiese al cane chi fossero quei due ragazzi! Il cane gli disse che loro erano due padroni e cominciò a raccontare la sua vita al pupazzo di neve curioso! E gli narrò che prima di essere messo in catene viveva nella casa della padrona, dove aveva un bel cuscino tutto suo e passava le sue giornate, quando fuori era tanto freddo, vicino ad una stufa che lui ancora si sognava tanto fosse bella! E mostrò al pupazzo di neve la stufa attraverso la finestra della casa!</p>
<p>Appena il pupazzo scorse, attraverso la finestra, la stufa, si sentì strano! Era una sensazione che non riusciva a spiegarsi. In cuore aveva come una nostalgia che non aveva mai provato, ma che tutti gli uomini conoscono bene, quando non sono fatti di neve. &#8220;Ma perché l&#8217;hai lasciata?&#8221;, chiese, che aveva deciso che doveva trattarsi di una creatura femminile. &#8220;Come hai potuto abbandonare quel posto?&#8221;. &#8220;Sono stato costretto!&#8221;, disse il cane. &#8220;Mi hanno buttato fuori e mi hanno attaccato qui dopo che mi capitò di mordere il più giovane dei padroni, perché aveva dato un calcio al mio osso! E così è finita la mia bella vita d&#8217;un tempo&#8221;.</p>
<p>Ma il pupazzo non lo ascoltava più! Stava guardando fisso la stufa: &#8220;Che strana sensazione quella che provo! Mi riuscirà mai di incontrarla? Devo entrare a ogni costo, anche se dovessi rompere i vetri!&#8221;. &#8220;Bahu! Tanto non ci arriverai mai!&#8221;, disse il cane, &#8220;e poi, se ti ci avvicini sei finito, non lo sai? Bahu!&#8221;. &#8220;Già ora non mi sento affatto bene&#8221;, rispose il pupazzo di neve. Per tutto il giorno il pupazzo rimase a guardare la finestra: alla luce del tramonto la stanza sembrò diventare ancora più accogliente! La stufa, emanava un bagliore dolcissimo, più dolce di quello della luna, e anche di quello del sole. Se qualcuno apriva lo sportello, ne usciva una fiammella e una di quelle fiamme sembrò penetrare proprio il petto del pupazzo di neve. &#8220;Non resisto&#8221;, diceva lui. &#8220;Com&#8217;è carina, quando mette fuori la lingua&#8221;.</p>
<p>Intanto i giorni passavano e il pupazzo di neve era sempre più triste perché gli mancava la stufa, ma il tempo stava cambiando e ben presto arrivò il vento tiepido che cominciò a sciogliere la neve e, dopo qualche giorno, il pupazzo crollò e al suo posto restò qualcosa che sembrava un manico di scopa dritto nell’aria. I bambini lo avevano usato per farlo reggere meglio. &#8220;Adesso capisco cos&#8217;era la sua nostalgia!&#8221;, disse il cane, &#8220;quel pupazzo aveva in corpo uno spazzolone per stufe! Ecco cos&#8217;era che lo turbava tanto! Bahu! Ma ora è tutto finito&#8221;. Anche l&#8217;inverno ormai era agli sgoccioli e nel frattempo i bambini in giardino cantavano: &#8220;Bel mughetto, da bravo, esci fuori, vedi che al salice spuntan già i fiori? Se non è marzo, qui è già primavera. Senti gli uccelli cantare alla sera! E insieme a loro io canto: Cucù, Fratello Sole, vien fuori anche tu!&#8221;.<br />
E al povero pupazzo di neve, chi ci pensava più?</p>
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		<title>La diligenza di Capodanno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2014 13:09:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie d'Autore]]></category>
		<category><![CDATA[anno nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[Hans Christian Andersen]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Leggiamo insieme: La diligenza di Capodanno di Hans Christian Andersen Mezzanotte suonò sopra il villaggio nella placida piazza solitaria; le ore sobbalzarono nell’aria per la tacita notte senza raggio. Recava da lontano intanto il vento come un tintinno garrulo d’argento, e pel villaggio solitario, errare un trotto di cavalli si sentì. Un cavallo, vicino, ecco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/12/capodanno.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="550" height="707" class="aligncenter wp-image-226603 size-full" title="Capodanno" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/12/capodanno.jpg" alt="Capodanno" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/12/capodanno.jpg 550w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/12/capodanno-233x300.jpg 233w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<h2>Leggiamo insieme: <strong>La diligenza di Capodanno</strong> di Hans Christian Andersen</h2>
<p>Mezzanotte suonò sopra il villaggio<br />
nella placida piazza solitaria;<br />
le ore sobbalzarono nell’aria<br />
per la tacita notte senza raggio.</p>
<p>Recava da lontano intanto il vento<br />
come un tintinno garrulo d’argento,<br />
e pel villaggio solitario, errare<br />
un trotto di cavalli si sentì.</p>
<p>Un cavallo, vicino, ecco nitrì;<br />
il gabellier si sporse per guardare;<br />
qualche finestra ancor s&#8217;illuminò<br />
e mezzanotte, lenta, risuonò.</p>
<p>La diligenza a dodici cavalli<br />
arrivava con dodici signori,<br />
e tutti, presto, venner fuori<br />
con valige, con scatole, con scialli:<br />
ed uno, un vecchio tremulo e bonario:<br />
&#8220;Lode a Dio&#8221; esclamò &#8220;siamo in orario!&#8221;.</p>
<p>Era il trentun Dicembre, ed era l&#8217;ora<br />
che l&#8217;anno vecchio, curvo, se ne va.<br />
Nel mare eterno dell&#8217;eternità,<br />
svanisce, si disperde, si scolora;<br />
mentre vanno, per ville e per tuguri,<br />
baci e abbracci, brindisi ed auguri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/12/capodanno-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="538" height="709" class="aligncenter wp-image-246632 size-full" title="La diligenza di Capodanno" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/12/capodanno-1.jpg" alt="La diligenza di Capodanno" srcset="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/12/capodanno-1.jpg 538w, https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2014/12/capodanno-1-228x300.jpg 228w" sizes="auto, (max-width: 538px) 100vw, 538px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.filastrocche.it/feste/filastrocche-di-capodanno/"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="99" class="alignnone wp-image-188157 size-full" title="Filastrocche di Capodanno" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2017/11/filastrocche-capodanno-150.jpg" alt="Filastrocche di Capodanno"   /></a><br />
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<p><a href="https://www.filastrocche.it/feste/canzoni-di-natale/"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" class="alignnone wp-image-188161 size-full" title="Canzoni di Natale" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2017/11/canzoni-natale-150.jpg" alt="Canzoni di Natale"   /></a><br />
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<p><a href="https://www.filastrocche.it/feste/ascolta-le-filastrocche-di-natale/"><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="138" class="alignnone wp-image-188159 size-full" title="Ascolta le filastrocche di Natale" src="https://www.filastrocche.it/contenuti/wp-content/uploads/2017/11/recite-natale-120.jpg" alt="Ascolta le filastrocche di Natale"   /></a><br />
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E ANCORA:</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.filastrocche.it/feste/c/natale/"><strong>Visita lo Speciale Natale!</strong></a><br />
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<p><a href="https://www.filastrocche.it/feste/c/capodanno/"><strong>Visita lo Speciale Capodanno!</strong></a><br />
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