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	<title>violoncello Archives - I testi della tradizione di Filastrocche.it</title>
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	<description>Filastrocche, fiabe, canzoni e...</description>
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		<title>Meglio insieme che da soli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 09:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[Fiabe d'Autore]]></category>
		<category><![CDATA[Annamaria Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[quartetto]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato sul periodico &#8220;Città Nuova&#8221; numero 18/2007 Cello, il violoncello, aveva un&#8217;aria triste e forse arrabbiata. Voleva andarsene via perché, quando suonava, la sua voce si diffondeva così armoniosa che aveva pensato: sono tanto bravo da solo, non ho bisogno della mia famiglia. La sua famiglia era un quartetto famoso in tutto il paese. Era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblicato sul periodico &#8220;Città Nuova&#8221; numero 18/2007</em></p>
<p>Cello, il violoncello, aveva un&#8217;aria triste e forse arrabbiata.<br />
Voleva andarsene via perché, quando suonava, la sua voce si diffondeva così armoniosa che aveva pensato: sono tanto bravo da solo, non ho bisogno della mia famiglia.<br />
La sua famiglia era un quartetto famoso in tutto il paese. Era composto da Lino il violino, dal trillo incantevole, Viola la viola, dal suono vibrante e misterioso e Asso, il contrabbasso dal vocione profondo e possente.<br />
&#8220;Ma cosa si è messo in testa Cello?&#8221; chiese Viola.<br />
&#8220;Dice che suonerà sempre da solo, che non ha bisogno di noi!&#8221; le rispose Asso.<br />
&#8220;Oh, non è possibile!&#8221; esclamò Lino trillando un la minore di uno stupore triste.<br />
Cello se ne andò e un raggio di sole forando curioso una nuvola grigia lo sorprese:<br />
&#8220;Cosa fai, Cello?&#8221;<br />
&#8220;Vedi? Suono da solo!&#8221;<br />
Le note si rincorrevano nel cielo allegre o tenere, poi sempre più rotte.<br />
Il sole tornò ad accarezzare Cello che suonava una cosetta malinconica e sottile:<br />
&#8220;Uh, che musica triste!&#8221;<br />
&#8220;Sono stanco di stare da solo: suono, suono, ma la mia musica sembra si spezzi&#8230;&#8221; sospirò Cello, con una grande nostalgia nelle corde.<br />
Il sole balenò di soddisfazione e Cello si mise in viaggio: era un viaggio di ritorno.<br />
&#8220;Dove sono andati i miei amici?&#8221; chiese appena entrato in paese.<br />
&#8220;Erano qui pochi giorni fa&#8221; spiegò il maestro di musica da camera, &#8220;poi sono partiti per cercarti&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Perché?&#8221;<br />
&#8220;Perché senza di te non riuscivano più a trovare l&#8217;armonia: i concerti facevano pena, senza il tuo canto da tenore!&#8221;<br />
Cello rimase senza note e anche il fiato gli mancò.<br />
Poi si scosse e riprese la sua ricerca, cantando:<br />
&#8220;Lino dove sei? Asso, Viola dove siete?&#8221;<br />
Ma nessuno rispondeva e intanto era scesa la notte.<br />
Nel buio Cello continuava a chiamare i suoi amici, finché un&#8217;armonia dolce e anche un po&#8217; triste lo colpì e sentì vibrare tutte le corde.<br />
Riconobbe le voci degli amici e anche il suo concertino preferito. Mancava proprio la voce del violoncello.<br />
Asciugatosi una lacrima sulla cassa panciuta, prese ad accompagnare i suoi amici da lontano. Sapeva che lo avrebbero sentito e nel buio luccicavano non solo le corde e gli archetti. Ma anche i cuori degli strumenti. Si ritrovarono, commossi tutti e quattro, sulla spianata del parco.<br />
Impossibile suonare un concerto da soli.<br />
Impossibile vivere in armonia pensando solo a se stessi.<br />
&#8220;Siamo fatti per fare l&#8217;unità, in famiglia&#8221; esclamarono Cello e i suoi tre amici.<br />
In tanti si erano radunati lì per ascoltarli e tutti applaudirono all&#8217;unità.<br />
Anche tu hai fatto un&#8217;esperienza come quella di Cello?<br />
Vuoi raccontarcela? Coraggio&#8230;</p>
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