Tra mille altre foglie
Angelo Giarnese

La foglia ingiallita
che ancora non cade,
che guarda le strade
svuotarsi di vita,
si aggrappa tremante
al pendulo ramo,
ma sente il richiamo
dell’ultimo istante.
Il vento la coglie
sul far della sera:
la spinge, leggera,
tra mille altre foglie
lontana dal suolo
inerte e bagnato,
in alto, in un volo
nel cielo stellato.
E mentre, contesa,
nell’aria volteggia
avanza e indietreggia
fluttuante, sospesa,
si poggia, confusa,
sul bel davanzale
e quasi si scusa
per essere frale.
La bimba la vede
scostando le tende
e quel che succede
davvero sorprende:
due dita d’infante
l’afferrano stretta
aprendo le ante
chiudendole in fretta;
così si ritrova
al caldo e all’asciutto
stupita oltretutto
per quello che prova.
La bimba decide
di farla felice
la guarda, sorride,
sussurra, le dice:
– Mi piace il tuo giallo
che sembra vernice:
ti metto in cornice
dietro a un cristallo.
Vedrai starai bene:
saprai i miei segreti
più dolci e più lieti
le gioie e le pene,
se sono in letizia,
se provo mestizia.
Quel vento un po’ sordo
è solo un ricordo.
Sei ancora ferita
per stenti e fatica:
ma adesso la vita
ti ha dato un’amica
ed anche una casa
di quiete pervasa,
di luce e tepore.
Qui tutto è migliore -.
Ma dopo un istante
il dubbio l’assale:
riapre le ante,
il cuore prevale:
afferra la foglia
seppur controvoglia:
la lascia aleggiare
di nuovo e danzare
sospinta dal vento,
con lei altre cento.
La foglia ingiallita
si libra con grazia,
è stata capita:
saluta e ringrazia.