Una madre fiera
Sanja Rotim
Non si può che definire numerosa una famiglia dove ci sono venti figli, precisamente sette maschi e tredici femmine. Come tutte le mamme anche la loro ha fatto tanta fatica quando erano piccoli. Li ha cullati, nutriti, coccolati e ogni tanto anche sgridati. L’impegno profuso per farli crescere bene è stato
premiato dalla soddisfazione di averli visti diventare grandi, con sani principi e moralità.
Crescendo sono diventati bellissimi, anche se molto diversi uno dall’altro. Non hanno mai litigato tra di loro, si sono sempre aiutati a vicenda. Hanno capito che l’unione fa la forza. Cosa può desiderare di meglio una madre?
Ormai questi figli sono diventati grandi e ognuno vive per conto proprio come succede d’altronde in tutte le famiglie. Qualcuno è diventato un po’ più autonomo dell’altro, ma è sempre così coi figli, ognuno ha le sue esigenze. C’è chi si è sistemato al mare, chi in montagna, chi in pianura o in collina, chi sulle isole, tutti posti pronti a fare a gara su quale sia il migliore. Ma sono sempre rimasti motivo d’invidia per chi non è riuscito ad essere come loro.
Una madre gelosa una volta disse: “Beata te che i tuoi figli vanno d’accordo. E sono anche tanti, venti addirittura. I miei invece hanno litigato, non si parlano neanche. Ma tu come hai fatto a educarli così bene?”. “Mi rendo conto che sono stata proprio fortunata. Ho voluto insegnare loro sin da piccoli l’importanza della famiglia e del rispetto per il prossimo. Inoltre, mi sono sempre raccomandata di essere disponibili e solidali, specialmente con i meno fortunati di loro. E vedo che effettivamente mi hanno ascoltata visto che tutti si complimentano con me. Non posso che dire di essere una madre fiera”.
“Ma adesso che non vivono più con te non ti mancano?” le chiese ancora questa madre. “Certo. Ma io li guardo dall’alto. Sono tutti uno vicino all’altro, a parte quelle due che hanno voluto stare in mezzo al mare. E hanno dato una forma particolare al territorio delimitato dai confini del loro mondo, la forma di uno stivale”.
“Questo l’ho notato anch’io. Uno stivale con un bel tacco”, aggiunse l’altra madre. “Già. Il tacco. La mia adorata figlioletta Puglia. Si è sistemata bene laggiù”, disse con tenerezza Madre Italia.