Una sorpresa in biblioteca
Sanja Rotim

La maestra Lavinia portava i suoi alunni in biblioteca almeno una volta alla settimana. Si trattava della biblioteca comunale che distava pochi metri dalla scuola. Secondo lei i bambini dovevano essere abituati da piccoli a frequentarla regolarmente, così si sarebbero avvicinati al mondo della lettura e avrebbero avuto la possibilità di appassionarsi per sempre.
I bambini andavano volentieri in biblioteca. Lì c’era un reparto dedicato a loro con libri illustrati e colorati. L’anziana bibliotecaria che era prossima alla pensione era molto felice quando vedeva arrivare tutta la classe. I bambini sceglievano accuratamente i libri da prendere in prestito che poi regolarmente restituivano.
Quel giorno in biblioteca sembrava come tutti gli altri. Alcuni bambini erano seduti davanti ai tavoli e sfogliavano i libri, altri erano vicino agli scaffali a curiosare. Ma all’improvviso qualcuno esclamò: “Guardate là nell’angolo, c’è una lucertola grandissima!”. “Non sono una lucertola ma un’ iguana. Mi chiamo Luana”, sentirono dire. “Ma come, tu parli? E perché sei venuta in biblioteca, ti sei persa forse?” le chiesero. “Sono venuta per leggere le poesie. Mi piacciono molto”, disse. Non riuscirono a credere alle loro orecchie. “Questo è il reparto dei libri per bambini, qui non ci sono poesie”. “E dove posso trovarle?” chiese ai bambini. “Dobbiamo rivolgerci alla bibliotecaria”.
Così i bambini chiamarono l’anziana signora che stava chiacchierando con la maestra e che aveva intuito dal brusio dei bambini che era successo qualcosa.
“Bibliotecaria, c’è di là l’iguana Luana che vorrebbe leggere le poesie”. “Un’iguana?” La bibliotecaria e la maestra si precipitarono nel reparto dei libri per bambini e constatarono che era tutto vero. “Che cosa fa, la manda via?” chiese la maestra incredula. “E no, maestra, dalla biblioteca non si manda via nessuno. Anche se non mi è mai capitata una lettrice simile dobbiamo accontentarla e aiutarla a soddisfare i suoi interessi”, disse seriamente la bibliotecaria. “Che cosa vorresti leggere, Luana?” le chiese. “Le poesie”. “Allora per cominciare prendi questo libro di Pablo Neruda, non è pesante. E ricordati di renderlo al massimo dopo un mese”. “Grazie e arrivederci a presto”, disse l’iguana e andò via felice e un po’ orgogliosa di se stessa.
Sorridendo salutò i bambini che la guardavano a bocca aperta affascinati ma anche contenti di avere una nuova amica.