{"id":103791,"date":"2002-02-04T17:15:54","date_gmt":"2002-02-04T17:15:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-danza-degli-gnomi\/"},"modified":"2019-07-24T10:00:52","modified_gmt":"2019-07-24T08:00:52","slug":"la-danza-degli-gnomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-danza-degli-gnomi\/","title":{"rendered":"La danza degli gnomi"},"content":{"rendered":"<h2><a href=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2002\/02\/danza-degli-gnomi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"596\" height=\"838\" class=\"aligncenter wp-image-141903\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2002\/02\/danza-degli-gnomi.jpg\" alt=\"danza degli gnomi\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2002\/02\/danza-degli-gnomi.jpg 596w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2002\/02\/danza-degli-gnomi-213x300.jpg 213w\" sizes=\"auto, (max-width: 596px) 100vw, 596px\" \/><\/a>Leggiamo insieme:\u00a0<strong>La danza degli gnomi<\/strong> di Guido Gozzano<\/h2>\n<p>Quando l&#8217;alba si levava,<br \/>\nsi levava in sulla sera,<br \/>\nquando il passero parlava<br \/>\nc&#8217;era, allora, c&#8217;era&#8230; c&#8217;era&#8230;<br \/>\n&#8230; una vedova maritata ad un vedovo. E il vedovo aveva una figlia della sua prima moglie e la vedova aveva una figlia del suo primo marito. La figlia del vedovo si chiamava Serena, la figlia della vedova si chiamava Gordiana. la matrigna odiava Serena ch&#8217;era bella e buona e concedeva ogni cosa a Gordiana, brutta e perversa.<br \/>\nLa famiglia abitava un castello principesco, a tre miglia dal villaggio, e la strada attraversava un crocevia, tra i faggi millenari di un bosco; nelle notti di plenilunio i piccoli gnomi vi danzavano in tondo e facevano beffe terribili ai viaggiatori notturni.<br \/>\nLa matrigna che sapeva questo, una domenica sera, dopo cena, disse alla figlia:<br \/>\n&#8211; Serena, ho dimenticato il mio libro di preghiere nella chiesa del villaggio: vammelo a cercare.<br \/>\n&#8211; Mamma, perdonate&#8230; \u00e8 notte.<br \/>\n&#8211; C&#8217;\u00e8 la luna pi\u00f9 chiara del sole!<br \/>\n&#8211; Mamma, ho paura! Andr\u00f2 domattina all&#8217;alba&#8230;<br \/>\n&#8211; Ti ripeto d&#8217;andare! &#8211; replic\u00f2 la matrigna.<br \/>\n&#8211; Mamma, lasciate venire Gordiana con me&#8230;<br \/>\n&#8211; Gordiana resta qui a tenermi compagnia. E tu va&#8217;!<br \/>\nSerena tacque rassegnata e si pose in cammino. Giunse nel bosco e rallent\u00f2 il passo, premendosi lo scapolare sul petto, con le due mani.<br \/>\nEd ecco apparire fra gli alberi il crocevia spazioso, illuminato dalla luna piena.<br \/>\nE gli gnomi danzavano in mezzo alla strada.<br \/>\nSerena li osserv\u00f2 fra i tronchi, trattenendo il respiro. Erano gobbi e sciancati come vecchietti, piccoli come fanciulli, avevano barbe lunghe e rossigne, giubbini buffi, rossi e verdi, e cappucci fantastici. Danzavano in tondo, con una cantilena stridula accompagnata dal grido degli uccelli notturni. Serena allibiva al pensiero di passare fra loro; eppure non c&#8217;era altra via e non poteva ritornare indietro senza il libro della matrigna. Fece violenza al tremito che la scuoteva, e s&#8217;avanz\u00f2 con passo tranquillo.<br \/>\nAppena la videro, gli gnomi verdi si separarono da quelli rossi e fecero ala ai lati della strada, come per darle il passo. E quando la bimba si trov\u00f2 fra loro la chiusero in cerchio, danzando. E uno gnomo le porse un fungo e una felce.<br \/>\n&#8211; Bella bimba, danza con noi!<br \/>\n&#8211; Volentieri, se questo pu\u00f2 farvi piacere&#8230;<br \/>\nE Serena danz\u00f2 al chiaro della luna, con tanta grazia soave che gli gnomi si fermarono in cerchio, estatici ad ammirarla.<br \/>\n&#8211; Oh! Che bella graziosa bambina! &#8211; disse uno gnomo.<br \/>\nUn secondo disse: &#8211; Ch&#8217;ella divenga della met\u00e0 pi\u00f9 bella e pi\u00f9 graziosa ancora.<br \/>\nDisse un terzo:<br \/>\n&#8211; Oh! Che bimba soave e buona!<br \/>\nUn quarto disse: &#8211; Ch&#8217;ella divenga della met\u00e0 pi\u00f9 ancora bella e soave!<br \/>\nDisse un quinto: &#8211; E che una perla le cada dall&#8217;orecchio sinistro ad ogni parola della sua bocca.<br \/>\nUn sesto disse: &#8211; E che si converta in oro ogni cosa ch&#8217;ella vorr\u00e0.<br \/>\n&#8211; Cos\u00ec sia! Cos\u00ec sia! Cos\u00ec sia!&#8230; &#8211; gridarono tutti con voce lieta e crepitante.<br \/>\nRipresero la danza vertiginosa, tenendosi per mano, poi spezzarono il cerchio e disparvero. Serena prosegu\u00ec il cammino, giunse al villaggio e fece alzare il sacrestano perch\u00e9 la chiesa era chiusa.<br \/>\nEd ecco che ad ogni parola una perla le usciva dall&#8217;orecchio sinistro, le rimbalzava sulla spalla e cadeva per terra. Il sagrestano si mise a raccoglierle nella palma della mano. Serena ebbe il libro e ritorn\u00f2 al castello paterno. La matrigna la guard\u00f2 stupita. Serena splendeva di una bellezza mai veduta:<br \/>\n&#8211; Non t&#8217;\u00e8 occorso nessun guaio, per via?<br \/>\n&#8211; Nessuno, mamma.<br \/>\n&#8211; E raccont\u00f2 esattamente ogni cosa. E ad ogni parola una perla le cadeva dall&#8217;orecchio sinistro.<br \/>\nLa matrigna si rodeva d&#8217;invidia.<br \/>\n&#8211; E il mio libro di preghiere?<br \/>\n&#8211; Eccolo, mamma.<br \/>\nLa logora rilegatura di cuoio e di rame s&#8217;era convertita in oro tempestato di brillanti.<br \/>\nLa matrigna trasecolava.<br \/>\nPoi decise di tentare la stessa sorte per la figlia Gordiana. La domenica dopo, alla stessa ora, disse alla figlia di recarsi a prendere il libro nella chiesa del villaggio.<br \/>\n&#8211; Cos\u00ec sola? Di notte? Mamma, siete pazza?<br \/>\nE Gordiana scroll\u00f2 le spalle.<br \/>\n&#8211; Devi ubbidire, cara, e sar\u00e0 un gran bene per te, te lo prometto.<br \/>\n&#8211; Andateci voi!<br \/>\nGordiana, non avvezza ad ubbidire, smani\u00f2 furibonda e la madre fu costretta a cacciarla con le busse, per deciderla a partire.<br \/>\nQuando giunse al crocevia, inargentato dalla luna, i piccoli gnomi che danzavano in tondo si divisero in due schiere ai lati della strada, poi la chiusero in cerchio; e uno si avanz\u00f2 porgendole il fungo e la felce e invitandola garbatamente a danzare.<br \/>\n&#8211; Io danzo con principi e con baroni: non danzo con brutti rospi come voi.<br \/>\nE gett\u00f2 la felce e il fungo e tent\u00f2 di aprire la catena dei piccoli ballerini con pugni e con calci.<br \/>\n&#8211; Che bimba brutta e deforme! &#8211; disse uno gnomo.<br \/>\nUn secondo disse: &#8211; Ch&#8217;ella diventi della met\u00e0 pi\u00f9 ancora cattiva e villana.<br \/>\n&#8211; E che sia gobba!<br \/>\n&#8211; E che sia zoppa!<br \/>\n&#8211; E che uno scorpione le esca dall&#8217;orecchio sinistro ad ogni parola della sua bocca.<br \/>\n&#8211; E che si copra di bava ogni cosa ch&#8217;ella toccher\u00e0.<br \/>\n&#8211; Cos\u00ec sia! Cos\u00ec sia! Cos\u00ec sia!&#8230; &#8211; gridarono tutti con voce irosa e crepitante.<br \/>\nRipresero la danza prendendosi per mano, poi spezzarono la catena e disparvero.<br \/>\nGordiana scroll\u00f2 le spalle, giunse alla chiesa, prese il libro e ritorn\u00f2 al castello.<br \/>\nQuando la madre la vide di\u00e9 un urlo:<br \/>\n&#8211; Gordiana, figlia mia! Chi t&#8217;ha conciata cos\u00ec?<br \/>\n&#8211; Voi, madre snaturata, che mi esponete alla mala ventura.<br \/>\nE ad ogni parola, uno scorpione dalla coda forcuta le scendeva lungo la persona.<br \/>\nTrasse il libro di tasca e lo diede alla madre; ma questa lo lasci\u00f2 cadere con un grido d&#8217;orrore.<br \/>\n&#8211; Che schifezza! \u00c8 tutto lordo di bava!<br \/>\nLa madre era disperata di quella figlia zoppa e gobba, pi\u00f9 brutta e pi\u00f9 perversa di prima. E la condusse nelle sue stanze, affidandola alle cure di medici che s&#8217;adoprarono inutilmente per risanarla.<br \/>\nSi era intanto sparsa pel mondo la fama della bellezza sfolgorante e della bont\u00e0 di serena, e da tutte le parti giungevano richieste di principi e di baroni; ma la matrigna perversa si opponeva ad ogni partito.<br \/>\nIl Re di Persegonia non si fid\u00f2 degli ambasciatori, e volle recarsi in persona al castello della bellezza famosa. Fu cos\u00ec rapito dal fascino soave di Serena che fece all&#8217;istante richiesta della sua mano.<br \/>\nLa matrigna soffocava dalla bile; ma si mostr\u00f2 ossequiosa al re e lieta di quella fortuna. E gi\u00e0 macchinava in mente di sostituire a Serena la figlia Gordiana.<br \/>\nFurono fissate le nozze per la settimana seguente. Il giorno dopo il Re mand\u00f2 alla fidanzata orecchini, smaniglie, monili di valore inestimabile.<br \/>\nGiunse il corteo reale per prendere la fidanzata. La matrigna copr\u00ec dei gioielli la figlia Gordiana e rinchiuse Serena in un cofano di cedro.<br \/>\nIl Re scese dalla carrozza dorata e apr\u00ec lo sportello per farvi salire la fidanzata. Gordiana aveva il volto coperto d&#8217;un velo fitto e restava muta alle dolci parole dello sposo.<br \/>\n&#8211; Signora mia suocera, perch\u00e9 la sposa non mi risponde?<br \/>\n&#8211; \u00c8 timida, Maest\u00e0.<br \/>\n&#8211; Eppure l&#8217;altro giorno fu cos\u00ec garbata con me&#8230;<br \/>\n&#8211; La solennit\u00e0 di questo giorno la rende muta&#8230;<br \/>\nIl Re guardava con affetto la sposa.<br \/>\n&#8211; Serena, scopritevi il volto, ch&#8217;io vi veda un solo istante!<br \/>\n&#8211; Non \u00e8 possibile, Maest\u00e0 &#8211; interruppe la matrigna &#8211; il fresco della carrozza la sciuperebbe! Dopo le nozze si scoprir\u00e0.<br \/>\nil Re cominciava ad inquietarsi.<br \/>\nProseguirono verso la chiesa e gi\u00e0 la madre si rallegrava di veder giungere a compimento la sua frode perversa.<br \/>\nMa passando vicino ad un ruscello, Gordiana, smemorata ed impaziente, si protese dicendo:<br \/>\n&#8211; Mamma, ho sete!<br \/>\nNon aveva detto tre parole che tre scorpioni neri scesero correndo sulla veste di seta candida.<br \/>\nIl Re e il suocero balzarono in piedi, inorriditi, e strapparono il velo alla sposa. Apparve il volto orribile e feroce di Gordiana.<br \/>\n&#8211; Maest\u00e0, queste due perfide volevano ingannarci.<br \/>\nIl suocero e il Re fecero arrestare il corteo a mezza strada. Il Re sal\u00ec a cavallo e volle ritornare, solo, di gran galoppo, al castello della fidanzata.<br \/>\nSal\u00ec le scale e prese ad aggirarsi per le sale chiamando ad alta voce.<br \/>\n&#8211; Serena! Serena! Dove siete?<br \/>\n&#8211; Qui, Maest\u00e0!<br \/>\n&#8211; Dove?<br \/>\n&#8211; Nel cofano di cedro!<br \/>\nIl Re forz\u00f2 il cofano con la punta della spada e sollev\u00f2 il coperchio. Serena balz\u00f2 in piedi, pallida e bella. Il re la sollev\u00f2 fra le braccia, la pose sul suo cavallo e ritorn\u00f2 dove il corteo l&#8217;aspettava. Serena prese posto nella berlina reale, tra il padre e il fidanzato.<br \/>\nFurono celebrate le nozze regali.<br \/>\nDella matrigna e della figlia perversa, fuggite attraverso i boschi, non si ebbe pi\u00f9 alcuna novella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggiamo insieme:\u00a0La danza degli gnomi di Guido Gozzano Quando l&#8217;alba si levava, si levava in sulla sera, quando il passero parlava c&#8217;era, allora, c&#8217;era&#8230; c&#8217;era&#8230; &#8230; una vedova maritata ad un vedovo. E il vedovo aveva una figlia della sua prima moglie e la vedova aveva una figlia del suo primo marito. 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