{"id":103909,"date":"2002-02-13T18:02:03","date_gmt":"2002-02-13T18:02:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-puzzola-e-il-gatto\/"},"modified":"2002-02-13T18:02:03","modified_gmt":"2002-02-13T18:02:03","slug":"la-puzzola-e-il-gatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-puzzola-e-il-gatto\/","title":{"rendered":"La Puzzola e il Gatto"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un gatto molto spelacchiato, magro e sporco, insomma un vero gatto randagio. Del gatto randagio per\u00f2 non aveva ne la cattiveria, ne l&#8217;aggressivit\u00e0, anzi era un gatto molto schivo, triste; non si divertiva a svegliare gli abitanti del quartiere la notte, ne lo si vedeva mai passeggiare sulle staccionate nelle sere di luna piena. Gli altri gatti della zona non sapevano neanche quale fosse il suo nome e cos\u00ec cominciarono a chiamarlo lo Scontroso.<br \/>\nIl gatto randagio soffriva quando gli altri lo chiamavano cos\u00ec, perch\u00e9 lui non era scontroso, semmai era triste, questo si; e non era vero che non aveva un nome, lui si chiamava Pisolo, e questo nome glielo aveva dato la sua padroncina bionda. Era stato felice con lei per un anno, poi per\u00f2 era arrivata l&#8217;estate, e cos\u00ec&#8230; ma non erano stati i suoi padroni ad abbandonarlo, anzi loro avevano pagato il portiere perch\u00e9 badasse a lui. Ma appena loro se ne erano andati il portiere lo aveva infilato in un sacco, l&#8217;aveva portato lontano e lo aveva abbandonato, per intascare tutti i soldi.<br \/>\n\u201cSicuramente\u201d pens\u00f2 Pisolo\u201davr\u00e0 raccontato che sono scappato e non mi ha potuto trovare\u201d.<br \/>\nEd era passato tanto tempo, ormai.<br \/>\nLui aveva cercato la sua casa, ma si era dovuto rassegnare: si era perso. Aveva patito il freddo e la fame, aveva imparato tante cose, ma non voleva pi\u00f9 vivere senza la sua padroncina. Girovagava di quartiere in quartiere, come un gatto in pena, sempre solo. Un giorno per\u00f2, passando davanti un negozio di animali, vide un musetto allungato per terra, e due occhietti tristi, proprio come i suoi. Stupito, pieg\u00f2 di lato la testa, diede un zampatina sul vetro e vide il musetto della gattina pi\u00f9 strana che lui avesse mai visto. La gattina ricambi\u00f2 con la zampa il saluto e Pisolo sent\u00ec dentro di se una sensazione di caldo, che partiva dal cuoricino. Da quel momento Pisolo rest\u00f2 vicino al negozio.  Di giorno si metteva sul marciapiede di fronte, perch\u00e9 diverse volte il proprietario del negozio lo aveva cacciato a colpi di scopa, mentre di notte si appiccicava alla vetrina e, grazie ai buchi fatti sul vetro per fare respirare gli animali, parlava con la gattina.<br \/>\nRosetta, questo era il nome della gattina, aveva un carattere molto dolce e gli aveva raccontato la storia della sua vita la seconda volta che si erano parlati. Lei non aveva mai vissuto in una casa, anzi non sapeva cosa fosse una casa, per\u00f2 aveva abitato fin dalla nascita in un bosco. Pisolo, al contrario non sapeva cosa fosse un bosco, e cos\u00ec passavano ore intere a parlare. Un vecchio pappagallo, il saggio del negozio, si era accorto dell&#8217;amicizia che era nata tra Pisolo e Rosetta, ed un giorno fece segnale a Pisolo di avvicinarsi ai buchi della sua gabbia:<br \/>\n \u201cPisolo, amico mio, se vuoi bene a Rosetta devi portarla via con te. Ho sentito dire al padrone che Rosetta \u00e8 stata venduta e che la porteranno via tra due giorni\u201d.<br \/>\n \u201cOh Pappagallo, ma come faccio a portarla via? La gabbia \u00e8 chiusa con il ferretto\u201d.<br \/>\n\u201cNon preoccuparti, la gabbia non \u00e8 un problema, la aprir\u00f2 io. Sono anni che ho imparato come si fa, ma ho sempre sperato che qualcuno mi comprasse e mi portasse con se. Ora sono vecchio, non mi vuole pi\u00f9 nessuno e fuori di qui forse morirei. E poi, posso aiutare gli animali in difficolt\u00e0, ed almeno mi sento utile\u201d.<br \/>\n \u201cGrazie Pappagallo di tutto ci\u00f2 che farai per noi\u201d.<br \/>\n\u201cNon ci pensare, preoccupati piuttosto di aiutare Rosetta a scendere dalla grondaia, perch\u00e9 l&#8217;abbaino \u00e8 l&#8217;unico punto per uscire dal negozio. Fatti trovare sul tetto domani sera a quest&#8217;ora\u201d.<br \/>\nE cos\u00ec i due animali si separarono. Pisolo pass\u00f2 la giornata impaziente di vedere il sole tramontare. Alle nove di sera era gi\u00e0 sul tetto e, quando due ore dopo il pappagallo apr\u00ec lo sportello dell&#8217;abbaino e lui vide Rosetta vicino a se per la prima volta, quasi cadeva dal tetto per l&#8217;emozione. Com&#8217;era bella, con quelle orecchiette appuntite e quella striscia bianca sul dorso! Strusci\u00f2 il muso contro il suo collo e la port\u00f2 via con se.<br \/>\nPisolo e Rosetta andarono a vivere nella cuccia che lui aveva preparato: un bidone della spazzatura capovolto,dove, quando pioveva il ticchettio delle gocce creava bellissime musichette. Ma c&#8217;era qualcosa che non andava e Pisolo non sapeva cosa fare. Quando era felice Rosetta&#8230;.faceva cattivo odore e questa era una cosa molto sgradevole. Quando lui, molto delicatamente, glielo aveva fatto notare, lei aveva alzato i suoi grandi occhioni blu, gli si era strusciata contro e gli aveva detto:<br \/>\n \u201cE&#8217; perch\u00e8 ti voglio bene, mio dolce Pisolo\u201d.<br \/>\nUna sera, poi, l&#8217;aveva trovata in lacrime perch\u00e9 dopo tanto tempo lui ancora non aveva fatto cattivo odore per lei e quindi \u201cnon le voleva bene\u201d. E questa era una cosa che Pisolo non capiva: lui le voleva bene e trovava sconveniente farla soffrire per il suo cattivo odore. E poi, per quanto si sforzasse, non riusciva a fare levare dal suo corpo quella puzzetta quasi consistente che invece aleggiava intorno a Rosetta. Un paio di volte, addirittura, per lo sforzo si era quasi sentito male. Ad aggravare la situazione si erano messe anche quelle pettegole delle gatte vicine di casa: erano state cos\u00ec curiose di conoscere la gatta che aveva restituito il sorriso a Pisolo, e cos\u00ec dopo le prime volte, Rosetta aveva dimostrato tutto il suo affetto per loro. Le poverine erano scappate subito, e adesso la evitavano, mentre la pi\u00f9 maligna aveva soprannominato Rosetta \u201cla puzzona\u201d.<br \/>\nRosetta soffriva tantissimo e, per quanto le ormai rare volte che faceva cattivo odore Pisolo si sforzasse di fare finta di niente, lei andava dimagrendo sempre di pi\u00f9. Il giorno in cui Pisolo si accorse che Rosetta aveva due brutte occhiaie, decise di chiedere consiglio all&#8217;unico saggio che conosceva, l&#8217;amico pappagallo.<br \/>\nAnd\u00f2 di sera davanti la vetrina del negozio di animali, buss\u00f2 alla gabbia del pappagallo e si confid\u00f2 con lui:<br \/>\n \u201cCome\u201d disse il pappagallo \u201cnon sai che Rosetta \u00e8 una puzzola?\u201d<br \/>\n \u201cE cosa \u00e8 una puzzola?\u201d<br \/>\n \u201cLa puzzola \u00e8 un animale dei boschi, simile ad un gatto, ma con la caratteristica dell&#8217;odore che emana quando \u00e8 felice. Per la puzzola \u00e8 un sacrificio terribile vivere in citt\u00e0, perch\u00e9 contrariamente a quanto si crede, \u00e8 un animale pulito ed ha bisogno di immergersi nel fiume almeno una volta al giorno\u201d.<br \/>\nPisolo ricord\u00f2 allora le volte in cui Rosetta gli aveva chiesto dove poteva trovare dell&#8217;acqua, e lui, credendo che avesse sete, le aveva portato una ciotolina e lei con un sospiro, immergendo le zampette si era pulito il muso.<br \/>\nE le mortificazioni subite quando le vicine in coro la chiamavano Puzzona, Eppure lei non gli aveva chiesto nulla, era rimasta nel bidone, forse a rimpiangere il suo bosco. Pisolo ringrazi\u00f2 l&#8217;amico e corse a casa. Per metterci meno tempo prese una scorciatoia, ma mentre correva a zampe levate ebbe la sensazione di conoscere quella grande strada nella quale era sbucato il vicoletto che aveva imboccato. Ma certo, in quella strada abitava la sua padroncina! Si ferm\u00f2 davanti al portone, quando, il rumore del cancelletto che si apriva lo fece nascondere sotto una macchina. E vide la sua bimba bionda uscire per strada, dando la manina al suo pap\u00e0. Com&#8217;era diventata alta, e com&#8217;era carina! in mano aveva un guinzaglio al quale era legato un piccolo cane.<br \/>\n \u201cSai papi\u201d disse a un tratto la bimba \u201cspesso penso a Pisolo, ed ogni tanto piango, perch\u00e9 anche se Birillo \u00e8 un compagno grazioso, non \u00e8 la stessa cosa &#8230;\u201d<br \/>\n \u201cVedi, piccola mia\u201d rispose il pap\u00e0 \u201cPisolo era un gatto indipendente, \u00e8 cresciuto e forse ha avuto bisogno di cose che noi non potevamo dargli pi\u00f9 &#8230;\u201d<br \/>\nE cos\u00ec dicendo il pap\u00e0 abbracci\u00f2 la bambina: Pisolo si nascose meglio e pens\u00f2 che lui stesso non avrebbe spiegarlo meglio di cos\u00ec alla sua bimba bionda. Sarebbe potuto tornare, adesso, ma c&#8217;era Rosetta&#8230;<br \/>\nIntanto il cagnolino si avvicin\u00f2 alla macchina sotto la quale Pisolo si era nascosto, e Pisolo ne approfitt\u00f2 per chiamarlo:<br \/>\n \u201cBirillo, ehi Birillo&#8230;\u201d<br \/>\n \u201cChi mi chiama? Oh, un gatto\u201d.<br \/>\n \u201cBirillo, non ti preoccupare, sono Pisolo, avrai sentito parlare di me a casa..\u201d<br \/>\n\u201cSi, la piccola parla spesso di te\u201d.<br \/>\n \u201cEcco, io volevo chiederti di volerle molto bene, di non farle sentire la mia mancanza e &#8230;di stare attento al portiere\u201d.<br \/>\n \u201cSapevo che non potevi essertene andato di tua spontanea volont\u00e0. Stai tranquillo per la bimba e, per quanto riguarda il portiere, quando sar\u00f2 cresciuto gli dar\u00f2 un morso da parte tua. Ciao\u201d.<br \/>\n \u201cCiao Birillo, e grazie\u201d.<br \/>\nPisolo scapp\u00f2 da sotto la macchina e corse verso Rosetta. Aveva deciso: Rosetta era stato il suo conforto quando era solo, aveva rinunciato a tanto per lui. Se la citt\u00e0 non li voleva, sarebbero andati nel bosco. E poi. a pensarci bene, per fare cattivo odore gli sarebbe bastato rotolarsi tra le ghiande marce&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un gatto molto spelacchiato, magro e sporco, insomma un vero gatto randagio. 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