{"id":104067,"date":"2002-02-21T14:26:18","date_gmt":"2002-02-21T14:26:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-figli-di-babbo-natale\/"},"modified":"2002-02-21T14:26:18","modified_gmt":"2002-02-21T14:26:18","slug":"i-figli-di-babbo-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-figli-di-babbo-natale\/","title":{"rendered":"I figli di Babbo Natale"},"content":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 epoca dell&#8217;anno pi\u00f9 gentile e buona, per il mondo dell&#8217;industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti. Sale dalle vie il tremulo suono delle zampogne; e le societ\u00e0 anonime, fino a ieri freddamente intente a calcolare fatturato e dividendi, aprono il cuore agli affetti e al sorriso. L&#8217;unico pensiero dei Consigli d&#8217;amministrazione adesso \u00e8 quello di dare gioia al prossimo, mandando doni accompagnati da messaggi d&#8217;augurio sia a ditte consorelle che a privati; ogni ditta si sente in dovere di comprare un grande stock di prodotti da una seconda ditta per fare i suoi regali alle altre ditte; le quali ditte a loro volta comprano da una ditta altri stock di regali per le altre; le finestre aziendali restano illuminate fino a tardi, specialmente quelle del magazzino, dove il personale continua le ore straordinarie a imballare pacchi e casse; al di l\u00e0 dei vetri appannati, sui marciapiedi ricoperti da una crosta di gelo s&#8217;inoltrano gli zampognari, discesi da buie misteriose montagne, sostano ai crocicchi del centro, un po&#8217; abbagliati dalle troppe luci, dalle vetrine troppo adorne, e a capo chino d\u00e0nno fiato ai loro strumenti; a quel suono tra gli uomini d&#8217;affari le grevi contese d&#8217;interessi si placano e lasciano il posto ad una nuova gara: a chi presenta nel modo pi\u00f9 grazioso il dono pi\u00f9 cospicuo e originale.<br \/>\nAlla Sbav quell&#8217;anno l&#8217;Ufficio Relazioni Pubbliche propose che alle persone di maggior riguardo le strenne fossero recapitate a domicilio da un uomo vestito da Babbo Natale.<br \/>\nL&#8217;idea suscit\u00f2 l&#8217;approvazione unanime dei dirigenti. Fu comprata un&#8217;acconciatura da Babbo Natale completa: barba bianca, berretto e pastrano rossi bordati di pelliccia, stivaloni. Si cominci\u00f2 a provare a quale dei fattorini andava meglio, ma uno era troppo basso di statura e la barba gli toccava per terra, uno era troppo robusto e non gli entrava il cappotto, un altro troppo giovane, un altro invece troppo vecchio e non valeva la pena di truccarlo.<br \/>\nMentre il capo dell&#8217;Ufficio Personale faceva chiamare altri possibili Babbi Natali dai vari reparti, i dirigenti radunati cercavano di sviluppare l&#8217;idea: l&#8217;Ufficio Relazioni Umane voleva che anche il pacco-strenna alle maestranze fosse consegnato da Babbo Natale in una cerimonia collettiva; l&#8217;Ufficio Commerciale voleva fargli fare anche un giro dei negozi; l&#8217;Ufficio Pubblicit\u00e0 si preoccupava che facesse risaltare il nome della ditta, magari reggendo appesi a un filo quattro palloncini con le lettere S, B, A, V.<br \/>\nTutti erano presi dall&#8217;atmosfera alacre e cordiale che si espandeva per la citt\u00e0 festosa e produttiva; nulla \u00e8 pi\u00f9 bello che sentire scorrere intorno il flusso dei beni materiali e insieme del bene che ognuno vuole agli altri; e questo, questo soprattutto &#8211; come ci ricorda il suono, firul\u00ed firul\u00ed, delle zampogne -, \u00e8 ci\u00f2 che conta.<br \/>\nIn magazzino, il bene &#8211; materiale e spirituale &#8211; passava per le mani di Marcovaldo in quanto merce da caricare e scaricare. E non solo caricando e scaricando egli prendeva parte alla festa generale, ma anche pensando che in fondo a quel labirinto di centinaia di migliaia di pacchi lo attendeva un pacco solo suo, preparatogli dall&#8217;Ufficio Relazioni Umane; e ancora di pi\u00f9 facendo il conto di quanto gli spettava a fine mese tra &#8221; tredicesima mensilit\u00e0 &#8221; e &#8221; ore straordinarie &#8220;. Con qui soldi, avrebbe potuto correre anche lui per i negozi, a comprare comprare comprare per regalare regalare regalare, come imponevano i pi\u00f9 sinceri sentimenti suoi e gli interessi generali dell&#8217;industria e del commercio.<br \/>\nIl capo dell\u2019Ufficio Personale entr\u00f2 in magazzino con una barba finta in mano: &#8211; Ehi, tu! &#8211; disse a Marcovaldo. &#8211; Prova un po&#8217; come stai con questa barba. Benissimo! Il Natale sei tu. Vieni di sopra, spicciati. Avrai un premio speciale se farai cinquanta consegne a domicilio al giorno.<br \/>\nMarcovaldo camuffato da Babbo Natale percorreva la citt\u00e0, sulla sella del motofurgoncino carico di pacchi involti in carta variopinta, legati con bei nastri e adorni di rametti di vischio e d&#8217;agrifoglio. La barba d&#8217;ovatta bianca gli faceva un po\u2019 di pizzicorino ma serviva a proteggergli la gola dall&#8217;aria.<br \/>\nLa prima corsa la fece a casa sua, perch\u00e9 non resisteva alla tentazione di fare una sorpresa ai suoi bambini. &#8221; Dapprincipio, &#8211; pensava, non mi riconosceranno. Chiss\u00e0 come rideranno, dopo! &#8221;<br \/>\nI bambini stavano giocando per la scala. Si voltarono appena. &#8211; Ciao pap\u00e0.<br \/>\nMarcovaldo ci rimase male. -Mah&#8230; Non vedete come sono vestito?<br \/>\n&#8211; E come vuoi essere vestito? &#8211; disse Pietruccio. &#8211; Da Babbo Natale, no?<br \/>\n&#8211; E m&#8217;avete riconosciuto subito?<br \/>\n&#8211; Ci vuol tanto! Abbiamo riconosciuto anche il signor Sigismondo che era truccato meglio di te!<br \/>\n&#8211; E il cognato della portinaia!<br \/>\n&#8211; E il padre dei gemelli che stanno di fronte!<br \/>\n&#8211; E lo zio di Ernestina quella con le trecce!<br \/>\n&#8211; Tutti vestiti da Babbo Natale? &#8211; chiese Marcovaldo, e la delusione nella sua voce non era soltanto per la mancata sorpresa familiare, ma perch\u00e9 sentiva in qualche modo colpito il prestigio aziendale.<br \/>\n&#8211; Certo, tal quale come te, uffa, &#8211; risposero i bambini, &#8211; da Babbo Natale, al solito, con la barba finta, &#8211; e voltandogli le spalle, si rimisero a badare ai loro giochi.<br \/>\nEra capitato che agli Uffici Relazioni Pubbliche di molte ditte era venuta contemporaneamente la stessa idea; e avevano reclutato una gran quantit\u00e0 di persone, per lo pi\u00f9 disoccupati, pensionati, ambulanti, per vestirli col pastrano rosso e la barba di bambagia. I bambini dopo essersi divertiti le prime volte a riconoscere sotto quella mascheratura conoscenti e persone del quartiere, dopo un po&#8217; ci avevano fatto l&#8217;abitudine e non ci badavano pi\u00f9.<br \/>\nSi sarebbe detto che il gioco cui erano intenti li appassionasse molto. S&#8217;erano radunati su un pianerottolo, seduti in cerchio. &#8211; Si pu\u00f2 sapere cosa state complottando? &#8211; chiese Marcovaldo.<br \/>\n&#8211; Lasciaci in pace, pap\u00e0, dobbiamo preparare i regali.<br \/>\n&#8211; Regali per chi?<br \/>\n&#8211; Per un bambino povero. Dobbiamo cercare un bambino povero e fargli dei regali.<br \/>\n&#8211; Ma chi ve l&#8217;ha detto?<br \/>\n&#8211; C&#8217;\u00e8 nel libro di lettura.<br \/>\nMarcovaldo stava per dire: &#8221; Siete voi i bambini poveri! &#8220;, ma durante quella settimana s&#8217;era talmente persuaso a considerarsi un abitante del Paese della Cuccagna, dove tutti compravano e se la godevano e si facevano regali, che non gli pareva buona educazione parlare di povert\u00e0, e prefer\u00ec dichiarare: &#8211; Bambini poveri non ne esistono pi\u00f9!<br \/>\nS&#8217;alz\u00f2 Michelino e chiese: &#8211; \u00c8 per questo, pap\u00e0, che non ci porti regali?<br \/>\nMarcovaldo si sent\u00ed stringere il cuore. &#8211; Ora devo guadagnare degli straordinari, &#8211; disse in fretta, &#8211; e poi ve li porto.<br \/>\n&#8211; Li guadagni come? &#8211; chiese Filippetto.<br \/>\n&#8211; Portando dei regali, &#8211; fece Marcovaldo.<br \/>\n&#8211; A noi?<br \/>\n&#8211; No, ad altri.<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 non a noi? Faresti prima..<br \/>\nMarcovaldo cerc\u00f2 di spiegare: &#8211; Perch\u00e9 io non sono mica il Babbo Natale delle Relazioni Umane: io sono il Babbo Natale delle Relazioni Pubbliche. Avete capito?<br \/>\n&#8211; No.<br \/>\n&#8211; Pazienza -. Ma siccome voleva in qualche modo farsi perdonare d&#8217;esser venuto a mani vuote, pens\u00f2 di prendersi Michelino e portarselo dietro nel suo giro di consegne. &#8211; Se stai buono puoi venire a vedere tuo padre che porta i regali alla gente, &#8211; disse, inforcando la sella del motofurgoncino.<br \/>\n&#8211; Andiamo, forse trover\u00f2 un bambino povero, &#8211; disse Michelino e salt\u00f2 su, aggrappandosi alle spalle del padre.<br \/>\nPer le vie della citt\u00e0 Marcovaldo non faceva che incontrare altri Babbi Natale rossi e bianchi, uguali identici a lui, che pilotavano camioncini o motofurgoncini o che aprivano le portiere dei negozi ai clienti carichi di pacchi o li aiutavano a portare le compere fino all&#8217;automobile. E tutti questi Babbi Natale avevano un&#8217;aria concentrata e indaffarata, come fossero addetti al servizio di manutenzione dell&#8217;enorme macchinario delle Feste.<br \/>\nE Marcovaldo, tal quale come loro, correva da un indirizzo all&#8217;altro segnato sull&#8217;elenco, scendeva di sella, smistava i pacchi del furgoncino, ne prendeva uno, lo presentava a chi apriva la porta scandendo la frase:<br \/>\n&#8211; La Sbav augura Buon Natale e felice anno nuovo,- e prendeva la mancia.<br \/>\nQuesta mancia poteva essere anche ragguardevole e Marcovaldo avrebbe potuto dirsi soddisfatto, ma qualcosa gli mancava. Ogni volta, prima di suonare a una porta, seguito da Michelino, pregustava la meraviglia di chi aprendo si sarebbe visto davanti Babbo Natale in persona; si aspettava feste, curiosit\u00e0, gratitudine. E ogni volta era accolto come il postino che porta il giornale tutti i giorni.<br \/>\nSuon\u00f2 alla porta di una casa lussuosa. Aperse una governante. &#8211; Uh, ancora un altro pacco, da chi viene?<br \/>\n&#8211; La Sbav augura&#8230;<br \/>\n&#8211; Be&#8217;, portate qua, &#8211; e precedette il Babbo Natale per un corridoio tutto arazzi, tappeti e vasi di maiolica. Michelino, con tanto d&#8217;occhi, andava dietro al padre.<br \/>\nLa governante aperse una porta a vetri. Entrarono in una sala dal soffitto alto alto, tanto che ci stava dentro un grande abete. Era un albero di Natale illuminato da bolle di vetro di tutti i colori, e ai suoi rami erano appesi regali e dolci di tutte le fogge. Al soffitto erano pesanti lampadari di cristallo, e i rami pi\u00f9 alti dell&#8217;abete s&#8217;impigliavano nei pendagli scintillanti. Sopra un gran tavolo erano disposte cristallerie, argenterie, scatole di canditi e cassette di bottiglie. I giocattoli, sparsi su di un grande tappeto, erano tanti come in un negozio di giocattoli, soprattutto complicati congegni elettronici e modelli di astronavi. Su quel tappeto, in un angolo sgombro, c&#8217;era un bambino, sdraiato bocconi, di circa nove anni, con un&#8217;aria imbronciata e annoiata. Sfogliava un libro illustrato, come se tutto quel che era li intorno non lo riguardasse.<br \/>\n&#8211; Gianfranco, su, Gianfranco, &#8211; disse la governante, &#8211; hai visto che \u00e8 tornato Babbo Natale con un altro regalo?<br \/>\n&#8211; Trecentododici, &#8211; sospir\u00f2 il bambino &#8211; senz&#8217;alzare gli occhi dal libro. &#8211; Metta l\u00ed.<br \/>\n&#8211; \u00c8 il trecentododicesimo regalo che arriva, &#8211; disse la governante. &#8211; Gianfranco \u00e8 cos\u00ed bravo, tiene il conto, non ne perde uno, la sua gran passione \u00e8 contare.<br \/>\nIn punta di piedi Marcovaldo e Michelino lasciarono la casa.<br \/>\n&#8211; Pap\u00e0, quel bambino \u00e8 un bambino povero? &#8211; chiese Michelino.<br \/>\nMarcovaldo era intento a riordinare il carico del furgoncino e non rispose subito. Ma dopo un momento, s&#8217;affrett\u00f2 a protestare: &#8211; Povero? Che dici? Sai chi \u00e8 suo padre? \u00c8 il presidente dell&#8217;Unione Incremento Vendite Natalizie! Il commendator&#8230;<br \/>\nS&#8217;interruppe, perch\u00e9 non vedeva Michelino. Michelino, Michelino! Dove sei? Era sparito.<br \/>\n&#8221; Sta\u2019 a vedere che ha visto passare un altro Babbo Natale, l&#8217;ha scambiato per me e gli \u00e8 andato dietro&#8230; &#8221; Marcovaldo continu\u00f2 il suo giro, ma era un po&#8217; in pensiero e non vedeva l&#8217;ora di tornare a casa.<br \/>\nA casa, ritrov\u00f2 Michelino insieme ai suoi fratelli, buono buono.<br \/>\n&#8211; Di&#8217; un po&#8217;, tu: dove t&#8217;eri cacciato?<br \/>\n&#8211; A casa, a prendere i regali&#8230; Si, i regali per quel bambino povero&#8230;<br \/>\n&#8211; Eh! Chi?<br \/>\n&#8211; Quello che se ne stava cosi triste.. &#8211; quello della villa con l&#8217;albero di Natale&#8230;<br \/>\n&#8211; A lui? Ma che regali potevi fargli, tu a lui?<br \/>\n&#8211; Oh, li avevamo preparati bene&#8230; tre regali, involti in carta argentata.<br \/>\nIntervennero i fratellini. Siamo andati tutti insieme a portarglieli! Avessi visto come era contento!<br \/>\n&#8211; Figuriamoci! &#8211; disse Marcovaldo. &#8211; Aveva proprio bisogno dei vostri regali, per essere contento!<br \/>\n&#8211; S\u00ed, s\u00ed dei nostri&#8230; \u00c8 corso subito a strappare la carta per vedere cos&#8217;erano&#8230;<br \/>\n&#8211; E cos&#8217;erano?<br \/>\n&#8211; Il primo era un martello: quel martello grosso, tondo, di legno&#8230;<br \/>\n&#8211; E lui?<br \/>\n&#8211; Saltava dalla gioia! L&#8217;ha afferrato e ha cominciato a usarlo!<br \/>\n&#8211; Come?<br \/>\n&#8211; Ha spaccato tutti i giocattoli! E tutta la cristalleria! Poi ha preso il secondo regalo&#8230;<br \/>\n&#8211; Cos&#8217;era?<br \/>\n&#8211; Un tirasassi. Dovevi vederlo, che contentezza&#8230; Ha fracassato tutte le bolle di vetro dell&#8217;albero di Natale. Poi \u00e8 passato ai lampadari&#8230;<br \/>\n&#8211; Basta, basta, non voglio pi\u00f9 sentire! E&#8230; il terzo regalo?<br \/>\n&#8211; Non avevamo pi\u00f9 niente da regalare, cosi abbiamo involto nella carta argentata un pacchetto di fiammiferi da cucina. \u00c8 stato il regalo che l&#8217;ha fatto pi\u00f9 felice. Diceva: &#8221; I fiammiferi non me li lasciano mai toccare! &#8221; Ha cominciato ad accenderli, e&#8230;<br \/>\n-E&#8230;?<br \/>\n&#8211; \u2026ha dato fuoco a tutto!<br \/>\nMarcovaldo aveva le mani nei capelli. &#8211; Sono rovinato!<br \/>\nL&#8217;indomani, presentandosi in ditta, sentiva addensarsi la tempesta. Si rivesti da Babbo Natale, in fretta in fretta, caric\u00f2 sul furgoncino i pacchi da consegnare, gi\u00e0 meravigliato che nessuno gli avesse ancora detto niente, quando vide venire verso di lui tre capiufficio, quello delle Relazioni Pubbliche, quello della Pubblicit\u00e0 e quello dell&#8217;Ufficio Commerciale.<br \/>\n&#8211; Alt! &#8211; gli dissero, &#8211; scaricare tutto; subito!<br \/>\n&#8221; Ci siamo! &#8221; si disse Marcovaldo e gi\u00e0 si vedeva licenziato.<br \/>\n&#8211; Presto! Bisogna sostituire i pacchi! &#8211; dissero i Capiufficio. &#8211; L&#8217;Unione Incremento Vendite Natalizie ha aperto una campagna per il lancio del Regalo Distruttivo!<br \/>\n&#8211; Cosi tutt&#8217;a un tratto&#8230; &#8211; comment\u00f2 uno di loro. Avrebbero potuto pensarci prima&#8230;<br \/>\n&#8211; \u00c8 stata una scoperta improvvisa del presidente, &#8211; spieg\u00f2 un altro. &#8211; Pare che il suo bambino abbia ricevuto degli articoli-regalo modernissimi, credo giapponesi, e per la prima volta lo si \u00e8 visto divertirsi&#8230;<br \/>\n&#8211; Quel che pi\u00f9 conta, &#8211; aggiunse il terzo, &#8211; \u00e8 che il Regalo Distruttivo serve a distruggere articoli d&#8217;ogni genere: quel che ci vuole per accelerare il ritmo dei consumi e ridare vivacit\u00e0 al mercato&#8230; Tutto in un tempo brevissimo e alla portata d&#8217;un bambino&#8230; Il presidente dell&#8217;Unione ha visto aprirsi un nuovo orizzonte, \u00e8 ai sette cieli dell&#8217;entusiasmo&#8230;<br \/>\n&#8211; Ma questo bambino, &#8211; chiese Marcovaldo con un filo di voce, &#8211; ha distrutto veramente molta roba?<br \/>\n&#8211; Fare un calcolo, sia pur approssimativo, \u00e8 difficile, dato che la casa \u00e8 incendiata&#8230;<br \/>\nMarcovaldo torn\u00f2 nella via illuminata come fosse notte, affollata di mamme e bambini e zii e nonni e pacchi e palloni e cavalli a dondolo e alberi di Natale e Babbi Natale e polli e tacchini e panettoni e bottiglie e zampognari e spazzacamini e venditrici di caldarroste che facevano saltare padellate di castagne sul tondo fornello nero ardente.<br \/>\nE la citt\u00e0 sembrava pi\u00f9 piccola, raccolta in un&#8217;ampolla luminosa, sepolta nel cuore buio d&#8217;un bosco, tra i tronchi centenari dei castagni e un infinito manto di neve. Da qualche parte del buio s&#8217;udiva l&#8217;ululo del lupo; i leprotti avevano una tana sepolta nella neve, nella calda terra rossa sotto uno strato di ricci di castagna.<br \/>\nUsci un leprotto, bianco, sulla neve, mosse le orecchie, corse sotto la luna, ma era bianco e non lo si vedeva, come se non ci fosse. Solo le zampette lasciavano un&#8217;impronta leggera sulla neve, come foglioline di trifoglio. Neanche il lupo si vedeva, perch\u00e9 era nero e stava nel buio nero del bosco. Solo se apriva la bocca, si vedevano i denti bianchi e aguzzi.<br \/>\nC&#8217;era una linea in cui finiva il bosco tutto nero e cominciava la neve tutta bianca. Il leprotto correva di qua ed il lupo di l\u00e0.<br \/>\nIl lupo vedeva sulla neve le impronte del leprotto e le inseguiva, ma tenendosi sempre sul nero, per non essere visto. Nel punto in cui le impronte si fermavano doveva esserci il leprotto, e il lupo usci dal nero, spalanc\u00f2 la gola rossa e i denti aguzzi, e morse il vento.<br \/>\nIl leprotto era poco pi\u00f9 in l\u00e0, invisibile; si strofin\u00f2 un orecchio con una zampa, e scapp\u00f2 saltando.<br \/>\n\u00c8 qua? \u00c8 l\u00e0? no, \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0?<br \/>\nSi vedeva solo la distesa di neve bianca come questa pagina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 epoca dell&#8217;anno pi\u00f9 gentile e buona, per il mondo dell&#8217;industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti. Sale dalle vie il tremulo suono delle zampogne; e le societ\u00e0 anonime, fino a ieri freddamente intente a calcolare fatturato e dividendi, aprono il cuore agli affetti e al sorriso. L&#8217;unico pensiero dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,72],"tags":[],"sponsors":[],"class_list":["post-104067","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fiabe","category-fiabe-dautore","occasioni-natale","lingua-italiano","scopo-intrattenimento"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>I figli di Babbo Natale - I testi della tradizione di Filastrocche.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-figli-di-babbo-natale\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I figli di Babbo Natale - I testi della tradizione di Filastrocche.it\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Non c&#8217;\u00e8 epoca dell&#8217;anno pi\u00f9 gentile e buona, per il mondo dell&#8217;industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti. Sale dalle vie il tremulo suono delle zampogne; e le societ\u00e0 anonime, fino a ieri freddamente intente a calcolare fatturato e dividendi, aprono il cuore agli affetti e al sorriso. L&#8217;unico pensiero dei [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-figli-di-babbo-natale\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"I testi della tradizione di Filastrocche.it\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"http:\/\/www.facebook.com\/jolanda.restano\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2002-02-21T14:26:18+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Jolanda\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Jolanda\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"13 minuti\" \/>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"I figli di Babbo Natale - I testi della tradizione di Filastrocche.it","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-figli-di-babbo-natale\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"I figli di Babbo Natale - I testi della tradizione di Filastrocche.it","og_description":"Non c&#8217;\u00e8 epoca dell&#8217;anno pi\u00f9 gentile e buona, per il mondo dell&#8217;industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti. Sale dalle vie il tremulo suono delle zampogne; e le societ\u00e0 anonime, fino a ieri freddamente intente a calcolare fatturato e dividendi, aprono il cuore agli affetti e al sorriso. L&#8217;unico pensiero dei [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-figli-di-babbo-natale\/","og_site_name":"I testi della tradizione di Filastrocche.it","article_author":"http:\/\/www.facebook.com\/jolanda.restano","article_published_time":"2002-02-21T14:26:18+00:00","author":"Jolanda","twitter_misc":{"Scritto da":"Jolanda","Tempo di lettura stimato":"13 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-figli-di-babbo-natale\/","url":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-figli-di-babbo-natale\/","name":"I figli di Babbo Natale - I testi della tradizione di Filastrocche.it","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/#website"},"datePublished":"2002-02-21T14:26:18+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/#\/schema\/person\/13a7995b740342851d3a3c001f9dd658"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-figli-di-babbo-natale\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-figli-di-babbo-natale\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-figli-di-babbo-natale\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"I figli di Babbo Natale"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/#website","url":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/","name":"I testi della tradizione di Filastrocche.it","description":"Filastrocche, fiabe, canzoni e...","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/#\/schema\/person\/13a7995b740342851d3a3c001f9dd658","name":"Jolanda","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1b1f38df48384d8f75481e92c0cbf9e3494d37f3cf35cd02b0f5cba7d63f7349?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1b1f38df48384d8f75481e92c0cbf9e3494d37f3cf35cd02b0f5cba7d63f7349?s=96&d=mm&r=g","caption":"Jolanda"},"sameAs":["http:\/\/www.facebook.com\/jolanda.restano","https:\/\/x.com\/jolandarestano"],"url":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/author\/jolanda\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104067","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=104067"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104067\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=104067"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=104067"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=104067"},{"taxonomy":"sponsors","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/sponsors?post=104067"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}