{"id":104073,"date":"2002-02-22T10:54:31","date_gmt":"2002-02-22T10:54:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-principessa-isaura\/"},"modified":"2002-02-22T10:54:31","modified_gmt":"2002-02-22T10:54:31","slug":"la-principessa-isaura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-principessa-isaura\/","title":{"rendered":"La principessa Isaura"},"content":{"rendered":"<p>Re Carlo e la sua giovane consorte, la regina Elisabetta, vivevano in un piccolo regno tranquillo, tra monti maestosi e vegetazione rigogliosa. Vaste distese pianeggianti,  con le pi\u00f9 svariate coltivazioni di frutta, erano attraversate da torrenti limpidi; graziose casine colorate erano circondate da giardini fioriti.<br \/>\nUn lunghissimo viale, immerso nel verde,  conduceva al castello reale. Tra gli alberi spiccavano le bianche torri con il tetto rosso e a punta, come pure rosse erano le numerosissime finestre.<br \/>\nEra un reame felice: unico cruccio, la mancanza di un principe ereditario. La Regina Elisabetta non riusciva ad avere figli e, sebbene il buon Re Carlo non lo desse a vedere, dentro di s\u00e9 era profondamente dispiaciuto.<br \/>\nAveva consultato i pi\u00f9 insigni dottori. La diagnosi era sempre la stessa: sua moglie era sana ed in grado di procreare. Ma ci\u00f2 non avveniva. La Regina, pur di dargli un erede, decise di rivolgersi alla strega del reame. Era una vecchia signora che abitava ai confini del regno. Non faceva del male a nessuno, ma preferiva vivere appartata. Sul suo conto giravano strane voci: che fosse una maga capace di prevedere il futuro e di guarire le malattie con intrugli a base di erbe, da lei stessa preparati. Cos\u00ec la giovane regina, un po\u2019 titubante, si trov\u00f2 a bussare alla sua porta.<br \/>\n\u201cTi stavo aspettando\u201d, disse l\u2019anziana signora. \u201cSapevo che prima o poi saresti venuta da me, \u00e8 scritto negli astri\u201d.<br \/>\nLa Regina Elisabetta pens\u00f2 che probabilmente stava facendo una sciocchezza, comunque entr\u00f2. C\u2019era un gran disordine e un odore di muffa. Un gatto nero, seduto su una logora poltrona, la guardava sornione. \u201cIl tuo matrimonio \u00e8 molto solido\u201d, prosegu\u00ec la vecchina, \u201ce da questa unione nascer\u00e0 una bambina. Ma non dimenticare mai, ogni sera, prima di dormire, metti in un bicchiere d\u2019acqua tre gocce di questa pozione, finch\u00e8 tua figlia non sar\u00e0 nata\u201d.<br \/>\nLa giovane Regina torn\u00f2 al castello e si sent\u00ec stranamente rassicurata. Ogni sera prendeva le sue gocce e attendeva fiduciosa che qualcosa avvenisse. Passarono i giorni e finalmente accadde il miracolo: aspettava un bambino. La notizia immediatamente si diffuse in tutto il regno e furono organizzati grandi festeggiamenti. Il re avrebbe avuto un erede.<br \/>\nEra ormai giunta all\u2019ottavo mese di gravidanza e perci\u00f2 decise di non prendere pi\u00f9 le gocce della vecchina: di l\u00ec a poco avrebbe partorito e pens\u00f2 di non averne pi\u00f9 bisogno.<br \/>\nDurante una delle solite passeggiate con la sua dama di compagnia cominci\u00f2 ad avvertire dolori violenti all\u2019addome. Cadde a terra e perse i sensi. Immediatamente fu portata nel suo letto e visitata dai dottori del reame: il bambino stava nascendo prima del tempo. Re Carlo era preoccupatissimo e camminava in su e in gi\u00f9 per il lungo corridoio, mentre la regina strillava dal dolore. Poi ci fu un grande silenzio, finch\u00e8 un vagito risuon\u00f2 nel castello. La profezia si era avverata: era nata una bambina. Purtroppo c\u2019erano state delle complicazioni  per cui la Regina, a seguito del suo malore, non poteva avere pi\u00f9 figli. La principessina Isaura, questo era il nome scelto dal Re, sarebbe stata l&#8217;\u2019nica erede della famiglia reale. Fu coperta subito di mille attenzioni e cure.<br \/>\nSfortunatamente la Regina non aveva latte e il medico di corte sugger\u00ec di fare allattare la neonata da una balia.<br \/>\nImmediatamente si cerc\u00f2 nel regno una donna che avesse partorito da poco. Donna Ersilia aveva appena avuto un figlio, Edoardo. Re Carlo la invit\u00f2 a trasferirsi al  castello e fu fatta sistemare col suo bambino nell\u2019ala riservata agli ospiti. In orari prestabiliti, la principessina veniva portata dalla balia per essere allattata.<br \/>\nRe Carlo e la Regina Elisabetta  vigilavano con apprensione sulla crescita e sulla salute dell\u2019unica figlia e non le facevano mancare nulla. Aveva tantissimi giocattoli e continuavano a regalargliene ancora. Cos\u00ec fin\u00ec per non guardarli pi\u00f9.  Adorava invece  giocare con Edoardo. Insieme correvano a perdifiato lungo i giardini reali ed,esausti, si sdraiavano sull\u2019erba a guardare le nuvole dalle forme bizzarre e su di loro inventavano storie fantastiche di cavalieri alati che combattevano con mostri malvagi. Edoardo li raffigurava  gi\u00e0 con tratto esperto, come se fosse un  disegnatore adulto. E isuoi disegni erano davvero belli.<br \/>\n Donna Ersilia ben presto cominci\u00f2 a preoccuparsi del fatto che Isaura trascorreva tanto tempo con suo figlio e, temendo di infastidire Re Carlo e la Regina,  ne parl\u00f2 con loro e decise di mandarlo a studiare in collegio.<br \/>\nPer la principessa Isaura inizi\u00f2 cos\u00ec un periodo triste e di solitudine. Trascorreva le sue giornate passando da un precettore all\u2019altro, i suoi unici amici erano i disegni lasciati da Edoardo.<br \/>\nRe Carlo e la Regina Elisabetta non si davano pace perch\u00e9 la loro unica figlia non sorrideva pi\u00f9 da quando il suo compagno di giochi se n\u2019era andato. Cos\u00ec pensarono di farlo tornare al castello.<br \/>\nEdoardo era  un ragazzo vivace, amante della libert\u00e0, perci\u00f2 nel frattempo era fuggito dal collegio e nessuno sapeva dove fosse finito, neppure  sua madre.<br \/>\nOrmai Isaura era diventata una bellissima ragazza, ma non aveva un buon carattere: era scontrosa, sempre pi\u00f9 viziata e capricciosa. Abituata ad avere tutto ci\u00f2 che voleva non era mai contenta di nulla. Non aveva amici e Re Carlo temeva che rimanesse zitella. Cos\u00ec decise di organizzare un grande ballo per trovarle marito. Furono invitati i giovani pi\u00f9 ricchi e nobili dei regni vicini che facevano a gara per invitarla a ballare, tant\u2019era bella. Ma lei non si divert\u00ec e non sorrise mai.<br \/>\nIl giorno dopo Re Carlo convoc\u00f2 i migliori dottori affinch\u00e8 visitassero sua figlia temendo che avesse chiss\u00e0 quale male. Questi suggerirono di farle cambiare ambiente, forse con un clima pi\u00f9 caldo la principessa sarebbe stata meglio.<br \/>\nCos\u00ec Isaura fu mandata nel collegio pi\u00f9 prestigioso di un regno che si affacciava sul mare.<br \/>\nEra un ambiente aristocratico e molto formale. Ben presto si stanc\u00f2 anche di quel posto e divenne ancora pi\u00f9 triste.<br \/>\nUn caldo pomeriggio primaverile si affacci\u00f2 alla finestra della sua stanza, il sole le scaldava la pelle e anche il cuore, l\u2019odore dell\u2019aria le ricordava quello dei giardini del suo castello, quando con Edoardo faceva lunghe corse sfrenate e  si distendevano tra l\u2019erba a inventare storie e a disegnare. Il suo compagno di giochi le mancava terribilmente. Gli unici momenti di vita felice erano quelli che aveva trascorso in sua compagnia. Senza riflettere, come se seguisse un lontano richiamo, usc\u00ec furtivamente dal collegio e si diresse verso la scogliera.  Trov\u00f2 una spiaggia dalla sabbia argentata. Si tolse le scarpe e cominci\u00f2 a correre, come ai vecchi tempi.  Si sent\u00ec serena. Stanca si distese  e lasci\u00f2 che il sole le colorisse le guance mentre pensava intensamente ad Edoardo. In lontananza scorse un uomo assorto a dipingere un tramonto. Incuriosita lo raggiunse. Aveva una borsa piena di disegni e gli chiese se poteva dargli un\u2019occhiata. Erano molto particolari e  pieni di colori.<br \/>\n\u201cLi ho acquistati da un giovane ragazzo con grande talento\u201d \u2013 esclam\u00f2 lo sconosciuto. \u201cMi sembra si chiamasse Edoardo\u201d. Il cuore cominci\u00f2 a  batterle forte forte. \u201cDove posso trovarlo?\u201d Gli domand\u00f2. \u201cE chi lo sa.  Giorni fa era qui che dipingeva\u201d.<br \/>\nIsaura decise che sarebbe tornata l\u00ec tutti i giorni.<br \/>\nCos\u00ec fece l\u2019indomani e per un mese intero, senza perdere la speranza. Finch\u00e8 un pomeriggio una anziana signora le si avvicin\u00f2 mentre passeggiava sulla spiaggia. \u201cLunga e tortuosa \u00e8 la strada che conduce alla felicit\u00e0. Dovrai inevitabilmente percorrerla  se vorrai ritrovare Edoardo\u201d.<br \/>\n\u201cMa chi sei ?\u201d  domand\u00f2 Isaura sorpresa.<br \/>\n\u201cTua madre venne da me tanti anni fa perch\u00e9 non riusciva ad avere figli. Io la aiutai anche se poi non volle seguire i miei consigli fino in fondo. Per questo non ha avuto altri bambini e ti ha coperto  di troppe attenzioni facendo di te un\u2019 infelice. Ora ascoltami bene: se vorrai tornare a sorridere dovrai superare prove di volont\u00e0 e di coraggio\u201d. E dette queste parole immediatamente scomparve.<br \/>\nSi era fatto tardi e Isaura rientr\u00f2 in collegio, un po\u2019 turbata da quell\u2019incontro. Ma non si scoraggi\u00f2.<br \/>\nTorn\u00f2 l\u00ec il pomeriggio successivo e vide il solito signore stavolta intento a terminare un quadro inquietante, che raffigurava un mare in tempesta. \u201cNon \u00e8 mio\u201d, disse l\u2019uomo \u201cl\u2019ho acquistato alcuni giorni fa,  dal giovane autore che mi ha venduto i  disegni che hai visto ieri. Gliel\u2019ho pagato in anticipo perch\u00e9 aveva bisogno di soldi. Mi aveva promesso che l\u2019avrebbe finito ed invece non so che fine abbia fatto. Questa mattina una  anziana signora  me l\u2019 ha lasciato davanti al mio negozio ed \u00e8 fuggita via.<br \/>\nIsaura si avvicin\u00f2 di pi\u00f9 per guardare meglio il disegno: mancavano ormai  poche pennellate.  Il cielo grigio si confondeva con il mare. Onde altissime si infrangevano tra loro, sembravano reali. Il suo sguardo era inspiegabilmente attratto da quel dipinto e mentre lo fissava intensamente si sent\u00ec risucchiare da esso, come se fosse inghiottita da una tromba d\u2019aria che la avvolgeva a spirale. Per alcuni istanti si trov\u00f2 sballottolata in quel mare in tempesta e ud\u00ec la voce di Edoardo che la chiamava. Si sent\u00ec sprofondare sempre pi\u00f9, finch\u00e8 non lo vide.  Era rinchiuso in una vecchia torre,  sorvegliato da due uomini che avevano una pinna al posto delle gambe. \u201cSono io,Edoardo\u201d grid\u00f2 Isaura, mentre si trov\u00f2 catapultata proprio davanti alle  guardie.<br \/>\nCon meraviglia si accorse che queste  non la vedevano e neppure la sentivano. Udivano solo Edoardo e pensavano che il prigioniero fosse impazzito dal momento che aveva cominciato a parlare da solo.<br \/>\n\u201cMentre dipingevo sulla spiaggia questo mare in tempesta sono stato risucchiato da una forza invisibile proveniente dal mio disegno che mi ha trascinato  sempre pi\u00f9 a fondo, fino al regno della perfida Regina Alma\u201d. Le raccont\u00f2 Edoardo.<br \/>\n \u201cProprio come \u00e8 successo a me mentre guardavo il tuo quadro! Ma perch\u00e9 ti hanno chiuso qui dentro?\u201d Chiese Isaura.<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 non voglio sposare la figlia della Regina Alma, la  giovanissima principessa Ines.  Sua madre in cambio mi ha promesso che alla sua morte sar\u00f2 l\u2019unico re di questi fondali. Ma io non voglio rimanere. In questi giorni di prigionia ti ho pensato intensamente\u2026.\u201d E si interruppe. Non ebbe il coraggio di dirle che era lei la fanciulla che amava e perci\u00f2 non avrebbe sposato nessun\u2019altra.<br \/>\n\u201cVedrai, in qualche modo ti tirer\u00f2 fuori di qui!\u201d afferm\u00f2 Isaura decisa.<br \/>\nE si diresse dritta al castello della Regina Alma. Con grande stupore si accorse che  respirava tranquillamente in quel regno sottomarino, come se fosse stata un pesce.<br \/>\nQuel posto era molto diverso  dal reame dove era vissuta lei. Non c\u2019erano casine graziose con giardini curati, ma  costruzioni malmesse con le mura coperte da una strana vegetazione. I sudditi, met\u00e0 uomini e met\u00e0 pesci, avevano uno sguardo arrabbiato e non sorridevano mai. Il castello reale era  imponente ma cupo, di colore grigio. All\u2019ingresso c\u2019era un grande stemma raffigurante una piovra. Pass\u00f2 davanti alle sentinelle ed anche queste non la videro. Sal\u00ec una lunga scalinata e si trov\u00f2 di fronte un corridoio con tante porte. Le torn\u00f2 in mente il suo castello cos\u00ec pieno di fiori e di colori. Si ferm\u00f2 davanti ad una stanza, incuriosita dal pianto di una  fanciulla. Sbirci\u00f2 dentro e distesa sul letto vide la principessa Ines che singhiozzava disperatamente. Era pi\u00f9 giovane di quanto immaginasse. Sua madre, accanto a lei, con voce stridula urlava: \u201c Se non la smetti di piangere  far\u00f2 rinchiudere anche te  nella torre. Ormai \u00e8 deciso: tu sposerai Edoardo!\u201d.<br \/>\n\u201cMa io non lo amo\u201d sussurr\u00f2 la principessa che da sempre era segretamente innamorata di un giovane abitante di un regno vicino.<br \/>\n\u201cTu farai ci\u00f2 che per te \u00e8 stato deciso, come hai fatto fino ad oggi. Prima di morire tuo padre ha espresso la volont\u00e0 di avere, quale suo erede,  un re intelligente e forte come Edoardo. E cos\u00ec sar\u00e0! Domani avranno luogo le nozze\u201d. E usc\u00ec dalla stanza sbattendo violentemente la porta.<br \/>\nIsaura non pot\u00e8 fare a meno di notare la differenza tra questa regina e sua madre che le parlava sempre con dolcezza e la copriva di mille attenzioni, attenta ad ogni suo desiderio. Le venne una grande nostalgia. Cap\u00ec che era stata davvero sciocca a non apprezzare ci\u00f2 che aveva. Ed ebbe compassione per la principessa.<br \/>\nTorn\u00f2 immediatamente da Edoardo. \u201cSono stata al castello\u201d gli disse \u201cDomani dovrai sposare la principessina Ines. Abbiamo solo poche ore di tempo per impedirlo\u201d.<br \/>\n\u201cVai a chiedere aiuto alla strega del reame, laggi\u00f9 in quella grotta\u201d le sugger\u00ec Edoardo. \u201cNessuno le si avvicina  perch\u00e9 temono i suoi poteri, ma con me \u00e8 stata gentile: mi ha portato dell\u2019acqua e del cibo\u201d.<br \/>\nIsaura si precipit\u00f2 da lei e non appena la vide riconobbe subito la vecchia signora che aveva incontrato sulla spiaggia.<br \/>\n\u201cBrava Isaura\u201d le sorrise soddisfatta \u201chai superato prove di coraggio e di tenacia per trovare il tuo Edoardo. Ora hai bisogno di questa\u201d. E tir\u00f2 fuori una bottiglia di vetro piena di sabbia. \u201cPochi granelli  trasformeranno qualsiasi cosa in sabbia\u201d. Isaura intu\u00ec subito l\u2019uso che poteva farne e si diresse dritta al castello della regina Alma. Era con Ines e le mostrava l\u2019abito da sposa che avrebbe dovuto indossare. La principessina aveva gli occhi gonfi da quanto aveva pianto. Isaura apr\u00ec la bottiglia e gett\u00f2 pochi granelli del  suo contenuto sui capelli della regina la quale immediatamente si trasform\u00f2 in una statua di sabbia. Poi corse via a liberare Edoardo. Ridusse anche i suoi sorveglianti in statue e finalmente  pot\u00e8 riabbracciarlo. Mano nella mano i due ragazzi si allontanarono velocemente dalla torre e mentre correvano  ad Isaura cadde la bottiglia di vetro che le aveva dato la vecchina. L\u2019intero contenuto si disperse nel fondale del regno. Piano piano tutto intorno a loro divent\u00f2 di sabbia e si ritrovarono sulla spiaggia, accanto al signore che aveva finito di dipingere il quadro di Edoardo. Sulla riva un giovane ragazzo e una fanciulla avevano costruito un castello di sabbia con uno stemma raffigurante la piovra. Riconobbero la principessina Ines che  rideva felice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Re Carlo e la sua giovane consorte, la regina Elisabetta, vivevano in un piccolo regno tranquillo, tra monti maestosi e vegetazione rigogliosa. Vaste distese pianeggianti, con le pi\u00f9 svariate coltivazioni di frutta, erano attraversate da torrenti limpidi; graziose casine colorate erano circondate da giardini fioriti. Un lunghissimo viale, immerso nel verde, conduceva al castello reale. 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