{"id":107793,"date":"2003-08-24T21:42:19","date_gmt":"2003-08-24T21:42:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-vestiti-nuovi-del-re\/"},"modified":"2003-08-24T21:42:19","modified_gmt":"2003-08-24T21:42:19","slug":"i-vestiti-nuovi-del-re","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/i-vestiti-nuovi-del-re\/","title":{"rendered":"I vestiti nuovi del re"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un re il quale s\u2019interessava di una sola cosa al mondo: i suoi vestiti. Avrebbe sacrificato ad essi perfino gli interessi del suo regno. Il denaro che proveniva dai tributi pagati dai sudditi veniva impiegato solo a rendere pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 elegante il guardaroba del re. Egli poco si preoccupava dell\u2019esercito e meno ancora delle arti per non dir nulla delle industrie e dei commerci; se si faceva vedere a teatro o alle feste era per il solo scopo di essere ammirato. L\u2019abito che indossava a mezzogiorno era diverso da quello del mattino; dopo desinare ne indossava un terzo, e un altro ancora prima del tramonto. Come degli altri re si dice: \u201cSua Maest\u00e0 \u00e8 nella sala del Consiglio\u201d, di lui si diceva: \u201cSua Maest\u00e0 \u00e8 in guardaroba\u201d.<br \/>\nNel suo palazzo ci si occupava solo di frivole mondanit\u00e0. Ogni giorno capitavano nuovi ospiti, specialmente stranieri, e non sempre onesti. Assai spesso, anzi, molti imbroglioni approfittavano di quel via vai, e un giorno fra gli altri ne capitarono due che avevano deciso di volgere a loro profitto la vanit\u00e0 del re.<br \/>\nSi presentarono alla reggia e chiesero udienza.<br \/>\n\u201cSire,\u201d dissero, \u201cnoi siamo tessitori e fabbrichiamo tessuti che non hanno eguali in tutto il mondo. Non solo per la bellezza dei colori e del disegno, ma perch\u00e9 le nostre stoffe hanno la propriet\u00e0 di rimanere invisibili agli occhi delle persone di scarso intelletto o che occupano indegnamente qualche carica.\u201d<br \/>\n\u201cMagnifico!\u201d pens\u00f2 il re. \u201cin questo modo potr\u00f2 sempre sapere quali fra i miei consiglieri hanno la testa sulle spalle e quali no, e se coloro che rivestono le pi\u00f9 alte cariche dello stato ne son degni. Voglio proprio farmi fare un abito con questa magica stoffa&#8221; Incaric\u00f2 dunque i due birbanti di mettersi subito al lavoro e consegn\u00f2 loro come anticipo una borsa di marenghi. Furono portati due telai in una sala del palazzo, i due tessitori sedettero al loro posto e presero a far scorrere le navette come se stessero tessendo. In realt\u00e0 non facevano nulla se non cavar fuori nuovi denari dalle tasche del re con la scusa di dovere acquistare seta preziosa per le fodere o fili di oro purissimo per i ricami.<br \/>\nDopo un po\u2019 di tempo, il re volle sapere a che punto erano i lavori, ma lo turbava il dubbio che quella stoffa potesse rimanere invisibile anche a lui. Naturalmente egli aveva un gran concetto di s\u00e9 ed era sicuro della sua intelligenza e della sua accortezza, ma ad ogni buon conto decise di mandare avanti uno dei suoi ministri pi\u00f9 stimati e sulla cui saggezza nessuno nutriva dubbi. Il vecchio ministro sapeva gi\u00e0, al pari di ogni altro nella citt\u00e0, il magico potere di quella stoffa di cui si faceva un gran parlare. Non c\u2019\u00e8 dunque da meravigliarsi se, appena entrato nel laboratorio, sussult\u00f2 sgomento. \u201cDiamine!\u201d pens\u00f2, \u201cio non vedo nulla.\u201d Frattanto i due compari gli eran venuti incontro facendogli un mucchio di cerimonie e chiedendogli il parere sul tessuto. \u201cEccellenza, guardi che colori! E il disegno non \u00e8 una meraviglia?\u201d dicevano indicando i telai vuoti. Il ministro guardava perplesso il punto che essi indicavano, ma non vedeva assolutamente nulla. \u201cSono dunque uno stupido o un incapace,\u201d pensava tra s\u00e9. \u201cbisogna che nessuno sappia quel che mi sta succedendo, altrimenti la mia carriera \u00e8 finita.\u201d \u201cEhm, uhm, ah, sicuro, \u00e8 molto bella questa stoffa,\u201d balbett\u00f2, \u201cspecialmente i colori&#8230; e anche il disegno. Lo dir\u00f2 a Sua Maest\u00e0. Proprio un bel lavoro.\u201d<br \/>\nI due tessitori entrarono allora in particolari tracciando nell\u2019aria gran gesti come per seguire la linea degli ornati e dei ricami, e soffermandosi sui rossi fiammeggianti e gli intensi azzurri del tessuto. Il ministro li ascoltava attentissimo e, appena fu alla presenza del sovrano, ripet\u00e9 parola per parola le loro descrizioni. In considerazione delle lodi e dell\u2019approvazione del ministro, i due birbanti si credettero in dovere di chiedere nuovo denaro per provviste di seta e di oro. Inutile dire che i bei marenghi finirono nelle loro tasche perch\u00e9 le navette continuarono a scorrere a vuoto nei telai.<br \/>\nDopo un po\u2019 di tempo, il sovrano invi\u00f2 un altro ministro per sapere come procedevano i lavori. Ed anche lui non fu pi\u00f9 fortunato del suo collega: per quanto guardasse, non vide nulla perch\u00e9 non c\u2019era nulla da vedere.<br \/>\n\u201cDiavol mai,\u201d pens\u00f2 il ministro, \u201csono uno stupido e non lo sapevo. O magari non ho fatto il mestiere che avrei dovuto. Bisogna che stia attento a non tradirmi, altrimenti la mia reputazione \u00e8  perduta.\u201d \u201cMagnifico, splendido,\u201d esclam\u00f2. \u201cColori stupendi; quella porpora, poi, tra il cremisi e il paonazzo \u00e8 una meraviglia.\u201d Che nella stoffa c\u2019era del rosso l\u2019aveva saputo dal collega che l\u2019aveva preceduto. Quando se ne fu andato, i due imbroglioni si misero a sghignazzare, sicuri del fatto loro.<br \/>\n\u201cDunque, che ve ne pare?\u201d gli domand\u00f2 il re quando se lo vide dinanzi.<br \/>\n\u201cDue maestri della loro arte.\u201d Rispose il ministro con grande sicurezza, \u201cLa stoffa che preparano per Vostra Maest\u00e0 non ha eguali.\u201d<br \/>\n\u201cVoglio vederla anch\u2019io\u201d, decise allora il re. E si avvi\u00f2 verso la sala dei tessitori seguito dai due ministri e dai suoi dignitari al completo. Ma appena ebbe varcata la soglia, si ferm\u00f2 sbalordito: vedeva le navette scivolare sui telai, i rocchetti girare, i tessitori maneggiare qualche cosa tirandola da una parte, ma non vedeva nient\u2019altro: la stoffa prodigiosa, i suoi bei disegni, i fili d\u2019oro che l\u2019adornavano, la fodera di seta erano per lui inesistenti.<br \/>\n\u201cVoglio sperare che la Maest\u00e0 Vostra non sia delusa,\u201d gli mormor\u00f2 il primo ministro nel vederlo silenzioso. \u201cQuel rosso vivo tra le foglie di quell\u2019albero ha un risalto meraviglioso.\u201d<br \/>\nMa il re continuava a tacere. Era sconvolto dall\u2019idea di essere uno stupido o un cattivo sovrano. Infine balbett\u00f2: \u201cBello, bellissimo, sicuro. Sono molto soddisfatto.\u201d<br \/>\n\u201cBellissimo, bellissimo,\u201d fecero eco allora i cortigiani; e alcuni di loro proposero al re di presentarsi al popolo in quel meraviglioso abbigliamento in occasione del prossimo grande corteo.<br \/>\n\u201cFaremo il possibile per essere pronti,\u201d dissero i due furfanti. E il re, per incitarli, concesse all\u2019uno una decorazione da appendersi all\u2019occhiello nomin\u00f2 l\u2019altro Tessitore Segreto della Real Casa. Si ritir\u00f2 infine con un bel sorriso e i suoi cortigiani gli andarono dietro continuando a esprimere la loro ammirazione.<br \/>\nVenne infine il giorno del corteo. Per tutta la notte che lo precedette, una finestra della reggia rimase illuminata e la gente, nelle strade, sussurrava che l\u00e0 dietro i due mastri tessitori portavano febbrilmente a termine il loro lavoro. Alcuni riuscirono a dare un\u2019occhiata in quella stanza in cui ardevano due dozzine di doppieri, e videro i due stranieri lavorare senza posa: cucivano l\u2019aria con lunghe gugliate, tagliavano il vuoto con le forbici, misuravano il nulla col metro.<br \/>\nQuando sorse il sole, i due lisciarono delicatamente con le mani l\u2019invisibile indumento e poi lo ammirarono estatici.<br \/>\n\u201cE\u2019 finito!\u201d esclamarono. \u201cIl re, in questa veste, sar\u00e0 impressionante!\u201d<br \/>\nPoco prima che il corteo incominciasse, arriv\u00f2 il re col suo seguito. I due tessitori gli vennero incontro con le braccia tese come se sostenessero riguardosamente la veste magica.<br \/>\n\u201cLa Maest\u00e0 Vostra voglia ammirare questa casacca,\u201d disse l\u2019uno. E\u2019 leggera come una piuma, non si sente addirittura, e questo \u00e8 appunto il suo merito.\u201d \u201cEcco i pantaloni,\u201d disse l\u2019altro guardando con ammirazione il nulla che reggeva.<br \/>\n\u201cE questo \u00e8 il mantello,\u201d riprese il primo accennando il suo braccio piegato.<br \/>\nTutt\u2019intorno i cortigiani non facevano che ripetere: \u201cMagnifico, meraviglioso.\u201d Poi il Tessitore Segreto della Real Casa accompagn\u00f2 il re davanti a uno specchio per aiutarlo a vestirsi.<br \/>\n\u201cI pantaloni, presto,\u201d disse al compare, e fece il gesto di prenderli delicatamente con la punta delle dita. \u201cPosso pregare la Maest\u00e0 Vostra di alzare la gamba destra? Grazie. Un pochino pi\u00f9 su, ecco. E adesso la sinistra, cos\u00ec.\u201d<br \/>\nPoi venne avanti l\u2019altro e ripet\u00e9 la scena per la giacca. Infine andarono tutti e due a prendere il manto che avevano steso su una fila di sedie, e lo posarono con grande attenzione sulle spalle del sovrano, l\u2019inginocchiarono dietro di lui per aggiustar bene le pieghe dello strascico e infine fecero due passi indietro per contemplare l\u2019insieme. Il re fingeva di guardarsi nello specchio e intanto sentiva mormorare alle sue spalle: \u201cChe regalit\u00e0! Veramente maestoso!\u201d Entr\u00f2 il Gran Cerimoniere, picchi\u00f2 tre volte la sua mazza sul pavimento e annunci\u00f2:<br \/>\n\u201cI portatori del baldacchino sono pronti.\u201d<br \/>\n\u201cAndiamo pure,\u201d rispose il re, e gett\u00f2 disperatamente un\u2019altra occhiata allo specchio. Ma vide solo quello che aveva gi\u00e0 visto: un signore di mezza et\u00e0 con la corona in testa, mutandoni lunghi di maglia e camicia di pizzo. Vennero avanti i paggi e i due tessitori porsero loro lo strascico da reggere. Non reggevano che l\u2019aria, ma se ne stavano l\u00ec seri e impettiti, con le braccia tese, aspettando che Sua Maest\u00e0 si muovesse per andargli dietro. Il monarca si avvi\u00f2 seguito dai paggi, dal Gran Ciambellano, dai ministri e dagli altri dignitari, ognuno secondo il proprio rango, a cui si unirono gli ufficiali di corte e i funzionari; e il corteo si mise solennemente in marcia per le vie della citt\u00e0. Le strade erano affollate da non dirsi e a tutte le finestre si sporgevano grappoli di teste, perch\u00e9 tutti volevano ammirare il nuovo abito del monarca.<br \/>\n\u201cAh, che festa di colori! E il manto! Che magnificenza! Che bellezza poter avere un vestito come quello!\u201d tutti davano in grandi esclamazioni di ammirazione perch\u00e9 nessuno voleva passare per uno stupido confessando di non vedere nulla. Nessuno abito del sovrano era mai stato lodato al pari di quel magico indumento.<br \/>\nA un tratto la limpida voce di una bimba esclam\u00f2:<br \/>\n\u201cPap\u00e0, come mai il re non ha vestito?\u201d<br \/>\nL\u2019uomo che teneva la fanciulletta in collo avrebbe voluto sprofondare sotto terra. \u201cE\u2019 una bambina,\u201d balbett\u00f2, \u201cnon \u00e8 abbastanza intelligente per vedere.\u201d<br \/>\nMa quelli che erano vicino domandarono: \u201cCome ha detto? Che il re non \u00e8 vestito?\u201d<br \/>\n\u201cSi, si, ha detto cos\u00ec.\u201d<br \/>\nE improvvisamente fu un coro di voci: \u201cE\u2019 vero, \u00e8 vero, il re non ha nulla addosso.\u201d<br \/>\nIl grido dilag\u00f2 e giunse fino alle orecchie del re. Il sovrano cominci\u00f2 a sospettare di essere stato imbrogliato, e l\u2019idea di dover passare in mutandoni per le vie della citt\u00e0 gli fece  venire le vertigini. Ma ormai non c\u2019era nulla da fare: era meglio insistere nella finzione fino all\u2019ultimo.<br \/>\nE, a testa alta, pi\u00f9 maestoso che mai, riprese il cammino seguito dai paggi che, irrigiditi e a braccia tese, continuarono a reggere il nulla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un re il quale s\u2019interessava di una sola cosa al mondo: i suoi vestiti. Avrebbe sacrificato ad essi perfino gli interessi del suo regno. Il denaro che proveniva dai tributi pagati dai sudditi veniva impiegato solo a rendere pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 elegante il guardaroba del re. 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