{"id":109281,"date":"2004-05-14T11:17:30","date_gmt":"2004-05-14T11:17:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-signor-aiuola\/"},"modified":"2004-05-14T11:17:30","modified_gmt":"2004-05-14T11:17:30","slug":"il-signor-aiuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-signor-aiuola\/","title":{"rendered":"Il signor Aiuola"},"content":{"rendered":"<p>Il signor Aristide Aiuola abitava in una casa in campagna non lontano dal centro della citt\u00e0 e aveva un bellissimo lavoro. Faceva il lavavetri.<br \/>\nLavava i vetri dei negozi, delle case, ma non solo, anche quelli dei palazzi pi\u00f9 alti della citt\u00e0. In quel caso attaccava una robusta corda sulla cima del palazzo in questione, poi si calava gi\u00f9 con un secchio in una mano ed un panno nell&#8217;altra, quindi puliva tutti i vetri che da dentro l&#8217;edificio non si potevano pulire.<br \/>\nIl signor Aiuola era fiero del suo lavoro. Quando aveva un po&#8217; di tempo libero se ne andava a spasso per la citt\u00e0 e se vedeva un palazzo i cui vetri aveva pulito si soffermava a guardarlo e ai passanti diceva soddisfatto: &#8220;Quello l&#8217;ho pulito io! E&#8217; splendente!&#8221;<br \/>\nLo sporco dei vetri in citt\u00e0, con tutte le macchine, motorini e camion non mancava mai, quindi il lavoro del Signor Aiuola andava benissimo. Tutte le sere arrivava a casa e sua moglie Lisa gli diceva: &#8220;Amore, ha chiamato l&#8217;amministratore Stellis, dice che devi pulire tutti i vetri del palazzo Bellavista. E ha chiamato anche il banchiere Magnagatti. Dice che devi pulire tutti i vetri della banca di via Cavour al pi\u00f9 presto!&#8221;<br \/>\nLui, togliendosi i vestiti e mettendosi il pigiama, rispondeva: &#8220;S\u00ec cara. Domani far\u00f2 il palazzo Bellavista e dopodomani la banca Magnagatti.&#8221;<br \/>\nTutto andava bene per il signor Aristide Aiuola. Il lavoro non mancava, i soldi sotto il materasso erano abbondanti, la moglie gli voleva bene ed era anche un&#8217;ottima segretaria. Insomma, il signor Aiuola non aveva niente di cui lamentarsi.<br \/>\nUn giorno, dopo aver passato la settimana a pulire i vetri del palazzo pi\u00f9 grande della citt\u00e0, l&#8217;Altocento, che aveva ben 20 piani, Aristide arriv\u00f2 a casa. Lisa, sua moglie, gli diede un bacio e come al solito gli disse delle telefonate che aveva ricevuto: &#8220;Amore, ha chiamato il signor Struzzi e dice che c&#8217;\u00e8 bisogno di pulire tutti i vetri della palestra di via Gardini, poi ha chiamato Don Nicola, per pulire tutte le vetrate della chiesa.&#8221;<br \/>\n&#8220;Cara. Doman comncer\u00f2 con l pscna e dopodoman far\u00f2 le vetrate della chesa d don Ncola&#8221;<br \/>\nLisa pens\u00f2 di avere udito male e si ravan\u00f2 le orecchie con la penna con cui prendeva tutti gli appunti. Quindi disse: &#8220;Domani comincerai il lavoro\u2026 Vero amore? Ho capito bene?&#8221;<br \/>\n&#8220;S, doman nzo l lavoro.&#8221;<br \/>\n&#8220;Come?! Ma come parli, amore? Non ti capisco!&#8221; disse Lisa mettendosi faccia a faccia con il marito.<br \/>\n&#8220;Parlo come sempre, amore. Doman nzo l lavoro!&#8221;<br \/>\n&#8220;Domani inizi il lavoro\u2026 Questo vuoi dire, caro?&#8221;<br \/>\n&#8220;S. Doman nzo l lavoro.&#8221;<br \/>\n&#8220;Vedi, vedi\u2026 C&#8217;\u00e8 qualche cosa che non va, amore. Non riesci pi\u00f9 a parlare. Non pronunci pi\u00f9 le \u201ci\u201d.&#8221;<br \/>\nLa Signora Aiuola si mise le mani nei capelli e disse: &#8220;Fai un bel respiro, amore, e prova a dire \u201cdomani\u201d!&#8221;<br \/>\nIl Signor Aiuola fece un bel respiro e disse: &#8220;Doman\u2026&#8221; Riprov\u00f2 e riprov\u00f2, ma altro non riusciva a dire che &#8220;Doman\u2026 doman\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Amore, vedi. C&#8217;\u00e8 qualche cosa che non va. Forse ti sei ammalato.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma no. O m sento benssmo!&#8221;<br \/>\n&#8220;E allora perch\u00e9 hai perso la \u201ci\u201d?&#8221;<br \/>\n&#8220;Chss\u00e0!&#8221;<br \/>\n&#8220;Proviamo ancora. Prova a dire\u2026 Illinois?&#8221;<br \/>\n&#8220;E che cos&#8217;\u00e8? Una marca d panetton?&#8221;<br \/>\n&#8220;No. \u00c8 una regione dell&#8217;America. Prova!&#8221;<br \/>\nIl signor Aiuola fece un bel respiro ma tutto ci\u00f2 che seppe dire fu: &#8220;Llnos\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Riprova, amore mio bello. Riprova! Concentrati!&#8221;<br \/>\n&#8220;Llnos\u2026 Llnos\u2026&#8221;<br \/>\nNon c&#8217;era niente da fare. Il signor Aiuola aveva perso completamente la \u201ci\u201d. Non riusciva pi\u00f9 a pronunciarle e, cosa altrettanto strana, neanche riusciva pi\u00f9 a scriverle!<br \/>\nIl signor Aiuola era preoccupato e anche la moglie lo era, cos\u00ec decisero di andare a cercare un dottore.<br \/>\nPass\u00f2 un po&#8217; di tempo. Di dottori ne avevano visitati non uno ma dieci. C&#8217;era chi aveva detto che era una malattia che andava curata con delle pastiglie speciali per il mal di testa, c&#8217;era chi diceva che non si poteva fare niente, ma che un altro dottore forse avrebbe potuto fare qualche cosa. C&#8217;era chi diceva che era un problema alla gola da curare con una serie di speciali tisane della Tailandia. Ci fu anche un dottore che come cura disse al Signor Aiuola di mettere nella sua camera dei bei poster con raffigurate delle bellissime \u201ci\u201d. A casa fecero quello che il dottore aveva detto: riempirono non solo la stanza da letto, ma anche la sala, la cucina e il bagno. Dappertutto c&#8217;erano poster o foto di \u201ci\u201d: quella maiuscola, quella minuscola, quella in corsivo, quella sottolineata, quella con i ghirigori, quella grassettata, quella tedesca antica e quella accentata. C&#8217;era la speranza che con tutte quelle \u201ci\u201d la mente e la gola del signor Aiuola si sarebbero risvegliate, ma\u2026<br \/>\nPassato un mese non era cambiato proprio niente. Il signor Aiuola continuava a non pronunciare la \u201ci\u201d e una mattina la situazione si aggrav\u00f2 ulteriormente.<br \/>\nMarito e moglie stavano facendo colazione quando lui disse: &#8220;Cara, passa l latt pr favor.&#8221;<br \/>\n&#8220;Cosa dici, amore?&#8221;<br \/>\n&#8220;Passa l latt.&#8221;<br \/>\n&#8220;Cosa? Vuoi il t\u00e8?&#8221;<br \/>\n&#8220;No. L latt.&#8221;<br \/>\n&#8220;Il latte? Vuoi il latte?&#8221;<br \/>\n&#8220;S, cara.&#8221;<br \/>\nLisa allora si mise a piangere. Aveva capito che suo marito aveva perso anche la \u201ce\u201d. La situazione si faceva sempre pi\u00f9 grave.<br \/>\nI due ripresero a cercare il dottore giusto che potesse trovare la cura adatta. Ne visitarono altri dieci\u2026 Tutti dicevano che bisognava fare qualche cosa cos\u00ec le provarono tutte: a cambiare alimentazione, a cambiare la marca dell&#8217;acqua che bevevano, a cambiare il tipo di giornale che ogni mattina comperavano. Un dottore gli disse che forse il signor Aiuola doveva cambiare lavoro\u2026 Allora il signor Aiuola fece per un mese il cameriere, per due il marmista, per tre il metronotte, per un altro mese lo spazzacamino, per un altro il pescivendolo. Ma tutti quei cambiamenti non sortirono alcun effetto, anzi: dopo aver perso la \u201ci\u201d e la \u201ce\u201d il signor Aiuola perse anche la prima consonante, la \u201ct\u201d e dopo quella anche la \u201cf\u201d , la \u201cm\u201d e la \u201cs\u201d.<br \/>\nIl signor Aiuola era arrivato a parlare in un modo che nessuno ci capiva pi\u00f9 niente. Quando il fruttivendolo lo vedeva, avrebbe preferito scappare, piuttosto che servirlo perch\u00e9 gli diceva: &#8220;Un klo d nalaa, u klo d pr, r to d przzolo, mzzo klo d aparag\u2026&#8221; e ci voleva mezz&#8217;ora prima che avesse capito tutto quello che voleva.<br \/>\nPass\u00f2 un anno in casa Aiuola. Lisa era sempre pi\u00f9 disperata perch\u00e9 non ci capiva pi\u00f9 niente e perch\u00e9 intanto il marito aveva perso anche la \u201ca\u201d e la \u201cc\u201d. Di dottori non ne visitarono pi\u00f9 perch\u00e9 avevano capito che era tutto inutile e anche perch\u00e9 non avevano pi\u00f9 soldi per pagare le visite.<br \/>\nMa una mattina accadde qualche cosa di assolutamente insperato. Mentre erano a tavola per la colazione Lisa disse al marito: &#8220;Amore, nell&#8217;orto i finocchi sono maturi? Vuoi che te li faccia in casseruola come ti piacciono?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec!&#8221; rispose Aristide.<br \/>\nLisa, udito quel \u201cs\u00ec\u201d con la \u201ci\u201d era sobbalzata sulla sedia. Erano anni che non sentiva una \u201ci\u201d da suo marito.<br \/>\n&#8220;Amore! Hai detto la \u201ci\u201d. \u00c8 un miracolo!&#8221;<br \/>\nAristide era sorpreso. Non si era accorto del miracolo. Ma la contentezza della moglie l&#8217;aveva contagiato tanto da mettersi a gridare un \u201cs\u00ec\u201d lunghissimo: &#8220;Siiiiiiiiiiiiiiiiiiii!&#8221;<br \/>\nI due si abbracciarono. Forse tanti anni di patimenti erano finiti, ma Lisa volle mettere alla prova il marito: &#8220;Proviamo a vedere se ti sono tornate delle altre lettere: prova a dire \u201cimbecille\u201d.&#8221;<br \/>\nAristide prese un bel  respiro, ma tutto ci\u00f2 che gli usc\u00ec fu un misero: &#8220;icill.&#8221;<br \/>\nLisa storse il naso, per\u00f2 disse: &#8220;Mancano tutte le altre lettere, per\u00f2 la \u201ci\u201d \u00e8 tornata. Ora bisogna scoprire perch\u00e9. Forse una delle cure che abbiamo fatto in questi anni ha finalmente fatto effetto. Per\u00f2 abbiamo fatto mille cure! Quale sar\u00e0 quella che ha funzionato?&#8221;<br \/>\nAristide scosse la testa. Ne avevano fatte davvero cos\u00ec tante!<br \/>\n&#8220;Fors qull pgl ro dl dor Iui?&#8221;<br \/>\n&#8220;Come? Forse quelle pastiglie rosse del dottor Ciucci?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec!&#8221;<br \/>\n&#8220;Per\u00f2 potrebbe averti giovato anche fare per un mese il marmista!&#8221; obiett\u00f2 Lisa.<br \/>\n&#8220;Fors\u2026 S foro qull pul ll nio?&#8221;<br \/>\n&#8220;Come? Se fossero quelle capsulette alla manioca? Quelle che ti ha dato il dottor Camuzzo? S\u00ec, pu\u00f2 essere, ma potrebbe anche essere stata la polenta che ho fatto ieri sera. Erano anni che non la facevo. Forse \u00e8 la polenta che ti ha fatto bene!&#8221;<br \/>\nI due erano confusi. Il signor Aiuola aveva fatto un passo verso la guarigione, ma non sapevano cosa esattamente l&#8217;avesse aiutato. Potevano essere mille cose.<br \/>\nPer tutto il giorno, seduti al tavolino di casa, passarono in rassegna tutte le cure fatte nel corso degli anni, pensarono a tutte le iniziative intraprese e a tutte le pastiglie, pasticche, capsule, infusi e tisane provate, ma chiss\u00e0 quale era quella giusta? Ora bisognava riprovare tutto da capo. E poi, quando si sarebbe avuto l&#8217;effetto di guarigione desiderato?<br \/>\nEra sera e Lisa si era messa a cucinare. Intanto il signor Aiuola era uscito in giardino per dare un&#8217;occhiata all&#8217;orto quando il signor Spallatozza, dal campo vicino, lo invit\u00f2 ad avvicinarsi: &#8220;Vecchio mio, come va?\u2026 Quanto tempo che non ci vediamo!\u2026 Sono passati due anni dall&#8217;ultima volta che ci siamo visti\u2026 Ti ricordi, mi avevi aiutato a piantare il melo nel mio giardino. A proposito, guarda: l&#8217;albero ha fatto il suo primo frutto!&#8221;<br \/>\nCos\u00ec il signor Spallatozza tir\u00f2 fuori dalla tasca la bella mela che aveva appena raccolto.<br \/>\n&#8220;Beh, visto che \u00e8 un po&#8217; che non ci vediamo,&#8221; riprese a dire Spallatozza, &#8220;te la regalo. Guarda che bella!&#8221;<br \/>\nI due si salutarono e il signor Aiuola torn\u00f2 a casa per la cena. Quando entr\u00f2 in casa si avvicin\u00f2 alla moglie per mostrare la bella mela che Spallatozza gli aveva dato e disse: &#8220;Gurd che bll ml. Dll&#8217;lbro ch ho pinao inim lui du nni.&#8221;<br \/>\n&#8220;Come? Guarda che bella mela\u2026 Dall&#8217;albero che ho piantato insieme a lui due anni fa?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec.&#8221;<br \/>\nIn quell&#8217;istante Lisa ebbe un&#8217;idea. Moll\u00f2 il mestolo nella pignatta nella quale stava girando la polenta e disse: &#8220;Amore, quanti alberi hai piantato in questi anni?&#8221;<br \/>\n&#8220;Du. Uno on Pllozz uno nl noro girdino.&#8221;<br \/>\n&#8220;Due\u2026 Uno con Spallatozza e uno nel nostro giardino\u2026 E quanti ne hai abbattuti in questi anni?&#8221;<br \/>\nAristide si mise a contare sulle dita: &#8220;Uno, du, r, quro\u2026 oo!&#8221;<br \/>\n&#8220;Otto\u2026 E quante sono le lettere che ti sono venute a mancare?&#8221;<br \/>\n&#8220;Oo!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ecco! Ti manca una lettera per ogni albero che hai abbattuto! Io te l&#8217;avevo detto di non tagliare quegli alberi! Ci stavano cos\u00ec bene e facevano dei frutti cos\u00ec belli, ma tu\u2026 con la storia di dover fare spazio per parcheggiare la macchina, il furgoncino e la moto hai voluto fare di testa tua.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non poibil!&#8221; disse il signor Aiuola.<br \/>\n&#8220;Invece \u00e8 possibile! Vedi! \u00c8 cos\u00ec! L&#8217;albero che invece hai piantato ha dato il suo primo frutto e ti \u00e8 tornata una lettera, la prima che ti era venuta a mancare!&#8221;<br \/>\nIl signor Aiuola lo ammise a se stesso: per ogni albero che aveva tagliato gli era scomparsa una lettera. Ma non era del tutto sicuro. Il secondo albero che aveva piantato era un pero che aveva un frutto, ma non ancora del tutto maturo. Decise di aspettare qualche giorno\u2026<br \/>\nUna mattina di quelle, a colazione, i due stavano mangiando, quando Lisa chiese al marito: &#8220;Caro, mi passi il latte?&#8221;<br \/>\n&#8220;Eo&#8221; rispose Aristide per dire \u201cecco\u201d.<br \/>\nLa signora alz\u00f2 gli occhi meravigliata: suo marito aveva pronunciato una \u201ce\u201d ed erano anni che non lo faceva. Scesero subito in giardino per vedere se il frutto sull&#8217;albero fosse maturato. Lo tastarono appena e costatarono che era pronto per essere mangiato.<br \/>\nIl giorno stesso il signor Aiuola and\u00f2 a comprare sei alberi da piantare: compr\u00f2 un arancio, un pesco, un nocciolo, un mandorlo, un fico bianco e uno nero. Li piant\u00f2 con grande cura vicino ai ceppi degli alberi che in passato aveva tagliato. Li concim\u00f2, li bagn\u00f2, li am\u00f2 e ad una ad una, in coincidenza con i primi frutti che quegli alberi diedero, tutte le lettere che gli erano sparite ricomparvero, facendolo guarire del tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il signor Aristide Aiuola abitava in una casa in campagna non lontano dal centro della citt\u00e0 e aveva un bellissimo lavoro. Faceva il lavavetri. Lavava i vetri dei negozi, delle case, ma non solo, anche quelli dei palazzi pi\u00f9 alti della citt\u00e0. In quel caso attaccava una robusta corda sulla cima del palazzo in questione, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,70],"tags":[],"sponsors":[],"class_list":["post-109281","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fiabe","category-fiabe-dei-poeti-in-erba","lingua-italiano","scopo-intrattenimento"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il signor Aiuola - I testi della tradizione di Filastrocche.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-signor-aiuola\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il signor Aiuola - I testi della tradizione di Filastrocche.it\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il signor Aristide Aiuola abitava in una casa in campagna non lontano dal centro della citt\u00e0 e aveva un bellissimo lavoro. Faceva il lavavetri. Lavava i vetri dei negozi, delle case, ma non solo, anche quelli dei palazzi pi\u00f9 alti della citt\u00e0. In quel caso attaccava una robusta corda sulla cima del palazzo in questione, [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-signor-aiuola\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"I testi della tradizione di Filastrocche.it\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"http:\/\/www.facebook.com\/jolanda.restano\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2004-05-14T11:17:30+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Jolanda\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Jolanda\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"10 minuti\" \/>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il signor Aiuola - I testi della tradizione di Filastrocche.it","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-signor-aiuola\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il signor Aiuola - I testi della tradizione di Filastrocche.it","og_description":"Il signor Aristide Aiuola abitava in una casa in campagna non lontano dal centro della citt\u00e0 e aveva un bellissimo lavoro. Faceva il lavavetri. Lavava i vetri dei negozi, delle case, ma non solo, anche quelli dei palazzi pi\u00f9 alti della citt\u00e0. In quel caso attaccava una robusta corda sulla cima del palazzo in questione, [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-signor-aiuola\/","og_site_name":"I testi della tradizione di Filastrocche.it","article_author":"http:\/\/www.facebook.com\/jolanda.restano","article_published_time":"2004-05-14T11:17:30+00:00","author":"Jolanda","twitter_misc":{"Scritto da":"Jolanda","Tempo di lettura stimato":"10 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-signor-aiuola\/","url":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-signor-aiuola\/","name":"Il signor Aiuola - I testi della tradizione di Filastrocche.it","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/#website"},"datePublished":"2004-05-14T11:17:30+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/#\/schema\/person\/13a7995b740342851d3a3c001f9dd658"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-signor-aiuola\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-signor-aiuola\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/il-signor-aiuola\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il signor Aiuola"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/#website","url":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/","name":"I testi della tradizione di Filastrocche.it","description":"Filastrocche, fiabe, canzoni e...","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/#\/schema\/person\/13a7995b740342851d3a3c001f9dd658","name":"Jolanda","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1b1f38df48384d8f75481e92c0cbf9e3494d37f3cf35cd02b0f5cba7d63f7349?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1b1f38df48384d8f75481e92c0cbf9e3494d37f3cf35cd02b0f5cba7d63f7349?s=96&d=mm&r=g","caption":"Jolanda"},"sameAs":["http:\/\/www.facebook.com\/jolanda.restano","https:\/\/x.com\/jolandarestano"],"url":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/author\/jolanda\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109281","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=109281"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109281\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=109281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=109281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=109281"},{"taxonomy":"sponsors","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-json\/wp\/v2\/sponsors?post=109281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}