{"id":112751,"date":"2006-02-02T11:26:51","date_gmt":"2006-02-02T11:26:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/ferobrivin-una-fiaba-vera\/"},"modified":"2017-10-09T15:51:45","modified_gmt":"2017-10-09T13:51:45","slug":"ferobrivin-una-fiaba-vera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/ferobrivin-una-fiaba-vera\/","title":{"rendered":"FeRoBriVin (una fiaba vera)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"387\" class=\"aligncenter wp-image-185969 size-full\" title=\"Bri Bri\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2006\/02\/bambini-palla.png\" alt=\"Bri Bri\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2006\/02\/bambini-palla.png 500w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2006\/02\/bambini-palla-300x232.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>C\u2019era una volta, in un paese non troppo lontano, una casetta non troppo piccina, tutta di mattoni rossi, con grandi finestre e tanti balconi, dove le piante cercavano di vivere il meglio possibile, anche se ostacolate da<strong> tanti micetti furbastri<\/strong> e perennemente affamati.<\/p>\n<p>Parecchio tempo prima la casa era stata allietata dalla nascita di <strong>una bimba rotondetta,<\/strong> con due bei piedini gonfi, due guanciotte piene e rosee e una boccuccia sempre spalancata per reclamare la pappa o per sorridere, tanti capelli neri, con un buffo ciuffo che nessuno riusciva a domare.<br \/>\n<strong>BriBri, cos\u00ec si chiamava la piccolina, non era il solo angioletto della casa, aveva un fratellone, Fedino ed una sorellina, Robicchia,<\/strong> che ben presto si sent\u00ec la vice-mammina di quel frugoletto, perch\u00e9 non voleva si ripetesse la triste storia di quando lei era piccina, o, per meglio dire, quella che riteneva una triste storia e che invece altro non era che la fiaba-gioco che<strong> nonna Bru<\/strong> si divertiva a raccontarle.<br \/>\nNonna le raccontava che era nata in una sera d\u2019inverno, quando il gelo ghiacciava le strade e la neve minacciava di cadere da un momento all\u2019altro.<br \/>\nAppena arrivata, cos\u00ec le raccontava la nonna, nessuno la voleva e perci\u00f2 la buttarono fuori dalla finestra.<br \/>\n<strong>Ben presto arriv\u00f2 Babbo Natale e, quando venne il momento di aprire i doni, in un bel pacchetto tutto infiocchettato, si trov\u00f2 indovinate\u2026la Robicchia!!!<\/strong><br \/>\nO, per meglio dire \u201cLa Oby\u201d, come esclamava la piccola, concludendo il racconto della nonna.<br \/>\nMa nessuno la voleva e allora la buttarono fuori dalla finestra.<br \/>\nLa notte precedente l\u2019Epifania furono messe le calze sotto il camino, la Befana arriv\u00f2 e che cosa mise nella calza pi\u00f9 grande, tra mandarini, caramelle, pupazzetti e cioccolatini?<br \/>\n<strong>La Oby!!!<\/strong><br \/>\nMa nessuno la voleva e allora la buttarono fuori dalla finestra.<br \/>\nVenne la primavera, gli uccellini cantavano felici e con la primavera arriv\u00f2 la Santa Pasqua.<br \/>\nTutti attendevano ansiosi di aprire quello splendido uovo, avvolto in carta multicolore, che troneggiava sulla credenza.<br \/>\nAperto l\u2019uovo, ne salt\u00f2 fuori\u2026indovinate\u2026<br \/>\n<strong>La Oby!<\/strong><br \/>\nE questa volta, visto che proprio non ce la facevano a disfarsi di lei,<strong> tutti decisero che Robicchia doveva rimanere.<\/strong><br \/>\nQuesto gioco (nonna, fortunatamente, non lo ha mai saputo, ci sarebbe rimasta troppo male!) aveva rattristato tanto la piccola Robicchia, che non capiva che tutti invece l\u2019avevano accolta subito con grande amore, anche Fedino, che pur avrebbe preferito Bruno, un fratellino.<br \/>\nQuando BriBri era ancora fra i \u201clangioletti\u201d (sic! proprio cos\u00ec diceva Robicchia!), ma gi\u00e0 nella pancina di mami, una sera<br \/>\ndi primavera la casetta di mattoni rossi sussult\u00f2, il lampadario ondeggi\u00f2, i quadri alle pareti cambiarono di posizione, il pavimento divenne un tappeto volante in attesa di decollare\u2026<br \/>\n<strong>Che spavento, direte voi!<\/strong><br \/>\nCerto si spavent\u00f2 anche BriBri, e forse fu allora che quel ciuffo birichino si gir\u00f2 di traverso.<br \/>\nIl terremoto, di questo, infatti, si trattava, non ebbe comunque conseguenze disastrose per la casa di mattoni rossi, se non quella di aver riportato il ricordo dell\u2019altro movimento, legato alla nascita di Robicchia: anche allora, infatti, la terra aveva tremato.<br \/>\nChe avesse gi\u00e0 paura di queste due bricconcelle?<br \/>\nE il tempo passava e mamma Texy diventava sempre pi\u00f9 tonda, finch\u00e9 un bel giorno chiam\u00f2 Fedino (era lui l\u2019ometto di casa!), gli diede un bellissimo orologio grande grande, con i numeri e le lancette ricoperti di lucciole brillanti e gli disse: \u201cCalcola il tempo che passa tra un ahi di mimmina e l\u2019altro, cos\u00ec, al momento giusto, chiameremo babbone\u201d.<br \/>\nFu un lavoro importante, e pensare che la matematica di casa era Robicchia, ma dov\u2019era andata quella paciocca? Dalla Dadanna?<br \/>\nNo, dormiva tranquilla nella sua stanzetta, ignara di ci\u00f2 che stava succedendo e rimase non poco sorpresa quando, il mattino, incontr\u00f2 la Dadanna per le scale.<br \/>\nChe ci faceva Dadanna l\u00ec a quell\u2019ora?<br \/>\nDa bimba intelligente qual era (aveva addirittura coniato la parola ragnuccolato per descrivere l\u2019atteggiamento del suo gattino, senza che la maestra, che l\u2019aveva trovata troppo bella, osasse correggergliela) intu\u00ec ogni cosa, fece ordine nella cameretta, dopo aver svegliato il fratellone, pens\u00f2 a che cosa indossare (presentarsi per la prima volta ad una nuova sorellina era una cosa importante, ci teneva a fare una bella figura!) e si mise ad attendere il ritorno di babbone.<br \/>\nFedino invece non ebbe problemi: lui era gi\u00e0 abituato a queste situazioni, gli era gi\u00e0 successo una volta! Tra l\u2019altro, era sempre stato un bimbo molto<\/p>\n<p>elegante, figuratevi che non aveva che due anni e mezzo e gi\u00e0 sfoggiava un impermeabile, opera di quella maga di Dadanna, che lo faceva tanto assomigliare al tenente Sheridan.<br \/>\nAnche BriBri si present\u00f2 al mondo in una notte fredda, gelida, con la neve che sbirciava di lass\u00f9 in alto e non aveva ancora deciso se scendere o meno.<br \/>\nC.B.Sax avrebbe voluto dormire ancora un po\u2019, ripeteva a mami che era presto, che si poteva partire pi\u00f9 tardi, con la luce si viaggiava meglio (era l\u2019una di notte!) , ma Texy, scusate, BriBri, non poteva attendere, anzi\u2026 per poco non nasceva in macchina, in quella curva a gomito della strada che porta all\u2019Ospedale.<br \/>\nE fu velocissima a nascere BriBri, alle tre gorgheggiava di gi\u00e0, ed era talmente bella che in clinica fu addirittura scambiata.<br \/>\nScambiata!!! Com\u2019\u00e8 possibile?<br \/>\nMamma Texy era al settimo cielo: ora aveva il numero perfetto!<br \/>\nTre bimbi meravigliosi!<br \/>\nAspettava che le portassero BriBri per darle il latte e quando arriv\u00f2 in braccio all\u2019infermiera, che aveva preso l\u2019ultimo neonato dei sei del carrello, la guard\u00f2 un po\u2019 stupita.<br \/>\nCome sembrava piccola, lei cos\u00ec cicciotta, in quel grande camicino!<br \/>\nLe avevano anche tagliato le unghiette!<br \/>\nMa perch\u00e9 piangeva ancora per la fame se gi\u00e0 aveva finito la sua razione di bimba di appena un giorno?<br \/>\nTutti questi interrogativi ebbero la loro risposta quando mami, cercando di arrotolare le maniche di quel buffo coprifasce troppo grande, lesse il braccialetto della piccola, ops, del piccolo\u2026<br \/>\nQuello non era la sua BriBri!!!<br \/>\nLa vicina di letto corse a chiamare l\u2019infermiera e, dopo una rapida ricerca, BriBri torn\u00f2 fra le braccia della sua mammina!<br \/>\nUn\u2019altra giovane mamma, evidentemente poco fisionomista, ma con molto buon gusto, invece del suo bimbo, si era presa il nostro smanuccini cagon.<br \/>\nQuanta gioia quella paciocca port\u00f2 nella casetta di mattoni rossi, dove a fine primavera il glicine cominciava ad arrampicarsi per i balconi, i gerani sfoggiavano le loro belle foglie profumate, nell\u2019attesa di accogliere i purpurei fiori e Dafne, pardon, l\u2019oleandro, si apriva come un enorme ventaglio nel giardino antistante, fra le piante di rose, all\u2019ombra delle alte e frondose mimose rosa!<br \/>\nFedino e Robicchia ascoltavano mami che, per addormentare il cucciolotto di casa, raccontava le imprese dei suoi fratellini.<br \/>\nFedino era arrivato per primo, non aveva lasciato tanta libert\u00e0 a mammina e babbone, perch\u00e9 era nato un anno esatto dopo il loro matrimonio, ma tanto c\u2019erano ancora i nonni Bru e Fra, che potevano dare una mano!<br \/>\nEra nato di maggio, non aveva fatto soffrire troppo la sua mamma, anche se le sue larghe spalle le avevano creato qualche problema, ma era nato prendendo di sorpresa babbone, che non arriv\u00f2 neppure a fumarsi una sigaretta nella sala d\u2019aspetto, come si vedeva fare in tutti i telefilm. Da notare che non fumava pi\u00f9 da tanto tempo, si concedeva una sigaretta solo in casi eccezionali, e questo lo era, altrocch\u00e9!<br \/>\nAveva portato la primavera soprattutto nella casa dei nonni di Russi.<br \/>\nAnche loro avevano un bel giardino, che, con la nascita di Fedino, d\u2019incanto si arricch\u00ec di giochi, quali una bella piscinetta, non troppo \u201cetta\u201d, a dir la verit\u00e0, uno scivolo piuttosto alto, un angolo della sabbia, tanto da poter fingere di essere al mare, con in pi\u00f9 la bella ombra del vecchio albicocco.<br \/>\nSi stava proprio bene dai nonni e l\u2019ora della pappa era uno spasso per tutti, perch\u00e9 il piccolo ne inventava ogni giorno una nuova: ridendo a bocca piena costellava la nonna di stelline, tanto per non citare che una delle sue imprese.<br \/>\nCominci\u00f2 a parlare ripetendo la finale della filastrocca \u201cGuarda, guarda il can che scappa\u201d, che nonna Bru gli ripeteva per farlo mangiare. L\u2019ascoltava con estrema attenzione, pronto a ripetere la finale di ogni verso.<br \/>\nNonna iniziava \u201cGuarda, guarda il can che \u2026capa, ha portato via \u2026a papa, via la pappa del \u2026bino, per portarla al gnolino, cagnolin tutto tinto, se la pappa in un momento, se la pappa e fa b\u00f9b\u00f9, e a papa p\u00f9!\u201d<br \/>\nE dopo mangiato\u2026 si addormentava seduto nel box.<br \/>\nAncora piccino, quando sapeva appena sillabare qualche parolina, vedendo per la prima volta la neve esclam\u00f2 Tanto pone!, che stava a significare Tanto sapone! e quando si trov\u00f2 davanti al mare Iaqua tanta!!! cio\u00e8 acqua tanta!!!<br \/>\nDiede la prime avvisaglie della sua genialit\u00e0 matematica quando al bar col suo babbone vide alla televisione le corse dei cavalli. Cavajo! esclam\u00f2 e poi, correggendosi Due cavajo!,<br \/>\ntanto da lasciar stupito lo zio Felice che comment\u00f2 Vigliaca d\u2019la miseria, e sa z\u00e0 cunt\u00e8!<br \/>\nLa passione per la musica doveva avergliela trasmessa Dadotorino, che, dopo il festival di Sanremo 1967, gli suonava col violino \u201cPietre\u201d di Antoine e Fedino, a soli otto mesi, la canticchiava, fra le esclamazioni di stupore di Dadanerina.<br \/>\nA tre anni corresse mami che chiedeva a babbone di chiudere la tapparella.<br \/>\n\u201cMo, mamma, che cosa dici, si dice capparella!\u201d<br \/>\nA chi gli spiegava che quello era l\u2019esatto termine, rattristato rispose \u201cE pensare che io per tutta la vita ho detto capparella!\u201d<br \/>\nUno\u2026 era poco!<br \/>\nDetto fatto, Robicchia fu messa in cantiere.<br \/>\nA quei tempi la casetta di mattoni rossi non esisteva ancora e la famigliola abitava vicino alla piazza, in un piccolo appartamento, coperto dai verdi alberi di un giardino non molto grande, ma accogliente, dove mamma Texy, quando era libera dalla scuola, sedeva a cucire per il suo bimbotto e per la paciocca che doveva arrivare.<br \/>\nAnche questa nascita fu una sorpresa, perch\u00e9 allora non si sapeva in anticipo se sarebbe stato un bimbo o una bimba!<br \/>\nIl corredino doveva essere neutro, sarebbe dovuto andar bene per qualsiasi evenienza!<br \/>\nMimmina, che era un po\u2019 ripetitiva, anche quella volta chiese al dottore se la sua piccola aveva tutto,\u2026tutti i ditini.<br \/>\nEra il suo modo per informarsi se era perfetta!<br \/>\nQuesta volta babbone era presente, quando Texy cominci\u00f2 a sentire le prime avvisaglie. Avevano deciso di andare al cinema, ma, siccome il medico, due giorni prima, le aveva detto che se avesse sentito dei dolorini, anche se aveva mangiato fagioli, avrebbe dovuto correre, si precipitarono in clinica. E dopo pochissimo Robicchia fece la sua comparsa, niente sigaretta neanche allora.<br \/>\nAnche Robicchia era un amore, ma, a differenza di Fedino, che alla nascita era pelatino (tanto da far dire al nonno \u201cChiss\u00e0 se sar\u00e0 ancora cos\u00ec bello quando avr\u00e0 i capelli!\u201d), lei aveva tantissimi capelli neri.<br \/>\nForse fu proprio per questo che un giorno si impadron\u00ec di un piccolo pettine rosa e\u2026 lo mangi\u00f2. No, non tutto, ma quando mami si accorse che al pettinino rosa mancavano alcuni denti, rapidamente prese Robicchia per i piedi e glieli fece sputare.<br \/>\nOra ne ridono, ma allora lo spavento fu grande, tanto grande, da mettere tutti sul \u201cchi vive\u201d.<br \/>\n<strong>Con la piccola Roby ci si poteva aspettare di tutto, anche che saltasse gi\u00f9 dal seggiolone!<\/strong><br \/>\nPiangeva sempre in un modo esagerato, tanto che le si diceva che la bocca le arrivava alle orecchie. E allora il suo pianto cessava, ma Roby, con l\u2019aria pi\u00f9 triste di questo mondo, esclamava, urlando: \u201cA me non mi vuole nessuno!\u201d<br \/>\nFin da piccolissimi festeggiarono il Carnevale in maschera. La \u201csartoria\u201d di mami nonna e Dadanna preparava costumi eccezionali, figuratevi che fedino esord\u00ec, quando appena si reggeva in piedi (per cui nella foto si vede la mano di qualcuno che lo sostiene), trasformato in Calimero. Era dolcissimo!<br \/>\nCon Roby form\u00f2 il duo Geo e Gea, gattini bianchi cosparsi di fiori colorati; Giulietta e Romeo, con tanto di balcone su di un carro, che ne raffigurava la vicenda; Robin Hood e Lady Marian; Batman e la Gatta, con calzemaglie aderentissime; tanti altri che ora sfuggono al ricordo, ma quando fu la volta del Corsaro Nero e della sua amata, Fede decise che era la fine.<br \/>\nUn po\u2019 impacciato negli alti stivali con tanto di tacco, esclam\u00f2: \u201cIo non mi maschero pi\u00f9!\u201d Ed aveva ragione, in fin dei conti aveva gi\u00e0 undici anni!<br \/>\nNon mantenne comunque la promessa, perch\u00e9 alla veneranda et\u00e0 di vent\u2019anni o gi\u00f9 di l\u00ec, partecip\u00f2, con tre amici, ad un veglione mascherato: erano quattro splendide majorette, con tutte le curve al punto giusto, calze di seta, gonnellino mini lunghi capelli e trucco abbondante.<br \/>\nFede e Ro crescevano insieme, indossando gli abitini che mami faceva loro con i pi\u00f9 piccoli scampoli: gonnellina scozzese per lei, pantaloni scozzesi per lui; completo di jeans per lui, lo stesso in negativo per lei.<br \/>\nErano splendidi: lui con lisci capelli biondissimi (s\u00ec, ora li aveva ed era ancor pi\u00f9 bello!), lei con lunghi capelli scuri, ondulati.<br \/>\nSi era negli anni settanta, la TV era in bianco e nero, ma Robicchia la vedeva a colori ed ogni tanto esclamava \u201cBello quel vestitino rosa!\u201d<br \/>\nFedino era geloso di questa sua facolt\u00e0 ed asseriva di vedere anche lui i colori, per cui era veramente esilarante assistere alle loro discussioni!<br \/>\n<strong>\u201cAllora dimmi di che colore \u00e8 quel vestito!\u201d<\/strong><br \/>\nTrionfante Fede \u201cRosso!\u201d<br \/>\n\u201cEcco, hai visto che sei un bugiardo\u2026\u00e8 blu!\u201d<br \/>\nIn et\u00e0 scolastica Roby cominci\u00f2 a seguire un corso di danza classica: sembrava un piumino da cipria nei suoi tut\u00f9 colorati.<br \/>\nFede, che fin da neonato aveva evidenziato un notevole orecchio musicale, and\u00f2 a lezione di pianoforte.<br \/>\nNon poteva certo essere da meno della sorellina, ma un bel giorno si accorse che non gli piaceva poi cos\u00ec tanto!<br \/>\nRoby, per andare a danza, non doveva far altro che prendere il suo zainetto col costume e le scarpette, lui, invece, avrebbe dovuto allenarsi anche a casa, solfeggiando.<br \/>\nVolevano gi\u00e0 farlo studiare!<br \/>\nFede rinunci\u00f2 perci\u00f2 al pianoforte e, dopo qualche anno, Roby rinunci\u00f2 alla danza, a causa di un incidente sciistico.<br \/>\nEra destino! Niente artisti in casa!<br \/>\nTexy e C.B.Sax cominciarono a pensare che avere una casetta un po\u2019 pi\u00f9 grande non sarebbe stata una cattiva idea e perci\u00f2, come le rondinelle in primavera, si misero alla ricerca di un nuovo nido.<br \/>\nTrovarono quello che cercavano: la casetta di mattoni rossi, vicino alla stazione.<br \/>\nIn una casa cos\u00ec grande, con due rondinini gi\u00e0 piuttosto grandicelli, c\u2019era posto per un altro rondinotto e fu cos\u00ec che BriBri arriv\u00f2.<br \/>\nLa sua venuta diede maggior libert\u00e0 ai fratellini, che dovettero responsabilizzarsi.<br \/>\nLa casetta di mattoni rossi era s\u00ec vicino alla stazione, ma era anche di l\u00e0 dalla Reale, quella famosa strada statale cos\u00ec difficile da attraversare!<br \/>\nEbbene Fede e Ro cominciarono ad andare a scuola da soli, mentre babbone li controllava, non visto, da lontano.<br \/>\nAll\u2019ora di pranzo mami andava sul balcone ad attenderli, con BriBri in braccio, e poi entrambi a tavola raccontavano le loro avventure scolastiche.<br \/>\nQuante risate nel ricordare ci\u00f2 che aveva fatto Fede il primo anno delle elementari!<br \/>\nLa maestra gli aveva promesso \u201cBravissimo\u201d se avesse fatto tutto bene il dettato in classe, e nel suo lavoro non c\u2019era nemmeno il pi\u00f9 piccolo errorino.<br \/>\nRisultato: \u201cBene\u201d<br \/>\n<strong>E Fedino si era corretto il voto: \u201cBravissimo\u201d doveva essere e \u201cBravissimo\u201d sarebbe stato.<\/strong><br \/>\nAlla mamma che chiedeva spiegazione su quella strana grafia della maestra, Fedino tranquillamente le aveva risposto che la maestra si era evidentemente sbagliata, pertanto aveva rimediato lui.<br \/>\nSe i due pi\u00f9 grandicelli evidenziavano una spiccata predilezione per la matematica, BriBri, fin da piccolina, aveva buttato i numeri alle ortiche e si dedicava alle lingue straniere.<br \/>\nNon aveva ancora tre anni quando mami la trov\u00f2 che, mentre disegnava, ripeteva frasi in inglese, ascoltando la cassetta del corso dei fratellini, che, evidentemente erano molto meno interessati di lei a questo studio.<br \/>\nIl suo spirito indipendente, inoltre, la piccola BriBri lo aveva dimostrato al nido, quando pretendeva di mettersi da sola il pannolone, saltando sul lettino dove precedentemente lo aveva sistemato.<br \/>\nInutile dire che non ci sarebbe mai riuscita senza l\u2019intervento della Pia, che per\u00f2, non vista, prima di intervenire, assisteva a lungo alla scena.<\/p>\n<p><strong>All\u2019asilo Robicchia aveva avuto il suo primo amore: Alberto o Daniele? Chiss\u00e0! La cosa comunque non ha grande importanza, tanto erano gemelli!<\/strong><br \/>\nFedino invece si era rivelato un grande attore con la frase. \u201c\u00c8 vero, \u00e8 vero! Il manto della Madonna!\u201d<br \/>\nFin da piccolissimi i due avevano affrontato grandi viaggi.<br \/>\nFedino, a venti giorni, era andato a Bologna dagli zii, a sei mesi, con mami e nonna Bru, era andato a Trieste a conoscere i parenti, o forse sarebbe meglio dire a farsi conoscere dai pro-pro-zii. In quell\u2019occasione il ritorno fu piuttosto fortunoso. Si era, infatti, nel novembre del\u201966, il periodo della famosa alluvione, che, oltre a colpire Firenze, aveva colpito anche Veneto e Friuli.<br \/>\nI tre viaggiavano in treno (erano altri tempi!!!) ed il loro fu l\u2019ultimo a passare in mezzo alle campagne allagate. Le forti braccia di nonna Bru sorreggevano l\u2019infanseat in cui riposava il piccolo Fedino, mami allora aveva un ben valido aiuto!<br \/>\nRo a due anni e mezzo gi\u00e0 conosceva il sud della Francia, dove, vedendo il toro ucciso nella corrida, esclam\u00f2: \u201cPovero mucchio! Chiss\u00e0 cosa dir\u00e0 la sua mucchina!\u201d<br \/>\nDi quel viaggio resta un filmato in cui la povera piccola, che indossava un cappottino rosso, \u00e8 inseguita da un toro infuriato. Niente paura: semplicemente babbone aveva riutilizzato, per errore, una pellicola gi\u00e0 impressionata e le due immagini si erano sovrapposte. Comunque l\u2019effetto resta piuttosto divertente.<br \/>\nMolto attenta alle parole dei grandi, Ro traeva le sue conclusioni.<br \/>\nQuando aveva tre anni al cinema assistette ad un western dove tutti ripetevano che il tale era un figlio di p\u2026<br \/>\nIl poveraccio fu infine ucciso e nel silenzio della sala si sent\u00ec la vocina di Ro: \u201cHanno fatto bene ad ucciderlo, era un figlio di p\u2026!\u201d<br \/>\nEvidentemente aveva assimilato il concetto!<br \/>\nBriBri cresceva, mami riprese la scuola e spesso cucciolotta era affidata ai fratellini, che la prendevano in giro, fingendo di essere tristi perch\u00e9 tutti e tre erano stati abbandonati da mami e da babbone.<br \/>\nLa scena era ben simulata, tutto avveniva con aria circospetta, perch\u00e9 la piccola BriBri non sentisse, ma il vero scopo era quello di farla piangere.<br \/>\nIl \u201cgioco\u201d si concludeva con coccole e bracciatone affettuose.<br \/>\nSi sentivano importanti e, molto probabilmente, la educavano alla musica, alla loro musica, infatti parlava appena e gi\u00e0, saltando sul letto, imitava i Pink Floid, urlando \u201cteacher\u2026 lala\u2026 in the wall!\u201d.<br \/>\nAl cinema a Brunico addirittura ball\u00f2 quasi sempre, mentre proiettavano \u201cLa febbre del sabato sera\u201d.<br \/>\nQuale orecchio musicale!<br \/>\nPeccato che la voglia di ballare l\u2019abbia esaurita tutta quella famosa sera.<br \/>\n<strong>BriBri era una grande ammiratrice degli amici di suo fratello, soprattutto di uno, ed \u00e8 rimasta un tormentone la sua frase \u201c\u00c8 belo Tijo!\u201d<\/strong><br \/>\nNido, scuola materna, elementari, medie, il tempo volava, la \u201ccultura\u201d aumentava, per primo Fede dovette scegliere la scuola superiore.<br \/>\nPerch\u00e9 non dedicarsi al settore alberghiero, un cuoco \u00e8 sempre molto richiesto.<br \/>\nMa come , se Fedino, scusate, Fede , non distingueva il prezzemolo dal rosmarino!<br \/>\nAbile nel disegno, forte in matematica, la sua fiaba si conclude sui banchi dell\u2019Istituto per geometri, che abbandon\u00f2 diplomato.<br \/>\nRo aveva avuto la stessa idea, molto prima di lui, ma, una volta diplomata, manifest\u00f2 il desiderio di continuare gli studi e la casetta di mattoni rossi la perse.<br \/>\nLa riaccoglieva soltanto nel fine settimana, finche un bel giorno \u2026Ro, come una rondine, spicc\u00f2 il volo e si costru\u00ec il suo nido altrove.<br \/>\nUn lavoro, una nuova casa ed infine un amore dal quale sboccer\u00e0 presto un fiore: Pagottino\/Vin.<br \/>\nUn terzo della storia \u00e8 finito, direte voi.<br \/>\nNeanche per idea, mami sar\u00e0 nonna e comincer\u00e0 una nuova storia, anche se Fede, da eterno fidanzato, non ha ancora deciso di collaborare.<br \/>\nResta inoltre BriBri (al secolo Bru, dato che anche lei \u00e8 piuttosto cresciuta) e i ricordi si affollano, sempre radiosi.<br \/>\nNon \u00e8 pi\u00f9 la paciocca a cui babbone cantava \u201cBalla, balla, sacchetto di paja\u201d, facendola saltare sulle sue ginocchia, mentre lei rideva e lanciava gridolini di gioia.<br \/>\nMami, facendola galoppare, le ripeteva la filastrocca \u201cCavallin Ror\u00f2\u2026\u201d e la piccola, sobbalzando, sembrava volerne ripetere le parole, oppure, per addormrntarla le canticchiava \u201cDind\u00f2 palot\u2026\u201d<br \/>\nIdalgo, in montagna, le raccontava le filastrocche toscane , mentre Ernesto si divertiva a cambiarla sul prato, nonostante non profumasse proprio di gelsomino.<br \/>\nOggi mami si sente un po\u2019 Cornelia, anche lei ha i suoi gioielli ed ora il suo forziere sta per arricchirsi di un\u2019altra pietra preziosa: Pagottino.<br \/>\n<strong>Un tempo era giovane, magra, scattante.<\/strong><br \/>\nOra, di tutto questo, non ha che la giovent\u00f9 nel cuore, ma serba tanti splendidi ricordi, perch\u00e9 il tempo \u00e8 come il vento, che scompiglia le nuvole, spazza via le gialle foglie d\u2019autunno, fa volare i petali dei fiori di primavera, cancellando quello che ha fatto soffrire e lasciando le cose pi\u00f9 belle.<br \/>\nE domani\u2026ci sar\u00e0 ancora il tempo per un\u2019altra fiaba, che gi\u00e0 comincia ora.<br \/>\nNon pi\u00f9 solo mami, ma futura nonna Gabriella, canter\u00e0 nuove ninnananne e colmer\u00e0 il suo cuore di gioie rinnovate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta, in un paese non troppo lontano, una casetta non troppo piccina, tutta di mattoni rossi, con grandi finestre e tanti balconi, dove le piante cercavano di vivere il meglio possibile, anche se ostacolate da tanti micetti furbastri e perennemente affamati. 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