{"id":114439,"date":"2006-10-23T12:26:37","date_gmt":"2006-10-23T12:26:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/edel-e-wais-e-il-fantasma-dellanima-del-bosco\/"},"modified":"2006-10-23T12:26:37","modified_gmt":"2006-10-23T12:26:37","slug":"edel-e-wais-e-il-fantasma-dellanima-del-bosco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/edel-e-wais-e-il-fantasma-dellanima-del-bosco\/","title":{"rendered":"Edel e Wais e il fantasma dell\u2019anima del bosco"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era tanto tempo fa una piccola ghianda che era caduta da una grande quercia.<br \/>\nUna notte d\u2019autunno si alzarono delle forti raffiche di vento, soffiavano cos\u00ec forte che la piccola ghianda cominci\u00f2 a volare.<br \/>\nBatti di qua batti di l\u00e0, alla ghiandina si era spaccato il suo delicato e tenero guscio.<br \/>\nCadde inesorabilmente in un grande prato alle pendici di una montagna, proprio accanto a lei c\u2019era una famigliola di oramai sbiadite campanelle barbute e vedendola tutta triste cominciarono a tranquillizzarla dicendole che era caduta nel posto pi\u00f9 bello del mondo.<br \/>\nIntanto su  nel cielo cominciarono ad adunarsi dubbiosi e scuri nuvoloni.<br \/>\nDopo un p\u00f2, questi, cominciarono a scaricare grossi e violenti chicchi di ghiaccio sul prato, sulla montagna, nel fiume l\u00ec vicino che impetuoso e carico correva verso valle.<br \/>\nLe  delicate campanelle barbute affievolirono la loro vocina gi\u00e0 esile quando per la povera ghianda giunse il silenzio.<br \/>\nLa terra era tutta scalzata, tutto aveva cambiato aspetto; pareva fosse passato un branco di cinghiali in corsa.<br \/>\nDella povera ghianda non vi era pi\u00f9 traccia.<br \/>\nChiss\u00e0 dove era finita?<br \/>\nPassarono mesi molto freddi quando con i primi tiepidi raggi di sole qualcosa di timido sembr\u00f2 uscire dalla terra.<br \/>\nDelle piccole foglioline cominciarono a stiracchiarsi e a prendere energia sotto la sempre pi\u00f9 calda forza del sole.<br \/>\nChiunque passava di l\u00ec notava la bellezza dei colori e la robustezza dei rami e delle piccole foglie che crescevano e si moltiplicavano.<br \/>\nPassarono gli anni e la piccola ghianda si era trasformata in una bella e florida quercia che con i suoi folti rami solleticava il cielo.<br \/>\nIntanto intorno a lei, altri alberi erano nati e cresciuti, tanti gelsi, salici, castagni, pioppi e roverelle, alberi smisurati e fronzuti, e a terra tanti fiorellini e funghi e variopinte farfalline svolazzavano indisturbate.<br \/>\nUna notte un forte vento si alz\u00f2, un turbinio di forti raffiche.<br \/>\nTutti gli animali del bosco erano nascosti e acchiocciolati  nelle proprie tane.<br \/>\nUn vento sempre pi\u00f9 forte, tanto forte ma cos\u00ec tanto forte che dal cielo caddero due inaspettate stelline: Edel e Wais.<br \/>\nE dove caddero vi domanderete?<br \/>\nRimasero impigliate sui rami alti della grande quercia.<br \/>\nErano cos\u00ec in alto che nemmeno la padrona dei rami se ne era accorta.<br \/>\nAd essere sinceri se ne accorse per\u00f2 la famiglia dei picchi che aveva il nido nella fessura del ramo pi\u00f9 alto della quercia.<br \/>\nLe due stelline si erano talmente abbracciate che agli occhi dei picchi sembravano una sola.<br \/>\nE solo con la forza del becco di mamma picchio riuscirono a staccarsi.<br \/>\nFacevano altro che frignare le povere stelline, sapevano che il tempo con loro sarebbe stato inesorabile, le avrebbe preso tutta la forza e la lucentezza.<br \/>\nSi dovevano sbrigare a ritornare a casa.<br \/>\nMa non sapevano come fare.<br \/>\nDall\u2019alto dei suoi rami la quercia vide la strada da percorrere per salire sulla montagna che le avrebbe ricondotte verso il cielo.<br \/>\nVennero accompagnate da una vecchia guida del bosco, dal merlo che conosceva assai bene la strada.<br \/>\nEra giunta la sera e i tre amici, tutti stanchi, si fermarono sotto le fronde di un vecchio salice.<br \/>\nAll\u2019improvviso: uuuuhhh&#8230; Uuuhhhh &#8230; strasc &#8230; strasc&#8230; vunnnnn &#8230; vunnnn&#8230; strasc strasc\u2026!?<br \/>\nUno strano rumore giungeva dal prato del mulinello, un prato oramai ingiallito, l\u00ec vicino.<br \/>\nVeniva chiamato cos\u00ec dagli animali del bosco perch\u00e9 bastava si levasse qualche alito di vento che questo faceva  sentire tra i rami il suo lamento.<br \/>\nUna eco, forti sibili si diffondevano nel bosco e nella valle ma uuuhhhh &#8230; uhhhuuuhh &#8230; strasc &#8230; strasc &#8230;!<br \/>\nEra un rumore inconsueto.<br \/>\nGli amici uscirono chiotti chiotti dal nascondiglio per vedere cosa stava succedendo quando: cominciarono a tremare come foglie.<br \/>\nNessuno mai aveva visto una cosa simile nel bosco: un  fantasma!<br \/>\nUn fantasma tutto bianco che si dimenava prepotentemente tra i rami degli alberi.<br \/>\nPass\u00f2 di l\u00ec una volpe tutta impaurita con il suo cucciolo in bocca.<br \/>\nEra stata colta dalla bufera prima che potesse tornare alla tana.<br \/>\nPass\u00f2, con gli occhi sgranati, accanto ai tre esserini spauriti, scosse la testa e fugg\u00ec via dileguandosi tra i rovi di biancospino.<br \/>\n&#8220;Paurrrra eh? Paurrrra eh?&#8221; Una voce si fece sentire.<br \/>\nI tre alzarono la testolina e videro un grosso gufo.<br \/>\n&#8220;Quello \u00e8 il fantasma dell\u2019anima del bosco!&#8221; bofonchi\u00f2 il gufo.<br \/>\n&#8220;E a parere mio \u00e8 rimasto impigliato nei rami del vecchio salice e questo non lo pu\u00f2 lasciare libero. Sta impaurendo tutti gli animali del bosco con i suoi sonori grugniti, tutti sono fuggiti e noi non sappiamo come mandarlo via di qua&#8221;.<br \/>\nAi tre amici venne un\u2019idea.<br \/>\nIl merlo torn\u00f2 dalla vecchia quercia, discussero un p\u00f2 e poi torn\u00f2 al prato del mulinello, questa volta non solo per\u00f2.<br \/>\nLo avevano seguito la famiglia dei picchi.<br \/>\nArrivati al prato cominciarono, pur tremando dalla paura, a picchiettare i rami del salice facendo modo che il vento liberasse il fantasma.<br \/>\nMa invano picchiettarono i rami.<br \/>\nIl fantasma aveva preso pi\u00f9 forza e svolazzava indisturbato tra quei fitti rami terrorizzando gli uccellini.<br \/>\nAll\u2019improvviso per\u00f2 un colpo di becco pi\u00f9 deciso di mamma picchio lo fece cadere al suolo.<br \/>\nCominci\u00f2 a piovere e la pioggia lo ferm\u00f2 a terra rendendolo inoffensivo.<br \/>\nPensando che fosse morto, i picchi, il merlo, il gufo, le due stelline, un folto pubblico di animaletti, tutti titubanti, si avvicinarono e, sorpresa delle sorprese il fantasma non era che un &#8230; si fa per dire, innocuo sacchetto bianco di plastica per la  spazzatura.<br \/>\nFecero una grande buca e con immane fatica ve lo misero dentro pur sapendo che non si sarebbe mai distrutto.<br \/>\nTutti felici per\u00f2 tornarono ai loro nidi e le due stelline  con il merlo ripresero il sentiero per la montagna.<br \/>\nLe due stelline avevano affievolito la loro forza e la loro lucentezza ma non si diedero per vinte.<br \/>\nImperterrite cominciarono a salire la montagna sopra il bosco con il loro amico merlo; quando dall\u2019alto  sentirono dei richiami: era l\u2019amica aquila che era venuta a sostituire il merlo per accompagnare le stelline sulla cima della montagna.<br \/>\nLe stelline erano per\u00f2 esauste.<br \/>\nSalirono ancora, incitate dai gridi delle altre aquile e si fermarono a riposare sopra un costone.<br \/>\nErano sfinite.<br \/>\nSi abbracciarono e intanto era giunta la notte.<br \/>\nIl mattino seguente, in quel mattino d\u2019inverno, l\u2019aquila torn\u00f2 a prenderle ma al loro posto trov\u00f2 un fiore che sembravano due, tutto bianco e vellutato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era tanto tempo fa una piccola ghianda che era caduta da una grande quercia. 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