{"id":114471,"date":"2006-10-30T12:27:56","date_gmt":"2006-10-30T12:27:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/monna-lisa-smile\/"},"modified":"2006-10-30T12:27:56","modified_gmt":"2006-10-30T12:27:56","slug":"monna-lisa-smile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/monna-lisa-smile\/","title":{"rendered":"Monna Lisa smile"},"content":{"rendered":"<p>Quell\u2019anno l\u2019aveva voluto dipinto di giallo, quel balcone a lei tanto caro.<br \/>\nLa casa si affacciava col veroncino sopra il porto, e lei, Monna Lisa, se ne stava l\u00ec, a contemplar, a giornate, riparata dal sole da una vite americana che si avviluppava ad una ragnatela di fili di ferro.<br \/>\nL\u00ec a veder sciamare sul mare le bianche paranze, un mare verde smeraldo acceso dalle scarlatte vele latine.<br \/>\nVoleva essere come la vela nel vento.<br \/>\nLisetta, dalle gambe inerti, sulla sua carrozzella osservava il mare; da lass\u00f9, come una regina sul trono, un\u2019oratrice sul pulpito.<br \/>\nQuel mare a cui chiedeva dove avesse la sua  fine, quali sponde toccasse, quante lacrime avesse accolto.<br \/>\nEra in sintonia con quell\u2019amico.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 sei arrabbiato?&#8221; sembrava chiedergli la piccola quando lo vedeva cambiar di colore.<br \/>\nI pescatori, intenti a sistemar tramagli, la salutavano dal basso con un dolce chioccolio e lei con il suo sorriso enigmatico rispondeva.<br \/>\nEra diventata la &#8220;Gioconda&#8221; per quegli arditi del mare.<br \/>\nSe pioveva o tirava vento Lisetta rimaneva dietro la finestra, come incorniciata, e osservava quegli uomini cupi dai visi mori e rugosi.<br \/>\nRaramente usciva, ma d\u2019estate la si scorgeva leggere, poi riposare i suoi occhi grandi, chinare il capo ed assopirsi, stanca, come se avesse corso, veramente.<br \/>\nNon pareva soffrirne tanto delle sue condizioni, a volte sembrava lieta e spensierata, di quella spensieratezza che trascina i bimbi, lei piccola e cara, s\u00ec s\u00ec, esprimeva desideri irrealizzabili, ma tornava alla realt\u00e0 cos\u00ec velocemente che&#8230;<br \/>\nIl nonno le stava vicino, l\u2019adorava, quel piccolo fiore dallo stelo sciupato.<br \/>\nAnche lui era stato pescatore e nelle brutte giornate, quando erano costretti tra le quattro mura, raccontava a Lisetta il suo passato.<br \/>\nQuel passato fatto di giornate magre, di sole, di lune, di bollettini meteorologici, perturbazioni, di attese.<br \/>\nUn fresco mattino d\u2019estate si ritrovarono lungo il porto, profumava di pittosporo la leggera brezza di grecale.<br \/>\nQuesta sfiorava il mare armonizzando le piccole onde che arrivavano lunghe, profonde, sulla battigia; e invece, sugli scogli, creste di  schiuma si insinuavano tra le rocce emergenti, sussurrando un impercettibile canto.<br \/>\nLa bambina scrutava la costa come una donna  grande; osservava i pescatori.<br \/>\nQualcuno di loro aveva posizionato le lenze nell\u2019acqua lungo il pontile e sul mare si vedevano i piccoli galleggianti multicolori, cullati come da una ninna nanna.<br \/>\nLa faccina abbronzata, le ginocchia ossute coperte da un velo di trina: a chi la guardava ispirava tanta tenerezza.<br \/>\nI pescatori non sospettavano minimamente che quel visetto tanto dolce nascondesse una personcina scaltra e furba: aveva rubato con gli occhi tutto quello che sapeva sulla pesca; aveva osservato il nonno e i pescatori, l\u00ec, tutto intorno.<br \/>\nUn pescatore tir\u00f2 su un grosso gronco: il pesce guizzava animatamente tra le sue mani, avido egli lo slam\u00f2 e lo mise nel suo cesto, all\u2019ombra, coperto con uno straccio umido.<br \/>\nLa bambina chiese di essere accompagnata vicino al fortunato pescatore, mont\u00f2 la sua lenza e la lanci\u00f2 in mare; l\u2019uomo la guard\u00f2 e si gratt\u00f2 la testa riccioluta, pensieroso.<br \/>\nDopo poco la canna della piccola cominci\u00f2 a tremare, ad incurvarsi.<br \/>\nCon un colpo deciso Lisetta tir\u00f2 a s\u00e9 una spigola, argentata, lucente.<br \/>\nIl pesce penzolava da quella canna come un trofeo, una preda agognata.<br \/>\nLa bambina dimostrava la felicit\u00e0 quasi balzando sopra quella carrozzella, il nonno le corse incontro, credette di morire dalla contentezza e la baci\u00f2 e l\u2019abbracci\u00f2.<br \/>\nSoddisfatti i due si avviarono verso casa.<br \/>\nUna folla di curiosi si era intanto formata sul pontile.<br \/>\nMa che fortuna la &#8220;Gioconda&#8221;, avete visto che pesce?<br \/>\nSi bisbigliava tra la folla.<br \/>\nAh&#8230; s\u00ec, s\u00ec!! Un bel pesce veramente, e poi una spigola, pesce pregiato!<br \/>\nPassava di l\u00ec Geng\u00e8, un pensionato venuto dal Umbria, aveva deciso di passare un lungo periodo al mare per riposarsi.<br \/>\nPasseggiava, e volontariamente si mise ad ascoltare i pescatori.<br \/>\nAllungava la testa e drizzava le orecchie per udire il perch\u00e9 di tanto clamore.<br \/>\nMa cosa sar\u00e0 successo? Chi sar\u00e0 questa Gioconda?<br \/>\nSi domand\u00f2 Geng\u00e8.<br \/>\nPassarono i giorni e sempre pi\u00f9 spesso il pensionato praticava il molo, elargendo gratuiti consigli ai giovani pescatori che sbuffavano spazientiti, proprio come un vecchio lupo di mare e si sa, questo, ai pescatori non piace.<br \/>\nUn giorno decise di comprarsi una canna da pesca pure lui.<br \/>\nMa di pesca non ne capiva niente.<br \/>\n&#8220;Salsiccia, pane e salsiccia, mia moglie mi ha preparato questo per oggi!&#8221; disse languidamente Omero.<br \/>\n&#8220;Io invece ho pane e acciughe, ben condito!&#8221;, aggiunse sussurrando Albertone.<br \/>\nGeng\u00e8 sempre interessato ascoltava quei discorsi molto ambigui.<br \/>\nI due pescatori si stavano prendendo gioco di lui.<br \/>\n&#8220;S\u00ec, s\u00ec, \u00e8 proprio quello che ci vuole per una bella pescata!<br \/>\nPesci grossi vedrai abboccheranno, te lo garantisco io caro Omero! Pesci grossi a volont\u00e0 !&#8221; sghigniazz\u00f2 Albertone.<br \/>\nIl mattino seguente, di buon\u2019 ora, i due burlacchioni videro presentarsi di tutto punto il povero Geng\u00e8.<br \/>\nStivaloni, occhiali, cappello, canna da lancio, ami e galleggianti,  guadino e un bel paniere per appoggiaci il pescato, da tenerlo bene in vista.<br \/>\nGeng\u00e8 cominci\u00f2 a preparare la pastura: pan carr\u00e8, salsiccia e acciughe, tutto insieme, una bella miscela.<br \/>\nNe prese un p\u00f2 e l\u2019avvolse ben bene all\u2019amo,  lanci\u00f2 e cominci\u00f2 a sperare.<br \/>\nIntanto i due pescatori: &#8220;Hai visto la Gioconda che bella pescata ieri? Quella, pesca pi\u00f9 di tutti noi messi insieme. Ha poca esperienza ma \u00e8 furba s\u00ec s\u00ec se \u00e8 furba!&#8221;<br \/>\n&#8220;Una spigola di 3 etti, una mormora di quasi mezzo chilo, bella pescata davvero! E poi con quel sorrisetto che sembra prenderti in giro! Proprio cos\u00ec in giro! La signorinella!&#8221;<br \/>\nGeng\u00e8 ascoltava, sempre pi\u00f9 intrigato, e si domandava chi fosse questa Gioconda, quando all\u2019improvviso sent\u00ec vibrare la canna, una toccata all\u2019esca poi un\u2019altra, un\u2019altra ancora.<br \/>\nI due pescatori, un p\u00f2 sconcertati, cercarono di aiutare il collega che tutto agitato non sapeva  cosa fare.<br \/>\nUno prese il guadino, l\u2019altro aiut\u00f2 Geng\u00e8 a tenere la canna che si fletteva sempre pi\u00f9.<br \/>\nUna spigola usc\u00ec dall\u2019acqua; una spigola chiara: sar\u00e0 stata un chilo, bella, grossa, guizzante.<br \/>\nGeng\u00e8 e gli altri, colti alla sprovvista,  videro per\u00f2 sfumare l\u2019occasione:  la spigola con un colpo di coda si slam\u00f2, scivolando nel  bianco e blu dei flutti intorno agli scogli.<br \/>\nNon poteva essere vero, pensarono i due.<br \/>\n&#8220;Ma le spigole mangiano pane e salsiccia?&#8221; disse Omero.<br \/>\n&#8220;Boh! Per quanto ne so ora s\u00ec! Si saranno globalizzate anche loro, che ti devo dire, qui cambia tutto!&#8221; dichiar\u00f2 l\u2019amico Geng\u00e8, pi\u00f9 deluso che mai, radun\u00f2 la sua roba e tutto impettito se ne and\u00f2.<br \/>\nIl giorno dopo per\u00f2, il nostro novello ed imperterrito pescatore e sempre di buon\u2019ora, torn\u00f2 al molo.<br \/>\nSi posizion\u00f2 nello stesso punto del giorno prima e  vide arrivare Lisa con il nonno.<br \/>\nTranquillo dette loro il buon giorno e Lisetta, nel frattempo, gli si mise a pochi metri, lui non se ne cur\u00f2 minimamente.<br \/>\nI pescatori vicini guardarono la scena e uno di loro si gratt\u00f2 la testa riccioluta dal salmastro, pensieroso.<br \/>\nGeng\u00e8 ripet\u00e9 le cose fatte il giorno prima: stessa tecnica stesso materiale stessa attesa, quando all\u2019improvviso la canna di Lisetta cominci\u00f2 a muoversi.<br \/>\nAnche quella di Geng\u00e8, tutte e due, alternate: prima una poi l\u2019altra.<br \/>\n&#8220;Cosa usi per esca bella bambina?&#8221;, domando Geng\u00e8 a Lisetta.<br \/>\n&#8220;Oggi ho preparato con il nonno pan carr\u00e8 e sarda, delle volte uso l\u2019arenicola ma oggi questo!&#8221; Rispose esperta la piccola aggiustandosi il suo cappello sbiadito calato sugli occhi.<br \/>\nMentre erano intenti nell\u2019attesa qualche cosa di grosso si mosse vicino allo scoglio.<br \/>\nLisetta spost\u00f2 velocemente la sua lenza, anticipando Geng\u00e8 che aveva notato il movimento repentino nell\u2019acqua con la coda dell\u2019occhio.<br \/>\nLa canna della bimba si pieg\u00f2, sempre pi\u00f9.<br \/>\nLisa allent\u00f2 il mulinello, poi riavvolse  rapidamente il filo e tir\u00f2 a s\u00e9 la canna.<br \/>\nDi nuovo il pesce fece sfrizionare velocemente  il mulinello, e port\u00f2 la lenza gi\u00f9, gi\u00f9 gi\u00f9,  sul fondo.<br \/>\nLa piccola quasi recuper\u00f2 il pesce che si divincolava nell\u2019acqua e dopo un po\u2019 tir\u00f2 su una spigola oramai stremata, forse la stessa del giorno prima, quella che era sfuggita a Geng\u00e8.<br \/>\nLa bambina soddisfatta la teneva stretta alla testa con le mani; il pesce si dibatteva, il nonno la aiut\u00f2 a metterlo nel cesto, l\u00ec, sotto gli occhi di Geng\u00e8 che era rimasto come allocchito.<br \/>\nLa piccola e il nonno tutti giulivi lo salutarono e lui, rimasto senza parole, li guard\u00f2 allontanarsi scuotendo la testa.<br \/>\nGirandosi incontr\u00f2 gli sguardi dei suoi colleghi pescatori: sbuff\u00f2 e alz\u00f2 le spalle desolato.<br \/>\nPoi si rigir\u00f2 all\u2019improvviso come se si fosse dimenticato di qualche cosa, affannato corse verso la bambina e le disse: &#8220;Scusa piccola ma come ti chiami?&#8221;<br \/>\nE lei, con un battito di ciglia : &#8220;Monna Lisa&#8221; e sorrise.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quell\u2019anno l\u2019aveva voluto dipinto di giallo, quel balcone a lei tanto caro. 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