{"id":116091,"date":"2007-12-06T11:32:13","date_gmt":"2007-12-06T11:32:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/ciuffol-e-corolla\/"},"modified":"2007-12-06T11:32:13","modified_gmt":"2007-12-06T11:32:13","slug":"ciuffol-e-corolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/ciuffol-e-corolla\/","title":{"rendered":"Ciuffol e Corolla"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta uno gnomo con una grossa massa di capelli e un grosso ciuffo sulla fronte. Questo gnomo, non a caso, si chiamava Ciufoll. Era nato in un piccolo villaggio, poco lontano da un altro villaggio, dove viveva una gnoma di nome Corolla.<br \/>\nCorolla ogni notte andava sulle rive del fiume e piangeva sognando e aspettando il suo \u201cgnomo azzurro\u201d. Raccoglieva foglie su foglie e vi scriveva lettere d\u2019amore che poi affidava alla corrente del fiume. Raccoglieva anche fiori per farne ghirlande bellissime per il suo futuro sposo. Ma quando il sole sorgeva e lei tornava al villaggio tutto era come prima: i soliti gnomi, il solito tran tran.<br \/>\nNel villaggio vicino le cose non erano tanto diverse, il povero Ciuffol era stufo di star solo. Faceva tutto da solo: si svegliava da solo, faceva colazione da solo, si lavava al fiume da solo, andava a lavoro da solo, lavorava da solo, tornava a casa da solo, pranzava da solo, guardava la tv da solo, povero gnomo capellone!!! D\u2019altronde il nostro eroe era solo perch\u00e9 aveva degli orari un po\u2019 diversi dagli altri gnomi del villaggio. Ciuffol faceva il pane, il nostro gnomo parruccone era un panettiere. Quindi la sera, quando tutti si ritrovavano per cenare insieme, lui doveva andare alla bottega a preparare tutto. Mentre tutti dormivano, Ciuffol era sveglio e lavorava solo soletto. Finiva verso le 5 del mattino, e quando tutti si svegliavano, lui tornava a casa, e quando gli altri uscivano da casa, lui era gi\u00e0 nel suo lettino a dormire e cos\u00ec Ciuffol era sempre solo.<br \/>\nPi\u00f9 o meno la vita di Corolla. Tutta la notte restava sveglia sulla riva del fiume a scrivere lettere e a fare ghirlande per il suo futuro immaginario amore. E durante il giorno la gnoma dormiva, sprofondava in un sonno profondo. Ma visto che anche lei viveva da sola, nessuno le faceva domande sulle sue strane abitudini.<br \/>\nCiuffol e Corolla cos\u00ec erano svegli di notte e dormivamo di giorno. Vivevano una vita al contrario rispetto agli altri gnomi del villaggio.<br \/>\nMa una sera Corolla and\u00f2 come al solito sulle rive del fiume, quando ad un tratto cominci\u00f2 a soffiare un vento forte, forte. Un vento, per\u00f2, che profumava, e s\u00ec, il vento sapeva di buono. La pancia di Corolla cominci\u00f2 a borbottare: che fame!! Cos\u00ec la gnoma, che aveva un naso grande con delle narici larghe che poteva sentire tutti i pi\u00f9 piccoli odori, decise di seguire la scia profumata. E indovinate di cosa sapeva il vento? Il vento odorava di pane, caldo e croccante, di quello appena sfornato.<br \/>\nE chi \u00e8 il panettiere che noi conosciamo?<br \/>\nCiuffol. Lo gnomo capellone che quella sera era pi\u00f9 triste e di cattivo umore del solito, era stufo di stare da solo, cos\u00ec quella sera aveva un muso lungo, lungo.<br \/>\nCorolla cammin\u00f2, cammin\u00f2 finch\u00e9 non arriv\u00f2 alla porta della bottega. Era una porta grande, di legno di quercia, bella robusta, l\u2019odore cos\u00ec appetitoso usciva proprio da l\u00ec.<br \/>\nCorolla aveva sempre pi\u00f9 fame. Cos\u00ec, cominci\u00f2 a bussare forte perch\u00e9 la porta era pesante e spessa. Ma nessuno venne ad aprirle. Eppure lei era sicura che l\u00ec ci fosse qualcuno, attraverso le fessure del legno vedeva una luce. Riprov\u00f2, e questa volta, per fare pi\u00f9 rumore e non farsi male alle nocche delle dita, prese un sasso. La quercia, sapete, \u00e8 un albero assai robusto e forte. E come se non bastasse il picchiare del sasso sull\u2019uscio, aggiunse anche la sua vociona: Eil\u00e0 c\u2019\u00e8 qualcuno, aprite, aprite!!!<br \/>\nIl povero, triste, solo, e arrabbiato Ciuffol, questa volta sent\u00ec. Trasal\u00ec, era quasi spaventato. Da tempo, infatti, non parlava pi\u00f9 con nessuno e poi chi poteva essere sveglio a quell\u2019ora della notte? Chi poteva cercare proprio lui? Ciuffol si fece coraggio e and\u00f2 ad aprire, non era convinto che facesse la cosa giusta, e quando non era  convinto che una cosa fosse giusta si grattava la testa. Proprio come adesso. Stava salendo le scale, s\u00ec perch\u00e9 il pane Ciuffol lo cuoceva nella sua cucina speciale sotto terra. La bottega, infatti, si trovava nel tronco di un albero, una quercia appunto. \u201cArrivo, arrivo!\u201d &#8211; disse Ciuffol. Prese un bel respiro e apr\u00ec. Ed ecco l\u00ec, nel buio della foresta, illuminata solo dal chiarore della luna e da qualche lucciola peregrina uno gnomo, anzi una gnoma, anzi una bella gnoma. A Ciuffol faceva piacere vedere un suo simile, ma stranamente invece di dimostrare il suo piacere, non si sa come e non si sa perch\u00e9, lo stesso Ciuffol non lo sapeva, gli usc\u00ec una vociona cattiva che tuon\u00f2: \u201cCosa vuoi, non si pu\u00f2 mai stare in pace, io sto lavorando e che credi? A quest\u2019ora di notte, poi! Uff!\u201d E richiuse la porta.<br \/>\nFiguratevi la povera Corolla! Aveva una fame allucinante e i rumori della sua panciotta si sentivano parecchio, talmente tanto che Ciuffol che stava riscendendo le scale si chiese che cavolo fosse quello strano rumore! \u201cMah, sar\u00e0 qualche animale che non conosco\u201d.<br \/>\nCorolla non intendeva arrendersi, la fame era troppa, non ci vedeva davvero dalla fame, l\u2019appetito la rendeva talmente cieca da non realizzare completamente che davanti a lei c\u2019era stato uno gnomo, uno gnomo maschio, uno gnomo carino, capellone ma bellino, quello gnomo, quello che lei sognava e chiamava tutte le sere sulla riva del fiume, quello a cui scriveva lettere d\u2019amore sulle foglie pi\u00f9 belle, quello per cui realizzava, con le sue manine bellissime, ghirlande di fiori.<br \/>\nBuss\u00f2 ancora, buss\u00f2 come un\u2019amazzone, come una guerriera, non era intenzionata ad andarsene prima di aver assaggiato almeno una trentina di pagnotte calde e croccanti. E mentre bussava pensava proprio a questa cose, alle pagnotte. Il pensiero di trenta panini la fecero bussare forte, ma talmente forte che Ciuffol all\u2019inizio pens\u00f2 che tuonava, poi che grandinasse, poi che un gruppo di picchi stesse letteralmente trapanando la sua porta. Cos\u00ec torn\u00f2 al piano di sopra.<br \/>\nApr\u00ec la porta e per poco non si prendeva un pugno in faccia. Corolla, questa, volta non lo lasci\u00f2 parlare e disse di corsa a voce alta: 30 pagnotte. Voglio tren-ta pa-gnot-te. E appena fin\u00ec di dire pagnotte, la sua panciotta emise il solito rumore. Ciuffol che aveva una smorfia cattiva sul viso, si sciolse in una fragorosa risata. E Corolla, visto l\u2019entusiasmo lo segu\u00ec e rise. Risero e risero, avevano ancora le lacrime agli occhi quando Ciuffol la invit\u00f2 ad entrare. Scesero gi\u00f9 nella cucina sotterranea del panettiere.<br \/>\nCiuffol prese subito le pagnotte pi\u00f9 grandi, calde e dorate. Corolla non fece altro che aprire la grossa bocca e ingoiarle letteralmente una dopo l\u2019atra. Si abbuff\u00f2. Ciuffol aveva preso solo 5 pagnotte, ma Corolla non appena aveva finito la quinta con la bocca ancora piena diceva:   \u201cAncora, ancora!\u201d. Ciuffol ne prese altre 5, ma alla quinta Ciolla diceva: \u201cAncora, ancora!\u201d. Arriv\u00f2 davvero a mangiare trenta pagnotte. Ciuffol rimase stupito. Prese un foglio e le fece il conto: sono 8 monete. Ma Corolla non aveva soldi, viveva di frutta e verdura, quella che trovava nella foresta, lei non lavorava, lei si preparava solo per accogliere il grande amore, lo gnomo azzurro. Se avesse lavorato come si sarebbe accorta dello gnomo azzurro? Lui sarebbe arrivato proprio mentre lei era andata a fare una fotocopia o a spedire un fax. Cos\u00ec disse: \u201cMi dispiace, ma non ho soldi per pagarti\u201d. Ciuffol, invece di dire \u201cmi basta la tua compagnia, sai sono sempre solo\u201d, and\u00f2 su tutte le furie. Cos\u00ec Corolla, che con la pancia piena riusciva a pensare meglio del solito, disse: \u201cPossiamo fare un baratto: io nella mia borsa ho delle bellissime ghirlande di fiori che tu puoi vendere ai tuoi clienti e poi ho delle lettere bellissime, lettere che tu puoi leggere la sera, mentre aspetti che si cuocia il pane\u201d. A Ciuffol non sembr\u00f2 un cattivo scambio cos\u00ec accett\u00f2.<br \/>\nLe ghirlande di Corolla furono molto apprezzate. In ogni sacco di pane Ciuffol ne metteva una. Ora in ogni casa del villaggio appesa alla porta c\u2019erano le bellissime e coloratissime ghirlande di fiori di Corolla. \u201cIl villaggio ora ha un\u2019aria cos\u00ec allegra!\u201d. Pensava tra s\u00e9 Ciuffol mentre tornava a casa. Ma ci\u00f2 che davvero gli scaldava il cuore, almeno cominciava a scaldarglielo, erano le lettere di Corolla. Mentre metteva a cuocere il pane, si sedeva su uno sgabello ancora con il grembiule addosso e alla luce di una candela leggeva. Leggeva parole gentili, parole dolci, accoglienti, parole d\u2019amore. Era come sognare ad occhi aperti, quasi quasi cominciava a credere che quelle parole fossero destinate a lui.<br \/>\nCorolla, come al solito, andava sulla riva del fiume e raccoglieva fiori per realizzare ghirlande e raccoglieva foglie per scriverci sopra bellissime lettere. Ghirlande e foglie letterose finivano ogni settimana nelle mani di Ciuffol. Eh gi\u00e0, perch\u00e9 ogni gioved\u00ec Corolla andava nella bottega di Ciuffol a rimpinzarsi di pagnotte. In cambio delle leccornie gli portava le sue creazioni. Ad ogni baratto, per\u00f2, i due avevano cominciato anche a parlarsi, a raccontarsi delle storie, a farsi grasse risate. Insomma si facevano compagnia!  E pian piano Corolla, mentre era sulla riva del fiume a scrivere le sue lettere, si accorse che mentre scriveva pensava a Ciuffol. \u201cChe strano!\u201d<br \/>\nCiuffol d\u2019altro canto, mentre impastava il pane non faceva altro che guardare il calendario e controllare quanti giorni, ore, minuti, secondi e frazioni di secondi mancassero al gioved\u00ec.<br \/>\nCome non vi ricordate pi\u00f9 cosa succede gioved\u00ec? E\u2019 il giorno in cui i nostri due gnomi si incontrano. \u201cChe bello sarebbe se Corolla venisse qui tutte le sere a farmi compagnia! Mi piace il suo appetito e quella bocca gigantesca..ah, ah, ah..che risate!!\u201d.<br \/>\nIntanto nel villaggio accanto, sulla riva del fiume anche Corolla pensava lo stesso: \u201cUffa, vabb\u00e9 passeggiare nel bosco, vabb\u00e9 scrivere lettere e fare ghirlande\u2026per\u00f2 non sarebbe pi\u00f9 bello andare a trovare Ciuffol tutte le sere per farmi quattro chiacchiere?\u201d.<br \/>\nPer una strana combinazione di atomi e di pensieri i due ebbero la stessa idea nello stesso tempo: NON SONO PIU\u2019 SOLO! NON SONO PIU\u2019 SOLA!!<br \/>\nCorolla aveva trovato il suo gnomo azzurro, lo gnomo che aveva tanto cercato, quello con cui trascorrere le sue giornate, quello da amare e Ciuffol aveva trovato qualcuno che non dormiva di notte come tutti, ma faceva i suoi stessi orari, qualcuno che lo faceva ridere, che gli faceva provare tenerezza.<br \/>\nCiuffol allora si strapp\u00f2 il grembiule di dosso e cominci\u00f2 a correre verso la porta, faceva le scale a due a due. Anche Corolla, lasci\u00f2 sul prato ghirlande e lettere  e corse verso il villaggio di Ciuffol, verso la sua bottega.<br \/>\nI due si incontrarono proprio a met\u00e0 strada, sul confine tra un villaggio e l\u2019altro\u2026che corsa! Che fiatone!\u201d. Si fermarono uno di fronte all\u2019altro, ma non riuscivano a parlare. Ciuffol faceva dei gesti, ora si passava una mano sulla fronte, come per dire \u201cmeno male che ti ho trovata\u201d; ora mostrava il palmo della mano, come per dire \u201caspetta\u201d e sorrideva, sorrideva felice.<br \/>\nAnche Corolla emozionata come una bambina non era da meno. Nonostante il fiatone continuava a saltellare e a portarsi le mani alla bocca per mandare baci e baci e baci al suo Ciuffol.<br \/>\n\u201cOh, Ciuffol, oh, stavo venendo da te\u2026ecco, lasciami respirare, ecco s\u00ec, ora ce la faccio a parlare\u201d\u2026, ma non ce la faceva. L\u2019unica cosa che riusc\u00ec a dire fu \u201c\u2026oh, mi \u00e8 venuta anche una fame! Mannaggia!\u201d Ciuffol che si aspettava di sentire parole dolci come quelle scritte da Corolla sulle foglie scoppi\u00f2 a ridere. Cos\u00ec cominci\u00f2 a ridere anche Corolla, che si accorse di essere stata ben poco romantica.  Risero cos\u00ec tanto che finirono con il buttarsi per terra, si sdraiarono con le gambe in aria tanto si sbellicavano dalle risate.<br \/>\nChe coppia!<br \/>\nDa quella sera Ciuffol e Corolla non si separarono mai pi\u00f9. Corolla divent\u00f2 l\u2019aiutante, anzi diciamolo pure, l\u2019assaggiatrice ufficiale della panetteria di Ciuffol. Ma da quel giorno il pane di Ciuffol, sensibile delle risate, dell\u2019allegria e dell\u2019amore dei due gnomi, divenne molto pi\u00f9 buono, tanto pi\u00f9 buono che persino qualche fortunato umano riusc\u00ec a comprare il pane di Ciuffol. Provate a chiedere al vostro panettiere i bocconcini, se sono croccanti e con una forma simpatica, sono quelli fatti da Ciuffol e Corolla.  Buon appetito!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta uno gnomo con una grossa massa di capelli e un grosso ciuffo sulla fronte. Questo gnomo, non a caso, si chiamava Ciufoll. Era nato in un piccolo villaggio, poco lontano da un altro villaggio, dove viveva una gnoma di nome Corolla. 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