{"id":118193,"date":"2008-04-30T11:55:05","date_gmt":"2008-04-30T11:55:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/odissea\/"},"modified":"2008-04-30T11:55:05","modified_gmt":"2008-04-30T11:55:05","slug":"odissea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/odissea\/","title":{"rendered":"Odissea"},"content":{"rendered":"<p>Tutto ebbe inizio con il rapimento di Elena, da parte di Paride, un principe troiano.<br \/>\nElena, regina di Sparta, era ritenuta la donna pi\u00f9 bella del mondo. Il marito di questa, Menelao, grazie all&#8217;aiuto del fratello Agamennone radun\u00f2 un incredibile esercito, formato dai maggiori comandanti dei regni greci e dai loro sudditi, muovendo cos\u00ec guerra contro Troia. Il conflitto dur\u00f2 all&#8217;incirca dieci anni. Fra le vittime pi\u00f9 celebri l&#8217;invincibile Achille, principe di Ftia, ed Ettore, figlio del re Priamo. La citt\u00e0 venne infine conquistata non con un atto di forza, ma con un inganno macchinato dall&#8217;astuto Ulisse, re di Itaca.<br \/>\nE cos\u00ec Ulisse, conquistata Troia, part\u00ec e una ad una le vele delle sue navi scomparirono all\u2019orizzonte.<br \/>\nE dov\u2019\u00e8 se ne sar\u00e0 andato vi domanderete voi?<br \/>\nLo sanno gli dei, perch\u00e9 il destino degli uomini \u00e8 nelle mani di Zeus, re di tutti gli dei.<br \/>\nPrima di partire per la guerra di Troia, Ulisse aveva sposato una donna molto bella e saggia di nome Penelope e avevano avuto un figlio: Telemaco.<br \/>\nVisto che Ulisse non torn\u00f2 subito a casa dopo la sconfitta di Troia, una quarantina di giovani nobili, i Proci, credendo che Ulisse fosse morto, si erano fatti avanti per chiedere la mano di Penelope. Telemaco era cresciuto, aveva 20 anni e non aveva quasi mai visto il suo babbo Ulisse.<br \/>\nQuei giovani Proci, si comportarono in maniera indegna e in casa di Ulisse facevano da padroni. Dormivano nelle sue stanze, mangiavano ai sui tavoli, usavano le sue armi, insomma sembravano proprio a casa loro.<br \/>\nE dicevano a Penelope: &#8220;Penelope, tuo marito Ulisse \u00e8 ormai morto, \u00e8 inutile che tu lo aspetti ancora. Scegli uno di noi come sposo&#8221;.<br \/>\nPenelope, anche lei furba, inizi\u00f2 a tessere una tela in-ter-mi-na-bi-le.<br \/>\n&#8220;Quando avr\u00f2 finito di tesserla, sceglier\u00f2 tra voi il mio nuovo sposo, abbiate pazienza!&#8221; Rispondeva Penelope.<br \/>\nMa la regina di notte disfaceva la tela tessuta il giorno.<br \/>\nPoi per\u00f2, qualcuno se ne accorse e: &#8220;Penelope, abbiamo scoperto che di notte disfi quanto tessi di giorno. Ora basta, devi scegliere uno di noi come sposo!&#8221;<br \/>\nIntanto alla corte di Zeus, Athena, la dea Pallade, mise a conoscenza di tale situazione il padre Zeus e insistette perch\u00e9 questi facilitasse il ritorno di Ulisse, prigioniero della bella ninfa di nome Calipso.<br \/>\nZeus chiam\u00f2 Ermes, il suo messaggero e lo fece volare da Calipso, che intanto si era innamorata del re di Itaca, e le fece dire che il re di tutti gli dei le ordinava di liberarlo.<br \/>\nE poi mand\u00f2 Athena, sotto mentite spoglie, da Telemaco figlio di Ulisse e lo convinse ad andare a cercare suo padre.<br \/>\n&#8220;Telemaco, sii forte e ardito&#8221;, lo incoraggi\u00f2,  &#8220;sali sopra una rapida nave e abbi fiducia in te&#8221;.<br \/>\nTemerario come suo padre Telemaco radun\u00f2 alcuni amici fidati e chiese loro:<br \/>\n&#8220;Amici miei, partir\u00f2 alla ricerca di mio padre, volete seguirmi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Telemaco, noi siamo con te&#8221;, risposero i suoi amici.<br \/>\nCos\u00ec prepararono in fretta una nave e senza dir nulla a nessuno e partirono.<br \/>\nNel frattempo, il messaggero Ermes, aveva raggiunto la ninfa Calipso e le rifer\u00ec gli ordini di Zeus. La ninfa amava Ulisse ma con le lacrime agli occhi ubbid\u00ec e liber\u00f2 il suo prigioniero. Cos\u00ec in pochi giorni i marinai con Ulisse fecero una zattera e partirono.<br \/>\nDopo tre settimane di tranquilla navigazione, quando Ulisse e i suoi amici erano prossimi alla terraferma, il dio del mare, Poseidone, si accorse che su quella zattera c\u2019era proprio lui, Ulisse, in carne ed ossa. Poseidone era arrabbiatissimo con lui perch\u00e9 aveva ucciso il figlio Polifemo;  e il dio del mare url\u00f2:<br \/>\n&#8220;Scendi notte, venti accorrete in tumulto e cominciate a gonfiare e schiantare onde su onde verso l\u2019imbarcazione di quei dannati.<br \/>\nTurbini&#8230; Diluvio&#8230; Tempestaaaaa&#8230;&#8221;<br \/>\nIn breve fece disperdere i tronchi con cui era fatta la zattera di Ulisse.<br \/>\nUlisse, ormai stremato nelle forze, riusc\u00ec  per\u00f2 ad aggrapparsi a uno di essi e con tutta la forza che aveva resistette finch\u00e9 le acque  non si calmarono.<br \/>\nLe onde e i venti lo portarono ad arenarsi su una spiaggia dove sfinito si addorment\u00f2.<br \/>\nDopo alcune ore, grida gioiose di fanciulle, lo svegliarono:<br \/>\n&#8220;Aiuto Nausicaa&#8221;, grid\u00f2 una di esse, &#8220;\u00e8 qui disteso un uomo ricoperto di alghe, sembra respiri ancora&#8221;.<br \/>\nLa bella principessa Nausicaa, capelli lunghi raccolti e con occhi neri neri neri, si chin\u00f2 su quell\u2019uomo misterioso e rivolgendosi  ad  egli con voce dolcissima:<br \/>\n&#8220;Sappi, straniero, che sei giunto nella terra dei Feaci sui quali regna Alcinoo, mio padre. Vedo che non sei un nemico, andando in quella direzione potrai raggiungere la reggia della mia famiglia&#8221;.<br \/>\nUlisse si incammin\u00f2 e, con l\u2019aiuto di Athena invisibile, arriv\u00f2 al palazzo di Alcinoo, dove venne accolto benevolmente. Il re pens\u00f2 che quell\u2019uomo era giunto fino a lui perch\u00e9 l\u2019aveva mandato Zeus.<br \/>\nInterrogato dalla moglie di Alcinoo, Ulisse inizi\u00f2 a raccontare le lunghe peripezie che lo avevano portato verso quella corte: la prigionia presso Calipso, il naufragio per la forte tempesta, l\u2019approdo all\u2019isola e l\u2019incontro con Nausicaa. Ma il re, accortosi della stanchezza dell\u2019uomo che aveva accolto, ordin\u00f2 ai suoi servi di preparargli un giaciglio e fece una promessa ad Ulisse:<br \/>\n&#8220;Domani avrai in dono una nave per poter far ritorno alla tua patria. Ora dormi e, se vorrai, al tuo risveglio ci dirai il tuo nome&#8221;.<br \/>\nIl giorno dopo, alla corte del re, il naufrago  rivel\u00f2 il proprio nome, suscitando lo stupore di tutti, e continu\u00f2 a raccontare le avventure che aveva vissuto prima del suo approdo all\u2019isola di Calipso.<br \/>\nAlla gente che lo ascoltava a bocca aperta, raccont\u00f2 che una spaventosa tempesta aveva fatto naufragare molte delle sue navi, dopo la vittoria a Troia. Raccont\u00f2 anche che dopo una breve sosta in un\u2019isola per far rifornimento di provviste, arrivarono nella terra dei Ciclopi, uomini giganti che abitavano enormi caverne.<br \/>\nRaccont\u00f2 di quando con un gruppo di dodici uomini, si erano diretti verso una delle caverne portando doni e un grosso otre pieno di vino. Nella grotta per\u00f2 non vi era nessuno; si sederono e mangiarono; poco dopo udirono dei rumori: era il ciclope che spingeva dentro il suo gregge di pecore e subito dopo, con un grosso macigno, serr\u00f2 l\u2019ingresso ntrappolandoli dentro.  Era Polifemo un gigante peloso con nel mezzo alla fronte un unico occhio lucido e  rugoso.<br \/>\n&#8220;Chi siete stranieri?&#8221;  Tuon\u00f2 Polifemo.<br \/>\n&#8220;Siamo Greci, venuti qui per caso, e ti chiediamo ospitalit\u00e0&#8221;. Rispose Ulisse senza paura.<br \/>\nUna vocina misteriosa e maligna per\u00f2 propose a Polifemo:  &#8220;stendi la tua mano, agguanta due uomini e divorali!&#8221;<br \/>\nE cos\u00ec fece e mangi\u00f2 alcuni marinai.<br \/>\nI marinai si impaurirono ma Ulisse, da vero capo e come se nulla fosse successo, rivolto a Polifemo: &#8220;Ora che hai mangiato, ciclope, bevi il nostro vino!&#8221;<br \/>\nE cos\u00ec il ciclope ingordamente bevve tutto il contenuto dell\u2019otre e, prima di addormentarsi ubriaco, ad Ulisse domand\u00f2:<br \/>\n&#8220;Dimmi qual \u00e8 il tuo nome, straniero?&#8221;<br \/>\nE Ulisse, sempre furbissimo, rispose: &#8220;Il mio nome \u00e8&#8230; Nessuno!&#8221;<br \/>\nNessuno&#8230; Nessuno&#8230; Nessuno&#8230; ssuno ssuno ssuno fece eco nella grotta.<br \/>\nDopo pochi istanti il ciclope cadde in un sonno profondo e cominci\u00f2 a russare.<br \/>\nUlisse accertatosi che Polifemo dormisse, rivolto ai suoi amici superstiti ordin\u00f2:<br \/>\n&#8220;Prendete quel tronco laggi\u00f9, con le vostre spade appuntitelo bene, io intanto preparer\u00f2 il fuoco!&#8221;<br \/>\nSulle fiamme scoppiettanti Ulisse fece  arroventare la punta del tronco e poi&#8230;:<br \/>\n&#8220;Amici, vendichiamo i compagni uccisi e mangiati, poi fuggiremo!&#8221;<br \/>\nE Ulisse, con gran forza, spinse il palo nell\u2019occhio di Polifemo, che entr\u00f2  profondamente e glielo gir\u00f2 dentro.<br \/>\nAveva  ficcato il tronco dalla punta ardente nell\u2019unico occhio chiuso del ciclope; questi fece un urlo spaventoso, si strapp\u00f2 dall\u2019occhio il tronco, si alz\u00f2 traballando e cominci\u00f2 a chiamare i suoi fratelli ciclopi.<br \/>\n&#8220;Aiuto! Mi stanno uccidendo&#8230; Aiuto! Aiuto!&#8221;<br \/>\nE i fratelli sentendolo: &#8220;Polifemo, perch\u00e9 gurli cos\u00ec? Che ti succede?&#8221;<br \/>\n&#8220;Nessuno&#8230; mi sta uccidendo!&#8221;<br \/>\n&#8220;Se nessuno ti fa del male, sei ubriaco o sogni! Prega Poseidone, tuo padre, che ti aiuti&#8221;.<br \/>\n&#8220;Nessuno, Nessuno!&#8221; Urlava dal dolore Polifemo, rimasto oramai cieco.<br \/>\nAll\u2019alba, con difficolt\u00e0 perch\u00e9 non vedeva e dopo aver tolto il macigno Polifemo si mise accanto all\u2019uscita con le mani aperte, e tast\u00f2 la groppa delle pecore pensando che Ulisse e i suoi uomini le potessero cavalcare, cos\u00ec da  sfuggirgli.<br \/>\nIl re di Itaca e i suoi marinai stavano in silenzio, non sapendo come fuggire, poi, ebbero un\u2019idea eccezionale: si aggrapparono alla grossa lana delle pecore ed uno ad uno riuscirono a scappare.<br \/>\nSi imbarcarono veloci e, dalla  nave il prode   grid\u00f2 il suo vero nome: &#8220;Ulisse&#8230; Ulisse&#8230; Ulisseeeeee&#8230;!&#8221;<br \/>\nInfuriato Polifemo cominci\u00f2 a scagliare grossi sassi in mare nel tentativo di colpire la nave, ma invano.<br \/>\nE disperato implor\u00f2 suo padre: &#8220;Poseidone dai capelli azzurri, ascoltami! Se \u00e8 vero che io sono figlio del mare e che tu sei mio padre, f\u00e0 che Odisseo non riveda mai pi\u00f9 la sua patria&#8221;.<br \/>\nUlisse e i marinai si affidarono ai venti favorevoli e raggiunsero l\u2019isola di Eea. In lontananza videro una casa. Prima di raggiungerla, un gruppetto di uomini andarono a controllare, ma uno solo ritorn\u00f2 alla nave, tremante e spaventato.<br \/>\nIl marinaio balbettando rifer\u00ec: &#8220;Una donna bellissima ci ha offerto cibo e una bevanda,  poi con la sua verga magica ha toccato i miei amici e li ha cos\u00ec tramutati in maiali; io sono riuscito a fuggire perch\u00e9 insospettito, non ho bevuto la bevanda che ci aveva dato&#8221;.<br \/>\nArmato, Ulisse si incammin\u00f2 verso quella dimora; lungo la via incontr\u00f2 Ermes, con le sembianze di un giovane, che gli disse:<br \/>\n&#8220;Bada, Ulisse! Non appena Circe ti offrir\u00e0 da bere, sguaina la spada e minacciala di morte. Solo cos\u00ec puoi salvarti!&#8221;<br \/>\nQuando la maga si trov\u00f2 davanti Ulisse lo guard\u00f2 negli occhi e: &#8220;Chiunque tu sia, straniero, sei il benvenuto. Ecco, bevi questo e ristorati&#8221;.<br \/>\nUlisse, che sapeva della furbizia della maga Circe, gett\u00f2 a terra il bicchiere e in un lampo sguain\u00f2 la spada puntandogliela sul petto.<br \/>\n&#8220;Io sono Ulisse e se vuoi salva la vita, ridammi i miei compagni&#8221;.<br \/>\nCirce, scaltra, lo tranquillizz\u00f2 e lo fece ritornare alla tua nave con i suoi compagni ritrasformati in uomini.<br \/>\nLa maga fece soffiare un vento favorevole che gonfi\u00f2 le vele della nave di Ulisse e in poco tempo giunsero all\u2019isola delle Sirene.<br \/>\n&#8220;Ulisse, ascolta le nostre voci armoniose. Ulisse&#8230; Ulisseeeee&#8230;&#8221; lo invitavano le sirene traditrici.<br \/>\nUlisse, disperato per il bel canto delle sirene che uccideva chi lo ascoltasse, pur di udirlo  chiese ai marinai di essere legato saldamente  all\u2019albero maestro della nave e ai suoi compagni fece tappare le orecchie con la   cera, cos\u00ec che loro non potessero udire quei richiami ammalianti.<br \/>\nE le sirene cantavano: &#8220;Fermati sulla nostra  isola, bell\u2019Ulisse, guarda come siamo belle, fermarti con noi&#8221;.<br \/>\n&#8220;Stringete le corde e le catene. Pi\u00f9 forte!&#8221; Urlava Ulisse ai suoi compagni.<br \/>\nE dopo tanti sforzi, con le braccia e le gambe segnate dalle corde e dalle catene, Ulisse riusc\u00ec a evitare il pericolo e, insieme ai compagni, continu\u00f2 il suo avventuroso viaggio.<br \/>\nArrivarono in un tratto di mare dove si incontravano furiose correnti marine e pericolo, pericolo! Da una parte, il mostro Scilla e dall\u2019altra Cariddi, un altro mostro voracissimo, che formava vortici nelle profonde acque che con enormi onde salate inghiottiva  le navi, per poi risputarle distrutte.<br \/>\n&#8220;Siamo riusciti cos\u00ec ad oltrepassare lo stretto e ci siamo lasciati dietro i due mostri e, dopo altre avversit\u00e0, abbiamo raggiunto la vostra isola&#8221;.<br \/>\nUlisse concluse cos\u00ec il suo racconto alla corte del re Alcinoo.<br \/>\nIl prode marinaio pensava alla sua Itaca lontana e vedendolo triste, il re Alcinoo, cerc\u00f2 di consolarlo: &#8220;Ulisse tu hai sofferto molto, ma ora potrai tornare a casa. La nave ti attende al porto e domani, se lo desideri, potrai partire&#8221;.<br \/>\nUlisse salut\u00f2 il re e gli augur\u00f2 tanta  felicit\u00e0. Sal\u00ec sulla nave, usc\u00ec dal porto e si addorment\u00f2. Dorm\u00ec a lungo e nel frattempo, all\u2019orizzonte: Itaca, la sua isola.<br \/>\nI marinai sbarcarono Ulisse ancora addormentato e lo distesero sotto un olivo.<br \/>\nAl suo risveglio, Ulisse si chiese dove fosse e all\u2019improvviso gli apparve Athena, che lo tranquillizz\u00f2:<br \/>\n&#8220;Sei sulla tua isola re di Itaca, ma occorre che tu agisca con molta prudenza. Chiunque,  vedendoti, ti potrebbe riconoscere&#8221;.<br \/>\n&#8220;Come posso fare dunque?&#8221; Rispose Ulisse.<br \/>\nAthena, con la verga magica, lo tramut\u00f2 in un vecchio mendicante, e lo mand\u00f2  a cercare il suo servitore Eumeo il quale gli era sempre stato fedele. Athena lo inform\u00f2 che suo figlio Telemaco era a Sparta e lo stava cercando  proprio alla corte di Menelao; Ulisse trov\u00f2 Eumeo che non lo riconobbe; egli nonostante non lo avesse riconosciuto gli offr\u00ec da bere.<br \/>\nUlisse, trasformata la sua voce per non farsi riconoscere, gli chiese se era vero che del re di Itaca se ne fosse persa traccia.<br \/>\n&#8220;Dimmi il suo nome&#8221;, gli chiese Ulisse con la voce mutata, &#8220;chiss\u00e0 che non ne abbia notizie io che ho viaggiato molto&#8221;.<br \/>\n&#8220;No vecchio, inutile illudersi. Ulisse, \u00e8 ormai morto!&#8221;<br \/>\n&#8220;Dimmi, Eumeo, ha ancora un padre, Ulisse? Ha ancora una madre?&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo che ha ancora un padre. \u00c8 Laerte, l\u2019uomo pi\u00f9 buono che conosco. Ora vive in una capanna. Quanto alla madre, \u00e8 morta, morta di crepacuore&#8221;.<br \/>\nIntanto Telemaco, sollecitato da Athena, ritorn\u00f2 a Itaca e si avvi\u00f2 verso la capanna di Eumeo il fedele amico e servitore. Entrato, salut\u00f2 lui e l\u2019ospite e preg\u00f2 Eumeo di andare alla reggia per avvisare sua madre Penelope del suo ritorno.<br \/>\nIntanto, sempre nella capanna, Athena con una formula magica rifece tornare Ulisse nelle sue  vere sembianze: e lo fece riconoscere a Telemaco suo figlio che lo abbracci\u00f2.<br \/>\nUlisse per\u00f2 si fece promettere di non dire nulla a nessuno del suo ritorno, neanche alla regina Penelope sua moglie.<br \/>\n&#8220;Vai al palazzo, ragazzo mio&#8221;, disse Ulisse a Telemaco, &#8220;prendi le armi che trovi appese alle pareti della sala e nascondile. Tieni pronte per noi due lance, due spade e due scudi. Ora  v\u00e0, presto!&#8221;<br \/>\nAthena, riapparsa, trasform\u00f2 di nuovo Ulisse in un vecchio.<br \/>\nTelemaco, torn\u00f2 alla reggia, a tranquillizzare la madre Penelope.<br \/>\nUlisse mendicante, poco dopo, si incammin\u00f2 verso il palazzo reale.<br \/>\nDurante il percorso incontr\u00f2 il suo vecchio cane Argo. Questo lo riconobbe subito, scodinzolate gli gir\u00f2 intorno, lo annus\u00f2 e lo salut\u00f2, ma dopo poco si accasci\u00f2 a terra e dalla felicit\u00e0, per aver visto il suo padrone, mor\u00ec.<br \/>\nUlisse pianse, un profondo affetto li univa e non lo avrebbe mai dimenticato ma, pur commosso, entr\u00f2 ugualmente nel palazzo e ancora travestito da mendicante cominci\u00f2 ad  elemosinare tra la musica e i Proci seduti a banchettare.<br \/>\nMentre chiedeva degli avanzi, un altro medicante lo insult\u00f2. &#8220;Iro, siamo tutte e due poveri, perch\u00e9 mi insulti? Mangia e bevi, non  provocarmi se vuoi tornare a mangiare ancora in questa sala!&#8221; Gli disse Ulisse che gi\u00e0 in passato lo conosceva.<br \/>\nE l\u2019altro mendicante non riconoscendolo: &#8220;Ma sentite come parla questo vagabondo straccione! Vuoi batterti con me che sono pi\u00f9 giovane e pi\u00f9 grosso?&#8221;<br \/>\nI principi Proci cominciarono a battere le mani perch\u00e9 volevano vedere chi era il pi\u00f9 forte tra i due mendicanti. Solo al vincitore sarebbe stato permesso di mangiare i loro avanzi.<br \/>\nSubito Iro attacc\u00f2 Ulisse, ma il re di Itaca pronto come una molla gli sferr\u00f2 un forte pugno che lo stese a terra come un tappeto,  lo prese per una gamba e lo trascin\u00f2 fuori nella polvere.<br \/>\nPoi rientr\u00f2 in sala, accolto con un mormorio di stupore.<br \/>\nAttratta dalle acclamazioni, fece ingresso nella grande sala dei banchetti, la bella Penelope che si rivolse al figlio Telemaco.<br \/>\n&#8220;Mi hanno detto, figlio mio, che quest\u2019uomo \u00e8 stato insultato e percosso. \u00c8 ben triste che ci\u00f2 accada sotto il tetto della reggia di Ulisse! Ogni straniero, qui \u00e8 sacro. Voi, principi, con il vostro comportamento mi  offendete!&#8221;<br \/>\nE detto ci\u00f2, Penelope si ritir\u00f2 nelle sue stanze. I Proci continuarono il banchetto e dopo aver cenato se ne andarono.<br \/>\nUlisse nella confusione chiam\u00f2 Telemaco: &#8220;Presto, figlio mio, prendiamo le armi appese e nascondiamole. Se i  Proci se ne accorgeranno, di\u2019 che le hai mandate a lucidare&#8221;.<br \/>\nMa mentre Ulisse parlava piano con Telemaco Penelope sent\u00ec e: &#8220;Straniero, chi sei, da dove vieni?&#8221;<br \/>\n&#8220;Che ti importa chi sono? Vengo dalla lontana Creta&#8221;. Rispose Ulisse con il capo abbassato  e voce roca per non farsi riconoscere.<br \/>\nPenelope lo guard\u00f2. Era passato tanto tempo, il suo sposo era invecchiato ed era travestito da mendicante. La regina non riconobbe suo marito, il re.<br \/>\n&#8220;Hai visto&#8221;, disse Penelope, &#8220;i Proci esigono che mi decida a sposare uno di loro. Ho resistito per dieci anni, ma non posso pi\u00f9 continuare. Sono riuscita ad ingannarli con un semplice trucco: tessevo un lenzuolo per Laerte, il padre del mio sposo, e di notte disfacevo la tela tessuta. Sono per\u00f2 stata scoperta&#8221;.<br \/>\nUlisse avrebbe voluto abbracciare sua moglie, ma non voleva che i Proci si accorgessero del suo ritorno ad Itaca, lui li voleva sconfiggere tutti!<br \/>\nE cos\u00ec disse a Penelope: &#8220;Mia regina, devo rivelarti una cosa io ho visto il tuo sposo a Creta&#8221;.<br \/>\n&#8220;Tu menti! Rispose Penelope, con il cuore che gli batteva forte&#8221;.<br \/>\n&#8220;No, mia signora. Ho saputo che Ulisse sta tornando a casa&#8221;.<br \/>\nAllora Penelope si avvicin\u00f2 ad Ulisse vestito da mendicante e: &#8220;Vorrei tanto crederti, ma ormai devo decidermi. Domani far\u00f2 piantare a terra, in fila, le dodici grandi scure del mio sposo; ognuna di esse ha un anello. Ulisse riusciva a lanciare una freccia attraverso tutti gli anelli, lui era invincibile. Ecco, proporr\u00f2 questo ai Proci&#8221;.<br \/>\nUlisse, che era stato sempre un campione nel tiro con l\u2019arco, disse a Penelope che aveva avuto una buona idea.<br \/>\n&#8220;Ma vedrai, ancor prima che i Proci possano tendere l\u2019arco, il tuo sposo sar\u00e0 tornato&#8221;. Aggiunse con persuasione Ulisse.<br \/>\nPenelope si ritir\u00f2 nella sua camera, anche Ulisse prov\u00f2, invano, a dormire.<br \/>\nAl mattino, preparata la sala per la competizione, arriv\u00f2 Eumeo con un aiutante, portando diversi capi scelti tra i migliori delle greggi. Come al solito arrivarono anche i Proci che cominciarono a banchettare. Le voci cessarono quando apparve Penelope con in   mano un grande arco e una faretra ricolma di frecce. Era l\u2019arco di Ulisse e nessuno mai era stato  capace di tenderlo.<br \/>\nSi alz\u00f2 Antinoo, un principe dei Proci: &#8220;Sono pronto! Accetto, e cos\u00ec faranno anche gli altri&#8221;.<br \/>\n&#8220;Avanti amici, disse Antinoo! Vediamo chi di noi si merita la regina Penelope!&#8221;<br \/>\nTelemaco, il figlio di Ulisse, anche lui prese l\u2019arco ma invano, tent\u00f2 di tenderlo.<br \/>\n&#8220;Ahim\u00e9! Sono troppo giovane, non riesco!&#8221; Esclam\u00f2.<br \/>\nUlisse, chiamati fuori Eumeo e l\u2019aiutante, si fece riconoscere:<br \/>\n&#8220;Ebbene, eccomi, sono io Ulisse il vostro re; Eumeo guarda questa cicatrice, la riconosci?&#8221;<br \/>\nEntrambi i due servitori restarono come folgorati e capirono che quel mendicante era il loro re, Ulisse, tornato per liberarli.<br \/>\n&#8220;Per favore&#8221;, disse umilmente Ulisse ai nobili principi, &#8220;lasciate che anch\u2019io tenti di piegare quell\u2019arco, solo per vedere se ho ancora la forza di un tempo. Non certo  per avere in sposa la bella Penelope!&#8221;<br \/>\nAntinoo gli rispose con prepotenza: &#8220;Vecchio, cosa pretendi? Mangia e non metterti in gara con i giovani&#8221;.<br \/>\nAllora Penelope: &#8220;Antinoo, non si trattano cos\u00ec i miei ospiti. Di che cosa hai paura? Che io lo sposi, se riesce?&#8221;<br \/>\nNel frattempo Eumeo porse l\u2019arco ad Ulisse. Egli lo impugn\u00f2 e senza fatica lo tese, incocc\u00f2 una freccia, prese la mira e la freccia  sibilando attravers\u00f2 tutti gli anelli, andando a spuntarsi contro la parete. I Proci rimasero stupefatti.<br \/>\nUlisse saltando agilmente su un tavolo grid\u00f2: &#8220;La gara \u00e8 finita! E ora tirer\u00f2 ad un altro bersaglio&#8221;.<br \/>\nLa seconda freccia la tir\u00f2 mirando Antinoo, che stramazz\u00f2 a terra.<br \/>\n&#8220;Bestiacce! Pensavate che non sarei pi\u00f9 tornato a casa! Ebbene, eccomi! La vostra ora \u00e8 giunta!&#8221;<br \/>\nI principi Proci presi dalla paura cominciarono a fuggire, a supplicare in ginocchio Ulisse.<br \/>\nMa egli, non ebbe piet\u00e0 e li trafisse uno ad uno.<br \/>\nUna cameriera and\u00f2 a chiamare Penelope: &#8220;Penelope! Vieni a vedere. \u00c8 accaduto ci\u00f2 che per anni hai desiderato, il tuo sposo \u00e8 tornato e ha fatto giustizia dei Proci! Vieni tu stessa a vedere. Ulisse \u00e8 tornato!&#8221;<br \/>\n&#8220;Vuoi prenderti gioco di me, vecchia?&#8221; Rispose Penelope dubbiosa.<br \/>\nMa non fece in tempo a finire la frase che Ulisse era l\u00ec, in piedi davanti a lei.<br \/>\n&#8220;Mamma, mamma&#8221;, disse Telemaco, &#8220;lo vedi il tuo sposo \u00e8 tornato, \u00e8 proprio lui&#8221;.<br \/>\nMa Penelope non si fidava.<br \/>\nTelemaco lasci\u00f2 soli padre e madre, che si raccontarono alcuni ricordi della loro vita e  si abbracciarono felici per essersi ritrovati.<br \/>\nUlisse pass\u00f2 la notte a raccontare alla moglie tutte le sue avventure e al mattino and\u00f2 a trovare suo padre Laerte.<br \/>\nIl padre quando lo vide si mise a piangere dalla commozione. &#8220;No, padre mio! No, non piangere! Io sono Ulisse! Io sono tuo figlio! Sono tornato e con l\u2019aiuto di Athena, di mio figlio Telemaco, di Eumeo, ho compiuto vendetta sui Proci che offendevano la mia famiglia. Nessuno di loro \u00e8 pi\u00f9 vivo!&#8221;<br \/>\nE Laerte: &#8220;Sei davvero tu, figlio mio? Dammi un segno!&#8221;<br \/>\nUlisse scopr\u00ec la gamba e mostr\u00f2 al padre una vecchia cicatrice, una ferita che gli aveva fatto un cinghiale ad una battuta di caccia. Allora Laerte abbracci\u00f2 suo figlio Ulisse, ringraziando Zeus il re di tutti gli dei.<br \/>\nE Zeus, dall\u2019olimpo, rivolto a tutti: &#8220;Facciamo che Ulisse regni in pace, che i morti siano dimenticati e che torni ad Itaca la pace che sia duratura e che ci sia saggezza e ricchezza&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto ebbe inizio con il rapimento di Elena, da parte di Paride, un principe troiano. Elena, regina di Sparta, era ritenuta la donna pi\u00f9 bella del mondo. 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