{"id":118773,"date":"2008-11-13T11:20:37","date_gmt":"2008-11-13T11:20:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/paffi-e-il-suo-cuore\/"},"modified":"2008-11-13T11:20:37","modified_gmt":"2008-11-13T11:20:37","slug":"paffi-e-il-suo-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/paffi-e-il-suo-cuore\/","title":{"rendered":"Paffi e il suo cuore"},"content":{"rendered":"<p>Moltissimo tempo fa, in una abitazione ai margini del bosco, viveva la piccola Paffi, bimba robusta e piccolina, dal cuore grande grande. Era una bambina molto generosa, per lei il bene degli altri aveva sempre la precedenza sui propri interessi e non riusciva a capire come potessero esistere individui pronti a desiderare il male degli altri.<br \/>\nNel suo animo non esistevano sentimenti come l\u2019invidia o la gelosia e sconosciuto le era qualsiasi desiderio di primeggiare o di offendere chiunque: al contrario, era sempre ben felice se poteva essere d\u2019aiuto ai suoi amici e gioiva per le loro gioie, ed era triste per i loro insuccessi.<br \/>\nPaffi era molto intelligente e bravissima a scuola e la maestra non perdeva occasione per lodare la sua buona volont\u00e0 e diligenza, e soprattutto il suo carattere docile e buono, indicandola ai compagni come un esempio da seguire.<br \/>\nPaffi, dicevamo, era altruista: appena poteva correva a dare una mano a chiunque avesse bisogno, nella contrada la amavano e rispettavano tutti, perfino gli animaletti del bosco le volevano sinceramente bene, affetto prontamente ricambiato dalla piccola.<br \/>\nSpesso si arrestava a dialogare con i maestosi alberi che abitavano la radura: all\u2019ombra delle querce, dei faggi, dei pini e degli abeti Paffi sentiva di essere veramente se stessa e di non poter desiderare di pi\u00f9, ma<br \/>\nla casetta di Paffi era molto misera: piccolissima e modesta, la abitava con il suo amato cagnolino, Terremoto, che amava pi\u00f9 di se stessa. Alle pareti non c\u2019erano quadri, ma disegni realizzati da Paffi, i soffitti erano privi di lampade, al loro posto luminosi raggi di sole che lei raccoglieva al tramonto e utilizzava per dar luce all\u2019abitazione, in sostituzione alle finestre Paffi aveva disposto lunghe file di rametti tenuti insieme da un abile lavoro di cucitura cosi che la riparassero dal caldo dell\u2019estate e dai rigori dell\u2019inverno.<br \/>\nI letti erano costruiti con la paglia, le sedie ricavate dagli avanzi di matita che Paffi sapeva lavorare fino a farli diventare assi per sedere, al posto dei rubinetti ampi secchi d\u2019acqua trasportata ogni mattina dal vicino ruscello.<br \/>\nGli abiti di Paffi erano miseri almeno quanto la sua abitazione: non possedeva i bei vestiti colorati o le linde scarpine di seta tutte nastri e paillettes che adornavano i corpi delle sue amiche: lei doveva accontentarsi di cenci e stracci, di paglia colorata al posto delle gonne e di fango lasciato asciugare invece delle suole di scarpe.<br \/>\nInsomma, Paffi era molto povera, la pi\u00f9 povera del paese ma questa sua condizione sembrava non interessare nessuno degli amici della bimba, che le volevano bene con tutto il cuore per la sua bont\u00e0 e generosit\u00e0.<br \/>\nPaffi invece soffriva moltissimo per la sua povert\u00e0, spesso inventava scuse per non andare alle festicciole delle amiche ed evitare cos\u00ec l\u2019amarezza del confronto e della vergogna. Ormai la sua povert\u00e0 era divenuta un\u2019ossessione per lei e, nonostante il suo animo non avesse mai conosciuto l\u2019invidia  e la gelosia, in cuor suo cominci\u00f2 a desiderare di divenire ricca, ricchissima.<br \/>\nSi sentiva talmente fuori posto per i suoi abiti dimessi, per la sua misera abitazione che la sera, di nascosto da sguardi indiscreti, si nascondeva nel bosco a piangere e ad invocare l\u2019aiuto della sua cara nonna, morta poco dopo che anche i suoi genitori se ne erano andati.<br \/>\nUn giorno, sconsolata dopo l\u2019ennesimo confronto a scuola con le amiche meglio vestite di lei, fu presa da un pianto talmente lungo e doloroso i cui singhiozzi la sospinsero in un punto del bosco che lei non aveva mai visto: e l\u00ec il suo pianto commosse tutta la radura, gli uccellini le si fecero incontro per darle consolazione, gli alberi spinsero i loro rametti per asciugarle le lacrime, i pini si piegarono per accarezzarla e perfino il sole fece capolino tra le nuvole per dare tepore a quella creatura indifesa.<br \/>\nPianse talmente a lungo e in modo cos\u00ec incontrollato che, vinta dalla stanchezza e dall\u2019abbattimento, si addorment\u00f2 e nel sonno vide la sua nonna che cercava di consolare quel dolore senza fine. La nonna le chiede se pu\u00f2 esserle d\u2019aiuto e Paffi riesce solo a rispondere: &#8220;Nonna, tu mi manchi immensamente, io quaggi\u00f9 sono sola, vorrei tanto essere l\u00ec con te, mi vergogno tanto per la mia povert\u00e0. Se potessi diventare una bambina ricca, con una casa meravigliosa, bei vestiti, lustrini, scarpe da far invidia a tutti e un carattere degno della mia nuova condizione&#8221;.<br \/>\nDovete sapere che in punto di morte la nonna di Paffi promise alla nipote: &#8220;Sappi che di qualsiasi cosa tu avrai bisogno io ti sar\u00f2 sempre vicina, chiedimi qualsiasi cosa e l\u2019avrai!&#8221;<br \/>\nLa nonna dall\u2019alto dei cieli ascolt\u00f2 la supplica di Paffi e appena la bimba si svegli\u00f2 dei suoi abiti dimessi non c\u2019era pi\u00f9 traccia, la vestivano un lungo abito azzurro degno di una principessa, tra i capelli un nastro rosa, ai piedi scarpine zeppe di cristalli preziosi corse a casa e al posto della sua vecchia abitazione un castello con tanto di torri d\u2019avorio, al suo interno saloni immensi con mobili antichi, quadri di pregio, tappeti di valore, oro e broccato ovunque, 8 bagni arredati con raffinatezza, 5 cucine con ogni specialit\u00e0 di cibi e bevande e ancora, una sala giochi con le migliori attrazioni per bambini, un enorme parco giochi con altalene, scivoli, un campo di calcio e uno di pallavolo. Paffi non poteva essere pi\u00f9 felice, saltellava su e gi\u00f9 per la contrada, canterellava, faceva girotondi e sentiva che finalmente non le mancava pi\u00f9 nulla.<br \/>\nPass\u00f2 la notte senza dormire tanto era eccitata dagli avvenimenti di quella giornata e quando arriv\u00f2 a scuola, la mattina seguente, i suoi compagni restarono a bocca aperta nel vedere quella ragazzina cos\u00ec riccamente abbigliata. Paffi si sentiva una vera regina ed era sicura che nessuno ormai le avrebbe negato il rispetto che desiderava.<br \/>\nFu con enorme sorpresa che Paffi apprese che nessuno, ma proprio nessuno era in grado di riconoscerla, tutti si chiedevano chi fosse quella bella ragazza cos\u00ec ben vestita e si mostrarono incuriositi, molti presero ad invidiarla e si domandavano. &#8220;Chi sar\u00e0 mai questa bimba che par una principessa?&#8221;<br \/>\nNei giorni seguenti Paffi quasi non degn\u00f2 di uno sguardo i suoi vecchi amici perch\u00e8 ormai si considerava superiore a loro e non sembrava pi\u00f9 importarle della loro compagnia e affetto.<br \/>\nAl suo ritorno a casa si accorse che anche il suo amato cagnolino stent\u00f2 a riconoscerla e addirittura ritrasse le sue zampine quando lei gli si avvicin\u00f2 per accarezzarlo e quando gli prepar\u00f2 la scodellina con il cibo da lui preferito questi si allontan\u00f2 sconsolato perch\u00e9 era da sempre abituato ad accettare cibo solo dalla sua adorata Paffi, e proprio non riusciva a riconoscere la sua amata padroncina in quella bambina cos\u00ec diversa. Ben presto Terremoto si ammal\u00f2 di tristezza e, a forza di rifiutare il cibo, divenne magro magro da non riuscire quasi pi\u00f9 a camminare; riusciva solo a trascinarsi sulle sue zampine.<br \/>\nIn un giorno di lampi e tuoni Terremoto, nel suo vagare senza meta, si spinse fino al limitare della foresta dove si imbatt\u00e9 in un<br \/>\nenorme leone dai denti affilati che aveva tutta l\u2019aria di volerlo divorare: Terremoto, gi\u00e0 abbattuto di per suo, si spavent\u00f2 a tal punto che, nel cercar di sfuggire dalle grinfie del felino, si mise a correre all\u2019impazzata e si ritrov\u00f2 sull\u2019orlo di un dirupo; Paffi,non si sa come, si trov\u00f2 esattamente nel punto in cui Terremoto stava per cadere e gli si mette davanti urlando: &#8220;Terremoto, sono qua, aggrappati a me e ti salverai&#8221;. Ma Terremoto non sa riconoscere la sua padroncina tutta agghindata com\u2019\u00e8 nei suoi fastosi abiti e si lascia cadere nel dirupo. Paffi, per la disperazione, si mette ad urlare con tutta la forza che ha in s\u00e9 e a quel punto fu come se il tempo si fermasse e tutto intorno divenne immobile, il leone non si muoveva pi\u00f9, i fiori colorati divennero pietre e Terremoto rimase in bilico a mezz\u2019aria tra il cielo e la terra. In quello stesso istante Paffi scorse tra le nuvole il volto dell\u2019amata nonna che le parl\u00f2 dolcemente: &#8220;Paffi, so che stai soffrendo per il tuo amato cagnolino, io ti sono venuta in aiuto fermando il tempo cos\u00ec che Terremoto sia per il momento salvo, ma il tempo riprender\u00e0 a scorrere normalmente al calar del sole: tu in questo arco di tempo dovrai dimostrare di credere ancora nel valore dell\u2019amicizia e dell\u2019umilt\u00e0 e dovrai per questo compiere tre atti di bont\u00e0 lungo il percorso da qui a casa. La vita di Terremoto \u00e8 nelle tue mani!&#8221;<br \/>\nPaffi non se lo fa ripetere due volte e, presa la direzione di casa scorge un fiore tutto piegato su se stesso, quasi morente e privo di colore che le sussurra: &#8220;Aiutami, sono tutto secco, una tempesta mi ha ridotto in fin di vita, non potresti portarmi un po\u2019 di acqua cos\u00ec che possa rialzare il capo?&#8221; Paffi  fu felice di trasportare un po\u2019 di acqua dal vicino ruscello, che depose in foglie secche per rendere il compito meno pesante. Il fiore riprese presto il perduto colore e gambo e stelo si fecero ritti quasi a sfiorare il cielo.<br \/>\nRipresa la marcia, Paffi si ritrova immersa in una fitta nebbia dove a malapena ode il richiamo di una tartarughina che, nelle pieghe dei rami dell\u2019albero su cui \u00e8 posata, a fatica compie il suo faticoso cammino alla ricerca di un luogo per la notte: &#8220;Se non ti \u00e8 di disturbo, bimba bella, mi daresti una spintarella su su in cima a quest\u2019abete che io possa godere di un po\u2019 di riparo per la notte?&#8221; Chiede la tartaruga alla bambina. Paffi con mano pronta sospinge la tartarughina in un luogo isolato e protetto e regala cos\u00ec alla creaturina una nottata al riparo dal vento e dai malintenzionati che la notte popolano i boschi. Uno sguardo fugace sulla linea dell\u2019orizzonte annuncia alla bimba il sopraggiungere della sera e Paffi sa che, a tempo scaduto, per Terremoto non ci sar\u00e0 pi\u00f9 speranza. Tre minuti, due, uno, Paffi urla  con tutta la forza che ha in s\u00e9: &#8220;Terremoto, perdonami, \u00e8 stata colpa mia se tu ora ti trovi in questa situazione, io e la mia mania di diventare ricca! Se fossi rimasta la tua Paffi questo non sarebbe successo! Non m\u2019importa di essere ricca se per questo devo rinunciare ai miei amici e a te!&#8221;  Al pronunciare queste parole Paffi si sente avvolta da un vortice che le spazza via i suoi abiti lussuosi, via l\u2019abitino lungo, le scarpe preziose, le collanine ed ecco ricomparire il vecchio abbigliamento di sempre, scarpe scucite, grembiulino corto, ciabatte rattoppate. In un lampo \u00e8 trasportata presso il dirupo con Terremoto a mezz\u2019aria e con il tempo che ha ripreso la sua corsa, il cane ora riconosce la sua Paffi e accetta il suo aiuto. Il cagnolino \u00e8 salvo, il cuore rinnovato della piccola ha fatto il miracolo e la nonna nei Cieli gioca a rincorrere le nuvole; sotto, nel bosco, gli animaletti disposti in girotondo cantano e danzano la loro gioia per la ritrovata famiglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Moltissimo tempo fa, in una abitazione ai margini del bosco, viveva la piccola Paffi, bimba robusta e piccolina, dal cuore grande grande. 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