{"id":118873,"date":"2008-11-20T21:11:57","date_gmt":"2008-11-20T21:11:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/cenerentola-3\/"},"modified":"2021-02-26T13:30:22","modified_gmt":"2021-02-26T11:30:22","slug":"cenerentola-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/cenerentola-3\/","title":{"rendered":"Cenerentola"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/cenerentola-luzzati-550.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"550\" height=\"397\" class=\"aligncenter wp-image-217291 size-full\" title=\"Cenerentola\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/cenerentola-luzzati-550.jpg\" alt=\"Cenerentola\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/cenerentola-luzzati-550.jpg 550w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/cenerentola-luzzati-550-300x217.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<h2>Leggiamo insieme: <strong>Cenerentola<\/strong>, fiaba dei Fratelli Grimm<\/h2>\n<p>C&#8217;era una volta, in un paese lontano, un gentiluomo vedovo che viveva in una bella casa con la sua unica figlia.<br \/>\nEgli donava alla sua adorata bambina qualsiasi cosa ella desiderasse: bei vestiti, un cucciolo, un cavallo. Tuttavia capiva che la piccola aveva bisogno delle cure di una madre.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si rispos\u00f2, scegliendo una donna che aveva due figlie giovani, le quali, egli sperava, sarebbero diventate compagne di giochi della sua bambina.<\/p>\n<p>Sfortunatamente, il buon uomo mor\u00ec poco tempo dopo, ed allora la matrigna mostr\u00f2 la sua vera natura. Era dura e fredda, e profondamente invidiosa della dolcezza e bont\u00e0 della sua figliastra, perch\u00e9 queste qualit\u00e0 facevano per contrasto apparire le sue due figlie, Anastasia e Genoveffa, ancor pi\u00f9 meschine e brutte.<\/p>\n<p>Le sorellastre andavano riccamente vestite, mentre la povera ragazza era costretta ad indossare un vestito semplice e grossolano, ed un grembiule, e a compiere in casa tutti i lavori pi\u00f9 pesanti. Si alzava prima dell&#8217;alba, andava a prender l&#8217;acqua, accendeva il fuoco, cucinava, lavava e puliva i pavimenti. Quando aveva finito di sbrigare tutti i lavori, per riscaldarsi era solita sedersi vicino al camino accanto al carbone ed alla cenere. Perci\u00f2 cominciarono a chiamarla Cenerentola.<\/p>\n<p>La matrigna e le sorellastre dormivano in belle stanze, mentre la piccola camera di Cenerentola era in soffitta, proprio sotto il tetto della casa, deve vivevano dozzine di topi. Nonostante tutto questo, Cenerentola rimase gentile e cortese, sognando che un bel giorno la felicit\u00e0 sarebbe arrivata.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/cenerentola.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"550\" height=\"704\" class=\"aligncenter wp-image-234587 size-full\" title=\"Cenerentola\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/cenerentola.jpg\" alt=\"Cenerentola\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/cenerentola.jpg 550w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/cenerentola-234x300.jpg 234w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Fece amicizia con gli uccelli che la svegliavano tutte le mattine. Fece anche amicizia con i topi con cui divideva la soffitta, diede a ciascuno un nome, e cuc\u00ec loro dei minuscoli vestiti e cappelli. I topi amavano Cenerentola e le erano grati, perch\u00e8 talvolta li liberava da una trappola o li salvava da Lucifero, il malizioso gatto della matrigna.<\/p>\n<p>Ogni mattina, Cenerentola, preparava la colazione per tutti gli abitanti della casa: una scodella di latte per il gatto, un osso per il cane, avena per il suo vecchio cavallo, granoturco e frumento per le galline, le oche e le anitre del cortile. Poi portava al piano di sopra i vassoi della colazione per la matrigna e le sorellastre Anastasia e Genoveffa.<\/p>\n<p>&#8220;Prendi questa roba da stirare e riportala entro un&#8217;ora&#8221; ordinava Genoveffa. &#8220;Non dimenticare il mio rammendo, e non impiegare tutto il giorno a finirlo!&#8221; La rimproverava Anastasia. &#8220;Stendi il bucato e vai avanti col tuo lavoro&#8221; ordinava la matrigna. &#8220;Batti il grande tappeto della sala, lava le finestre, pulisci la tappezzeria!&#8221; &#8220;Si Genoveffa. Si Anastasia. Si mamma&#8221; rispondeva Cenerentola mettendosi al lavoro di buona lena.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra parte della citt\u00e0 c&#8217;era il palazzo reale. Un giorno il re convoc\u00f2 il granduca Monocolao e gli disse: &#8220;E&#8217; tempo che il principe prenda moglie e si sistemi!&#8221; &#8220;Ma vostra Maest\u00e0&#8221; rispose il duca &#8221; deve prima trovare una ragazza ed innamorarsi!&#8221; &#8220;Hai ragione&#8221; ammise il re. &#8220;Daremo un ballo ed inviteremo tutte le fanciulle del reame. Dovr\u00e0 per forza innamorarsi d&#8217;una di loro.&#8221;<\/p>\n<p>Subito furono spediti gli inviti e il regale biglietto fu portato anche nella casa di Cenerentola. &#8220;Un ballo! Un ballo! Andremo ad un ballo!&#8221; gridarono Anastasia e Genoveffa. &#8220;Anch&#8217;io sono invitata&#8221; disse Cenerentola. &#8220;C&#8217;\u00e8 scritto: &#8216;Per ordine del Re, ogni fanciulla dovr\u00e0 partecipare!&#8221;.<\/p>\n<p>Le sorellastre risero all&#8217;idea di Cenerentola che andava ad un ballo indossando il grembiule con una scopa in mano. Ma la matrigna, con un sorriso sornione, disse che Cenerentola sarebbe certamente potuta andare se avesse finito il suo lavoro e si fosse procurata un vestito decente da indossare. &#8220;Se&#8230;&#8221; rise Anastasia &#8220;Se&#8230;&#8221; sghignazz\u00f2 Genoveffa.<\/p>\n<p>E venne il gran giorno. Fin dall&#8217;alba le sorellastre furono indaffarate a scegliere abiti, sottovesti ed ornamenti da mettere nei capelli, e non parlarono che del modo in cui si sarebbero vestite per il ballo. Nel frattempo Cenerentola fu tenuta pi\u00f9 occupata del solito, perch\u00e9 dovette stirare le ampie gonne, sistemare le guarnizioni, annodare i nastri. Quando venne la carrozza a prendere la matrigna e le sorellastre, Cenerentola non aveva avuto neppure avuto il tempo di prepararsi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"550\" height=\"795\" class=\"aligncenter wp-image-235274 size-full\" title=\"Cenerentola\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/cenerentola-ed-Lampo-1953.jpg\" alt=\"Cenerentola\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/cenerentola-ed-Lampo-1953.jpg 550w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/cenerentola-ed-Lampo-1953-208x300.jpg 208w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n<p>&#8220;Bene&#8221; disse la matrigna. &#8220;Allora non verrai. Che peccato! Ma ci saranno altri balli!&#8221; Cenerentola sal\u00ec tristemente le scale buie e si affacci\u00f2 alla sua finestra illuminata dalla luna. E guard\u00f2 mesta il palazzo lontano che risplendeva di luci. All&#8217;improvviso, una candela venne accesa alle sue spalle. Cenerentola si volt\u00f2, e vide un bellissimo vestito da sera. L&#8217;avevano cucito per lei gli uccelli ed i topi suoi amici, e lo avevano decorato con pezzi di nastro e perline che avevano trovato in giro per la casa.<\/p>\n<p>In men che non si dica, Cenerentola indoss\u00f2 il vestito e corse gi\u00f9 per le scale, gridando: &#8220;Per favore, aspettate, vengo anch&#8217;io!&#8221; Anastasia e Genoveffa si girarono: com&#8217;era bella! L&#8217;invidia le accec\u00f2 e&#8230; &#8220;Le mie perle!&#8221; grid\u00f2 una. &#8220;Il mio nastro!&#8221; url\u00f2 un&#8217;altra e strapparono il vestito di Cenerentola. Poi, soddisfatte se ne andarono.<\/p>\n<p>Disperata Cenerentola corse in giardino e singhiozz\u00f2: &#8220;E&#8217; proprio inutile. Non c&#8217;\u00e8 niente da fare!&#8221; Ma in quel momento da una nuvola di polvere di stelle usc\u00ec una donnina dalla faccia tonda, avvolta in un mantello con cappuccio. &#8220;Sciocchezze, figliola&#8221; disse con voce dolce. &#8220;Asciuga quelle lacrime: non vorrai andare al ballo in questo stato!&#8221;.<\/p>\n<p>Cenerentola smise di piangere e chiese: &#8220;Chi siete?&#8221; &#8220;Sono la fata tua madrina e mi chiamo Smemorina&#8221; rispose lo strano personaggio. &#8220;Non abbiamo molto tempo a disposizione. Penso che per prima cosa tu abbia bisogno di una zucca.&#8221; Cenerentola non cap\u00ec il motivo, ma obbed\u00ec e raccolse una grossa zucca. La fata agit\u00f2 la sua bacchetta magica verso di essa, e cant\u00f2: &#8220;Salagadula, mencica bula, bibbidi-bobbidi-bu&#8230;&#8221; la zucca si alz\u00f2 lentamente sul fusto, mentre i viticci arrotolandosi si trasformarono in ruote: in un attimo divent\u00f2 una stupenda carrozza.<\/p>\n<p>&#8220;Ora&#8221; disse la fata &#8220;abbiamo bisogno di alcuni topi&#8221;. Quattro piccoli amici di Cenerentola si presentarono di corsa, ed ancora una volta la fata cant\u00f2 le parole magiche mentre toccava i topi con la sua bacchetta. I topolini furono trasformati in quattro cavalli grigi pomellati che furono subito attaccati alla carrozza.<\/p>\n<p>Poi la fata trasform\u00f2 il vecchio cavallo di Cenerentola in un superbo cocchiere ed il cane Tobia in un elegante valletto. &#8220;Ed ora tocca a te, mia cara&#8221; disse la fata Smemorina, toccando Cenerentola con la sua bacchetta. Il vestito strappato divent\u00f2 uno splendido abito di seta e da sotto la gonna spuntarono delle deliziose scarpette di cristallo, le pi\u00f9 belle del mondo.<\/p>\n<p>Cenerentola non riusciva a parlare per l&#8217;emozione. La fata allora spinse la carrozza e le raccomand\u00f2 di non rimanere al ballo dopo la mezzanotte: se fosse rimasta un solo minuto di pi\u00f9, la carrozza sarebbe ridiventata una zucca, i cavalli topolini, il cocchiere un vecchio cavallo ed il valletto un cane, e lei stessa si sarebbe ritrovata vestita di stracci.<\/p>\n<p>Cenerentola promise e part\u00ec felice verso il palazzo reale.<\/p>\n<p>Quando arriv\u00f2, il ballo era gi\u00e0 iniziato, e il principe, con aria un po&#8217; annoiata, stava facendo l&#8217;inchino alle duecentodecima e duecentoundicesima damigella: le brutte sorellastre Anastasia e Genoveffa.<\/p>\n<p>All&#8217;improvviso alz\u00f2 lo sguardo e scorse all&#8217;ingresso la pi\u00f9 bella fanciulla che avesse mai visto. Come trasognato piant\u00f2 in asso le sorelle e si avvicin\u00f2 a Cenerentola, la prese per mano e l&#8217;accompagn\u00f2 nella grande sala, in mezzo a tutti. Per tutta la serata il figlio del re non ball\u00f2 con nessun altra e non lasci\u00f2 la sua mano un solo minuto.<\/p>\n<p>Le sorellastre e la matrigna non riconobbero Cenerentola e si rodevano d&#8217;invidia chiedendosi chi potesse essere la bella sconosciuta. Tutte le dame osservarono il suo abito e la sua pettinatura, e si ripromisero di copiarli il giorno seguente.<\/p>\n<p>Il vecchio re sorrideva soddisfatto: il principe aveva trovato la sposa dei suoi sogni. Passarono le ore. Quando l&#8217;orologio del palazzo cominci\u00f2 a battere la mezzanotte, Cenerentola ricord\u00f2 la promessa. &#8220;Devo andare&#8221; grid\u00f2 spaventata e, liberando la sua mano da quella del principe, attravers\u00f2 il palazzo e scese di corsa lo scalone, inseguita dal principe e dal granduca.<\/p>\n<p>Una scarpetta di cristallo le si sfil\u00f2 correndo, ma lei non si ferm\u00f2 finch\u00e9 non fu in carrozza.<\/p>\n<p>L&#8217;orologio stava ancora battendo l&#8217;ora quando la carrozza lasci\u00f2 il palazzo di gran carriera: mentre oltrepassava il cancello, risuon\u00f2 il dodicesimo rintocco: carrozza, cavalli, tutto spar\u00ec ed al loro posto comparvero una zucca, alcuni topolini, un cane, un vecchio cavallo e una fanciulla vestita di stracci.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che rimaneva di quella magica serata era la scarpetta di cristallo che brillava al piede di Cenerentola.<\/p>\n<p>Il mattino seguente, il figlio del re comunic\u00f2 al padre che avrebbe sposato solo la fanciulla che aveva perso la scarpetta al ballo. Il granduca Monocolao fu incaricato di cercare la ragazza il cui piede entrasse perfettamente nella preziosa scarpetta. Il granduca prov\u00f2 la scarpetta a tutte le principesse, alle duchesse, alle marchese, a tutte le dame del regno, ma inutilmente.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 infine a casa di Cenerentola. La matrigna tutta eccitata, corse a svegliare le sue pigre figlie. &#8220;Non abbiamo un minuto da perdere&#8221; grid\u00f2. &#8220;C&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 che una di voi diventi la sposa del principe, se riuscir\u00e0 a calzare la scarpetta di cristallo!&#8221; e le mand\u00f2 gi\u00f9 di corsa dal duca, con la raccomandazione &#8220;Non deludetemi&#8221;!<\/p>\n<p>Poi segu\u00ec Cenerentola, che era andata in camera sua per rendersi presentabile al duca, e la chiuse dentro a chiave. Nessun&#8217;altra doveva poter approfittare di un&#8217;occasione tanto fortunata.<\/p>\n<p>La matrigna si mise in tasca la chiave e se ne and\u00f2 sogghignando. Non si accorse per\u00f2 che due topolini la seguivano, senza mai perdere di vista la tasca in cui aveva messo la chiave.<\/p>\n<p>Nel frattempo Anastasia e Genoveffa stavano discutendo sopra la scarpetta di cristallo, e ciascuna affermava che era sua. La matrigna le osserv\u00f2 con attenzione mentre cercavano senza successo di far entrare i loro piedoni nella minuscola scarpetta. Non si accorse che i due topolini le sfilavano silenziosamente la chiave dalla tasca e se la portavano via.<\/p>\n<p>Il granduca riprese la scarpetta alle due sorellastre immusonite e si avvi\u00f2 alla porta per andare nella casa seguente, quando Cenerentola, chiam\u00f2 dalle scale: &#8220;Per favore Vostra Grazia, aspettate! Posso provare la scarpetta?&#8221;<\/p>\n<p>La matrigna tent\u00f2 di sbarrarle il passo. &#8220;E&#8217; solo Cenerentola, la nostra sguattera.&#8221; disse al duca, ma egli la spinse di lato. &#8220;Signora, i miei ordini sono: ogni fanciulla del regno!&#8221;<\/p>\n<p>La malvagia matrigna tent\u00f2 un ultimo trucco. Fece lo sgambetto al servitore del duca che reggeva su un cuscino la scarpetta di cristallo: la preziosa scarpina cadde per terra frantumandosi in mille pezzi.<\/p>\n<p>&#8220;Oh \u00e8 terribile!&#8221; grid\u00f2 il duca. &#8220;Cosa dir\u00e0 il Re?&#8221;.<\/p>\n<p>Allora Cenerentola mise la mano nella tasca del grembiule. &#8220;Non preoccupatevi&#8221; disse &#8220;ho io l&#8217;altra scarpetta&#8221;<\/p>\n<p>Il duca gliela calz\u00f2, ed il piede naturalmente entr\u00f2 senza fatica. Il quel momento apparve la fata Smemorina, che tocc\u00f2 Cenerentola con la bacchetta magica.<\/p>\n<p>E tutti poterono constatare che era proprio lei la bella sconosciuta che aveva conquistato il cuore del principe al ballo. Cenerentola fu accompagnata al palazzo reale con la carrozza del re.<\/p>\n<p>L\u00e0, fra grandi feste ed al suono di tutte le campane del reame, Cenerentola spos\u00f2 il suo principe.<\/p>\n<p>E da quel giorno vissero felici e contenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Illustrazione di Emanuele Luzzati<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggiamo insieme: Cenerentola, fiaba dei Fratelli Grimm C&#8217;era una volta, in un paese lontano, un gentiluomo vedovo che viveva in una bella casa con la sua unica figlia. Egli donava alla sua adorata bambina qualsiasi cosa ella desiderasse: bei vestiti, un cucciolo, un cavallo. 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