{"id":119145,"date":"2008-12-22T21:50:25","date_gmt":"2008-12-22T21:50:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/gianbabbeo\/"},"modified":"2008-12-22T21:50:25","modified_gmt":"2008-12-22T21:50:25","slug":"gianbabbeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/gianbabbeo\/","title":{"rendered":"Gianbabbeo"},"content":{"rendered":"<p>In campagna si trovava una fattoria dove viveva un fattore con due figli, con tanto cervello che anche la met\u00e0 sarebbe bastata. Volevano chiedere in sposa la figlia del re e avrebbero osato farlo perch\u00e9 lei aveva fatto sapere che avrebbe sposato chi avesse saputo tenere meglio una conversazione. I due si prepararono per una settimana, il periodo pi\u00f9 lungo concesso, ma per loro sufficiente dato che avevano gi\u00e0 una certa cultura, la qual cosa torn\u00f2 loro utile. Uno conosceva tutto il vocabolario latino e le ultime tre annate del giornale del paese che sapeva recitare da cima a fondo e viceversa, l&#8217;altro si era studiato tutti i regolamenti delle corporazioni d&#8217;arti e mestieri e aveva imparato tutto quanto deve sapere il decano di una corporazione; cos\u00ec riteneva di potersi pronunciare sui problemi dello stato, e in pi\u00f9 impar\u00f2 pure a ricamare le bretelle, essendo di gusti raffinati e molto abile. &#8220;Io otterr\u00f2 la figlia del re!&#8221; dicevano tutt&#8217;e due. Il padre diede a ciascuno un bellissimo cavallo; l&#8217;esperto di vocabolario e di giornali lo ebbe nero come il carbone, quello che era saggio come un vecchio decano e che sapeva ricamare, bianco come il latte. Dopo si unsero gli angoli della bocca con olio di fegato di merluzzo, di modo che scorressero meglio. Tutti i servitori erano andati in cortile per vederli montare a cavallo; in quel momento arriv\u00f2 il terzo fratello; infatti erano in tre, ma il terzo nessuno lo teneva in considerazione perch\u00e9 non aveva la stessa cultura degli altri due e infatti lo chiamavano Gianbabbeo. &#8220;Dove state andando vestiti cos\u00ec a festa?&#8221; domand\u00f2. &#8220;A corte per conquistare con la conversazione la figlia del re. Non hai sentito ci\u00f2 che il banditore ha annunciato in tutto il paese?&#8221; e glielo spiegarono. &#8220;Accidenti! Allora vengo pure io!&#8221; esclam\u00f2 Gianbabbeo, ma i fratelli risero di lui e partirono. &#8220;Padre, dammi un cavallo!&#8221; grid\u00f2 Gianbabbeo. &#8220;M&#8217;\u00e8 venuta gran voglia di sposarmi. Se mi vuole, bene, e se non mi vuole, la voglio io&#8221;. &#8220;Quante storie!&#8221; rispose il padre. &#8220;Non ti dar\u00f2 nessun cavallo. Tu non sei capace di conversare; i tuoi fratelli s\u00ec che sono in gamba!&#8221;. &#8220;Se non potr\u00f2 avere un cavallo&#8221; concluse Gianbabbeo, &#8220;mi prender\u00f2 il caprone, quello \u00e8 mio e mi potr\u00e0 certo portare&#8221;. E cos\u00ec mont\u00f2 sul caprone, lo spron\u00f2 con i calcagni nei fianchi, e via di corsa per la strada maestra. Oh, come cavalcava! &#8220;Arrivo!&#8221; gridava, e si mise a cantare a squarciagola. I fratelli cavalcavano avanti a lui in silenzio; non dicevano una parola perch\u00e9 dovevano pensare a tutte le belle trovate che avrebbero avuto, per poter conversare con arguzia. &#8220;Ehi, l\u00e0!&#8221; grid\u00f2 Gianbabbeo, &#8220;sto arrivando anch&#8217;io! Guardate cosa ho trovato per strada!&#8221; e gli fece vedere una cornacchia morta. &#8220;Babbeo!&#8221; risposero i due, &#8220;cosa ne vuoi fare?&#8221;. &#8220;Voglio portarla in dono alla figlia del re!&#8221;. &#8220;Fai pure&#8221; dissero ridendo, e continuarono a cavalcare. &#8220;Ehi, voi, arrivo! Guardate che cosa ho trovato ora, non \u00e8 una cosa che si trova tutti i giorni sulla strada maestra!&#8230;&#8221;. I fratelli si girarono di nuovo per vedere cos&#8217;era. &#8220;Babbeo!&#8221; dissero, &#8220;\u00e8 un vecchio zoccolo di legno a cui manca la punta! Pure questo \u00e8 per la figlia del re?&#8221;. &#8220;Sicuro!&#8221; rispose Gianbabbeo; i fratelli risero e cavalcarono via distanziandolo di un bel po&#8217;. &#8220;Ehi, eccomi qui!&#8221; grid\u00f2 Gianbabbeo. &#8220;Oh, oh! va sempre meglio! Ehi, \u00e8 una vera meraviglia!&#8221;. &#8220;Che cos&#8217;hai trovato adesso?&#8221; chiesero i fratelli. &#8220;Oh, una cosa incredibile!&#8221; disse Gianbabbeo, &#8220;chiss\u00e0 come sar\u00e0 contenta la figlia del re!&#8221;. &#8220;Ma \u00e8 fango appena preso dal fosso!&#8221; esclamarono i fratelli. &#8220;Proprio cos\u00ec&#8221; rispose Gianbabbeo, &#8220;e della migliore qualit\u00e0, non si riesce neppure a tenerlo!&#8221; e si riemp\u00ec la tasca. I fratelli cavalcarono via, spronando pi\u00f9 che poterono i cavalli, e arrivarono un&#8217;ora prima di lui alla porta della citt\u00e0 dove ricevettero un numero d&#8217;ordine, come tutti gli altri aspiranti via via che arrivavano. Poi venivano messi in fila, sei alla volta, e stavano talmente stretti da non poter muovere le braccia, ma era meglio cos\u00ec perch\u00e9 altrimenti si sarebbero rotti le costole a gomitate solo perch\u00e9 uno si trovava davanti all&#8217;altro. Tutti gli altri abitanti del paese si erano riuniti intorno al castello e si arrampicarono fino alle finestre per vedere la figlia del re ricevere gli aspiranti: appena uno si trovava nella sala, restava senza parole. &#8220;Non vale nulla!&#8221; diceva la figlia del re. &#8220;Via!&#8221;. Entr\u00f2 il primo dei fratelli, quello che sapeva il vocabolario, ma lo aveva scordato stando in fila; inoltre il pavimento scricchiolava e il soffitto era tutto uno specchio, cos\u00ec lui si vedeva a testa in gi\u00f9; e poi a ogni finestra c&#8217;erano tre scrivani e un caposcrivano, che scrivevano tutto ci\u00f2 che veniva detto perch\u00e9 venisse subito pubblicato sul giornale e venduto all&#8217;angolo per due soldi. Era terribile; e inoltre la stufa era cos\u00ec calda che il tubo era diventato tutto rosso. &#8220;Fa cos\u00ec caldo qui dentro!&#8221; disse il pretendente. &#8220;E&#8217; perch\u00e9 oggi mio padre deve arrostire i galletti&#8221;, rispose la figlia del re. &#8220;Ah!&#8221; e si ferm\u00f2; non si aspettava una conversazione di quel genere e non seppe pi\u00f9 che dire, dato che voleva dire qualcosa di spiritoso. &#8220;Ah!&#8221;. &#8220;Non vale niente!&#8221; concluse la figlia del re. &#8220;Via!&#8221; e cos\u00ec quello se ne dovette andare. Entr\u00f2 quindi suo fratello. &#8220;Qui fa un caldo terribile!&#8221; disse. &#8220;S\u00ec, arrostiamo i galletti, oggi&#8221; rispose la figlia del re. &#8220;Come? Cosa?&#8221; disse lui, e tutti gli scrivani registrarono: come? cosa? &#8220;Non va bene!&#8221; esclam\u00f2 la figlia del re. &#8220;Via!&#8221;. Poi entr\u00f2 Gianbabbeo, ancora sopra il suo caprone. &#8220;Qui dentro c&#8217;\u00e8 un caldo da bruciare!&#8221; disse. &#8220;E&#8217; perch\u00e9 arrostiscono galletti!&#8221; spieg\u00f2 la figlia del re. &#8220;Molto bene!&#8221; esclam\u00f2 Gianbabbeo. &#8220;Possono arrostire anche la mia cornacchia?&#8221;. &#8220;Sicuro che possono&#8221; rispose la figlia del re, &#8220;ma lei ha qualcosa in cui metterla dentro? Noi non abbiamo n\u00e9 pentole, n\u00e9 padelle&#8221;. &#8220;Ce l&#8217;ho!&#8221; disse Gianbabbeo. &#8220;Ecco qui una padella, col manico di stagno!&#8221; e tir\u00f2 fuori il vecchio zoccolo e ci mise dentro la cornacchia. &#8220;E&#8217; un pranzo completo!&#8221; comment\u00f2 la figlia del re. &#8220;Ma dove troveremo il sugo?&#8221;. &#8220;Lo tengo in tasca&#8221; disse Gianbabbeo, &#8220;ne ho cos\u00ec tanto da poterne buttar via!&#8221; e intanto vers\u00f2 un po&#8217; di fango dalla tasca. &#8220;Mi piaci! &#8221; esclam\u00f2 la figlia del re. &#8220;Tu s\u00ec che sai rispondere. E sai anche parlare, perci\u00f2 ti voglio come marito. Ma sai che ogni parola che diciamo e che abbiamo detto viene trascritta e uscir\u00e0 sul giornale di domani? A ogni finestra siedono tre scrivani e un vecchio caposcrivano, e questo \u00e8 il peggiore di tutti, perch\u00e9 non capisce niente!&#8221;. Disse cos\u00ec per spaventarlo. Tutti gli scrivani si misero a ridere e macchiarono di inchiostro il pavimento. &#8220;Ah, dunque sono loro i padroni!&#8221; esclam\u00f2 Gianbabbeo. &#8220;Allora devo dare la parte migliore al capo! &#8221; e rovesci\u00f2 la tasca e gli gett\u00f2 del fango proprio in faccia. &#8220;Ben fatto! &#8221; disse la figlia del re. &#8220;Io non ne sarei mai stata capace, ma imparer\u00f2 presto!&#8221;. E cos\u00ec Gianbabbeo divent\u00f2 re, ebbe una sposa e una corona e sedette sul trono. L&#8217;abbiamo appena saputo dal giornale del caposcrivano ma di quello l\u00ec \u00e8 meglio non fidarsi. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In campagna si trovava una fattoria dove viveva un fattore con due figli, con tanto cervello che anche la met\u00e0 sarebbe bastata. Volevano chiedere in sposa la figlia del re e avrebbero osato farlo perch\u00e9 lei aveva fatto sapere che avrebbe sposato chi avesse saputo tenere meglio una conversazione. 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