{"id":119159,"date":"2008-12-22T21:57:44","date_gmt":"2008-12-22T21:57:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-pulce-e-il-professore\/"},"modified":"2008-12-22T21:57:44","modified_gmt":"2008-12-22T21:57:44","slug":"la-pulce-e-il-professore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-pulce-e-il-professore\/","title":{"rendered":"La pulce e il professore"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;era un aeronauta al quale and\u00f2 male: il pallone si ruppe, e l&#8217;uomo salt\u00f2 gi\u00f9 ma fin\u00ec a pezzi. Il suo figliolo era riuscito a buttarsi gi\u00f9 due minuti prima con il paracadute, e questa era stata la sua fortuna. Non sub\u00ec danni e se ne and\u00f2 in giro; avrebbe potuto essere un esperto aeronauta, ma non aveva pallone e nemmeno i mezzi per procurarsene uno. Ad ogni modo doveva vivere, sicch\u00e9 impar\u00f2 l&#8217;arte dei giochi di prestigio, e a parlare con lo stomaco, cio\u00e8 a essere ventriloquo. Era giovane e bello, e quando gli crebbe la barba ed ebbe dei bei vestiti, venne scambiato per un giovane conte. Le signore lo trovavano gradevole, e una signorina rimase talmente affascinata dalla sua bellezza e dalla sua abilit\u00e0 di prestigiatore che lo segu\u00ec per citt\u00e0 e paesi stranieri; lui si faceva chiamare professore; non poteva certamente essere niente di meno. Il suo pensiero fisso era di riuscire ad avere una mongolfiera e alzarsi nell&#8217;aria insieme alla sua mogliettina, ma ancora non ne avevano i mezzi. &#8220;Verranno!&#8221; diceva lui. &#8220;Speriamo!&#8221; rispondeva la moglie. &#8220;Siamo giovani, io ora sono professore. Anche le briciole sono pane&#8221;. La moglie lo aiutava fedelmente, si metteva alla porta e vendeva i biglietti per la rappresentazione, e questo d&#8217;inverno era un divertimento un po&#8217; freddo! Lo aiutava anche in un numero. Lui la metteva in un cassetto del tavolo, un cassetto grande; lei si infilava proprio sul fondo in modo da non essere pi\u00f9 visibile. Ma una sera, quando lui apr\u00ec il cassetto, lei se n&#8217;era andata sul serio, non era n\u00e9 nella parte davanti n\u00e9 in quella dietro, non si trovava in tutta la casa, non la si vedeva n\u00e9 la si sentiva. Questo fu il suo gioco di prestigio. Non ritorn\u00f2 mai pi\u00f9, si era stancata; poi si stanc\u00f2 pure lui, perse il buonumore, non pot\u00e9 pi\u00f9 far ridere n\u00e9 fare i giochi, cos\u00ec la gente non and\u00f2 pi\u00f9 a vederlo; i guadagni diminuirono e i vestiti si sciuparono; alla fine possedeva soltanto una grande pulce, che aveva ereditato dalla moglie, e per questo le voleva molto bene. Allora l&#8217;ammaestr\u00f2, le insegn\u00f2 i giochi di prestigio, le insegn\u00f2 a presentare le armi e a sparare con un cannone, ovviamente piccolissimo. Andava molto orgoglioso della pulce, e anche di se stesso; la pulce aveva imparato qualcosa e aveva sangue umano ed era stata nelle pi\u00f9 grandi citt\u00e0; era stata vista da principi e principesse e da loro aveva ottenuto la pi\u00f9 alta considerazione. Fu scritto anche nei giornali e sui manifesti. La pulce sapeva d&#8217;essere una celebrit\u00e0, e di poter mantenere il professore, anzi una famiglia intera. Era orgogliosa e assai famosa, eppure lei e il professore viaggiavano in quarta classe; tanto arrivavano con la stessa velocit\u00e0 della prima. C&#8217;era fra di loro una tacita promessa di non separarsi mai, di non sposarsi mai. La pulce rest\u00f2 nubile e il professore rest\u00f2 solo. Cos\u00ec erano pari. &#8220;Dove si ha pi\u00f9 successo&#8221; diceva il professore, &#8220;non bisogna tornare una seconda volta!&#8221; Lui era un conoscitore di uomini, e anche questa \u00e8 un&#8217;arte. Alla fine avevano viaggiato in tutti i paesi, tranne che in quello dei selvaggi; cos\u00ec vollero andare pure l\u00ec. E&#8217; pur vero che l\u00e0 divoravano i cristiani, e il professore lo sapeva; ma lui non era un vero cristiano e la pulce non era un vero uomo; cos\u00ec pensarono che potevano provare a viaggiare fin l\u00e0 e guadagnare molto. Fecero il viaggio con una nave a vapore e una a vela, la pulce fece i suoi giochi di prestigio, cos\u00ec non dovettero pagare il viaggio, quindi arrivarono nel paese dei selvaggi. L\u00ec governava una piccola principessa; aveva solo otto anni, ma era lei a governare; aveva preso il potere al padre e alla madre perch\u00e9 aveva una volont\u00e0 molto forte ed era anche estremamente graziosa e maleducata. Subito, quando la pulce present\u00f2 le armi e spar\u00f2 col cannone, lei ne fu cos\u00ec attratta che disse: &#8220;O quella o nessuno!&#8221;. Prov\u00f2 un amore selvaggio, anche se selvaggia lo era gi\u00e0 da prima. &#8220;Cara figliola&#8221; le disse suo padre, &#8220;prima dovremmo farla diventare uomo!&#8221;. &#8220;Lasciami fare, vecchio!&#8221; disse lei, e non era certo educato da parte della principessa parlare in quel modo a suo padre, ma lei era selvaggia. Si mise la pulce sulla mano. &#8220;Ora tu sei un uomo e governerai insieme a me; ma devi fare quello che voglio io, altrimenti ammazzo te e mangio il professore&#8221;. Al professore fu data una grande sala in cui abitare. Le pareti erano fatte di canne da zucchero, che lui poteva leccare ma non era granch\u00e9 goloso. Gli diedero un&#8217;amaca in cui dormire e gli sembrava di essere in una mongolfiera, come aveva sempre desiderato: era il suo pensiero fisso. La pulce rest\u00f2 presso la principessa, appoggiata alla sua manina o sul suo collo delicato. Poi la principessa si stacc\u00f2 un capello, con cui il professore dovette legare la pulce a una gamba, e lei se l&#8217;attacc\u00f2 al grande orecchino di corallo che portava. Fu proprio un periodo bellissimo per la principessa, e anche per la pulce. Ma il professore non era tanto soddisfatto, era un viaggiatore, gli piaceva andare da una citt\u00e0 all&#8217;altra, leggere sui giornali della sua pazienza e intelligenza nell&#8217;insegnare a una pulce tutti i movimenti umani. Per tutto il giorno stava nell&#8217;amaca, oziava e mangiava: uova fresche di uccello, occhi di elefante e cosce di giraffa arrosto; i cannibali difatti non vivono soltanto di carne umana, questa \u00e8 un piatto speciale. &#8220;Spalle di bambino in salsa piccante&#8221; diceva la madre della principessa, &#8220;\u00e8 il piatto pi\u00f9 delicato!&#8221;. Il professore si annoiava e voleva andare via dal paese dei selvaggi, ma voleva avere con s\u00e9 la pulce, che era la sua meraviglia e la sua fonte di guadagno. Come poteva fare per prenderla e portarla con s\u00e9? Non era facile. Si sforz\u00f2 a lungo di pensare e alla fine disse: &#8220;Ho trovato!&#8221;. &#8220;Padre della principessa, permettimi di fare qualche cosa! Vorrei insegnare agli abitanti di questo paese a sapersi presentare bene: quello che nei pi\u00f9 grandi paesi del mondo chiamano educazione&#8221;. &#8220;E che cosa insegnerai a me?&#8221; domand\u00f2 il padre della principessa. &#8220;La mia grande arte&#8221; disse il professore. &#8220;Sparare con un cannone che fa tremare tutta la terra e fa cadere tutti gli uccelli dal cielo gi\u00e0 arrostiti! E&#8217; straordinario!&#8221;. &#8220;Porta il cannone!&#8221; disse il padre della principessa. Ma in tutto il paese non c&#8217;era nessun cannone, tranne quello della pulce, che per\u00f2 era troppo piccolo. &#8220;Ne costruir\u00f2 uno pi\u00f9 grande!&#8221; lo rassicur\u00f2 il professore. &#8220;Portami solo quello che occorre. Devo avere seta molto sottile, ago e filo, corde e funi e gocce per lo stomaco per gli aerostati: quelli si gonfiano, diventano leggeri e si sollevano e mettono il fuoco nella pancia del cannone&#8221;. Tutto ci\u00f2 che aveva richiesto gli venne dato. L&#8217;intero paese si riun\u00ec per vedere quel grande pallone. Il professore non li aveva chiamati finch\u00e9 il pallone non era stato pronto per essere gonfiato e per sollevarsi. La pulce stava nella mano della principessa e osservava. Il pallone venne tanto gonfiato che era sul punto di scoppiare, e venne trattenuto a mala pena, tanto era selvaggio. &#8220;Bisogna sollevarlo perch\u00e9 si raffreddi&#8221; disse il professore entrando nel cesto appeso sotto il pallone. &#8220;Da solo non riesco a governarlo, mi occorre un compagno esperto, che mi aiuti. Qui non c&#8217;\u00e8 nessun altro che la pulce&#8221;. &#8220;Gliela concedo a malincuore!&#8221; disse la principessa, ma porse la pulce al professore che se la mise sulla mano. &#8220;Sciogliete le corde e le funi!&#8221; grid\u00f2 lui. &#8220;Adesso il pallone parte!&#8221;. Loro credettero che lui avesse detto: &#8220;Il cannone&#8221;! Cos\u00ec il pallone sal\u00ec sempre pi\u00f9 in alto, verso le nuvole, lontano dal paese dei selvaggi. La principessina, suo padre, sua madre, tutta la popolazione rimasero ad aspettare, e ancora aspettano. Se non ci credi, prova ad andare nel paese dei selvaggi: ogni bambino parler\u00e0 della pulce e del professore, credono che torneranno di nuovo non appena il cannone sar\u00e0 raffreddato. Ma quelli non torneranno pi\u00f9, sono tornati da noi, qui nella loro patria, viaggiano in ferrovia, questa volta in prima classe, mica in quarta, guadagnano bene con quel grande pallone; nessuno gli chiede come si sono procurati il pallone o da dove l&#8217;hanno avuto, e sono persone molto stimate e onorate, la pulce e il professore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era un aeronauta al quale and\u00f2 male: il pallone si ruppe, e l&#8217;uomo salt\u00f2 gi\u00f9 ma fin\u00ec a pezzi. Il suo figliolo era riuscito a buttarsi gi\u00f9 due minuti prima con il paracadute, e questa era stata la sua fortuna. 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