{"id":119183,"date":"2008-12-23T15:19:40","date_gmt":"2008-12-23T15:19:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/cigno-appiccica\/"},"modified":"2008-12-23T15:19:40","modified_gmt":"2008-12-23T15:19:40","slug":"cigno-appiccica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/cigno-appiccica\/","title":{"rendered":"Cigno appiccica!"},"content":{"rendered":"<p>Giacobbe, Federico, e Goffredo erano fratelli; i primi due robusti e aitanti, il terzo minghererlino e pallidoccio. I fratelli maggiori, invece di mostrarsi generosi col pi\u00f9 debole, approfittavano della propria forza per imporre all\u2019ultimo i lavori pi\u00f9 faticosi e noiosi, e non mancavano mai, dopo di prenderlo in giro, come se la sua debolezza fosse una colpa.<br \/>\nGoffredo era proprio avvilito: ma non avendo il coraggio di ribellarsi, si sfogava a piangere quando nessuno lo vedeva.<br \/>\nUn giorno in cui si trovava nel bosco a raccogliere legna da bruciare, vide uscire da un cespuglio una vecchina che gli disse:<br \/>\n&#8220;Figliolo mio, da tempo ti osservo e non ti vedo mai ridere allegramente come dovresti fare alla tua et\u00e0. Perch\u00e9 non te vai lontano, a cercare un po\u2019 di fortuna in altri luoghi?&#8221;<br \/>\nGoffredo l\u00ec per l\u00ec non seppe che cosa rispondere, ma, tornando a casa, ripens\u00f2 lungamente alle parole della strana vecchietta.<br \/>\n&#8220;Infine, ha ragione&#8221; concluse. &#8220;Che cosa rimango a fare qui, dove non sono e non sar\u00f2 mai felice?&#8221;<br \/>\nE sapendo che, infine, non lasciava nulla che gli stese veramente a cuore, durante la notte mise i suoi quattro stracci in un fagottino, e si mise in viaggio. Tuttavia, giunto sulla cima di una collina poco lontana, si mise a sedere per guardare ancora una volta il villaggio dove aveva vissuto fino a quel giorno; ma con sua grande sorpresa, da un cespuglio salt\u00f2 fuori ancora la solita vecchina la quale gli disse:<br \/>\n&#8220;Bravo; hai fatto bene. Voglio aiutarti e spero che tu, ti ricorderai di me. Al prossimo crocevia troverai un grosso pero al cui piede c\u2019\u00e8 un uomo addormentato. Vedrai anche un cigno bianco legato al tronco. Slegalo e conducilo con te. Poi cammina sempre dritto. Molti ti domanderanno se possono strappare una penna al cigno, e tu rispondi pure di s\u00ec: ma quando pronuncerai le parole: \u201cCigno, appiccica!\u201d quelle persone resteranno attaccate al cigno e ti seguiranno dovunque&#8221;.<br \/>\nDetto questo la vecchietta spar\u00ec. Verso sera Goffredo giunse al crocevia, vide l\u2019albero, e ai suoi piedi, un uomo addormentato; vide il cigno legato al tronco dell\u2019albero, lo sleg\u00f2 e lo condusse con s\u00e9 senza che l\u2019uomo si svegliasse. Cammina cammina, a un certo punto attravers\u00f2 un villaggio, dove c\u2019era una casa in costruzione. Un garzone, che aveva la faccia tutta impiastricciata di gesso e un berrettino di carta verde sui capelli, domand\u00f2:<br \/>\n&#8220;Posso avere una penna di quel cigno!&#8221;<br \/>\n&#8220;Prendila pure&#8221; rispose Goffredo.<br \/>\nMa in cuor suo aggiunse: &#8220;Cigno, appiccica!&#8221;. Con l\u2019aria di beffa, il garzone si avvicin\u00f2 alla coda del cigno, per strappargli una penna: ma quando l\u2019ebbe toccata non riusc\u00ec pi\u00f9 a distaccare la mano. E poich\u00e9 Goffredo continuava la sua strada fischiettando, il garzone fu costretto a sgambettargli dietro. Naturalmente il ragazzo faceva ogni sforzo per liberarsi, ma inutilmente. A un certo punto incontrarono una domestica che andava a far la spesa.<br \/>\n&#8220;Ma che fai dietro quel cigno, Carletto&#8221; \u2013 grid\u00f2.<br \/>\n&#8220;Toglimi di qui!&#8221; supplic\u00f2 il garzone.<br \/>\nE subito la domestica lo prese per mano, ma Goffredo pens\u00f2: &#8220;Cigno, appiccica!2 e la serva fu catturata. Cammina cammina, il giovane allegro e spensierato e altri due sgambettanti dietro, la comitiva attravers\u00f2 un villaggio. Incontrarono per primo uno spazzacamino che conosceva la domestica, e che esclam\u00f2 stupefatto:<br \/>\n&#8220;Ma che fate, Caterina? Giocate al trenino, vecchia come siete?&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh, Gianni caro, strappami di qui!&#8221; supplic\u00f2 la donna.<br \/>\nE lo spazzacamino si affrett\u00f2 a prenderla per mano; ma rimase attaccato anche lui. Attraversarono un altro villaggio, fu catturato un saltimbanco dalla faccia dipinta; poi addirittura il sindaco del luogo, grasso e pettoruto.<br \/>\n&#8220;Che fate, manigoldi?&#8221; url\u00f2 vedendo passare lo strano corteo. &#8220;Si tratta di una sommossa? Sciogliete subito l\u2019assembramento. Incomincia tu pagliaccio!&#8221;.<br \/>\nAfferr\u00f2 il saltimbanco per la giacca, ma rimase appiccicato anche lui. Sua moglie, che guardava dalla finestra ne fu inorridita. Ella sperava che suo marito diventasse almeno ciambellano del re; e ora lo vedeva sgambettare nella strada dietro un pagliaccio dalla faccia dipinta! Dove andava a finire la dignit\u00e0? Disgustata corse gi\u00f9, impugnando l\u2019occhialetto.<br \/>\n&#8220;Che cosa ti prende?&#8221; grido. &#8220;Torna a casa subito!&#8221;<br \/>\nInutile dire che anche lei rest\u00f2 appiccicata, e segu\u00ec il corteo col viso altero che esprimeva il massimo disgusto. Allora da un cespuglio salt\u00f2 fuori ancora la vecchina.<br \/>\n&#8220;Bravo Goffredo&#8221; disse. &#8220;Vedo che mi hai ubbidito. Tra non molto arriverai alla capitale dove vive la figlia del re, una fanciulla sempre malinconica che nessuno \u00e8 riuscito a far sorridere da molti anni; forse vi riuscirai tu. Potrai anche restituire la libert\u00e0 a questi amici toccandoli con la bacchetta che ti consegner\u00f2&#8221;.<br \/>\nLa vecchina diede a Goffredo una bacchetta e spar\u00ec. Il ragazzo continu\u00f2 la strada e accalappi\u00f2 ancora qualche altro passante, soprattutto quelli che dimostravano pi\u00f9 boria e pi\u00f9 sussiego. Le loro smorfie nel vedersi esposti al dileggio di tutti erano quando di pi\u00f9 strano e ridicolo si potesse immaginare. Entrato in citt\u00e0, Goffredo vide venire una carrozza dorata dove sedeva una giovinetta pallida e triste che sembrava immersa in pensieri malinconici. Era la figlia del re. La principessa si affacci\u00f2 al finestrino della carrozza e, vedendo quella strana comitiva saltellante dietro un allegro ragazzo che fischiettava, non pot\u00e8 trattenersi e scoppi\u00f2 in una risata argentina che non finiva pi\u00f9.<br \/>\n&#8220;La principessa ha riso&#8221; gridavano i lacch\u00e8.<br \/>\nLa principessa fece fermare la carrozza e scese, poi pass\u00f2 in rivista quella accozzaglia di gente che non sapeva come comportarsi, e ricominci\u00f2 a ridere.<br \/>\n&#8220;Ti condurr\u00f2 da mio padre&#8221; disse infine a Goffredo quando pot\u00e8 riprendere fiato. &#8220;Voglio che si diverta anche lui come mi sono divertita io&#8221;.<br \/>\nFece voltare la carrozza e ogni tanto si affacciava al finestrino per guardare ridendo l\u2019incredibile processione che la seguiva; anche Goffredo rideva e cos\u00ec rideva la gente che affollava le strade. I lacch\u00e8 erano corsi avanti per annunciare al re il grande avvenimento:<br \/>\n&#8220;La principessa ha riso!&#8221; e il re corse fuori commosso e felice.<br \/>\nNaturalmente rise anche lui, soprattutto nel vedere attaccati i suoi funzionari pi\u00f9 importanti, quelli che gli avevamo sempre fatto un po\u2019 paura per il continuo presentargli le cose peggiori di quanto non fossero in realt\u00e0.<br \/>\n&#8220;Sei un bel mattacchione!&#8221; disse infine rivolto al giovanotto. &#8220;E meriti il premio che avevo promesso da tempo a chi fosse riuscito a far ridere mia figlia. Vuoi mille monete d\u2019oro, o una bella tenuta? Scegli tu&#8221;.<br \/>\nVeramente Goffredo avrebbe voluto addirittura sposare la principessa, che lo guardava con occhi radiosi, grata com\u2019era a chi era riuscito a liberarla dalla sua malinconia. Ma non osava dirlo, perci\u00f2 rispose:<br \/>\n&#8220;Scelgo la tenuta&#8221;.<br \/>\nCon la bacchetta ricevuta dalla vecchina tocc\u00f2 le persone attaccate alla coda, e quelle, sentendosi libere finalmente, fuggirono a tanta velocit\u00e0 che rimase, di loro, soltanto un po\u2019 di polvere all\u2019orizzonte. Poi ricevette dalle mani del re una pergamena con la nomina a signore di una grandissima tenuta. Mentre stava per congedarsi, la principessa accarezz\u00f2 le penne del cigno; sembrava afflitta per la partenza di Goffredo e timorosa di ripiombare nella tristezza, ma Goffredo pens\u00f2: &#8220;Cigno, appiccica!&#8221; e la giovinetta non riusc\u00ec pi\u00f9 a svincolarsi e dovette seguire il giovane nella bella casa di campagna.<br \/>\nQuando furono nel giardino tutto fiorito di gelsomino, che circondava un bellissimo castello, Goffredo tocco la principessa con la sua bacchetta; non voleva tenerla prigioniera per forza!<br \/>\nMa la principessa sorrise e non si allontan\u00f2.<br \/>\n&#8220;Vuoi sposarmi?&#8221; balbett\u00f2 allora Goffredo diventando rosso in faccia.<br \/>\n&#8220;Certo che lo voglio&#8221; rispose la giovinetta.<br \/>\nE a quelle parole il cigno bianco spalanc\u00f2 le ali e si innalz\u00f2 nel cielo dove disparve fra le nuvole.<br \/>\nGoffredo e la principessa si sposarono e furono felici per sempre.<br \/>\nE la vecchina? Scommetto che ve ne siete scordati! Ma Goffredo no: non dimentic\u00f2 che doveva a lei la sua fortuna e la nomin\u00f2 capo cerimonie di bel castello di sua propriet\u00e0. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giacobbe, Federico, e Goffredo erano fratelli; i primi due robusti e aitanti, il terzo minghererlino e pallidoccio. 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