{"id":130785,"date":"2013-09-30T10:24:50","date_gmt":"2013-09-30T10:24:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=130785"},"modified":"2021-03-10T18:42:26","modified_gmt":"2021-03-10T16:42:26","slug":"storielle-di-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/storielle-di-scuola\/","title":{"rendered":"Storielle di scuola"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"435\" height=\"589\" class=\"aligncenter wp-image-235611 size-full\" title=\"Storielle di scuola\" src=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/scuola.jpg\" alt=\"Storielle di scuola\" srcset=\"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/scuola.jpg 435w, https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/scuola-222x300.jpg 222w\" sizes=\"auto, (max-width: 435px) 100vw, 435px\" \/><\/p>\n<ul>\n<li><em><strong>Il mio nuovo compagno di banco<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>Tutta colpa di una erre<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>Lo strano caso della pop\u00f2 blu<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>Tema: il rientro dalle vacanze.<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>Una pinocchiata sulla testa<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>Povera Cecilia!<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>Non bisogna mai dire le parolacce<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>L&#8217;importante \u00e8 partecipare<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>Valentina ha smesso di parlare<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Il mio nuovo compagno di banco<\/strong><\/em><br \/>\nIl mio nuovo compagno di banco si chiama Pitzinnu, e le maestre l&#8217;hanno preso un po&#8217; di mira.<br \/>\n&#8211; Pitzinnu, non devi venire a scuola con quelle unghiacce lunghe e nere!<br \/>\n&#8211; Pitzinnu, d\u00ec a tuo padre che ti porti dal parrucchiere, hai una zazzera che fa spavento!<br \/>\n&#8211; Pitzinnu, smettila di mordicchiare la penna, le penne servono per scrivere, mica per mangiarle!<br \/>\nIl mio compagno Pitzinnu soffre molto per i rimproveri di maestra Lucia, di maestra Maria e di maestra Pipp\u00eca. Affossa il capo tra le spalle e le guarda in silenzio con gli occhioni neri e umidi.<br \/>\nMeno male che poi \u00e8 arrivata maestra Teresa, la nuova maestra di lingua straniera, che \u00e8 molto buona e comprensiva. A lei non interessano le apparenze, a lei interessa la sostanza, cos\u00ec che non ha rimproverato Pitzinnu una sola volta, per le sue unghie lunghe, per la sua zazzera che fa spavento e per quel suo vizio di mordicchiare la penna.<br \/>\nL&#8217;altro giorno anzi l&#8217;ha fatto sedere sulle sue ginocchia e ha giocato con lui a Cappuccetto Rosso.<br \/>\n&#8211; Che orecchie grandi hai, Pitzinnu!<br \/>\n&#8211; E&#8217; per sentirti meglio&#8230;<br \/>\n&#8211; Che occhi grandi hai, Pitzinnu!<br \/>\n&#8211; E&#8217; per guardarti meglio!<br \/>\n&#8211; Che bocca grande che hai, Pitzinnu!<br \/>\nGNAM!<br \/>\nPitzinnu si \u00e8 mangiata maestra Teresa in un solo boccone! Vestiti, scarpe, occhialini e registro compreso. Poi il giorno dopo suo padre, il dottor Lupo de Lupis, si \u00e8 scusato con le altre maestre.<br \/>\n&#8211; Non aveva fatto colazione come si deve, ieri &#8211; ha spiegato.<br \/>\nMaestra Maria, maestra Lucia e maestra Pipp\u00eca, non hanno detto una parola. E hanno anche smesso di rimproverare Pitzinnu per le sue unghie, per la sua zazzera e per il vizio di mordicchiare le penne.<br \/>\nIn quanto alla nuova maestra di lingua straniera anche lei ha una simpatia per Pitzinnu. Ma non ha mai provato a giocare con lui a Cappuccetto Rosso. Soprattutto quando \u00e8 senza museruola.<\/p>\n<p><em><strong>Tutta colpa di una erre<\/strong><\/em><br \/>\nOggi maestra Pipp\u00eca ha perso la lettera r. Abbiamo visto tutti com&#8217;\u00e8 andata. Ci stava raccontando di quella vecchia leggenda di Roma e di Romolo e Remo, quando la r le \u00e8 scivolata dalla punta della lingua, ha rimbalzato sul registro aperto, \u00e8 finita sul pavimento e nessuno l&#8217;ha pi\u00f9 ritrovata.<br \/>\nEra una r molto piccola, a dire la verit\u00e0. E anche un po&#8217; moscia.<br \/>\n&#8211; Cecatela dappettuto! Pe favoe! &#8211; ha gridato la maestra. &#8211; Come fa\u00f2 a accontavi la stoia di oma e di omolo e emo?<br \/>\nLa maestra si \u00e8 tanto agitata che a furia di agitarsi le \u00e8 scivolata dalla bocca anche la lettera o.<br \/>\n&#8211; Cecatela! Cecatela dappettut! Pe fave!. Cme fa a accntavi la stia di ma e di ml e em?<br \/>\nMa non c&#8217;\u00e8 stato niente da fare. Sul pavimento abbiamo trovato solo la o. E anche una vecchia w, che era l\u00ec da chiss\u00e0 quanto tempo.<br \/>\nIn mancanza di meglio la maestra ha rimesso al suo posto la lettera o, ha preso anche la lettera w e ha continuato la lezione.<br \/>\nSolo non capisco perch\u00e9, il giorno dopo, maestra Pipp\u00eca ha fatto un mucchio di brutte smorfie, quando mi ha corretto il compito di storia.<br \/>\nEppure ero stato attento, avevo persino preso degli appunti, su quella bellissima leggenda:<br \/>\n&#8220;Womolo e Wemo litigawono pew i confini di Woma. Womolo sconfisse Wemo e Woma pewci\u00f2 si chiam\u00f2 Woma. Se no di sicuwo potete scommettewci che Woma non si sawebbe chiamata Woma ma Wema&#8221;.<br \/>\n&#8211; Vai al posto, owa&#8230; &#8211; disse sconsolata maestra Pipp\u00eca.<\/p>\n<p><em><strong>Lo strano caso della pop\u00f2 blu<\/strong><\/em><br \/>\nEra una mattina di scuola come tutte le altre. Il sole fuori splendeva, la maestra di matematica matematicheggiava, il bidello Antonio bidellonava di qua e di l\u00e0 e tutto andava nel migliore dei modi. Sino a quando il bidello Antonio, che probabilmente si era stancato di bidellonare, entr\u00f2 in aula come una furia.<br \/>\n&#8211; Maestra Pipp\u00eca &#8211; disse &#8211; \u00e8 successa una cosa terribile!<br \/>\n&#8211; Si calmi e respiri a fondo, Antonio &#8211; disse maestra Pipp\u00eca. &#8211; Cosa \u00e8 successo?<br \/>\n&#8211; Nel bagno dei ragazzi, ho trovato&#8230;enorme, una cosa da non credere&#8230;<br \/>\n&#8211; Cosa da non credere?<br \/>\n&#8211; Ehm&#8230;, insomma, come dire&#8230; ho trovato mezzo chilo di pop\u00f2 blu!<br \/>\n&#8211; MEZZO CHILO DI CACCA BLU? &#8211; gridarono entusiasti tutti i miei compagni.<br \/>\nDella cosa vennero subito informati la Direzione, il Provveditorato agli Studi, l&#8217;Universit\u00e0, i Carabinieri e la Stampa. Vennero cos\u00ec, tutti in fila indiana, Direttori, Provveditori, Professoroni, Carabinieri e Giornalisti. Venne anche la Televisione.<br \/>\nChe riprese con la telecamera la pop\u00f2 blu e intervist\u00f2 tutti i presenti.<br \/>\n&#8211; Posso assicurare che prima non c&#8217;era &#8211; giur\u00f2 il bidello Antonio.<br \/>\n&#8211; Un vero mistero! &#8211; disse il Direttore.<br \/>\n&#8211; Prender\u00f2 provvedimenti! &#8211; esclam\u00f2 il Provveditore.<br \/>\n&#8211; Apriremo un&#8217;indagine! &#8211; assicurarono i Carabinieri.<br \/>\n&#8211; C&#8217;\u00e8 di sicuro una spiegazione scientifica! &#8211; dissero i Professoroni.<br \/>\nMentre tutti discutevano io chiesi al mio nuovo compagno di banco: &#8211; Che ne pensi, Puffo?<br \/>\nLui si aggiust\u00f2 il suo capello da puffo in testa e mi sorrise con il suo bel sorriso blu.<br \/>\n&#8211; Domani quasi quasi la faccio rosa&#8230; &#8211; disse.<\/p>\n<p><em><strong>Tema: il rientro dalle vacanze<\/strong><\/em><br \/>\nOggi al rientro a scuola abbiamo trovato una gran confusione. La solita storia di ogni anno. Da quando l&#8217;edificio \u00e8 stato ceduto nel periodo delle vacanze al Raduno Estivo degli Orchi e delle Streghe, non c&#8217;\u00e8 un settembre che cominci come si deve. Pentoloni di liquidi giallo-verde-moccio in palestra; ragnatele muco-viscido-vischiose sulle pareti; code mozze di lucertola sotto i banchi; baffi di gatto, occhi di rospo, e viscere di scarafaggi dappertutto.<br \/>\nPer di pi\u00f9 quest&#8217;anno gli Orchi e le Streghe si sono dimenticati di sciogliere tutti gli incantesimi. Roba da non credere. Lavagne a penzoloni sui soffitti, cattedre al galoppo negli anditi, sedie che sganciavano puzzettine pupuzzose e computers che pattinavano negli anditi.<br \/>\nSembra che nell&#8217;armadio della quarta C abbiano trovato una streghetta ubriaca. Una piccola piccola con i lunghi capelli bianchi, con mille rughe sulla fronte e con i denti appuntiti. Ha morso sulla mano il bidello Antonio e non mollava la presa. Mia mamma dice sempre che \u00e8 tutta colpa del signor Sindaco. Perch\u00e9 non dovrebbe permettere agli Orchi e alle Streghe di far festa nell&#8217;ultima notte prima della riapertura della scuola.<br \/>\nNon so se anche maestra Pipp\u00eca la pensa cos\u00ec. Oggi \u00e8 arrivata a scuola un po&#8217; in ritardo. Aveva una faccia di sonno e due brutte occhiaie sotto gli occhi.<br \/>\n&#8211; Scusatemi bambini &#8211; ha detto. &#8211; Ma ho avuto una nottataccia.<br \/>\nPoi \u00e8 arrivata maestra Lucia.<br \/>\n&#8211; Ahaaaag&#8230; &#8211; ha detto sbadigliando.<br \/>\nInfine \u00e8 arrivata la direttrice. In mano aveva due cappellacci neri da strega.<br \/>\n&#8211; Ho trovato queste cose nel mio ufficio &#8211; ha detto.<br \/>\n&#8211; Grazie &#8211; hanno sospirato maestra Lucia e maestra Pipp\u00eca. &#8211; Non ci ricordavamo pi\u00f9 dove li avevamo messi.<br \/>\n&#8211; L&#8217;anno prossimo state pi\u00f9 attente &#8211; le ha rimproverate la direttrice, prima di volare via sulla sua scopa.<\/p>\n<p><em><strong>Una pinocchiata sulla testa<\/strong><\/em><br \/>\nUn giorno a maestra Maria cadde in testa un libro grosso cos\u00ec, BADABABUM! Da taciturna che era, trovandosi in testa tutto quel mucchio di parole, cominci\u00f2 a parlare e non la finiva pi\u00f9. E siccome il libro che gli era caduto in testa era l&#8217;allegro Pinocchio, divent\u00f2 anch&#8217;essa molto allegra e prese a dire un mucchio di bugie, circa centocinquanta al giorno o gi\u00f9 di l\u00ec:<br \/>\n&#8211; Due pi\u00f9 due pi\u00f9 due fa trentaquattro, il quadrato ha sette lati pi\u00f9 due angoli pi\u00f9 uno specchio in soggiorno, la volpe \u00e8 un insetto pelato dalla proboscide verde in primavera e rossa in autunno, la Sardegna si trova nell&#8217;Oceano Atlantico, mio marito \u00e8 un canguro, i canguri adorano le principesse, quindi io sono una Principessa&#8230; &#8211; e gi\u00f9 a ridere!<br \/>\nI miei compagni e le mie compagne, dopo una settimana di quella solfa e di quelle risate pazze, non ne potevano pi\u00f9. Cos\u00ec cercarono un sussidiario, un dizionario e una enciclopedia e, dopo aver preso bene la mira, li lasciarono cadere sulla testa di maestra Maria, BADABABUM! Che da quel giorno smise di dire bugie ma di parlare, pi\u00f9 di prima, non la finiva pi\u00f9:<br \/>\n&#8211; Due pi\u00f9 due pi\u00f9 due fa sei, il quadrato ha quattro lati, quattro angoli e nemmeno uno specchio in soggiorno, la volpe \u00e8 un mammifero, la Sardegna si trova nel Mediterraneo, mio marito si chiama Arturo ed \u00e8 un ferroviere baffuto, ai ferrovieri baffuti non piacciono le principesse, quindi io non sono una Principessa&#8230;- e gi\u00f9 a piangere lacrime grosse cos\u00ec!<br \/>\nI miei compagni e le mie compagne, dopo una settimana di quella solfa e di quelle lacrime grosse cos\u00ec non ne potevano pi\u00f9. Cos\u00ec ripresero l&#8217;allegro Pinocchio e con tutta la delicatezza possibile lo fecero cadere sulla testa di Maria, BADABABUM!!<br \/>\n&#8211; Meglio una maestra un po&#8217; bugiarda ma allegra &#8211; dissero &#8211; che non una piagnona da mattina a sera!<br \/>\nL&#8217;unico problema fu riuscire a far entrare Maria in aula, ogni mattina: con quel naso lungo che si ritrovava non riusciva pi\u00f9 a passare attraverso la porta.<\/p>\n<p><em><strong>Povera Cecilia!<\/strong><\/em><br \/>\n&#8211; Ed ora bambini, la maestra vi legger\u00e0 un bel libro!<br \/>\nMi viene un coccolone grande quanto un grande cocomero, quando maestra Pipp\u00eca dice cos\u00ec. Perch\u00e9 io poi lo so come va a finire. Pinocchi o Cenerentole, Piccoli Principi o Ultimefate, Streghe Malefiche o Grandi Avventure. Tutto fa brodo, per maestra Pipp\u00eca. Basta che dopo facciamo il riassunto, l&#8217;esposizione orale e i disegni, l&#8217;individuazione dei personaggi e lo schema della trama, la morale della favola, la trasposizione in rima, le nostre considerazioni personali e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<br \/>\nPer ogni pagina che lei legge, Pinocchi, Cenerentole, Piccoli Principi, Ultimefate, Streghe Malefiche e Grandi Avventure, e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, noi ne dobbiamo fare cento.<br \/>\nMeno male che qualcosa oggi l&#8217;ha distratta.<br \/>\n&#8211; Maestra, Cecilia non \u00e8 tornata dal bagno &#8211; abbiamo detto.<br \/>\n&#8211; Si sentir\u00e0 male, povera Cecilia &#8211; abbiamo aggiunto.<br \/>\n&#8211; Era pallida come la luna piena &#8211; abbiamo spiegato.<br \/>\n&#8211; Come la luna piena all&#8217;alba &#8211; abbiamo puntualizzato.<br \/>\n&#8211; Come la luna piena all&#8217;alba nel solstizio d&#8217;estate &#8211; abbiamo specificato, per andare sul sicuro.<br \/>\n&#8211; Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio, povera Cecilia! &#8211; ha detto maestra Pipp\u00eca.<br \/>\nQuando lei \u00e8 corsa fuori le siamo andati dietro e quando \u00e8 entrata in bagno, qualcuno, sicuramente per sbaglio, ha chiuso a chiave la porta. Da fuori.<br \/>\n&#8211; Bambini&#8230; &#8211; ha detto dopo un po&#8217; maestra Pipp\u00eca.<br \/>\n&#8211; Bambini! &#8211; ha ripetuto con la sua bella voce maestra Pipp\u00eca.<br \/>\n&#8211; BAMBINI!!! &#8211; ha gridato infine maestra Pipp\u00eca.<br \/>\nMa nessuno a quel punto l&#8217;ha sentita. Perch\u00e9 i miei compagni avevano raggiunto tutti Cecilia. In biblioteca. Per leggere finalmente un libro in santa pace.<\/p>\n<p><em><strong>Non bisogna mai dire le parolacce<\/strong><\/em><br \/>\nMaestra Pipp\u00eca ha proprio ragione. Non bisogna mai dire le parolacce, a scuola. Perch\u00e9 le parolacce &#8211; ci ha spiegato &#8211; sporcano sia chi le dice, sia chi le ascolta. Ieri per esempio \u00e8 successa una cosa molto strana, durante la ricreazione. Carletto e Luigino hanno cominciato a giocare a tappi. Luigino ha tirato: &#8211; Colpito!<br \/>\nCarletto ha tirato: &#8211; Cavolaccia miseriaccia! Ho sbagliato mira!<br \/>\nLuigino allora ha ricordato a Carletto che non \u00e8 educato dire le parolacce, perch\u00e9 le parolacce sporcano sia chi le dice, sia chi le ascolta.<br \/>\nLuigino ha tirato di nuovo il suo tappo: &#8211; Colpito!<br \/>\nCarletto ha tirato di nuovo il suo tappo: &#8211; Cavolaccia miseriaccia! Ho sbagliato mira!<br \/>\nLuigino allora si \u00e8 un po&#8217; adombrato, e ha detto a Carletto che lui non sopportava pi\u00f9 le sue parolacce, e che anzi, se ne avesse detta un&#8217;altra, avrebbe riferito tutto a maestra Pipp\u00eca.<br \/>\nLuigino ha tirato per l&#8217;ultima volta: &#8211; Colpito!<br \/>\nCarletto ha tirato per l&#8217;ultima volta: &#8211; Cavolaccia miseriaccia! Ho sbagliato mira!<br \/>\nLuigino a quel punto ha alzato la mano e ha riferito tutto a maestra Pipp\u00eca. E maestra Pipp\u00eca \u00e8 diventata cos\u00ec verde, povera maestra, per tutte quelle brutte parolacce che sporcano sia chi le dice sia che le ascolta, che ha perso la pazienza e ha tirato lo strofinaccio per il gesso a Carletto. Solo che non ha colpito Carletto.<br \/>\n&#8211; Ops! Ho sbagliato mira&#8230; &#8211; ha detto maestra Pipp\u00eca.<br \/>\n&#8211; Cavolaccia miseriaccia! &#8211; ha detto invece Luigino, sottovoce, con il naso sporco di gesso.<\/p>\n<p><em><strong>L&#8217;importante \u00e8 partecipare<\/strong><\/em><br \/>\nEravamo tutti molto emozionati ieri pomeriggio, davanti allo stadio Sant&#8217;Elia, per la partita dell&#8217;anno, Cagliari &#8211; Milan semifinale di Coppa Italia.<br \/>\nMaestra Pipp\u00eca, grande tifosa del Cagliari, con la sua sciarpa rossoblu e con il suo cappellino rossoblu, era invece calma e rilassata.<br \/>\n&#8211; Il calcio \u00e8 uno sport, bambini &#8211; ci aveva spiegato. &#8211; E per il vero sportivo, l&#8217;importante non \u00e8 vincere ma partecipare. Quindi oggi daremo prova di maturit\u00e0 e di autocontrollo, vero?<br \/>\n&#8211; S\u00ec &#8211; dicemmo tutti insieme.<br \/>\n&#8211; S\u00ec &#8211; dissero anche Matteo e Giorgia, che tifavano per il Milan.<br \/>\nQuando il Milan segn\u00f2 il primo gol maestra Pipp\u00eca si gir\u00f2 verso Matteo e Giorgia e gli sorrise.<br \/>\n&#8220;L&#8217;importante non \u00e8 vincere ma partecipare&#8221;, pensai guardandola con orgoglio.<br \/>\nQuando il Milan segn\u00f2 il secondo gol maestra Pipp\u00eca si gir\u00f2 verso Matteo e Giorgia e sorrise ancora.<br \/>\n&#8220;Che maturit\u00e0, che autocontrollo, la mia cara maestra!&#8221;, pensai guardandola con affetto.<br \/>\nQuando il Milan segn\u00f2 il terzo gol maestra Pipp\u00eca divent\u00f2 pallida pallida.<br \/>\n&#8220;Non star\u00e0 male?&#8221;, pensai un po&#8217; preoccupato.<br \/>\nAl quarto gol Maestra Pipp\u00eca si alz\u00f2 e ci disse:<br \/>\n&#8211; Vi aspetto fuori.<br \/>\nLa ritrovammo alla fine della partita, con la sciarpa rossoblu stretta nervosamente tra le mani.<br \/>\n&#8211; Come \u00e8 finita? &#8211; chiese, con appena un pizzico d&#8217;ansia nella voce.<br \/>\n&#8211; Quattordici a zero &#8211; risposero pacatamente Matteo e Giorgia, dando prova di maturit\u00e0 e autocontrollo.<br \/>\nLei li fiss\u00f2 con una strana luce negli occhi.<br \/>\n&#8211; Forse a voi due vi boccio &#8211; disse.<\/p>\n<p><em><strong>Valentina ha smesso di parlare<\/strong><\/em><br \/>\nIeri Valentina ha smesso di parlare. E&#8217; successo alla fine della ricreazione, quando siamo rientrati dal bagno dopo esserci lavati i denti.<br \/>\n&#8211; Non ti senti bene, Valentina? &#8211; le ha chiesto preoccupata maestra Pipp\u00eca. &#8211; Ti fa male la testa, hai mal d&#8217;orecchie, sei triste, non hai dormito, hai litigato con la mamma?<br \/>\nValentina \u00e8 rimasta l\u00ec con il suo bel visetto pallido, e non ha risposto.<br \/>\nAnche maestra Lucia si \u00e8 precipitata in aula: &#8211; Non ti senti bene Valentina? Ti fa male la testa, hai mal d&#8217;orecchie, sei triste, non hai dormito, hai litigato con la mamma?<br \/>\nMa Valentina \u00e8 rimasta muta come un pesce.<br \/>\n&#8211; Questa bambina sta poco bene &#8211; ha detto invece la direttrice, che capisce subito quando c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va. &#8211; Forse ha mal di testa, o mal d&#8217;orecchie, o \u00e8 triste, o non ha dormito, oppure&#8230;<br \/>\n&#8211; Oppure? &#8211; ha chiesto maestra Pipp\u00eca, trattenendo il fiato.<br \/>\n&#8211; Oppure ha litigato con la mamma! Chiamate la psico-super-pedagogista, subito!<br \/>\nLa psico-super-pedagogista ha preso Valentina da parte e l&#8217;ha fatta sedere sulle sue ginocchia. Ma non c&#8217;\u00e8 stato niente da fare. Valentina, con il suo visetto grigio-terreo-cenere, non ha aperto bocca.<br \/>\n&#8211; Secondo me &#8211; ha detto la psico-super-pedagogista, dopo aver riflettuto a lungo sul problema &#8211; qui c&#8217;\u00e8 qualcosa che non quadra. Credo che la bambina abbia mal di testa, o mal d&#8217;orecchie, o \u00e8 triste, o non ha dormito, oppure&#8230;<br \/>\n&#8211; OPPURE HA LITIGATO CON LA MAMMA! &#8211; sbuffarono tutti insieme i miei compagni.<br \/>\nValentina nel mentre si gir\u00f2 dal suo banco e mi restitu\u00ec il mio tubetto di colla attacca tutto. Insieme a un bigliettino: &#8211; Accidenti! &#8211; c&#8217;era scritto &#8211; Potevi anche dirmelo che non era dentifricio!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio nuovo compagno di banco Tutta colpa di una erre Lo strano caso della pop\u00f2 blu Tema: il rientro dalle vacanze. Una pinocchiata sulla testa Povera Cecilia! 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