{"id":130977,"date":"2013-10-02T10:46:11","date_gmt":"2013-10-02T10:46:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/?p=130977"},"modified":"2013-10-02T10:46:11","modified_gmt":"2013-10-02T10:46:11","slug":"kamigalo-parole-e-musiche-di-una-festa-africana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/kamigalo-parole-e-musiche-di-una-festa-africana\/","title":{"rendered":"Kamigal\u00f2, parole e musiche di una festa africana"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>La storia<\/strong><\/em><br \/>\nQuando mor\u00ec Kamigal\u00f2 tutti dissero \u00e8 morto il cielo nuvoloso. C&#8217;era il sole alto quel giorno e nei campi le piantine di miglio appassivano come lumache senza guscio.<br \/>\nEra morta ed era nata durante la siccit\u00e0, Kamigal\u00f2. Quando sua madre si accorse di avere il ventre troppo gonfio, la stagione secca durava ormai da due anni.<br \/>\nI campi erano arsi e le donne che si mettevano in cammino all&#8217;alba, perch\u00e9 il pozzo che aveva ancora acqua era lontano, tornavano a casa con la pelle bruciata e il cuore in altomare. Ma quando sua madre si aggrapp\u00f2 all&#8217;albero di mopane, aspettando che la vita le uscisse dal corpo con l&#8217;impeto di un fiume in piena, il cielo divent\u00f2 all&#8217;improvviso nero come la notte e il vento soffi\u00f2 forte.<br \/>\n&#8211; Ti chiamerai Kamigal\u00f2. &#8211; disse allora la madre alla figlia. &#8211; Perch\u00e9 nella lingua jola Kamigal\u00f2 vuol dire cielo nuvoloso che sta per piovere.- E pronunciate quelle parole, l&#8217;acqua scese dalle nuvole e bagn\u00f2 i campi rossi di terra e sorgo, e dal cielo si diffuse un ritmo nuovo e audace, come una musica appassionata di djemb\u00e9 accordata ai vagiti di una neonata.<br \/>\nBast\u00f2 questo prodigio perch\u00e9 tutti capissero che era nata una profetessa. La adornarono con sette ju ju, perch\u00e9 sette sono i giorni che dividono la terra dal cielo. E in dono le portarono la pi\u00f9 grossa calebassa del campo.<br \/>\n&#8211; Che la tua vita sia un ricco raccolto. &#8211; le disse il Capo del villaggio.<br \/>\nKamigal\u00f2 crebbe bella e col cuor contento, e quando venne il tempo, prese un marito che arrivava da lontano e aveva il corpo nudo dipinto a strisce e punti e un&#8217;acconciatura fatta di piume gialle come un uccello tessitore.<br \/>\nVissero felici, marito e moglie, lei badava all&#8217;acqua e al fuoco, e lui pensava a mietere il grano. Cos\u00ec, uno dopo l&#8217;altro, nacquero quattro maschi. E il giorno delle nozze dei figli, Kamigal\u00f2, come si usa dalle sue parti, diede alle famiglie delle spose le quattro mucche dalle corna grosse che aveva ereditato da suo padre.<br \/>\nMa poi venne ancora la siccit\u00e0 e nei villaggi molte bestie morirono.<br \/>\n&#8211; Dovresti sacrificare la capra nera e anche il gallo rosso agli spiriti delle nuvole.<br \/>\n-Solo tu puoi far piovere.- diceva la gente.<br \/>\nMa lei tirava un sospiro.<br \/>\n&#8211; L&#8217;uomo che si \u00e8 alzato sulle punte dei piedi per sembrare pi\u00f9 grande \u00e8 caduto a terra. &#8211; esclamava e si metteva a spulciare i suoi nipoti con le due mani grandi: un dito da solo non uccide un pidocchio.<br \/>\nIl giorno che mor\u00ec, Kamigal\u00f2 era cos\u00ec vecchia che i bambini del villaggio l&#8217;avevano soprannominata piede che canta, perch\u00e9 certe volte le sue ossa scricchiolavano cos\u00ec tanto che sembravano un frinire sommesso di cicale.<br \/>\nMor\u00ec senza soffrire, Kamigal\u00f2, chiuse gli occhi sotto il grande baobab. Vicino a lei i bambini giocavano con le latte di pomodoro che avevano legato l&#8217;una all&#8217;altra come tanti vagoni di un treno.<br \/>\nQuando i bambini diedero l&#8217;allarme, prima arriv\u00f2 il marito, sorretto da un bastone, poi i figli seguiti dalle nuore, quindi venne il Capo, infine tutto il villaggio, preceduto dai suonatori. Gli uomini pi\u00f9 giovani battevano la terra con le mani e i piedi, e le donne facevano vibrare forte la lingua in un grido lungo e acuto.<br \/>\nEra un grido di tristezza, ma anche di speranza.<br \/>\n&#8211; La vita \u00e8 un girotondo, e ci\u00f2 che muore sempre rinasce. &#8211; dissero gli anziani.<br \/>\nFurono chiamati gli imbalsamatori. Kamigal\u00f2 fu portata nella sua capanna e l\u00ec il suo corpo fu lavato, profumato, purificato con balsami e incenso bruciato. Poi lo stregone le spalm\u00f2 le membra con un olio ricavato dalle piante della foresta. Era l&#8217;olio con cui venivano benedetti i ragazzi durante il rito d&#8217;iniziazione. Nessuno sapeva da quali piante fosse estratto: la formula era segreta, se la tramandavano gli stregoni di padre in figlio. E anche le prove che i ragazzi dovevano superare per diventare uomini dovevano restare segrete, e guai a parlarne, due galli nel pollaio non cantano mai, diceva il Capo. Ma quell&#8217;olio, tutti lo sapevano, aveva la forza della luna, che fa crescere il miglio e fa danzare l&#8217;anima.<br \/>\nQuando il corpo fu imbalsamato e l&#8217;olio odoroso sparse la sua fragranza per la capanna e il cortile polveroso, gli uomini iniziarono a suonare il tamburo e le donne si misero a ballare. Lo facevano a turno, una dopo l&#8217;altra, le braccia avanti, i fianchi grandi che ondeggiavano, i piedi che battevano forte, in un ritmo sempre pi\u00f9 concitato che accelerava anche il cuore.<br \/>\nIl corpo di Kamigal\u00f2 sarebbe restato l\u00ec, intatto e profumato per sette giorni, e sette sarebbero stati i giorni della musica. E lei, Kamigal\u00f2, anche se il sole era caldo e faceva sollevare la polvere rossa sotto i piedi appassionati delle danzatrici, avrebbe sorriso immobile dal suo letto di paglia.<br \/>\nUn cane abbai\u00f2, le cicale frinirono pi\u00f9 forte. Tre avvoltoi sull&#8217;albero di jacaranda abbassarono il capo e guardarono gi\u00f9, ma quando il suono dei tamburi aument\u00f2, con un grido rauco, scapparono via.<br \/>\nLe capre furono uccise, scuoiate e messe a rosolare. Il fuoco fu acceso nel centro del villaggio, e molti invitati furono attesi, anche i mendicanti.<br \/>\nIl marito di Kamigal\u00f2 si chiamava Borelo, che significa uomo che sta per cadere. Si teneva stretto al suo bastone e pensava che sua moglie era sempre stata come l&#8217;acqua fresca che lenisce il dolore.<br \/>\n&#8211; Attraversare la foresta con te ha tenuto lontana la paura! &#8211; esclam\u00f2.<br \/>\nMa i figli guardarono la madre e notarono che aveva le gambe storte.<br \/>\n&#8211; Mamma, quando eri viva non vedevamo i tuoi difetti. &#8211; dissero.<br \/>\n&#8211; Vostra madre \u00e8 vostra madre. Che importanza ha, se la morte le ha stortato le gambe!? &#8211; rispose allora la nuora pi\u00f9 vecchia.<br \/>\nPoi venne Boto, il mendicante.<br \/>\n&#8211; Mi chiamo Boto, che vuol dire borsa vuota. &#8211; disse. -Ti ringrazio, Kamigal\u00f2, per la coscia di capra, che manger\u00f2 al tuo funerale.<br \/>\nE vennero tutti gli abitanti del villaggio e dei villaggi vicini a mangiare e a parlare con lei.<br \/>\n&#8211; Quando eri viva avevi la vista di una giraffa.<br \/>\n&#8211; E avevi la forza di una leonessa in caccia.<br \/>\n&#8211; Adesso, senza di te, il villaggio \u00e8 come un elefante che ha perduto le zanne. &#8211; diceva la gente.<br \/>\nFurono servite le capre, il riso e il vino di palma. Mangiarono tutti con grande appetito, sole alcune donne anziane, quelle nate al tempo di Kamigal\u00f2, che gli anni, li contavano appendendo un cordoncino alla capanna ogni stagione delle piogge, e con le siccit\u00e0 che erano venute avevano di certo perduto il conto, fecero voto di saltare il pasto per sette giorni e sette notti, anche se le forze gi\u00e0 cedevano, e qualcuna poi mangi\u00f2 di nascosto. Ma le altre, quelle pi\u00f9 giovani, ballarono, batterono le mani, si saziarono, e piansero a dirotto.<br \/>\nE pianse anche Borelo, che a Kamigal\u00f2 voleva chiedere un favore.<br \/>\n&#8211; Kamigal\u00f2 cara. &#8211; disse avvicinandosi al corpo di sua moglie, con in mano una stoffa dipinta a cera. &#8211; Porta questo regalo a mia madre, che \u00e8 morta quando io ero un bambino senza avere il tempo di farmi una carezza. Dille, per favore, di massaggiarmi ogni sera con la sua mano lieve, perch\u00e9 certi giorni sento una fitta al petto come se uno spirito maligno mi stesse conficcando un chiodo.<br \/>\nLe tortore cantavano tra i rami del grande baobab.<br \/>\n&#8211; Arrivederci Kamigal\u00f2!<br \/>\nBorelo baci\u00f2 la moglie sulla fronte e usc\u00ec dalla capanna. Sulla porta c&#8217;era una fila di persone che aspettava di entrare.<br \/>\nLa prima fu Egniap, il cui nome vuol dire sorella grassa. Si avvicin\u00f2 a Kamigal\u00f2 con una pipa in mano e sussurr\u00f2:<br \/>\n&#8211; Ti ricordi di me, vero? Tu hai avuto quattro figli e un marito che lavoravano la terra, cara sorella, e quattro nuore che pestavano il miglio nel mortaio. Ma io dalla mia pancia grande, ho avuto un solo figlio, bianco, albino, cos\u00ec brutto, che nessuna se l&#8217;\u00e8 voluto sposare. E ho avuto un marito cos\u00ec scansafatiche che alla sera, invece di stendersi con me, preferiva fumare e parlare con gli amici. Allora io gli gridavo: cerca almeno una moglie per il nostro unico figlio. Ma quando l&#8217;ha trovata, non l&#8217;ha data a suo figlio, l&#8217;ha tenuta per s\u00e9.<br \/>\nNel cortile un gruppetto di bambini ripeteva &#8220;Piede che canta, piede che canta&#8221;, cantilenando le parole come fossero una ninna nanna. Poi qualcuno grid\u00f2 di tacere e nell&#8217;aria rest\u00f2 solo una risata soffocata.<br \/>\nAllora Egniap mise la pipa ai piedi del letto e soffi\u00f2 aria dal naso con la forza di un toro.<br \/>\n&#8211; Tieni Kamigal\u00f2, dalla a mio marito e digli che l&#8217;ho perdonato. Il giorno delle nozze, mor\u00ec, senza avere avuto il tempo di dare alla sua seconda moglie un figlio con la pelle d&#8217;ebano e i capelli di carruba, come avrebbe voluto. Ecco come vanno le cose, gli piaceva fumare, e anche i suoi desideri sono finiti in fumo.<br \/>\nFuori i tamburi suonavano forte. Egniap spost\u00f2 la tenda e l&#8217;ultimo raggio del tramonto si pos\u00f2 sulle palpebre chiuse della morta. D&#8217;un tratto Kamigal\u00f2 sembr\u00f2 spalancare gli occhi. Ma fu un attimo, Egniap non si accorse di nulla e usc\u00ec dalla stanza.<br \/>\nPoi fu la volta di Baindi, che vuol dire donna che cerca di raggiungere qualcosa. Aveva in mano un balafon, fatto di zucche gialle e di lamelle di legno chiaro.<br \/>\n&#8211; Tieni Kamigal\u00f2, prendi il balafon e portalo a mio padre che era uno grande stregone e digli che ogni giorno suono per gli spiriti.- sussurr\u00f2 Baindi entrando nella stanza. -Lo faccio all&#8217;alba quando le gazzelle avanzano calme, e al tramonto quando il sangue scorre di nuovo inquieto. Suono per gli spiriti della pace che vivono nella luce e per gli spiriti dell&#8217;inganno, che si nascondono nelle tenebre. Suono per tutti, dillo a mio padre, perch\u00e9, quando morir\u00f2, voglio diventare uno spirito della musica.<br \/>\nBaindi disse poi parole misteriose, che solo le donne iniziate conoscevano e fugg\u00ec via.<br \/>\nLe ossa di Kamigal\u00f2 scricchiolarono, era solo il primo giorno, e altri sei sarebbero seguiti nello stesso modo. Che fatica restare in pace, sembr\u00f2 pensare, e il suo sorriso per un attimo si trasform\u00f2 in un gelido ghigno.<br \/>\nMa le tradizioni sono tradizioni.<br \/>\nI grilli avevano preso il posto delle cicale, e altri suonatori avevano preso il posto dei primi. Le donne continuavano a ballare e Egniap muoveva a ritmo il suo grosso sedere.<br \/>\nUn barbagianni grid\u00f2 e una iena rise al di l\u00e0 dei campi.<br \/>\nI giorni successivi, uomini e donne di ogni paese, molti venuti anche dall&#8217;altra riva del fiume, sfilarono nella capanna di Kamigal\u00f2. Tutti avevano un regalo per i loro morti: una coperta, una statua, un gioiello, persino un sacco di riso. Tutti affidarono a Kamigal\u00f2 una preghiera o un oggetto prezioso per i loro defunti, come si fa con un viaggiatore che parte per incontrare amici e parenti che da tempo vivono lontano.<br \/>\nKamigal\u00f2 ebbe pazienza, rest\u00f2 ferma, sorrise con un nuovo sorriso lieto e anche le sue ossa non scricchiolarono pi\u00f9.<br \/>\nFurono cantate molte canzoni: in Africa la festa della morte assomiglia a quella della vita.<br \/>\nAl settimo giorno, quando il sole era ormai alto, gli imbalsamatori avvolsero Kamigal\u00f2 in un telo bianco e la portarono al cimitero, dietro le acacie a forma di ombrello, un po&#8217; distante dal villaggio e dai campi, alla fossa che i vivi avevano gi\u00e0 scavato.<br \/>\nLa adagiarono nella buca grande, sul fianco destro, nella posizione che fa scordare i dolori. E accanto a lei misero tutti i doni che le avevano affidato. Poi la ricoprirono di terra. Era finita. Gli uomini e le donne che avevano ballato, col viso di pianto, col passo incerto e affaticato, tornarono verso le loro case.<br \/>\nS\u00ec, era proprio finita. Kamigal\u00f2 finalmente sospir\u00f2. Era stanca, ai regali avrebbe pensato dopo, bisognava rintracciare tutti i morti, non era una cosa facile. Un giorno suo marito e i suoi figli avrebbero mandato anche a lei doni magnifici, magari una di quelle verze buone che le piacevano tanto. Aveva avuto una vita serena, e ora avrebbe riposato in pace, pronta a proteggere i vivi e a rinascere grano, fiore o uomo se fosse stato necessario.<br \/>\nGrazie, pens\u00f2. Sono stata felice al mio villaggio. E stava per abbandonarsi all&#8217;abbraccio della terra, quando all&#8217;improvviso apr\u00ec gli occhi. C&#8217;era un&#8217;ultima cosa da fare, si gir\u00f2 verso il balafon che le aveva dato Baindi e prese a suonarlo piano, come un sussurro di sorgente e una melodia di fontana.<br \/>\nAllora il cielo sopra la tomba all&#8217;improvviso si oscur\u00f2. Lampeggi\u00f2 e tuon\u00f2, con l&#8217;impeto di un tamburo parlante che vuole annunciare un fatto improvviso e inaspettato.<br \/>\nKamigal\u00f2 batt\u00e9 pi\u00f9 forte sullo strumento. E alla musica della terra il cielo rispose con la musica della pioggia. Piovve sui campi, sulle capanne, sul viso di Borelo, che sussurrava tra s\u00e9 parole di nostalgia per la moglie amata. Piovve su Egniap, su Baind\u00ec, sui figli, sulle nuore, sul Capo del villaggio, e su Boto dalla borsa vuota. Piovve sui musicisti e sulle donne che stavano tornando a casa. Piovve sui trenini di latta che avevano costruito i bambini.<br \/>\n&#8211; E&#8217; arrivata la stagione della pioggia! &#8211; grid\u00f2 qualcuno e lo grid\u00f2 con una tale allegrezza che il suo grido si propag\u00f2 in una eco lontana. Poi tutti corsero nelle strade, si fermarono nella terra fangosa, aprirono le braccia e aspettarono che quell&#8217;acqua sciogliesse la loro fatica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia Quando mor\u00ec Kamigal\u00f2 tutti dissero \u00e8 morto il cielo nuvoloso. C&#8217;era il sole alto quel giorno e nei campi le piantine di miglio appassivano come lumache senza guscio. Era morta ed era nata durante la siccit\u00e0, Kamigal\u00f2. 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